{"id":14579,"date":"2025-09-08T10:35:17","date_gmt":"2025-09-08T08:35:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/?post_type=rubrica&#038;p=14579"},"modified":"2025-09-16T17:09:12","modified_gmt":"2025-09-16T15:09:12","slug":"ribelli-sul-lato-selvaggio-della-vita","status":"publish","type":"rubrica","link":"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/rubrica\/ribelli-sul-lato-selvaggio-della-vita\/","title":{"rendered":"Ribelli sul lato selvaggio della vita"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"autore\"><em><strong><mark class=\"has-inline-color has-global-color-9-color\">A cura di Alessandra Sento<\/mark><\/strong>\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n\n<div>\n<div>\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p><mark class=\"has-inline-color has-contrast-color\"><em>Credo che Giovent\u00f9 bruciata rimarr\u00e0 per sempre un capolavoro, \u00e8 l\u2019unica tragedia greca del cinema americano<\/em><\/mark>.<\/p><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><mark class=\"has-inline-color has-global-color-8-color\">William Faulkner , Giovent\u00f9 bruciata. Profezie e maledizione di un film cult: il tragico destino di James Dean, Sal Mineo e Natalie Wood, in Hollywood criminale (a cura di Diego Giuliani e Sabrina Ramacci), Newton Compton Editori, Roma, 2007 p. 124<\/mark><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"CRASH - INCIDENTE JAMES DEAN\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/qikIKZMJkc8?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong><em>Crash<\/em>&nbsp;di David Cronenberg [1996] &#8211; L&#8217;incidente mortale di James Dean<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns colonne-protagonisti reverse border-top is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\"><div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"739\" src=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/James_Dean_nel_1955_sul_set_di_Gioventu_bruciata_Rebel_without_a_cause_di_Nicholas_Ray.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14580\" style=\"width:485px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/James_Dean_nel_1955_sul_set_di_Gioventu_bruciata_Rebel_without_a_cause_di_Nicholas_Ray.jpg 600w, https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/James_Dean_nel_1955_sul_set_di_Gioventu_bruciata_Rebel_without_a_cause_di_Nicholas_Ray-244x300.jpg 244w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/James_Dean#\/media\/File:James_Dean_in_Rebel_Without_a_Cause.jpg\"><strong>James Dean nel 1955 sul set di <em>Rebel without a cause \u2013 Giovent\u00f9 bruciata <\/em>di Nicholas Ray &#8211; F<\/strong><strong>oto di pubblico dominio<\/strong><\/a><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"didascalia\"><\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p>All\u2019alba del 30 settembre del 1955, James Dean, il nuovo divo bello e maledetto del cinema americano, il ragazzo dell\u2019Indiana diventato un mito dopo soli tre film, \u00e8 nell\u2019officina della Hollywood Competition Motors. Deve ritirare la sua nuova Porsche 550 Spyder argento per partecipare alla gara automobilistica di Salinas. I motori sono sempre stati una grande passione. Nel marzo del 1955 \u00e8 secondo a Palm Springs, a maggio terzo a Bakersfield e quarto a Santa Monica. Il meccanico e pilota tedesco Rolf W\u00fctherich, da poco in America, sta facendo la messa a punto con la stessa precisione di un chirurgo in sala operatoria, come racconter\u00e0 suo figlio Bernd. La <em>little bastard<\/em>, cos\u00ec James aveva affettuosamente ribattezzato la macchina, su consiglio dello <em>stuntman<\/em> Bill Hickman, doveva essere trasportata con un carrello trainato da una Ford Country. Rolf, invece, propone di approfittare delle trecento miglia di distanza da Los Angeles a Salinas per rodare il motore. Dopo due ore, una tappa per fare rifornimento, e l\u2019ultima foto di James da vivo, con la sua t-shirt bianca, i pantaloni azzurri, i guanti con le dita tagliate e l\u2019ennesima sigaretta in bocca. Gliela scatter\u00e0 proprio Rolf, il suo angelo custode, cos\u00ec lo chiama lui prima di rimettersi in marcia. Il resto \u00e8 cronaca, anzi leggenda.<\/p>\n\n\n\n<p>Sulla Route 466, vicino a Paso Robles, Donald Turnupseed sta tornando a casa dai genitori alla guida di una Ford Custom bicolore. Svolta a sinistra e attraversa la corsia della Porsche, che sta viaggiando a oltre 160 km all\u2019ora. L\u2019attore \u00e8 convinto che il ragazzo li abbia visti. Sono le ultime parole che sussurra al suo compagno di viaggio. Si sbaglia. La&nbsp;<em>little bastard<\/em>&nbsp;si schianta violentemente \u00abaccartocciandosi come un pacchetto di sigarette vuote\u00bb, dir\u00e0 un testimone. James ha il collo rotto, fratture varie e lesioni interne. Il coroner delle star Paul E. Werrick ne dichiarer\u00e0 la morte alle 17.59. Rolf, scaraventato fuori dall\u2019abitacolo, si spezza una gamba e batte la testa. Niente di grave. Avr\u00e0 una vita altrettanto disperata, segnata dal senso di colpa dei sopravvissuti. Morir\u00e0 nel 1981, in Germania, sbattendosi violentemente contro un muro, dopo una serata troppo alcolica.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>James Dean perde la vita qualche giorno prima dell\u2019uscita in sala di&nbsp;<em>Rebel without a cause \u2013 Giovent\u00f9 bruciata<\/em>, film leggendario del grande maestro del cinema americano Nicholas Ray. Il regista con la passione per l\u2019architettura (aveva avuto il privilegio di studiare con Frank Lloyd Wright); il regista che ha saputo essere classico e moderno, curioso e infaticabile; il regista che credeva che l\u2019unico modo per insegnare a qualcuno il mestiere del cinema fosse girare un film.&nbsp;\u00abSono Il miglior diavolo di regista del mondo e non ho mai fatto un film del tutto riuscito\u00bb, diceva ironicamente di se stesso.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Nicholas Ray Documentary\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/1dgODZt3_Ao?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Nicholas Ray documentary<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div>\n<div class=\"wp-block-columns colonne-protagonisti is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\"><div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"797\" height=\"1000\" src=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/Foto_pubblicitaria_di_Natalie_Wood.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14581\" style=\"width:485px\" srcset=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/Foto_pubblicitaria_di_Natalie_Wood.jpg 797w, https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/Foto_pubblicitaria_di_Natalie_Wood-239x300.jpg 239w, https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/Foto_pubblicitaria_di_Natalie_Wood-768x964.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 797px) 100vw, 797px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><strong><a href=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/e\/e9\/Natalie_Wood.jpg\">Foto pubblicitaria di Natalie Wood di pubblico dominio<\/a><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p>Solo cinque anni dopo toccher\u00e0 a Natalie Wood. L\u2019<em>enfant prodige<\/em>&nbsp;di Hollywood che a soli nove anni debutta in&nbsp;<em>Miracle on 34th Street \u2013 Miracolo della 34esima strada<\/em>. Aveva dichiarato di essere terrorizzata dall\u2019idea di morire annegata. Forse perch\u00e9 a sua madre, donna piuttosto superstiziosa, una chiromante anni prima aveva predetto che la figlia sarebbe morta in \u201cacque scure\u201d. Il 30 novembre del 1981 l\u2019attrice \u00e8 a bordo del suo yacht insieme al marito Robert Wagner, celebre protagonista della fortunata serie televisiva americana&nbsp;<em>Hart to Hart \u2013 Cuore e batticuore<\/em>&nbsp;e l\u2019amico Christopher Walken. In quel periodo lui e Natalie sono sul set del film&nbsp;<em>Brainstorm \u2013 Generazione elettronica<\/em>. In giro si dice che abbiano una relazione. Cenano a terra, al Doug\u2019s Harbor Reef Restaurant, e bevono parecchio. Poi tornano a bordo. Complice forse l\u2019elevato tasso alcolico o la gelosia del marito per l\u2019ospite, il clima si scalda e l\u2019attrice decide di andare in cabina. Alle 24.20 lo skipper si accorge che il gommone \u00e8 sparito, e Natalie con lui. A circa due miglia dalle rocce di Blu Cavern Point, le prime luci dell\u2019alba rivelano un corpo che galleggia, con lo sguardo rivolto verso l\u2019abisso. Il medico dir\u00e0 che si \u00e8 trattato di morte per annegamento accidentale, anche se sul cadavere compariranno lividi, ecchimosi ed escoriazioni, sul collo in particolare.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Natalie Wood: What Remains Behind (2020) | Official Trailer | HBO\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/2JRzLBVxWik?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong><em>Natalie Wood: what remains behind <\/em>di Laurent Bouzereau (2020)<\/strong> &#8211; <strong>Official trailer <em>&nbsp;<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"border-top\">\n<p>Per questo, per molti,&nbsp;<em>Rebel without a cause<\/em>, diventa presto un film maledetto. Un film che dimostra quanto il cinema e la realt\u00e0 siano capaci di rincorrersi. Girato l\u2019anno dopo il successo di quel&nbsp;<em>Johnny Guitar<\/em>&nbsp;osannato dai critici dei&nbsp;<em>Cahiers du cinema<\/em>,&nbsp;<em>Rebel without a cause<\/em>&nbsp;diventa immediatamente il manifesto del ribellismo giovanile di un\u2019America post bellica piena di contraddizioni, divisa tra il nuovo benessere del boom economico e la questione razziale. Paolo Mereghetti dice che ci sono film che rischiano di rimanere prigionieri del loro titolo e&nbsp;<em>Giovent\u00f9 bruciata<\/em>&nbsp;\u00e8 uno di questi.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Paolo Mereghetti racconta &#039;Giovent\u00f9 bruciata&#039;\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/asjK1jcMSMQ?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Paolo Mereghetti racconta <em>Giovent\u00f9 bruciata<\/em><\/strong><\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<p>Nel 1954 Nicholas Ray presenta alla Warner un soggetto che scrive a partire dal libro&nbsp;<em>Rebel without a cause: the story of a criminal psychopath<\/em>, dello psichiatra Robert Lindner, una sorta di diario giornaliero della psicanalisi di un giovane detenuto. Ci\u00f2 che gli interessa non \u00e8 seguire esattamente le vicende raccontate sul libro, quanto piuttosto fare un film sul tipico ragazzo della porta accanto, con la faccia pulita ma incapace di controllare le proprie pulsioni. Al Reparto, come gli sceneggiatori chiamavano il loro quartier generale alla Warner, la sceneggiatura era spesso un lavoro in team. Oltre al regista ci lavorarono per settimane Stewart Sterne e Irving Shulman e persino il produttore David Weisbart. Il primo titolo era&nbsp;<em>The blind run<\/em>. L\u2019incontro con James Dean bast\u00f2 per capire che tutta la storia doveva essere tagliata addosso al personaggio di Jim Stark. Jim e James si assomigliavano molto. Condividevano la stessa inquietudine interiore, la stessa rabbia trattenuta a fatica, e quella goffaggine propria di chi non ha ancora trovato il suo posto nel mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Nicholas Ray lo conosce per la prima volta sul set di&nbsp;<em>East of Eden \u2013 La valle dell\u2019Eden<\/em>&nbsp;di Elia Kazan, negli studios della Warner: \u00abJimmy teneva una colt 45 nel camerino dove dormiva [\u2026]. Andava in moto, vestiva casual, trascurato, e ci\u00f2 veniva interpretato come un inconfondibile gesto di rivolta. Ma non era del tutto vero\u00bb.&nbsp;<strong><mark class=\"has-inline-color has-global-color-8-color\">*<\/mark><\/strong>&nbsp;La Warner di l\u00ec a poco gli proib\u00ec di dormire nei locali dello studio. Lui, infuriato, mise sottosopra le targhette dei camerini e and\u00f2 via in moto giurando che non avrebbe pi\u00f9 fatto un film con loro. In quel periodo Ray aveva finito la prima bozza di&nbsp;<em>Rebel without a cause<\/em>. Kazan lo invit\u00f2 a vedere il primo montaggio di&nbsp;<em>East of Eden<\/em>. C\u2019era anche James, in disparte, silenzioso e solitario. I loro uffici erano vicini e un giorno Dean si avvicin\u00f2 chiedendogli a cosa stesse lavorando. Ray gli parl\u00f2 del progetto. Aveva deciso di proporgli quel ruolo, ma con i contrasti con la Warner non era sicuro che avrebbe accettato.&nbsp;<em>East of Eden<\/em>&nbsp;cominci\u00f2 ad andare molto bene e le tensioni tra James e la Warner diminuirono. L\u2019attore torn\u00f2 a vivere a New York. Nicholas Ray and\u00f2 a trovarlo nel suo appartamento al quinto piano, senza ascensore, sulla sessantottesima strada. C\u2019erano un\u2019infinit\u00e0 di libri e dischi dappertutto; libri sulla corrida e i&nbsp;<em>matador<\/em>. Torn\u00f2 a trovarlo ancora. Un giorno, prima di ripartire per Hollywood, andarono a cena insieme in un ristorante italiano. Fu l\u00ec che cominci\u00f2 ad accorgersi che stava conquistando la sua fiducia. Mentre pensava che in fondo aveva solo trenta pagine di sceneggiatura, James gli confid\u00f2: \u00abho preso le piattole. Che faccio?\u00bb. Lo portai in un drugstore e gli feci conoscere il&nbsp;<em>Cuprex<\/em>. Prima di salutarci mi disse: \u00abvoglio fare il tuo film, ma non dirlo a quei bastardi della Warner\u00bb.<strong>&nbsp;<mark class=\"has-inline-color has-global-color-8-color\">*<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Tredici giorni prima di morire James Dean aveva girato uno spot sulla guida sicura sul set di&nbsp;<em>Giant \u2013 Il Gigante<\/em>. Indossava i panni di Jett Rink, stivali texani e cappello da cowboy. Intervistato dall\u2019attore hollywoodiano Gig Young, per gli speciali&nbsp;<em>Behind the Cameras<\/em>, lo vediamo giocherellare nervosamente con una corda tra le dita di una mano. Nell\u2019altra, la solita sigaretta. Lo sguardo schivo, l\u2019espressione corrucciata, ma di una bellezza imbarazzante. \u00abHai mai partecipato ad una gara come quella del film, James?\u00bb \u2013 gli chiede Gig. \u00abStai scherzando?\u00bb \u2013 gli risponde lui. \u00abMolti giovani ci guardano, probabilmente\u00bb continua Gig, \u00abvorrei la tua opinione sull\u2019alta velocit\u00e0 in autostrada\u00bb. \u00abAvevo l\u2019abitudine di andare molto forte, ho rischiato molto spesso sull\u2019autostrada\u00bb \u2013 confessa lui \u2013 \u00abpoi ho cominciato a fare le gare e ora quando guido in autostrada sto molto attento. Molta gente non sa quello che fa. Tu non sai cosa, questo tizio o quello, ha intenzione di fare. Su una pista ci sono molte persone che passano il tempo a creare regole per la sicurezza. Sono molto prudente in autostrada. Non sento il bisogno di accelerare in autostrada. Si dice che le corse siano pericolose, ma preferisco correre rischi su una pista piuttosto che in un\u2019autostrada\u00bb, dichiara. Quando Young gli chiede se ha qualche consiglio da dare ai giovani che guidano, lui guarda fisso in macchina e stravolgendo la battuta finale del copione, con un sorriso ironico e profetico, dice: \u00absiate prudenti nella guida. La vita che salvate potrebbe essere la mia\u00bb.&nbsp;<strong><mark class=\"has-inline-color has-global-color-8-color\">**<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"James Dean - Driving PSA\" width=\"1200\" height=\"900\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/hU5N2SrEaZI?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>James Dean in <em>Driving PSA<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Abbina la lettura del racconto all\u2019ascolto della playlist Spotify.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-rich is-provider-spotify wp-block-embed-spotify wp-embed-aspect-21-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe title=\"Spotify Embed: Ribelli sul lato selvaggio della vita\" style=\"border-radius: 12px\" width=\"100%\" height=\"352\" frameborder=\"0\" allowfullscreen allow=\"autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/open.spotify.com\/embed\/playlist\/30vhLw2NSU4ypEjQzl0MlB?utm_source=oembed\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark class=\"has-inline-color has-global-color-8-color\">Fonti<\/mark><\/strong><br><mark class=\"has-inline-color has-accent-color\"><strong>*<\/strong>&nbsp;Susan Ray (a cura di),&nbsp;<em>Nicholas Ray. Sono stato interrotto<\/em>, Bompiani, Milano, 2011<br><strong>**<\/strong>&nbsp;Special features Warner Bros presents:&nbsp;<em>Behind the Cameras in Giovent\u00f9 bruciata<\/em>, Ciak Cult Movie \u2013 Home Video DVD 2007<\/mark><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"featured_media":14715,"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_seopress_robots_primary_cat":"","_seopress_titles_title":"","_seopress_titles_desc":"","_seopress_robots_index":"","inline_featured_image":false},"categoria-rubriche":[60],"class_list":["post-14579","rubrica","type-rubrica","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","categoria-rubriche-le-produzioni-pericolose"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-json\/wp\/v2\/rubrica\/14579","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-json\/wp\/v2\/rubrica"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-json\/wp\/v2\/types\/rubrica"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-json\/wp\/v2\/media\/14715"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14579"}],"wp:term":[{"taxonomy":"categoria-rubriche","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-json\/wp\/v2\/categoria-rubriche?post=14579"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}