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Un principio-cardine nella storia dell’Umanitaria è il binomio “Educazione è democrazia”, nella convinzione che ogni forma di analisi e discussione, nel rispetto e nel confronto con gli altri, possa seriamente contribuire ad una libera circolazione delle idee (che rappresenta l’essenza di ogni democrazia), e alla formazione della coscienza critica dell’individuo, considerato sempre come cittadino attivo e responsabile.

Nelle finalità dei dirigenti di questa istituzione, l’azione principale era rivolta ad un’idea di cittadino (uomo, donna, giovane e anziano), che coniugasse aspetti culturali ad istanze sociali e ad interventi nel campo dell’educazione e della formazione professionale, di modo che non ci fosse distinzione tra il fare e il sapere, ma che entrambe le attività (materiali e immateriali) fossero utilizzate per contribuire a formare un individuo e renderlo cosciente dei propri diritti e dei propri doveri verso la società e la comunità di appartenenza.

Oggi l’azione della Societ ve; Umanitaria è composta da alcuni filoni che si intrecciano a vicenda: insieme ad una grande varietà di iniziative culturali (incontri, mostre, concorsi, dibattiti), le attività istituzionali comprendono anche pubblicazioni cartacee e multimediali (cd e video), interventi nell'ambito della formazione professionale, sempre nell'ottica di “accrescere il valore individuale tecnico, intellettuale e morale del lavoratore e della lavoratrice, offrendo loro lo stimolo per la loro ascesa continua” (come si diceva il secolo scorso), ma anche progetti prettamente sociali, quali l'aggregazione e l'educazione degli adulti, la lotta alla dispersione scolastica e il riconoscimento dei cavalieri dei Diritti Umani.

A riprova che le linee-guida di un tempo ci sono ancora, e che i dirigenti dell’Umanitaria, con i dovuti distinguo, possono ancora compiacersi dell’appellativo di “pionieri di arditezze sociali”.