{"id":14602,"date":"2025-09-08T14:50:12","date_gmt":"2025-09-08T12:50:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/?post_type=rubrica&#038;p=14602"},"modified":"2025-09-17T11:40:05","modified_gmt":"2025-09-17T09:40:05","slug":"quella-gelida-mano-dietro-la-nuca","status":"publish","type":"rubrica","link":"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/rubrica\/quella-gelida-mano-dietro-la-nuca\/","title":{"rendered":"Quella gelida mano dietro la nuca"},"content":{"rendered":"\n<p><em><strong><mark class=\"has-inline-color has-global-color-9-color\">A cura di Giusy Salvio<\/mark><\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p><em>L\u2019esorcista sembra davvero essere nato da un angolo misterioso della nostra coscienza, da dove continua a rispuntare inquieto, fatto della stessa sostanza con la quale sono costruiti i nostri incubi.<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p><mark class=\"has-inline-color has-accent-color\">Nico Parente, con la collaborazione di Gordiano Lupi, Roberto Giacomelli,&nbsp;L\u2019esorcista quarant\u2019anni dopo, Edizioni Il Foglio, Piombino 2014<\/mark><\/p>\n\n\n\n<div>\n<div class=\"wp-block-columns colonne-protagonisti is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\"><div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a class=\"open-image-overlay\" href=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/Locandina_The_Exorcist.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"729\" height=\"1080\" src=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/Locandina_The_Exorcist.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14604\" style=\"width:439px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/Locandina_The_Exorcist.jpg 729w, https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/Locandina_The_Exorcist-203x300.jpg 203w, https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/Locandina_The_Exorcist-691x1024.jpg 691w\" sizes=\"auto, (max-width: 729px) 100vw, 729px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"didascalia\"><\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p>Quando&nbsp;<em>The Exorcist \u2013 L\u2019Esorcista<\/em>, il film destinato a diventare un&nbsp;<em>cult<\/em>&nbsp;assoluto e una pietra miliare del genere&nbsp;<em>horror<\/em>, arriva nelle sale americane, il 26 dicembre 1973, \u00e8 gi\u00e0 stato preceduto da minacce di censura, da orde di polemiche e, soprattutto, da una campagna promozionale mirata a cavalcare l\u2019onda del sensazionalismo.&nbsp;Principale manovratore dell\u2019operazione \u00e8 lo stesso regista, William Friedkin che, come in un film nel film, monta ad arte una narrazione \u201cmaledetta\u201d della genesi di&nbsp;<em>The Exorcist<\/em>, rilasciando continue interviste in cui accenna a molti incidenti ed eventi \u201cparticolari\u201d accaduti sul set. Sostiene di aver utilizzato campi magnetici e vera e propria \u201cmagia\u201d per le scene pi\u00f9 spettacolari, gioca con l\u2019idea del soprannaturale, facendo leva sulla curiosit\u00e0 morbosa del pubblico. Addirittura, diffonde la notizia (vera) di aver chiesto a un sacerdote di praticare un esorcismo prima delle riprese, dopo che il set era andato a fuoco, lasciando illesa (pare) solo la stanza di Regan. Nella realt\u00e0, il prete si era limitato a una semplice benedizione.<\/p>\n\n\n\n<p>Inizialmente Friedkin, che neanche aveva letto il libro di William Peter Blatty, non era convinto di voler fare il film, diffidente del talento dell\u2019autore di scrivere quella che a tutti gli effetti avrebbe dovuto essere una&nbsp;<em>detective story<\/em>. E d\u2019altro canto la Warner Bros, che era pronta a investire una montagna di soldi nel progetto, avrebbe preferito al timone nomi pi\u00f9 blasonati. Blatty insiste per averlo e anche la Warner si convince quando Friedkin diventa il pi\u00f9 giovane regista a vincere un Oscar, con il film&nbsp;<em>The French Connection &#8211; Il braccio violento della legge<\/em>&nbsp;(1971). Lui, invece, accetta di dirigere il film solo dopo aver letto il libro di Blatty: il taglio quasi documentarista della storia lo sconvolge. D\u2019altronde Blatty si era ispirato a un fatto vero, accaduto nel \u201949, di un quattordicenne del Maryland che aveva manifestato sintomi identificati come possessione demoniaca, e aveva subito un esorcismo; padre William S. Bowdern, uno dei sacerdoti che avevano praticato il rituale, aveva accettato di offrire la sua consulenza per il libro, a condizione di preservare l\u2019identit\u00e0 del ragazzo.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns colonne-protagonisti reverse is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\"><div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"400\" src=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/William_Friedkin.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14605\" style=\"width:460px\" srcset=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/William_Friedkin.jpg 400w, https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/William_Friedkin-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/William_Friedkin-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><a href=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/5\/5d\/Friedkin.jpg\">William Friedkin<\/a><br>Foto concessa con licenza&nbsp;<a href=\"https:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by-sa\/2.5\/deed.en\">2.5 Generic<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p>La protagonista, diventa Regan, una ragazzina dodicenne figlia di una&nbsp;<em>star<\/em>&nbsp;del cinema e di un padre assente. Per Friedkin, che nel frattempo si \u00e8 appassionato al progetto, \u00e8 un grosso problema: provina centinaia di ragazzine dai 12 ai 16 anni ma non ne trova una con il talento necessario e in grado di reggere psicologicamente la parte. Linda Blair arriva ai&nbsp;<em>casting<\/em>&nbsp;accompagnata dalla madre: Friedkin resta colpito dalla sua maturit\u00e0 e dal suo equilibrio, ma anche dalla sua vivacit\u00e0 e dalla sua intelligenza. La parte \u00e8 sua. Il resto del&nbsp;<em>cast<\/em>&nbsp;arriva nello stesso modo fortuito, a parte Max Von Sydow, che Friedkin aveva assolutamente voluto nel ruolo di padre Merrin. Ellen Burstyn si era presentata spontaneamente per il ruolo della madre di Regan, Chris MacNeil. La scelta si rivela vincente: Burstyn \u00e8 bravissima e l\u2019alchimia con Linda Blair perfetta. Per il ruolo di padre Karras la Warner aveva i suoi piani, ma Friedkin li scombina scegliendo Jason Miller, drammaturgo e attore teatrale. Dopo un provino deludente (Miller pensava di dover collaborare alla sceneggiatura, ma non aveva neanche letto il libro), Miller legge il libro in una notte e richiama Friedkin: la biografia del personaggio coincide in modo impressionante con la sua, deve avere quel ruolo. Dopo un nuovo provino, che stavolta sbalordisce il regista, lo avr\u00e0.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>Arriva cos\u00ec il 14 agosto 1972: al Goldfather Memorial Hospital di New York viene battuto il primo ciak di&nbsp;<em>The Exorcist<\/em>. Un demone esiste davvero su quel set, ma non si tratta di Pazuzu, la forza demoniaca protagonista della pellicola, quanto dello stesso Friedkin. La sua visione \u00e8 imponente e l\u2019attenzione ai dettagli ossessiva; lo sforzo che richieder\u00e0 ai collaboratori sar\u00e0, quello s\u00ec, sovrumano. La parola d\u2019ordine \u00e8 realismo: la storia deve sembrare uscita da una realt\u00e0 quotidiana e familiare, l\u2019orrore deve trovare spazio nella logica e insinuare il dubbio nella ragione. Ma, soprattutto, deve tenere lo spettatore in uno stato di tensione e terrore continui, dare la&nbsp;sensazione di una mano gelida dietro la nuca. Il mondo post \u201968 \u00e8 una polveriera pronta a esplodere, ed \u00e8 il momento migliore per portare sullo schermo una battaglia epica tra il Bene e il Male, che trascende l\u2019essere umano, il libero arbitrio, la fede, la scienza.<\/p>\n\n\n\n<p>Per realizzare ci\u00f2 che ha in mente, Friedkin si rivolge a due grandi degli effetti speciali, Marcel Vercoutere e Dick Smith, e all\u2019eccezionale direttore della fotografia Owen Roizman. I problemi con loro sono all\u2019ordine del giorno e il primo nasce con il trucco di Regan: nonostante cinque mesi di tentativi, non si riesce a nascondere il volto angelico e infantile di Linda Blair dietro i tratti della possessione. Si decide allora di darle un aspetto pi\u00f9 malato che demoniaco; il resto sar\u00e0 lasciato al lavoro certosino di Roizman. Anche lui litiga spesso con Friedkin, tanto che avr\u00e0 diversi cedimenti nervosi, ma realizzer\u00e0 un capolavoro della fotografia. Anche per gli effetti speciali ognuno dei tecnici dar\u00e0 un apporto fondamentale, con soluzioni innovative e spettacolari ancora oggi, nonostante l\u2019assenza di&nbsp;<em>computer<\/em>&nbsp;grafica. Vengono costruiti ben tre letti per la stanza di Regan, e ognuno pu\u00f2 fare cose diverse; imbragature e protesi permettono i movimenti pi\u00f9 violenti della ragazzina, ma prima vengono provate su Eileen Dietz, la controfigura di Linda. La scena iconica della&nbsp;<em>spiderwalk<\/em>, che compare soltanto nella versione integrale del film, \u00e8 affidata invece a una&nbsp;<em>stuntwoman<\/em>&nbsp;professionista, Ann Miles.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"The Exorcist (1973) William Friedkin - Regan&#039;s Spider Walk Missing Scene. Rare footage. Masterpiece.\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/0te2fujf9vw?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong><em>The Exorcist <\/em>di William Friedkin [1973] &#8211; Regan&#8217;s Spider Walk Missing Scene<\/strong> <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns colonne-protagonisti reverse border-top is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\"><div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1293\" height=\"879\" src=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/Linda_Blair_and_Ellen_Burstyn_in_The_Exorcist.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14606\" style=\"width:460px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/Linda_Blair_and_Ellen_Burstyn_in_The_Exorcist.jpg 1293w, https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/Linda_Blair_and_Ellen_Burstyn_in_The_Exorcist-300x204.jpg 300w, https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/Linda_Blair_and_Ellen_Burstyn_in_The_Exorcist-1024x696.jpg 1024w, https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/Linda_Blair_and_Ellen_Burstyn_in_The_Exorcist-768x522.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1293px) 100vw, 1293px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><strong><a href=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/e\/ee\/Linda_Blair_and_Ellen_Burstyn_in_The_Exorcist.jpg\">Linda Blair and Ellen Burstyn in The Exorcist<br>Foto di pubblico dominio<\/a><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p>Bene e male, luce e ombra, silenzio assoluto e rumori fragorosi:&nbsp;<em>The Exorcist<\/em>&nbsp;\u00e8 un film di contrasti che devono essere netti e disturbanti; ogni espressione facciale, ogni gesto, ogni reazione degli attori deve essere credibile. E, dunque, che realt\u00e0 sia: la presenza del demonio \u00e8 caratterizzata dal freddo, e Friedkin insiste per rendere visibile il respiro degli attori. La stanza di Regan viene refrigerata ogni poche ore da quattro condizionatori giganti, raggiungendo temperature di molto sotto lo zero. Linda Blair ha addosso solo una leggera camicia da notte: quando trema, trema davvero. Il primo incidente accade con Ellen Burstyn: nella scena in cui Regan d\u00e0 un violento schiaffo a sua madre, facendola volare dall\u2019altra parte della stanza, i tecnici e l\u2019attrice si sono accordati per garantirle la sicurezza con lacci e imbragature ma, appena prima di girare, Burstyn intravede Friedkin e Vercoutere scambiarsi uno sguardo d\u2019intesa: nel momento cruciale, viene tirata con una forza estrema che la fa sbattere violentemente a terra, con un grido di vero dolore. Friedkin non smette di girare e ordina di stringere l\u2019inquadratura su di lei. L\u2019attrice \u00e8 furiosa, non aspetta lo stop e interrompe la scena, che rimarr\u00e0 nel film.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>Ellen Burnstein sar\u00e0 nel tempo la pi\u00f9 tenace sostenitrice della maledizione del film: durante i 224 giorni di riprese, infatti, moriranno ben 9 persone legate in qualche modo al progetto. Nonostante suo fratello fosse una delle vittime, secondo Max Von Sidow, con quel tempo di riprese cos\u00ec lungo sarebbe potuto accadere di tutto. A chiunque. Von Sidow \u00e8 un ateo convinto e, sul set di&nbsp;<em>The Exorcist<\/em>, non riesce a pronunciare le parole del rituale con la giusta motivazione. Friedkin lo minaccia addirittura di chiamare a dirigerlo Bergman in persona, con cui aveva fatto diversi film. Niente, la crisi \u00e8 profonda, la lavorazione slitta di settimane. In preda a una possessione neorealista alla Vittorio De Sica, Friedkin arriva a usare metodi poco ortodossi persino con padre William O&#8217;Malley, che non \u00e8 un attore ma un vero prete. Nella sua scena finale non riesce proprio a trovare la giusta emozione. Proprio un istante prima di gridare Azione!\u00bb, sussurrandogli dolcemente \u00abTi fidi di me?\u00bb, Friedkin lo colpisce con un violento schiaffo in faccia.<\/p>\n\n\n\n<p>Nelle scene in cui deve ottenere una reazione di autentico spavento, Friedkin tira fuori una pistola a salve e spara all\u2019improvviso vicino alle orecchie degli attori. I suoi \u201cmezzucci\u201d mandano Miller su tutte le furie, si sente sminuito nelle sue capacit\u00e0 di attore, e anche un po\u2019 preso in giro. Ma non \u00e8 finita. Nella scena dell\u2019ondata di vomito verde che Regan scarica su padre Karras (la pi\u00f9 parodiata di sempre!), il getto dovrebbe colpire Miller all\u2019altezza del busto, ma qualcosa non funziona nel meccanismo studiato per il vomito, che invece colpisce Miller in piena faccia. La scena viene girata di nuovo ma, in fase di montaggio, Friedkin non resiste alla tentazione di scegliere il primo ciak: la reazione realistica di rabbia e disgusto di Miller \u00e8 impagabile.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"The Exorcist (2\/5) Movie CLIP - Projectile Vomit (1973) HD\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/8QjrBjdb2T8?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong><em>The Exorcist<\/em>&nbsp;di William Friedkin [1973]<\/strong> &#8211; <strong>Projectile Vomit Scene<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Questa ossessione per il realismo \u00e8 all\u2019origine anche di uno dei fatti pi\u00f9 inquietanti legati al film: Friedkin filma la scena terrificante dell\u2019angiografia in un laboratorio di Medicina, con vero personale medico: l\u2019infermiere che assiste Linda Blair \u00e8 il tecnico radiologo Paul Bateson che, pochi anni dopo, sar\u00e0 arrestato per un cruento omicidio e sospettato per altri sei casi simili. Friedkin andr\u00e0 a trovarlo in carcere per chiedergli una consulenza poco prima di girare<em>&nbsp;Cruising<\/em>: la straordinaria coincidenza della trama con la vicenda di Bateson, lo porteranno ancora una volta a rincorrere la sensazione di realt\u00e0 a tutti i costi.<\/p>\n\n\n\n<p>I guai non finiscono con il termine delle riprese: il compositore a cui Friedkin ha affidato le musiche, Lalo Schifrin, non lo convince pi\u00f9, cos\u00ec lo licenzia e, del tutto casualmente, da una pila di dischi tira fuori&nbsp;<em>Tubular Bells&nbsp;<\/em>di Mike Oldfield. Il brano diventer\u00e0 uno dei segni inconfondibili del film. Inoltre, durante il montaggio, che avviene &#8211; sul serio! &#8211; al civico 666 della Fifth Avenue a New York, Friedkin non sa come risolvere la questione della voce del demone, finch\u00e9 non si ricorda di Mercedes McCambridge che, dopo aver vinto un Oscar navigava in cattive acque, e le affida la parte: l\u2019attrice compie un\u2019impresa recitativa straordinaria grazie a un \u201callenamento\u201d disumano: si costringe (da sola) a fumare tre pacchetti di sigarette al giorno, a bere whisky e a mangiare solo uova crude e mele acerbe, per arrochire la sua voce; si fa legare a una sedia fino a farsi male per ottenere le sfumature necessarie. A questa voce infernale mischiata a quella di Linda Blair, Friedkin unisce il verso di api rinchiuse in un barattolo, le grida di maiali condotti al mattatoio e le urla di un ragazzo sottoposto ad esorcismo. McCambridge, alla prima del film, scopre che il suo nome non compare nei&nbsp;<em>credits<\/em>&nbsp;e decide di citare in giudizio la Warner: comparir\u00e0 in tutte le future copie del film, ma mai come \u201cvoce del demonio\u201d. La sua causa, unita alle contestazioni della controfigura di Linda Blair che sostiene di aver fatto gran parte del lavoro, offusca in parte la prestazione dell\u2019attrice, che pur aveva recitato ogni singola battuta, e il film viene apertamente snobbato agli Oscar.<\/p>\n\n\n\n<p>Poco importa. \u00c8 un successo planetario. Le reazioni del pubblico sono spropositate. La critica si divide tra chi grida al capolavoro e chi al peggiore dei film reazionari, ma ovunque se ne parla. L\u2019immaginario creato dal \u201cdemone\u201d Friedkin ha tutta la potenza di quel cinema che travalica lo schermo e si fa fenomeno di costume e, di pi\u00f9, si fa memoria collettiva.&nbsp;<em>The Exorcist<\/em>, che vanta il pi\u00f9 grande numero di imitazioni, citazioni e parodie, dopo quasi cinquant\u2019anni resta ancora uno dei film pi\u00f9 spaventosi di tutti i tempi. Quando usc\u00ec al cinema, ricorda Quentin Tarantino, anche sua madre gli imped\u00ec di vederlo.&nbsp;<strong><mark class=\"has-inline-color has-global-color-8-color\">*<\/mark><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Abbina la lettura del racconto all\u2019ascolto della playlist Spotify. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-rich is-provider-spotify wp-block-embed-spotify wp-embed-aspect-21-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe title=\"Spotify Embed: Una gelida mano dietro la nuca \" style=\"border-radius: 12px\" width=\"100%\" height=\"352\" frameborder=\"0\" allowfullscreen allow=\"autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/open.spotify.com\/embed\/playlist\/1McsNYKYaXsoCrJ0fQ05RJ?utm_source=oembed\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><mark class=\"has-inline-color has-accent-color\"><strong>Fonti<\/strong><br><strong>*<\/strong>&nbsp;Francesco Zippel,&nbsp;<em>Friedkin Uncut \u2013 Un diavolo di regista<\/em>, Italia 2018<br>Nico Parente,&nbsp;<em>L\u2019esorcista quarant\u2019anni dopo<\/em>, Edizioni Il Foglio, Piombino, 2014<br>Danilo Arona, Daniela Catelli,<em>&nbsp;L&#8217; esorcista. Il cinema, il mito<\/em>, Edizioni Falsopiano, Alessandria, 2003<\/mark><\/p>\n","protected":false},"featured_media":14724,"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_seopress_robots_primary_cat":"","_seopress_titles_title":"","_seopress_titles_desc":"","_seopress_robots_index":"","inline_featured_image":false},"categoria-rubriche":[60],"class_list":["post-14602","rubrica","type-rubrica","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","categoria-rubriche-le-produzioni-pericolose"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-json\/wp\/v2\/rubrica\/14602","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-json\/wp\/v2\/rubrica"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-json\/wp\/v2\/types\/rubrica"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-json\/wp\/v2\/media\/14724"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14602"}],"wp:term":[{"taxonomy":"categoria-rubriche","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-json\/wp\/v2\/categoria-rubriche?post=14602"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}