{"id":14592,"date":"2025-09-08T14:28:33","date_gmt":"2025-09-08T12:28:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/?post_type=rubrica&#038;p=14592"},"modified":"2025-09-16T17:09:45","modified_gmt":"2025-09-16T15:09:45","slug":"mai-vista-tanta-gente-rischiare-di-morire-tanto-male","status":"publish","type":"rubrica","link":"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/rubrica\/mai-vista-tanta-gente-rischiare-di-morire-tanto-male\/","title":{"rendered":"Mai vista tanta gente \u201crischiare\u201d di morire tanto male"},"content":{"rendered":"\n<p><em><strong><mark class=\"has-inline-color has-global-color-9-color\">A cura di Emiliano Di Nolfo<\/mark><\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<div>\n<div class=\"wp-block-columns colonne-protagonisti is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"720\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/Locandina1._Il_buono_il_brutto_il_cattivo-720x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14593\" style=\"width:460px\" srcset=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/Locandina1._Il_buono_il_brutto_il_cattivo-720x1024.jpg 720w, https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/Locandina1._Il_buono_il_brutto_il_cattivo-211x300.jpg 211w, https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/Locandina1._Il_buono_il_brutto_il_cattivo-768x1093.jpg 768w, https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/Locandina1._Il_buono_il_brutto_il_cattivo.jpg 1048w\" sizes=\"auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p>Dopo il grande successo di <em>Per un pugno di dollari<\/em> (1964) e <em>Per qualche dollaro in pi\u00f9<\/em> (1965), Sergio Leone decide di concludere la cosiddetta trilogia del dollaro con un film che sollevi ancora di pi\u00f9 l\u2019asticella delle ambizioni del suo cinema. Aumenta i protagonisti, da due a tre, e fa irrompere nella vicenda la Storia con la Esse maiuscola, ambientando la narrazione in piena Guerra di Secessione. Il confronto con la guerra \u00e8 uno dei temi centrali del film, tanto che Leone stesso ha spesso dichiarato che l\u2019idea della storia gli fu suggerita dal discorso finale del<em> Monsieur Verdoux<\/em> di Charlie Chaplin (1947): di fronte ai massacri voluti dai potenti del mondo, che cosa sono i delitti artigianali di un singolo? \u00c8 lo stesso personaggio di Eastwood a porsi una domanda simile, quando, di fronte al massacro di Longstone, in una sequenza che fu particolarmente problematica da girare, e di cui riparleremo tra qualche riga, commenta: \u00abmai vista tanta gente morire tanto male\u00bb. La sequenza, dichiara Leone, gli \u00e8 stata ispirata da alcune pagine di <em>Un anno sull\u2019Altipiano<\/em> di Emilio Lussu.<\/p>\n\n\n\n<p>La genesi del film \u00e8, come spesso capita quando si tratta di Leone, avvolta anch\u2019essa in una terra di mezzo tra il mito e la leggenda metropolitana. Secondo lo sceneggiatore Luciano Vincenzoni, fu lui a improvvisare quello che oggi chiameremmo un&nbsp;<em>pitch<\/em>, con gli americani della United Artists. Sergio Donati, storico collaboratore di Sergio Leone, pur se quasi mai accreditato \u2013 e autore di un gustoso libretto di memorie dal titolo&nbsp;<em>C\u2019era una volta il west (e c\u2019ero anch\u2019io)<\/em>&nbsp;\u2013, racconta un\u2019altra versione che sminuisce i meriti di Vincenzoni. Sergio Leone, da parte sua, ha sempre sostenuto che la trilogia del dollaro fosse stata pensata come una trilogia fin dall\u2019inizio (certo, se il primo film fosse andato male non se ne sarebbe fatto niente, ma and\u00f2 in tutt\u2019altro modo), e che il nucleo narrativo de<em>&nbsp;Il buono, il brutto, il cattivo<\/em>, gli venne in mente mentre rifletteva sulla storia e sulle motivazioni dei personaggi di&nbsp;<em>Per qualche dollaro in pi\u00f9<\/em>. La differenza sostanziale, rispetto ai primi due film, \u00e8 che ora Leone poteva fare il film che voleva, senza problemi di budget e con il massimo della libert\u00e0 creativa. Il successo commerciale dei primi due western l\u2019aveva resto ricco e libero.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<div>\n<p>In ogni caso, l\u2019idea iniziale, quella di tre manigoldi che inseguono un tesoro durante la Guerra Civile Americana, rimase. I tre sono &#8220;Sentenza&#8221;, un assassino a pagamento, un&nbsp;<em>bounty killer&nbsp;<\/em>soprannominato &#8220;il Biondo&#8221; e il fuorilegge messicano &#8220;Tuco&#8221;. Questi ultimi due hanno formato una strana societ\u00e0: il Biondo consegna Tuco alla giustizia, riscuote la taglia e poi lo libera un attimo prima dell&#8217;impiccagione sparando alla corda.&nbsp;Su proposta di Vincenzoni entrarono nel team di scrittura Age e Scarpelli, i grandi autori della commedia all\u2019italiana. La collaborazione fu un disastro. Del contributo dei due sceneggiatori, nel copione definitivo, non rimase quasi niente. Anche Vincenzoni litig\u00f2 con Leone e abbandon\u00f2 il progetto. Insomma, Sergio Leone a parte, il contributo maggiore alla sceneggiatura del film la diede l\u2019unico non accreditato, cio\u00e8 Sergio Donati, che verr\u00e0 ripagato con la firma dello&nbsp;<em>script<\/em>&nbsp;di&nbsp;<em>C\u2019era una volta il West<\/em>.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"il buono il brutto e il cattivo titoli di testa\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/-xJFmgBO6VQ?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong><em>Il buono, il brutto, il cattivo <\/em>di Sergio Leone (1966) &#8211; Titoli di testa<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div>\n<div class=\"wp-block-columns colonne-protagonisti is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p class=\"didascalia\">Per quanto riguarda il cast, Leone volle confermare i due protagonisti di&nbsp;<em>Per qualche dollaro in pi\u00f9<\/em>, cio\u00e8 Clint Eastwood e Lee Van Cleef, rispettivamente il \u201cbuono\u201d e il \u201ccattivo\u201d, &#8220;il Biondo&#8221; e &#8220;Sentenza&#8221;. Il ruolo di Tuco avrebbe voluto interpretarlo Gian Maria Volont\u00e9, che gi\u00e0 era stato il volto dei&nbsp;<em>villain<\/em>&nbsp;dei due film precedenti, Ram\u00f2n e Indio. Ma Leone non era convinto, a suo parere ne avrebbe fatto un personaggio troppo nevrotico. Volont\u00e9 non la prese bene, ma i rapporti con il regista rimasero buoni. Alla fine, Leone scelse sorprendentemente Eli Wallach, fino ad allora impiegato in parti drammatiche, anche in teatro. Ma il regista romano riconobbe in lui un naturale talento comico, quasi chapliniano, che raccont\u00f2 aver intuito in una sola scena, anzi in un solo gesto, che l\u2019attore aveva fatto nel film&nbsp;<em>La conquista del West<\/em>&nbsp;(1962).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"didascalia\">A parte qualche scena realizzata in Messico e a Roma, in studio, le riprese si svolsero principalmente in Spagna, con l\u2019assistenza tecnica dell\u2019esercito spagnolo. Parte della leggendaria colonna sonora di Ennio Morricone fu scritta, orchestrata e registrata prima delle riprese, per essere suonata sul set, allo scopo di creare l\u2019atmosfera giusta e influenzare l\u2019interpretazione degli attori. Il tema pi\u00f9 celebre \u00e8 una melodia composta di sole due note, che viene utilizzata per i personaggi principali del film, eseguita da uno strumento diverso per ciascuno. Gli attori ne furono entusiasti.<\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\"><div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"584\" height=\"800\" src=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/Poster_protagonisti.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14594\" style=\"width:352px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/Poster_protagonisti.jpg 584w, https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/Poster_protagonisti-219x300.jpg 219w\" sizes=\"auto, (max-width: 584px) 100vw, 584px\" \/><\/figure>\n<\/div><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<div>\n<p>Furono meno entusiasti, gli attori, Eli Wallach in particolare, dei frequenti incidenti capitati sul set, anch\u2019essi avvolti dalla leggenda. \u00c8 lo stesso Wallach a raccontare, nella sua autobiografia <em>The good, the bad and me<\/em>, di quando per poco non rimase avvelenato per aver bevuto da una bottiglia di acido lasciata da un tecnico vicino alla sua bottiglia di acqua minerale. Wallach rischi\u00f2 grosso anche in una delle tante scene in cui si trovava a cavallo, con le mani legate dietro la schiena e il cappio al collo, in attesa che il suo compare lo liberasse sparando al cappio. In una delle riprese, la corda si ruppe correttamente, ma il cavallo si imbizzarr\u00ec e galopp\u00f2 per pi\u00f9 di un miglio con il povero attore in groppa con le mani legate. Anche dalla sequenza in cui, steso sui binari, Tuco doveva attendere un treno che rompesse la catena che lo legava ad un altro prigioniero, ormai morto, Wallach usc\u00ec vivo per miracolo, e si rifiut\u00f2 categoricamente di ripeterla.<\/p>\n\n\n\n<p>La sequenza pi\u00f9 complicata da realizzare, e anche la pi\u00f9 rischiosa, fu quella dell\u2019esplosione del ponte di Longstone. Innanzitutto fu necessario costruire una diga per riportare l\u2019acqua del fiume al livello giusto, visto che tra il giorno del sopralluogo e quello delle riprese si era \u201casciugato\u201d. Ma quello fu il meno. Sergio Donati racconta che Leone fece veramente costruire il ponte, transitabile e lungo quaranta metri. L\u2019esplosione doveva essere curata da tale Baciucchi, il miglior artificiere del cinema di allora, che per\u00f2 non aveva mai avuto a che fare con un botto cos\u00ec grosso, e non riusciva a far saltare il ponte tutto in una volta come voleva Leone. Allora ci si rivolse all\u2019esercito spagnolo, e arriv\u00f2 un colonnello con una squadra di specialisti. Per riprendere l\u2019esplosione erano state piazzate dodici cineprese. Ma il ponte salt\u00f2 una decina di secondi prima di quando doveva farlo. \u00abIl colonnello aveva scambiato chiss\u00e0 quale parolaccia per il segnale convenuto e aveva premuto il pulsante\u00bb, racconta divertito Donati. Le cineprese, azionate in tutta fretta, riuscirono a riprendere solo la caduta dei rottami. L\u2019esercito spagnolo dovette ricostruire il ponte in una notte, e la mattina seguente si ripet\u00e9 la scena. La prima esplosione era venuta meglio, tant\u2019\u00e8 che nel montaggio del film le inquadrature della ricaduta delle macerie sono prese dalle riprese del giorno prima. Come se non bastasse, sia Wallach che Eastwood rischiarono di essere travolti dall\u2019esplosione. Fu Eastwood a insistere col regista perch\u00e9 i due attori si sistemassero in un posizione pi\u00f9 sicura: \u00abSe io e Wallach ci fossimo trovati nel punto stabilito da Leone, con tutta probabilit\u00e0 non sarei qui a raccontarvelo\u00bb. Nonostante questo, guardando con attenzione la sequenza, al minuto 9, si pu\u00f2 notare come un grosso frammento di pietra passi a circa un metro di distanza da Eastwood\u2026<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"I ragazzi del Ponte di Langstone (Il buono, il brutto, il cattivo)\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/PqJ5XiD1G0I?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<p>Il film fu uno strepitoso successo in tutto il mondo, registrando incassi notevoli. Ancora adesso \u00e8 molto amato, \u00e8 stato spesso nelle prime dieci posizioni della&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.imdb.com\/it\/search\/title\/?groups=top_250&amp;sort=user_rating%2Casc\">IMDB \u201cTop 250\u201d&nbsp;<\/a>(attualmente \u00e8 tredicesimo, primo western e primo film non americano), e totalizza ben il 97% di gradimento su&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.rottentomatoes.com\/m\/the_good_the_bad_and_the_ugly\">Rotten Tomatoes<\/a>. \u00c8 il film preferito di Quentin Tarantino, ed \u00e8 amatissimo da molti altri registi. La sequenza del \u201ctriello\u201d finale \u00e8 studiata fotogramma per fotogramma in tutte le scuole di cinema del mondo. La colonna sonora \u00e8 diventata cos\u00ec iconica da essere spesso scelta da gruppi rock come opening dei concerti (Ramones e Metallica, per citarne solo due).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Metallica - The Ecstasy Of Gold [Live Copenhagen 2009] [HD] [1080p]\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/uQvLsifMZIE?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>Da parte sua, Eli Wallach \u00e8 sopravvissuto alla realizzazione del film, tanto da morire serenamente nel suo letto a 98 anni, nel 2014.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbina la lettura del racconto all\u2019ascolto della playlist Spotify.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-rich is-provider-spotify wp-block-embed-spotify wp-embed-aspect-21-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe title=\"Spotify Embed: Mai vista tanta gente &quot;rischiare&quot; di morire tanto male\" style=\"border-radius: 12px\" width=\"100%\" height=\"352\" frameborder=\"0\" allowfullscreen allow=\"autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/open.spotify.com\/embed\/playlist\/29PH01jbt554VSoQEFbKSQ?utm_source=oembed\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><mark class=\"has-inline-color has-global-color-8-color\"><strong>Fonti<\/strong><br>Francesco Mininni, <em>Sergio Leone, <\/em>Il Castoro, 1994.<br>Mirko Capozzoli, <em>Gian Maria Volont\u00e8<\/em>, ADD editore, 2018<\/mark><mark class=\"has-inline-color has-global-color-8-color\">.<\/mark><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"featured_media":14717,"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_seopress_robots_primary_cat":"","_seopress_titles_title":"","_seopress_titles_desc":"","_seopress_robots_index":"","inline_featured_image":false},"categoria-rubriche":[60],"class_list":["post-14592","rubrica","type-rubrica","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","categoria-rubriche-le-produzioni-pericolose"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-json\/wp\/v2\/rubrica\/14592","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-json\/wp\/v2\/rubrica"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-json\/wp\/v2\/types\/rubrica"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-json\/wp\/v2\/media\/14717"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14592"}],"wp:term":[{"taxonomy":"categoria-rubriche","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-json\/wp\/v2\/categoria-rubriche?post=14592"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}