{"id":15301,"date":"2025-09-23T18:10:14","date_gmt":"2025-09-23T16:10:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/?page_id=15301"},"modified":"2025-09-23T18:16:00","modified_gmt":"2025-09-23T16:16:00","slug":"edizione-2011","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/cinema-delle-terre-e-del-mare-edizioni-passate\/edizione-2011\/","title":{"rendered":"Edizione 2011"},"content":{"rendered":"\n<p>Seconda edizione di<strong>\u00a0Cinema delle Terre del Mare<\/strong>, progetto della <strong>Societ\u00e0 Umanitaria di Alghero<\/strong> in collaborazione con l\u2019Assessorato alla Cultura nato nel 2009. Un tributo alla settima arte e ai suoi rapporti con il mare, ma anche un&#8217;occasione di valorizzazione e promozione del territorio, un viaggio itinerante tra le<em> location<\/em> pi\u00f9 suggestive della nostra costa, che ha come obiettivo ultimo fare di Alghero un punto di riferimento per il cinema nell\u2019Isola. La nostra citt\u00e0 non inventa questa candidatura, ma recupera una tradizione consolidata, l\u2019illustre passato del\u00a0<strong>Meeting Internazionale del Cinema<\/strong>, nato a Capo Caccia pi\u00f9 di quarant\u2019anni fa, di cui vuole essere l\u2019attualizzazione.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019anima profonda di Alghero, nelle immagini di don Giovanni Gallo e nella musica\u00a0di<strong> Franca Masu<\/strong>, l\u2019artista che ha portato Alghero nel mondo, ha aperto<strong>\u00a0<\/strong>Cinema delle Terre del Mare.<strong>\u00a0<em>Preg\u00e0ries\u00a0<\/em><\/strong>\u00e8 un omaggio alla vita dei pescatori e alla loro devozione alla Vergine del Santuario di Valverde, ma anche un atto d\u2019amore della voce catalana di Sardegna alle sue, e alle nostre, radici.\u00a0<em><strong>Queimada<\/strong><\/em>, nella storia del cinema italiano, \u00e8 un film unico per molti motivi. Caso raro di film d\u2019autore realizzato senza limiti di budget e in completa libert\u00e0, ha nelle sue molte contraddizioni la ragione del fascino che ancora esercita nello spettatore, prima tra tutte il fatto che si tratti contemporaneamente di un film d\u2019avventura e di un teorema ideologico, a cui\u00a0<strong>Gillo Pontecorvo<\/strong>\u00a0\u201cconferisce sangue e passione\u201d. Da un grande autore di ieri, a due maestri ancora in attivit\u00e0, per la fortuna dei cinefili.<strong>\u00a0Roman Polanski<\/strong>\u00a0non smette di inquietare lo spettatore con atmosfere dark e hard-boiled, e<em><strong>\u00a0Ghost Writer<\/strong> &#8211; <strong>L\u2019uomo nell\u2019ombra<\/strong><\/em>\u00a0\u00e8 solo l\u2019ultimo capitolo di una filmografia tutt\u2019altro che rassicurante.\u00a0Attuale, lontano dalle facili ideologie, pacifista, ecologista, melodrammatico, sentimentale,\u00a0<strong>Hayao Miyazaki\u00a0<\/strong>\u00e8 il pi\u00f9 grande inventore di fiabe per grandi e piccini dei nostri tempi. Con quasi vent\u2019anni di ritardo il pubblico italiano ha potuto godere di uno dei suoi film pi\u00f9 personali, politici e libertari.<em><strong>\u00a0Porco Rosso\u00a0<\/strong><\/em>\u00e8 un cartone animato per spettatori di tutte le et\u00e0.\u00a0Ancora cinema di impegno, scevro di retorica e ideologia con quel piccolo capolavoro del nuovo cinema spagnolo che \u00e8\u00a0<em><strong>I luned\u00ec al sole<\/strong><\/em>, grido anticapitalista affettuoso e amaro, che recupera il linguaggio del neorealismo per raccontare una storia di operai licenziati tanto simile a quelle che abbiamo letto nelle cronache di questi anni di crisi. <em><strong>Al Capolinea \u2013 The End Of the Line\u00a0<\/strong><\/em>\u00e8 uno dei documentari di denuncia pi\u00f9 sconvolgenti degli ultimi anni. La corsa sfrenata all\u2019approviggionamento ittico, con ogni mezzo, entro la met\u00e0 del secolo rischia di consegnarci oceani senza pi\u00f9 pesci da pescare: la fine di una risorsa che sembrava interminabile. \u201cLa fine del mondo pu\u00f2 nascondersi ovunque, anche nel piatto di merluzzo che mangeremo stasera\u201d. Per raccontare la pi\u00f9 classica delle storie <em>on the road<\/em>, non \u00e8 necessario essere americani, se si ha qualcosa da dire va bene anche la Basilicata\u2026<strong>\u00a0Rocco Papaleo<\/strong>, al suo esordio alla regia, stupisce, diverte e mostra la sua terra come al cinema non si era mai vista.\u00a0<em><strong>Basilicata Coast To Coast\u00a0<\/strong><\/em>\u00e8 un film sentito e randagio, la commedia di cui il cinema italiano aveva bisogno. C\u2019\u00e8 stato un tempo in cui il nostro cinema di genere era famoso in tutto il mondo per le sue colonne sonore. Un suono inconfondibile, tra<em> jazz, funk<\/em> e <em>progressive<\/em>, che ha influenzato generazioni di musicisti. Oggi, i migliori interpreti di quella tradizione sono i<strong>\u00a0Calibro 35<\/strong>. Il loro live chiude la rassegna.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cinema delle Terre del Mare<\/strong>\u00a0non \u00e8 solo proiezioni e concerti, \u00e8 anche laboratori.<strong>\u00a0Sonia Possentini<\/strong>, una delle pi\u00f9 quotate illustratrici italiane, ha guidato un gruppo di bambini alla costruzione di un piccolo libro che richiama le suggestioni del mare.\u00a0<strong>Marco Ieie <\/strong>e <strong>Gianmarco Serra\u00a0<\/strong>hanno condotto 16 cinefili alla costruzione di un film collettivo, astratto e non narrativo, manipolando una pellicola a 35 mm. Infine,<strong>\u00a0Giorgio Arlorio<\/strong>, uno dei maestri della sceneggiatura in Italia, ha tenuto un breve seminario di scrittura cinematografica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Seconda edizione di\u00a0Cinema delle Terre del Mare, progetto della Societ\u00e0 Umanitaria di Alghero in collaborazione con l\u2019Assessorato alla Cultura nato nel 2009. 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