#P.A.N.E. Per Accogliere e Non Escludere

Società Umanitaria, Comune di Milano e Fondazione Adecco insieme per l’integrazione dei rifugiati attraverso il lavoro

Saranno 16 i giovani richiedenti asilo tra i 18 e i 25 anni coinvolti nella prima edizione del progetto “#P.A.N.E. Per Accogliere e Non Escludere” promosso da Fondazione Adecco per le Pari Opportunità e Comune di Milano, che punta ad offrire un’occasione di integrazione attraverso il lavoro e la formazione a giovani rifugiati residenti sul territorio milanese.

Il 26 marzo, infatti, presso la sede di Società Umanitaria di Milano, dopo le prime selezioni realizzate con il contributo del Centro mediazione lavoro del Comune di Milano, avrà inizio il corso di formazione per panificatori e addetti alla caffetteria.

L’obiettivo del progetto è consentire ai giovani richiedenti asilo, per la maggior parte provenienti da paesi africani, di acquisire competenze e conoscenze pratiche e contribuire così alla loro inclusione lavorativa.

Il corso avrà una durata complessiva di 120 ore di cui 60 per nozioni teoriche e 60 in laboratorio e affronterà gli aspetti pratici, la normativa di riferimento, la tecnologia della cottura e gli aspetti fisici e biochimici nella produzione dei prodotti da forno e nella gestione di caffetterie.

La parte pratica verrà svolta presso il laboratorio professionale della Società Umanitaria, completamente attrezzato ed in grado di consentire l’erogazione di un modello di formazione fondato sul concetto portante del learning by doing, apprendimento attraverso il fare, che mette subito alla prova sul campo i ragazzi. I partecipanti acquisiranno così competenze professionali specifiche e abilità professionali che consentiranno loro di intraprendere un percorso di ulteriore apprendimento con tirocini direttamente in aziende del territorio.

Al termine del percorso formativo, infatti, i giovani verranno inseriti in aziende del territorio che hanno già manifestato interesse a partecipare al progetto.

“La sfida è rendere questi ragazzi in grado di spendere sul mercato del lavoro una professionalità, contribuendo così alla loro integrazione nella città – ha dichiarato Laura Ciardiello, Responsabile Sviluppo Progetti di Fondazione Adecco. Secondo gli ultimi dati elaborati dall’Osce, solo un terzo dei rifugiati che vivono in Europa trova lavoro entro i primi cinque anni e servono almeno vent’anni per raggiungere i livelli di inserimento lavorativo degli europei. Questo accade per mancanza di orientamento, di formazione, di un progetto professionale individuale. Il nostro lavoro è superare queste difficoltà, che per i richiedenti asilo si sommano ai traumi legati al viaggio, le difficoltà di apprendimento della lingua e una serie di difficoltà emotive forti. Il Comune di Milano, però, facendosi promotore di un’iniziativa del genere insieme alle aziende che ci stanno sostenendo offrendo tirocini e lavoro a questi ragazzi, mostra il ruolo centrale che le istituzioni locali possono avere per migliorare l’integrazione dei richiedenti asilo attraverso il lavoro.

“L’efficace integrazione dei migranti è uno degli obiettivi che questa amministrazione si è posta fin dall’inizio e l’integrazione non può che partire dal lavoro”, ha spiegato l’assessore alle Politiche Sociali Piefrancesco Majorino. “Per questo, - ha aggiunto - seguendo il modello basato sulla collaborazione pubblico-privato che da sempre caratterizza questa città, l’amministrazione favorisce, come in questo caso, la cooperazione con le realtà del terzo settore. Azioni come questa si inquadrano all’interno di un disegno mirato a trattare l’immigrazione non più come fenomeno emergenziale e si aggiungono alla scelta del Comune di aumentare i posti nei centri Sprar, che diventeranno presto mille, a scapito di quelli nelle strutture di prima accoglienza”.


Ufficio stampa Società Umanitaria
Daniele Vola
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