{"id":14582,"date":"2025-09-08T10:47:32","date_gmt":"2025-09-08T08:47:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/?post_type=rubrica&#038;p=14582"},"modified":"2025-09-17T11:37:01","modified_gmt":"2025-09-17T09:37:01","slug":"un-set-radioattivo","status":"publish","type":"rubrica","link":"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/rubrica\/un-set-radioattivo\/","title":{"rendered":"Un set radioattivo"},"content":{"rendered":"\n<p><em><strong><mark class=\"has-inline-color has-global-color-9-color\">A cura di Nadia Rondello\u00a0<\/mark><\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<div>\n<div class=\"wp-block-columns colonne-protagonisti is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"669\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/Locandina_The_Conqueror_1956-669x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14583\" style=\"width:430px\" srcset=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/Locandina_The_Conqueror_1956-669x1024.jpg 669w, https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/Locandina_The_Conqueror_1956-196x300.jpg 196w, https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/Locandina_The_Conqueror_1956.jpg 754w\" sizes=\"auto, (max-width: 669px) 100vw, 669px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p>Nel 1956 esce nelle sale&nbsp;<em>The Conqueror \u2013 Il Conquistatore<\/em>,&nbsp;secondo lungometraggio dell\u2019attore, cantante, regista e produttore statunitense Dick Powell che, in maniera del tutto improbabile, tenta di raccontare le avventure di un Genghiz Khan&nbsp;<em>sui generis<\/em>. Girata in CinemaScope e Technicolor, la pellicola \u00e8 prodotta da una delle principali&nbsp;majors&nbsp;cinematografiche dell\u2019epoca, la RKO Pictures, allora diretta dall\u2019uomo pi\u00f9 ricco e potente degli Stati Uniti d\u2019America: Howard Hughes. Nonostante le ottime premesse, il dispendioso investimento \u2013 circa 6.000.000 di dollari \u2013 e la massiccia pubblicit\u00e0 che porta&nbsp;<em>The Conqueror<\/em>&nbsp;a essere l\u2019undicesimo film pi\u00f9 visto della stagione \u2013 con un incasso di 9.000.000 di dollari \u2013 il kolossal si rivela un vero e proprio disastro.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1978 i fratelli Narry e Michael Medved e Randy Dreyfuss lo inseriscono in&nbsp;<em>The Fifty Worst Film Of All Time (And How They Got That Way),<\/em>&nbsp;il libro che elenca i peggiori cinquanta film sonori mai realizzati; primato confermato nel 2005 da&nbsp;<em>The Official Razzie Movie Guide: Enjoying The Best Of Hollywood\u2019s Worst<\/em>,&nbsp;la guida di John Wilson dedicata ai peggiori film hollywoodiani mai prodotti, che mette insieme i cento film pi\u00f9 brutti della storia del cinema.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La storia dell\u2019Impero Mongolo assume le sembianze di un western camuffato e piuttosto bizzarro, infarcito di note m\u00e9lo. Il tema portante, infatti, \u00e8 la storia d\u2019amore tra il condottiero mongolo Temujin, in arte Genghiz Khan, e la principessa tartara Bortai, rapita dal \u201cguerriero perfetto\u201d e causa scatenante della sanguinosa guerra tra i due popoli.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>Una delle note pi\u00f9 dolenti del film \u00e8 certamente la scelta del cast, stellare ma del tutto fuori parte. In primis il protagonista interpretato dal \u201cDuke\u201d John Wayne, un improbabile quanto inverosimile cowboy \u201camericaneggiante\u201d dai baffoni spioventi e dagli abiti vagamente orientaleggianti. In realt\u00e0 pare che Hughes, inizialmente, per la parte del conquistatore volesse Marlon Brando, ma Wayne, letta la sceneggiatura e rimastone affascinato, fece pressioni per avere il ruolo. E nessuno avrebbe mai detto no al divo pi\u00f9 popolare di Hollywood! Coprotagonista \u00e8 la bellissima rossa Susan Hayward, americana di nascita ma dalle origini irlandesi e svedesi, che ha gi\u00e0 recitato al fianco di Wayne nell\u2019avventuroso&nbsp;<em>Vento selvaggio<\/em>&nbsp;di Cecil B. De Mille. Tra le attrici e gli attori principali anche la caratterista Agnes Moorehead, che aveva debuttato sul grande schermo con uno dei registi pi\u00f9 versatili del Novecento, Orson Welles, nel suo&nbsp;<em>Quarto potere<\/em>, e che, circa una decina di anni pi\u00f9 tardi, diventer\u00e0 una star televisiva interpretando il ruolo dell\u2019eccentrica Endora nella sitcom&nbsp;<em>Vita da strega<\/em>. E poi, ancora, Pedro Armend\u00e1riz, uno dei principali interpreti dell\u2019\u201cet\u00e0 d\u2019oro del cinema messicano\u201d, forse il pi\u00f9 credibile come asiatico.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"The Conqueror (1956) original theatrical trailer\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/EHt0Pb8rkXU?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong><em>The Conqueror<\/em> di Dick Powell &#8211; Original Theatrical Trailer<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Interpretazioni bizzarre ma soprattutto fatali, dato che il set era stato allestito in una localit\u00e0 radioattiva. L\u2019area scelta per le riprese si trovava, infatti, nelle vicinanze della cittadina di St. George, nello Stato dello Utah, a soli 137 miglia sottovento dallo Yucca Flat, zona desertica all\u2019interno dell\u2019area denominata Nevada Test Site. Il sito istituito l\u201911 gennaio 1951 dove, tra il marzo e il giugno del 1953, con l\u2019operazione \u201cUpshot-Knothole\u201d, l\u2019esercito americano effettua undici test nucleari, tra cui il cosiddetto &#8220;Test Harry\u201d a seguito del quale una nube di scorie radioattive raggiunge la cittadina vicina. I morti si contano a migliaia. Ma i vertici militari americani garantiscono alla produzione che non si corre alcun rischio e, circa un anno dopo, nell\u2019estate del 1954, una troupe della RKO composta da 220 persone si stabilisce sul luogo per girare il kolossal. Furono cos\u00ec convincenti che Hughes volle acquistare anche 60 tonnellate di sabbia, terriccio e detriti del luogo da spedire a Hollywood, per allestire i teatri di posa e renderli pi\u00f9 verosimili in vista delle scene che sarebbero state girate in interni. Il film cost\u00f2 due anni di lavorazione, ma anche la vita di molti.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns colonne-protagonisti reverse is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\"><div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"815\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/Dick_Powell-815x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14584\" style=\"width:460px\" srcset=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/Dick_Powell-815x1024.jpg 815w, https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/Dick_Powell-239x300.jpg 239w, https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/Dick_Powell-768x965.jpg 768w, https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/Dick_Powell-1223x1536.jpg 1223w, https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/Dick_Powell.jpg 1274w\" sizes=\"auto, (max-width: 815px) 100vw, 815px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><strong><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Dick_powell_-_publicity.JPG\">Foto pubblicitaria originale dello studio<\/a><\/strong><br><strong><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Dick_powell_-_publicity.JPG\">di Dick Powell (1938)<\/a><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p>Il caso scoppia a distanza di diversi anni. Nel 1962 Dick Powell comincia a soffrire di quella che sembra essere un\u2019allergia della pelle che, pian piano, nonostante i trattamenti, peggiora. In realt\u00e0 si tratta di cancro al sistema linfatico che ha gi\u00e0 intaccato i polmoni. Dick Powell muore, all\u2019et\u00e0 di soli 58 anni, il 2 gennaio 1963. Nello stesso anno si toglie la vita Pedro Armend\u00e0riz, al quale circa tre anni prima \u00e8 stato diagnosticato un tumore renale. Al termine della lavorazione del film&nbsp;<em>A 007, dalla Russia con amore<\/em>&nbsp;diretto da Terence Young, nel quale recita andando avanti a forza di analgesici per via dei forti dolori, accetta di farsi ricoverare in un ospedale di Los Angeles dove, il 18 giugno 1963 si spara un colpo di pistola. Aveva appena compiuto 51 anni. Il figlio, Pedro Armend\u00e0riz Jr., ha dichiarato a \u00abPeople\u00bb che il padre, durante le riprese di&nbsp;<em>The Conqueror<\/em>, spesso cadeva da cavallo e puntualmente doveva essere lavato perch\u00e9 la polvere era talmente pesante da non staccarsi con delle semplici pacche. Versione confermata da Jeanne Gerson, altra attrice del cast che, nel 1965 contrae un cancro alla pelle e, circa tre anni dopo, un cancro al seno, per il quale dovr\u00e0 sottoporsi a mastectomia e chemioterapia.&nbsp;Gerson ha dichiarato a \u00abPeople\u00bb che spesso il vento soffiava cos\u00ec forte da creare vere e proprie tempeste di sabbia, da costringere il cast a indossare mascherine chirurgiche sul set.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<div>\n<div class=\"wp-block-columns colonne-protagonisti is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\"><div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"700\" height=\"970\" src=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/John_Wayne_-_still_portrait.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14585\" style=\"width:460px\" srcset=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/John_Wayne_-_still_portrait.jpg 700w, https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/John_Wayne_-_still_portrait-216x300.jpg 216w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/John_Wayne#\/media\/File:John_Wayne_-_still_portrait.jpg\">John Wayne \u2013 still portrait foto di pubblico dominio<\/a><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p>Nel 1964 anche John Wayne si ammala di cancro, ai polmoni. Il \u201cDuke\u201d si fa inserire nei protocolli sperimentali di cura e, a seguito di un tempestivo intervento chirurgico e di una serie di cure intensive, sembra scampare la morte. Ma nella seconda met\u00e0 degli anni Settanta, il cancro torna, questa volta allo stomaco. Il divo muore, all\u2019et\u00e0 di 72 anni, l\u201911 giugno 1979. E non \u00e8 l\u2019unico della famiglia Wayne ad ammalarsi: anche i suoi due figli, Michael e Patrick, contraggono forme tumorali, ma fortunatamente si salvano dopo alcuni interventi chirurgici. Ed effettivamente anche loro, ai tempi delle riprese di&nbsp;<em>The Conqueror<\/em>, avevano frequentato il set radioattivo. <\/p>\n\n\n\n<p>Nel marzo del 1972 \u00e8 la volta di Susan Hayward, alla quale viene diagnosticato un tumore polmonare. Determinata a guarire, si sottopone alle migliori terapie disponibili e lotta contro il male per ben tre anni, ma le metastasi hanno ormai raggiunto il cervello. Muore il 14 marzo 1975, all\u2019et\u00e0 di 57 anni. A suo figlio, Tim Baker, che l\u2019aveva accompagnata su quel set maledetto, verr\u00e0 rimosso un tumore benigno alla bocca. Il 30 aprile 1974 muore anche l\u2019attrice Agnes Moorehead che, all\u2019et\u00e0 di 73 anni, ha sviluppato un tumore all\u2019utero che la porta alla morte nel giro di pochi mesi.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche se qualcuno ha sostenuto che sia Moorehead sia Wayne fossero accaniti fumatori e, il secondo, anche un incallito bevitore, perci\u00f2 gi\u00e0 soggetti a rischio a prescindere dalle radiazioni, sta di fatto che delle 220 persone della troupe della RKO, circa 91 contraggono e\/o sviluppano qualche forma di cancro e ben 46 di queste muoiono. Senza considerare la sorte che tocc\u00f2 ai 200 indiani che furono impiegati come comparse, di cui non si seppe mai nulla.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>Il Dr. Robert C. Pendleton, direttore del reparto di Radiologia presso l\u2019Universit\u00e0 dello Utah ha&nbsp;<a href=\"https:\/\/people.com\/archive\/the-children-of-john-wayne-susan-hayward-and-dick-powell-fear-that-fallout-killed-their-parents-vol-14-no-19\/\">dichiarato<\/a>: \u00abWith these numbers, this case could qualify as an epidemic. The connection between fallout radiation and cancer in individual cases has been practically impossible to prove conclusively. But in a group this size you\u2019d expect only 30-some cancers to develop. With 91, I think the tie-in to their exposure on the set of The Conqueror would hold up even in a court of law\u00bb. Perci\u00f2, anche se questa connessione \u00e8 impossibile da dimostrare, \u00e8 piuttosto improbabile che in un gruppo di quella portata la percentuale di casi potesse essere cos\u00ec alta.<\/p>\n\n\n\n<p><em>The Conqueror<\/em>&nbsp;\u00e8 stato l\u2019ultimo film prodotto da Howard Hughes che visse la catena di lutti come una tragedia personale. Prima dell\u2019uscita in sala del film, Hughes vende la RKO e tutte le sue propriet\u00e0 alla General Teleradio per 25.000.000 di dollari. Pare, per\u00f2, che quando le attrici e gli attori cominciarono a morire, il produttore riacquist\u00f2 da Teleradio, per ben 12.000.000 di dollari, tutte le copie esistenti del film, facendolo sparire dalla circolazione. Altri sostengono che per quella cifra aveva acquistato gli ultimi due film da lui prodotti \u2013&nbsp;<em>Jet pilot<\/em>&nbsp;e&nbsp;<em>The Conqueror<\/em>&nbsp;\u2013 e, per una somma rimasta sconosciuta, il suo secondo film da regista:&nbsp;<em>The outlaw<\/em>, western uscito in Italia con il titolo&nbsp;<em>Il mio corpo ti scalder\u00e0<\/em>. Film interpretato da un\u2019esordiente Jane Russell, appena ventiduenne, che fece molto scalpore perch\u00e9 non rispettava le linee guida del Codice Hays, in vigore dal 1930 al 1967, e che dettava gli standard di \u201cmoralit\u00e0 accettabile\u201d nella produzione di pellicole cinematografiche<em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"\u25ce iL Mio Corpo Ti Scalder\u00e0 \u25ce Film Western Completo \u272f 1943 Jane Russel \u25a6 by Hollywood Cinex \u2122\" width=\"1200\" height=\"900\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/prbJqbrlsyY?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong><em>The Outlaw &#8211; Il mio corpo ti scalder\u00e0<\/em> di Howard Hughes<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Hughes, nel pieno della sua follia, che alterna paranoia a ipocondria compulsiva, con crisi sempre pi\u00f9 frequenti che lo spingono a vivere in completo isolamento, continua a vedere in maniera ossessiva&nbsp;<em>The Conqueror<\/em>. Questa \u00e8 solo una delle tante abitudini bizzarre che ebbe negli ultimi anni della sua vita. Morir\u00e0 a 70 anni, il 5 aprile del 1976, durante uno dei suoi innumerevoli spostamenti da un albergo all\u2019altro a bordo del suo jet privato, in condizioni di malnutrizione e coperto da piaghe di decubito, nonostante fosse uno degli uomini pi\u00f9 ricchi al mondo.&nbsp;La sua vita \u00e8 stata spesso al centro di opere cinematografiche: da&nbsp;<em>The Carpetbaggers \u2013 L\u2019uomo che non sapeva amare<\/em>&nbsp;di Edward Dmytryk (1946) a&nbsp;<em>V\u00e9rit\u00e9s et mensonges \u2013 F come falso<\/em>&nbsp;di Orson Welles (1973) ai pi\u00f9 recenti&nbsp;<em>The Aviator<\/em>&nbsp;di Martin Scorsese (2004) e&nbsp;<em>The Hoax \u2013 L\u2019imbroglio<\/em>&nbsp;di Lasse Hallstr\u00f6m (2006), giusto per citare i pi\u00f9 noti.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1979 i diritti di&nbsp;<em>The Conqueror<\/em>&nbsp;vengono acquistati dalla Universal Pictures che ancora oggi, di tanto in tanto, lo trasmette sulle proprie reti televisive.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Abbina la lettura del racconto all\u2019ascolto della playlist Spotify.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-rich is-provider-spotify wp-block-embed-spotify wp-embed-aspect-21-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe title=\"Spotify Embed: Un set radioattivo\" style=\"border-radius: 12px\" width=\"100%\" height=\"352\" frameborder=\"0\" allowfullscreen allow=\"autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/open.spotify.com\/embed\/playlist\/5663iQv3kykP6HXO0mu89t?utm_source=oembed\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"featured_media":14725,"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_seopress_robots_primary_cat":"","_seopress_titles_title":"","_seopress_titles_desc":"","_seopress_robots_index":"","inline_featured_image":false},"categoria-rubriche":[60],"class_list":["post-14582","rubrica","type-rubrica","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","categoria-rubriche-le-produzioni-pericolose"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-json\/wp\/v2\/rubrica\/14582","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-json\/wp\/v2\/rubrica"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-json\/wp\/v2\/types\/rubrica"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-json\/wp\/v2\/media\/14725"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14582"}],"wp:term":[{"taxonomy":"categoria-rubriche","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-json\/wp\/v2\/categoria-rubriche?post=14582"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}