{"id":14671,"date":"2025-09-11T10:59:57","date_gmt":"2025-09-11T08:59:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/?post_type=rubrica&#038;p=14671"},"modified":"2025-09-17T15:49:56","modified_gmt":"2025-09-17T13:49:56","slug":"dalla-russia-con-dolore","status":"publish","type":"rubrica","link":"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/rubrica\/dalla-russia-con-dolore\/","title":{"rendered":"Dalla Russia con dolore"},"content":{"rendered":"\n<p><strong><em><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-global-color-9-color\">A cura di Giusy Salvio<\/mark><\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 l\u2019estate del 2002, su Italia 1 va in onda dall\u2019arena di Verona la finale registrata del Festivalbar. Sul palco salgono le t.A.T.u., un duo di ragazze russe di 16 anni, tenendosi per mano. Cantano il loro primo singolo in inglese,&nbsp;<em>All the things she said<\/em>, un brano sull\u2019amore tra due ragazze ostacolato dai genitori, e, verso la met\u00e0 della&nbsp;performance, si scambiano un lunghissimo bacio appassionato. L\u2019arena va in visibilio. Si leva anche qualche fischio, ma l\u2019entusiasmo dei ragazzi e delle ragazze \u00e8 palpabile. Innegabile.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"t.A.T.u. - All the Things She Said Live At Festivalbar 2002\" width=\"1200\" height=\"900\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/HkgrQGkYywQ?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>t.A.T.u.,&nbsp;<em>All the things she said<\/em>&nbsp;\u2013 Live at Festivalbar 2002<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Scoppia un putiferio contro Mediaset, che ha mandato in onda&nbsp;<a href=\"http:\/\/www1.adnkronos.com\/Archivio\/AdnAgenzia\/2002\/09\/13\/Spettacolo\/Televisione\/TV-FESTIVALBAR-E-POLEMICA-SUL-BACIO-LESBICO-DELLE-TATU_152400.php\">\u00abun\u2019occulta propaganda gay\u201d contro \u201ci diritti dei bambini e delle famiglie\u00bb<\/a>. Nonostante i dubbi e le polemiche degli \u201cadulti\u201d, le due ragazze balzano immediatamente al primo posto nelle classifiche italiane. E lo stesso succede in tutta Europa.<\/p>\n\n\n\n<div>\n<div class=\"wp-block-columns colonne-protagonisti is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\"><div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a class=\"open-image-overlay\" href=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/Julia_Volkova_e_Lena_Katina_il_gruppo_pop_russo_tATu.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"653\" height=\"507\" src=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/Julia_Volkova_e_Lena_Katina_il_gruppo_pop_russo_tATu.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-14672\" style=\"width:399px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/Julia_Volkova_e_Lena_Katina_il_gruppo_pop_russo_tATu.png 653w, https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/Julia_Volkova_e_Lena_Katina_il_gruppo_pop_russo_tATu-300x233.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 653px) 100vw, 653px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"><strong><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Tatu.png\">Julia Volkova e Lena Katina, il gruppo pop russo, tATu<\/a><\/strong> <br><strong>Foto di NatureBoyMD concessa con licenza\u00a0<a href=\"https:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by-sa\/3.0\/deed.en\">CC BY-SA 3.0<\/a><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p>Lena Katina e Julia Volkova a soli 16 anni diventano le prime artiste russe a scalare le classifiche internazionali, e diventano presto anche un simbolo per la comunit\u00e0 LGBTQ+, che lotta per vedere riconosciuti i propri diritti. Il loro nome comincia a imperversare dall\u2019Europa fino agli USA, associato alle polemiche pi\u00f9 feroci. Nelle interviste sono reticenti e spesso rispondono a tono ai giornalisti che le incalzano per chiarire la natura del loro rapporto. Si guadagnano una pessima fama tra la stampa e in tutto il mondo dello show business: cancellano eventi senza preavviso, non rispettano gli accordi, ad ogni esibizione alzano l\u2019asticella dello scandalo. \u201cLe due lolite russe\u201d, le chiamano, attribuendo loro la responsabilit\u00e0 di una pessima influenza sui giovani. Qualcuno per\u00f2 comincia a interrogarsi sulla genuinit\u00e0 dei loro atteggiamenti: che siano invece proprio Julia e Lena le adolescenti da dover difendere? E se s\u00ec, da chi?<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Iwan_Schapowalow_in_Moskau.jpg#\/media\/File:Iwan_Schapowalow_in_Moskau.jpg\">Ivan \u0160apovalov<\/a>, il manager del duo, rilascia interviste che infarcisce di dettagli sordidi sulla sessualit\u00e0 di Julia e Lena, \u201cscherzando\u201d pi\u00f9 volte sul fatto di avere fatto sesso con entrambe.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>La rivelazione \u201cbomba\u201d arriva nel 2003, quando esce il documentario di Vitaly Mansky, Anatomy of Tatu, in cui le due ragazze svelano, con molta ingenuit\u00e0, di essere state costrette da \u0160apovalov a recitare una parte: dalle effusioni tra loro fino ad ogni dichiarazione rilasciata alla stampa, Lena e Julia hanno dovuto seguire un copione precisissimo, che ha causato loro non pochi scompensi emotivi. Julia si dice essere attratta anche dalle ragazze, Lena invece dichiara di essere eterosessuale, inoltre \u00e8 molto credente e vede un \u201cpeccato\u201d in ci\u00f2 che ha fatto. Entrambe confermano che il legame tra loro \u00e8 autentico, la forza l\u2019una dell\u2019altra. In Russia la notizia non fa scalpore: un certo grado di vicinanza alle adolescenti \u00e8 \u201cperdonabile\u201d, purch\u00e9 poi giunte all\u2019et\u00e0 della ragione si sposino regolarmente e mettano su famiglia. Se \u00e8 vero che Julia e Lena hanno \u201cingannato\u201d i loro fan, \u00e8 vero anche che non si tratta di una colpa cos\u00ec grave. In occidente invece si scatena un putiferio: i fan si sentono traditi, presi in giro e mortificati dalla scoperta. Per la comunit\u00e0 LGBTQ+, che gi\u00e0 vedeva lesi i propri diritti in molti modi e soffriva di una mancanza di rappresentazione nei media, le t.A.T.u. avevano significato una ventata di speranza. Il loro grido lanciato in faccia al mondo si rivela nient\u2019altro che un bluff studiato a tavolino. La ferita \u00e8 grande e la responsabilit\u00e0 riversata sulle spalle delle due ragazze pure.<\/p>\n\n\n\n<p>Solo anni dopo si scoprir\u00e0 fino a dove \u0160apovalov le aveva spinte, grazie alle varie interviste in cui Julia e Lena ricostruiranno il loro passato sotto l\u2019influenza del manager, e anche i suoi pi\u00f9 stretti collaboratori, compresa la sua ex moglie, confermeranno le parole delle ragazze.<strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-global-color-8-color\">*<\/mark><\/strong>\u00a0Prima c\u2019era stata la trasformazione fisica: Lena doveva essere la bionda, femminile e angelica, e Julia doveva essere la bruna, il \u201cmaschiaccio\u201d ribelle; iniziano cos\u00ec diete drastiche per Lena, che sembra gi\u00e0 troppo donna, e la costruzione degli atteggiamenti \u201cpunk\u201d di Julia. Julia dir\u00e0 di aver avuto per anni un conflitto con lo specchio: dove lei si sentiva donna, continuava a vedere apparire una bambina; Lena invece sviluppa un cattivo rapporto con il cibo, fino a conseguenze gravissime, e un\u2019insicurezza cronica.<\/p>\n\n\n\n<p>\u0160apovalov offre loro un destino di fama e ricchezza e, nel mentre, le istruisce con dovizia di particolari sugli atteggiamenti che devono tenere tra di loro e fuori. Costringe Julia a cantare in un modo \u201cstrillato\u201d infantile, che roviner\u00e0 per sempre le sue corde vocali. Pensa per entrambe un look da scolarette in cui per\u00f2 le ragazze crescono in fretta, e lui sa che il tempo a disposizione per sfruttarle non \u00e8 molto. Alla firma del contratto con i genitori delle ragazze, \u0160apovalov omette il discorso della sessualit\u00e0 esibita e non solo: aggiunge una clausola per cui, se una delle due moller\u00e0 il gruppo per qualsiasi motivo, dovr\u00e0 ridare indietro tutti i guadagni. A un certo punto Julia si ammala gravemente: non pu\u00f2 cantare o non parler\u00e0 mai pi\u00f9. \u0160apovalov le dice che se vuole continuare a essere famosa deve cantare fino a che le sar\u00e0 possibile&#8230; o dovr\u00e0 restituire tutto. E se \u00e8 vero che le t.A.T.u. diventano in poco tempo le artiste pi\u00f9 ricche di Russia, \u00e8 vero anche che per i primi tempi prendono una quota irrisoria dei profitti, pari al 5% dei guadagni. Julia non si pu\u00f2 permettere di fermarsi, ma le conseguenze saranno gravissime: perder\u00e0 del tutto la voce, che recuperer\u00e0 negli anni, e solo in parte, dopo una lunga serie di operazioni.<\/p>\n\n\n\n<div>\n<div class=\"wp-block-columns colonne-protagonisti is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\"><div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a class=\"open-image-overlay\" href=\"https:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by\/3.0\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"700\" height=\"452\" src=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/Zespol_Tatu_va_Viva_Comet_2008.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14673\" style=\"width:441px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/Zespol_Tatu_va_Viva_Comet_2008.jpg 700w, https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-content\/uploads\/sites\/7\/2025\/09\/Zespol_Tatu_va_Viva_Comet_2008-300x194.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-global-color-8-color\"><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Tatu_at_VivaComet_2008.jpg\">Zesp\u00f3l Tatu va Viva Comet 2008<\/a><br><\/mark><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-contrast-color\">Foto di Adrian Czeskyk concessa con licenza<\/mark><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-global-color-8-color\"> CC BY 3.0<\/mark><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p>Nel 2004 Julia e Lena trovano il coraggio di licenziare \u0160apovalov, forti di nuovi contratti internazionali e della continua protezione di Boris Renski, loro finanziatore dall\u2019inizio del progetto. \u00c8 tempo di appendere al chiodo la divisa da scolarette e di mostrarsi al pubblico per ci\u00f2 che sono: amiche, sorelle, cantanti professioniste. Le cose per\u00f2 non vanno come sperano. All\u2019inizio l\u2019immagine delle t.A.T.u. fa ancora da traino, ma l\u2019affetto dei fan si \u00e8 ormai raggelato.&nbsp;E invece quegli stessi adulti che cos\u00ec ferocemente avevano osteggiato la loro immagine di ragazzine \u201csexy e ribelli\u201d, ora non perdonano loro di essere cresciute. Nel caso di Julia, anche di essere diventata mamma due volte, \u201caddirittura\u201d con due uomini diversi.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>Appesantite, invecchiate, grasse, troppo truccate, troppo svestite. Cos\u00ec scrivono di loro. Intanto la voce di Julia \u00e8 un disastro, le date dei live vengono cancellate una dopo l\u2019altra, le ragazze continuano a trattare organizzatori e stampa con la stessa sufficienza di sempre, ma non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 il burattinaio \u0160apovalov a guidarle come era accaduto per tutta la loro vita passata sotto il suo controllo. E Julia e Lena, che non riescono pi\u00f9 a trovare se stesse dopo cos\u00ec tanti anni di indottrinamento, si perdono. Combattute tra la voglia di essere entrambe \u201csolo una\u201d e il terrore di amputarsi cos\u00ec facendo, anche il loro legame si sfalda. Tra piccole beghe, litigi e lontananze, nel 2011 si separano ufficialmente per intraprendere la carriera da soliste, riunendosi una volta ogni tanto per qualche evento mondano o per i fan.<\/p>\n\n\n\n<p>Nessuna delle due avr\u00e0 successo. In Italia e non solo, saranno ricordate come \u201cquelle due ragazzine russe che si baciavano sul palco\u201d. Ivan \u0160apovalov, dal 2015, vive tranquillamente in Cina.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-global-color-8-color\">Fonti<\/mark><\/strong><br><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-global-color-8-color\">*\u00a0Cfr. Alessandro Paolinelli, <em>t.A.T.u. story &#8211; Ricostruzione dell\u2019ascesa e declino del duo Pop pi\u00f9 controverso degli anni 2000<\/em>, Phasar Edizioni, Firenze, \u00a92013<\/mark><br><a href=\"https:\/\/www.theage.com.au\/entertainment\/music\/tatu-bad-to-be-true-20030614-gdvvq0.html\">https:\/\/www.theage.com.au\/entertainment\/music\/tatu-bad-to-be-true-20030614-gdvvq0.html<\/a><br><a href=\"https:\/\/www.vice.com\/it\/article\/8xxqx4\/tatu-all-the-things-she-said-15-anni-dopo\">https:\/\/www.vice.com\/it\/article\/8xxqx4\/tatu-all-the-things-she-said-15-anni-dopo<\/a><br><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/T.A.T.u.#:~:text=Il%2520progetto%2520t.A.T.u.%2520%25C3%25A8%2520stato,produttore%2520discografico%2520e%2520loro%2520manager\">https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/T.A.T.u.#:~:text=Il%20progetto%20t.A.T.u.%20%C3%A8%20stato,produttore%20discografico%20e%20loro%20manager<\/a>.<br><a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20120313204513\/http:\/www.afterellen.com\/archive\/ellen\/People\/tatu.html\">https:\/\/web.archive.org\/web\/20120313204513\/http:\/\/www.afterellen.com\/archive\/ellen\/People\/tatu.html<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"featured_media":14744,"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_seopress_robots_primary_cat":"","_seopress_titles_title":"","_seopress_titles_desc":"","_seopress_robots_index":"","inline_featured_image":false},"categoria-rubriche":[61],"class_list":["post-14671","rubrica","type-rubrica","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","categoria-rubriche-storie-violente"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-json\/wp\/v2\/rubrica\/14671","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-json\/wp\/v2\/rubrica"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-json\/wp\/v2\/types\/rubrica"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-json\/wp\/v2\/media\/14744"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14671"}],"wp:term":[{"taxonomy":"categoria-rubriche","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.umanitaria.it\/alghero\/wp-json\/wp\/v2\/categoria-rubriche?post=14671"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}