{"id":14341,"date":"2025-08-01T09:41:48","date_gmt":"2025-08-01T07:41:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/?post_type=rubrica&#038;p=14341"},"modified":"2025-09-16T17:07:38","modified_gmt":"2025-09-16T15:07:38","slug":"ho-visto-martha-bruciare","status":"publish","type":"rubrica","link":"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/rubrica\/ho-visto-martha-bruciare\/","title":{"rendered":"Ho visto Martha bruciare"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"autore\"><em><strong><mark class=\"has-inline-color has-global-color-9-color\">A cura di Giusy Salvio\u00a0<\/mark><\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<div>\n<div class=\"wp-block-columns colonne-protagonisti is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:380px\">\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a class=\"open-image-overlay\" href=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/08\/Martha-Mansfield-fotografia-di-scena.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"406\" height=\"500\" src=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/08\/Martha-Mansfield-fotografia-di-scena.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14350\" srcset=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/08\/Martha-Mansfield-fotografia-di-scena.jpg 406w, https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/08\/Martha-Mansfield-fotografia-di-scena-244x300.jpg 244w\" sizes=\"auto, (max-width: 406px) 100vw, 406px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"didascalia\"><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Martha_Mansfield.jpg\"><strong>Martha Mansfield<\/strong><br>foto di Alfred Cheney Johnston di pubblico dominio<\/a><\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p>America, nei favolosi anni Venti. \u00c8 l\u2019ultimo decennio del cinema muto, prima che la rivoluzione del sonoro cambi per sempre il volto e i linguaggi della settima arte. L\u2019industria di Hollywood \u00e8 gi\u00e0 una macchina potente, e il sogno del cinema arde tra i giovani e le giovani alla ricerca di una grande occasione.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra loro c\u2019\u00e8 anche <strong>Martha Mansfield<\/strong>, che nel 1923 viene scelta per interpretare il ruolo della protagonista nel film della Fox Film Corporation, <em>The Warrens of Virginia<\/em>, legando inconsapevolmente il suo nome a quella che si riveler\u00e0 una delle pi\u00f9 grandi tragedie mai accadute su un set.<\/p>\n\n\n\n<p>Nata Martha Ehlrich, gi\u00e0 all\u2019et\u00e0 di 14 anni manifesta la sua voglia di calcare le scene: non le importa dove, se a teatro, se nella rivista, se al cinema, Martha vuole solo recitare ed \u00e8 sua madre, immigrata in Ohio dall\u2019Irlanda del Nord, che la cresce da sola tra mille difficolt\u00e0, a procurarle i primi ingaggi. Martha \u00e8 bella. Bellissima. Ha capelli d\u2019oro rosso e grandi occhi grigi, su un corpo morbido e sinuoso. Incarna perfettamente i canoni estetici dell\u2019epoca e in breve tempo diventa la modella prediletta del fotografo di moda Alfred Cheney Johnson e dell\u2019illustratore Harrison Fisher. Due collaborazioni importanti, che le aprono le porte di Broadway, in cui inizialmente viene scelta solo per piccoli ruoli, per lo pi\u00f9 decorativi, ma Martha non \u00e8 solo bella. \u00c8 dotata di un\u2019intelligenza vivida, unisce rigore e passione a un talento in erba.<br><br>Nel 1917 finalmente il cinema la scopre e firma un contratto con gli Essanay Studios per tre corti in cui reciter\u00e0 al fianco del gi\u00e0 famosissimo Max Linder. Nel 1918 arriva il primo lungometraggio e Martha cambia il suo cognome prima in Early (\u201cprecoce\u201d, in onore del suo talento) e poi in Mansfield, in onore della prima citt\u00e0 americana in cui si era trasferita sua madre. In quello stesso anno sposa il banchiere Kasper G. Shmidt, ma si rifiuta di trasferirsi con lui a Chicago. Ha solo il cinema in testa e dal 1919 comincia a dedicarcisi a tempo pieno.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"border-top\">\n<div>\n<div class=\"wp-block-columns colonne-protagonisti is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:380px\">\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a class=\"open-image-overlay\" href=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/08\/Martha-Mansfield-fotografia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"806\" height=\"1112\" src=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/08\/Martha-Mansfield-fotografia.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14351\" srcset=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/08\/Martha-Mansfield-fotografia.jpg 806w, https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/08\/Martha-Mansfield-fotografia-217x300.jpg 217w, https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/08\/Martha-Mansfield-fotografia-742x1024.jpg 742w, https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/08\/Martha-Mansfield-fotografia-768x1060.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 806px) 100vw, 806px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"didascalia\"><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Martha_Mansfield.jpg\"><strong>Martha Mansfield<\/strong><br>foto di Bain Service, publisher di pubblico dominio<\/a><\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p>La sua carriera decolla nel 1920, quando viene scelta per interpretare Millicent Carew al fianco dell\u2019attore John Barrymore, nell\u2019adattamento cinematografico di Dr Jeckyll e Mr Hyde, che si rivela un grandissimo successo di pubblico e critica. Vola Martha. Da quel momento comincia a collezionare film e piccoli ma significativi successi. \u00c8 l\u2019attrice pi\u00f9 fotografata di tutte e \u201cla ragazza pi\u00f9 bella di New York\u201d, come la stampa ama definirla. Nel 1923 firma un contratto con la Fox Film Corporation, che all\u2019epoca \u00e8 gi\u00e0 una piccola potenza dell\u2019industria cinematografica. \u00c8 l\u2019inizio della fine, ma Martha ancora non lo sa. Finalmente vede davanti a s\u00e9 la svolta, il film <em>The Warrens of Virginia<\/em>, firmato dal regista trentatreenne Elmer Clifton, in cui e per la prima volta veste i panni della protagonista, Agatha Warren.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo vari guasti alle macchine, disguidi e difficolt\u00e0 nella scelta del regista, i set vengono allestiti a S. Antonio in Texas. Nell\u2019ottobre del 1923 tutto \u00e8 pronto per girare ma, presagio oscuro, la mattina del 13 ottobre una violenta tempesta si abbatte sul Texas, causando ingenti danni e distruggendo interamente i set. La lavorazione slitta di settimane, tutti sono impazienti di cominciare a girare. I primi giorni scorrono senza particolari intoppi. C\u2019\u00e8 grande entusiasmo nell\u2019aria, e ognuno \u00e8 convinto di girare il film della vita. \u00c8 uscito il sole, e il regista Elmer Clifton lo aspetta da tempo. Ha fretta di girare. \u00c8 la mattina del 29 novembre. Un giorno del Ringraziamento che nessuno scorder\u00e0 mai pi\u00f9.<br><br>Martha esce dall\u2019Hotel di buon\u2019ora per avviarsi sul set allestito a Brackenridge Park, gi\u00e0 tutta abbigliata nel suo imponente abito di scena da tipica ragazza del Sud del 1860 tutto balze e crinoline, con una grande spilla che le appunta il colletto fin sotto il mento. \u00c8 raggiante nel suo abito bianco e nei suoi 24 anni che si affacciano alla vita, e quel giorno \u00e8 particolarmente felice. Le riprese sono quasi finite e lei lo sente, lei lo sa che sta facendo un ottimo lavoro. Gira di seguito tutte le sue scene quella mattina, senza sbagliare un colpo e, in attesa che venga allestito l\u2019ultimo set, va a riposarsi all\u2019interno della Limousine a disposizione del cast, parcheggiata poco lontano.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>All\u2019improvviso le sue grida orribili interrompono i lavori sul set e i testimoni la vedono con orrore lanciarsi fuori dalla macchina, avvolta dalle fiamme dalla testa ai piedi. \u00c8 gi\u00e0 una colonna di fuoco, quando i presenti si precipitano ad aiutarla. L\u2019autista della Limousine \u00e8 il primo ad accorrere in suo soccorso, ustionandosi gravemente le mani cercando di strapparle di dosso l\u2019enorme vestito che pare gi\u00e0 incollato alla sua carne, mentre l\u2019attore protagonista del film Wilfred Lytell le avvolge il capo con il suo cappotto, salvandole il viso dalle ustioni. Una volta domate le fiamme, Martha non grida pi\u00f9 ma \u00e8 cosciente. Ci tiene a rassicurare tutti: non prova molto dolore ma ha tanta paura di rimanere sfigurata e chiede in continuazione a chi \u00e8 con lei \u00abSei sicuro che il mio viso non sia danneggiato? Le mie guance e il mio collo resteranno segnati per sempre?\u00bb. Viene trasportata all\u2019ospedale di S. Antonio. Tutti tirano un sospiro di sollievo. Il suo viso \u00e8 illeso e le ferite non sembrano gravi.<\/p>\n\n\n\n<p>Poco dopo l\u2019accaduto Clifton si trova gi\u00e0 a dover rassicurare i giornalisti, accorsi a frotte avvertiti da chiss\u00e0 chi. Martha torner\u00e0 presto e lui finir\u00e0 il film appena si sar\u00e0 rimessa. Intanto si sparge la voce che Martha sia morta nell\u2019incendio, ma c\u2019\u00e8 chi dice che gi\u00e0 in serata sia tornata in albergo per passare la convalescenza. La realt\u00e0 \u00e8 che, dopo una notte di alternanza tra incoscienza e delirio, la mattina del 30 novembre Martha muore all\u2019ospedale di S. Antonio. Alle 11.42 il dottor John A. Watts firma il decesso, sopraggiunto per una tossiemia generale in seguito alle ustioni a tutte le estremit\u00e0. \u00c8 la fine prematura di una stella.<\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns colonne-protagonisti reverse border-top is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a class=\"open-image-overlay\" href=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/08\/Martha-mansfield-necrologio-The-Times-Dec-1923.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"384\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/08\/Martha-mansfield-necrologio-The-Times-Dec-1923-384x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14352\" srcset=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/08\/Martha-mansfield-necrologio-The-Times-Dec-1923-384x1024.jpg 384w, https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/08\/Martha-mansfield-necrologio-The-Times-Dec-1923-112x300.jpg 112w, https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/08\/Martha-mansfield-necrologio-The-Times-Dec-1923.jpg 546w\" sizes=\"auto, (max-width: 384px) 100vw, 384px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"didascalia\"><strong><mark class=\"has-inline-color has-global-color-8-color\">Martha Mansfield necrologio &#8211; The Times Shreveport, Louisiana 01 Dec 1923<\/mark><\/strong><\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p><strong>Ma cosa \u00e8 successo davvero a Martha Mansfield? Cos\u2019ha causato l\u2019incendio? Era davvero da sola in macchina?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Da questo momento in poi, la storia comincia a confondersi e a moltiplicarsi tante volte quanti sono gli sguardi dei testimoni, le reticenze della produzione, le speculazioni dei giornali, le curiosit\u00e0 dei morbosi e le falsit\u00e0 dei mitomani. I testimoni oculari giurano che Martha fosse da sola in macchina, ma in moltissimi articoli dell\u2019epoca, quelli di primissima mano, viene riportato che l\u2019autista della Limousine e Lytell fossero in auto con lei e per questo siano stati i primi a soccorrerla. Allora perch\u00e9 mentire? Per paura di quale colpa? L\u2019ipotesi pi\u00f9 accreditata \u00e8 che il vestito di Martha sia andato a fuoco a causa di una sigaretta, o del fiammifero utilizzato per accenderla, lanciati inavvertitamente da qualcuno attraverso il finestrino aperto dell\u2019auto. Inavvertitamente o dolosamente? Anche questo si chiede la polizia durante le indagini. Ma chi poteva avere dei motivi per odiare a tal punto una giovane attrice ancora semi sconosciuta? La pista viene presto abbandonata, cos\u00ec come quella del suicidio.<\/p>\n\n\n\n<p>Timidamente ma non troppo, i testimoni azzardano che possa essere stata Martha stessa ad accendersi una sigaretta in macchina per rilassarsi in attesa di girare il gran finale, ma \u00e8 sua madre a smentire con forza questa ipotesi: a Martha il fumo non piaceva e anzi, la metteva estremamente a disagio, fumava solo se lo richiedevano le sue parti o occasionalmente a qualche festa, e solo in compagnia. Non pu\u00f2 essere stata lei.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo l\u2019annuncio del decesso, per paura di fastidiose fughe di notizie che possano comprometterne l\u2019immagine pubblica e l\u2019investimento fatto, la Fox prende in mano la gestione delle informazioni e diffida chiunque, dal regista al cast alla troupe, di parlare della tragedia. Si pu\u00f2 parlare soltanto del film. Che si finir\u00e0 perch\u00e9 Martha aveva gi\u00e0 girato la maggior parte delle sue scene. Le cose per\u00f2 non vanno proprio cos\u00ec: il film non regge e Clifton alla fine decide di ingaggiare un\u2019altra attrice e di ridimensionare la parte di Martha, rimuovendo l\u2019ultima possibilit\u00e0 di regalare il suo nome alla storia del cinema. Poco male in realt\u00e0 perch\u00e9 all\u2019uscita, nel 1924, il film colleziona critiche asprissime e si rivela un colossale flop, dappertutto tranne che a S. Antonio, dove l\u2019interesse morboso per la tragedia fa letteralmente esplodere il botteghino.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 che \u00e8 accaduto a Martha Mansfield non \u00e8 per\u00f2 la causa del fallimento della pellicola, che da tutti viene considerata trascurabile, \u00abuna storia sulla guerra civile americana come ce ne sono tante\u00bb, dalla \u00abtrama debole\u00bb, \u00absenza forza e profondit\u00e0\u00bb, come riportano alcune delle recensioni dell\u2019epoca. Impossibile verificare per\u00f2, perch\u00e9 The Warrens of Virginia \u00e8 sparito da tutti gli archivi senza lasciare alcuna traccia. E se il destino della protagonista \u00e8 stato atroce, non si pu\u00f2 dire che agli altri membri del cast sia andata bene: tutti speravano in una svolta decisiva nella carriera e invece, per quasi tutti, questo sar\u00e0 il primo e l\u2019ultimo film. Persino Clifton viene licenziato al termine del suo contratto, e finir\u00e0 a girare film di serie B nel quasi completo anonimato.<\/p>\n\n\n\n<p>La maledizione di <em>The Warrens of Virginia<\/em> comincia per\u00f2 gi\u00e0 nel 1907, con la sua prima messa in scena come opera teatrale, firmata dal drammaturgo William C. de Mille e prodotta da David Belasco. La bravissima protagonista scelta per il ruolo di Agatha, Charlotte Walker, verr\u00e0 sommersa dalle critiche sulla sua moralit\u00e0 (aveva osato divorziare da un uomo violento e intraprendere una nuova relazione), tanto da far chiudere anticipatamente lo spettacolo. Belasco in seguito propone allo scrittore George Cary Eggleston di scrivere un romanzo basato sull\u2019opera. Lo scrittore accetta, decretando la sua fine: la storia trattata indispettisce la critica del Sud, tanto aspra che Eggleston decider\u00e0 di estromettere il titolo dall\u2019elenco ufficiale delle sue opere. Nel 1909 Belasco riprova a mettere su lo spettacolo a Chicago con Evelyn Vaughan come protagonista: questa volta la pi\u00e8ce si rivela un grande successo, tanto che nel 1914 la Lasky Film decide che <em>The Warrens of Virginia<\/em> \u00e8 pronto per approdare al cinema. Il film esce nel 1915 e per interpretarlo viene scelta Blanche Sweet, che arriv\u00f2 ad odiare la sua interpretazione nel film. Durante le riprese sul set un grave incidente coinvolge lei e la sceneggiatrice Jeanie MacPherson, compromettendo la sua affezione al progetto e l\u2019intero andamento del film.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 che \u00e8 accaduto a Martha Mansfield, la quarta Agatha Warren, \u00e8 stato l\u2019apice di una storia maledetta, costellata di insuccessi, malelingue e incidenti di ogni genere. Al suo funerale a New York, il 4 dicembre del 1923, partecipano celebrit\u00e0 del mondo del cinema e ben 5000 persone in processione a porgerle l\u2019ultimo saluto. Ma neanche con la morte la maledizione si ferma, sotto forma di un\u2019ultima piccola beffa: sulla tomba di Martha, una semplice lapide col suo nome nel Woodland Cemetery di N.Y., incisa nella pietra per sempre, \u00e8 riportata la sua data di nascita\u2026 sbagliata.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>Abbina la lettura del racconto all\u2019ascolto della playlist Spotify.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-rich is-provider-spotify wp-block-embed-spotify wp-embed-aspect-21-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe title=\"Spotify Embed: Ho visto Martha bruciare\" style=\"border-radius: 12px\" width=\"100%\" height=\"352\" frameborder=\"0\" allowfullscreen allow=\"autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/open.spotify.com\/embed\/playlist\/3BVnqHKHe0L1rsIQoUyCEz?utm_source=oembed\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n","protected":false},"featured_media":14716,"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_seopress_robots_primary_cat":"","_seopress_titles_title":"","_seopress_titles_desc":"","_seopress_robots_index":"","inline_featured_image":false},"categoria-rubriche":[60],"class_list":["post-14341","rubrica","type-rubrica","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","categoria-rubriche-le-produzioni-pericolose"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-json\/wp\/v2\/rubrica\/14341","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-json\/wp\/v2\/rubrica"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-json\/wp\/v2\/types\/rubrica"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-json\/wp\/v2\/media\/14716"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14341"}],"wp:term":[{"taxonomy":"categoria-rubriche","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-json\/wp\/v2\/categoria-rubriche?post=14341"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}