PAESAGGI SARDI TRA CITTÀ, CAMPAGNE, MARE E MONTAGNA. UN ITINERARIO NEL TEMPO E NELLO SPAZIO.



 Il cinema ha sempre creato, fin dalle sue origini, immaginario collettivo, ovvero realtà riprese dal vero o ricostruite esclusivamente per essere filmate, che cercano una mediazione tra ciò che si vive, si vede, si legge, si scrive, al presente ma anche nel passato, e ciò che si percepisce esclusivamente con il mezzo meccanico o, oggi, digitale.

È questo il modo tipicamente novecentesco che ha permesso di imprimere in una platea collettiva la memoria di un luogo - con tutto ciò che consegue in termini sociologici, geografici, antropologici - sufficientemente condivisa e diffusa anche al di fuori della platea degli spettatori. Paradossalmente, ciò è accaduto, in larga misura, anche per la nostra percezione, soprattutto post bellica, degli Stati Uniti d’America, luogo vicino/lontano che non si poteva leggere con le categorie dell’esotismo, tipiche delle vedute - e dei romanzi, dei quadri, delle poesie - orientali, ma che era comunque, anch'esso, una categoria dell’immaginazione, abbastanza vicina alle percezioni proustiane che mettevano in rapporto “i nomi dei paesi” e il loro immaginario legato alle letture e alle immagini fotografiche e pittoriche, con gli stessi paesi, successivamente visitati, e, inevitabilmente diversi rispetto alle descrizioni estetiche e letterarie.

Il termine “immaginario collettivo” è oggi quasi desueto, in parte per il velocissimo e instabile modificarsi delle percezioni dirette e indirette dei luoghi - viaggi, comunicazioni di massa, Internet, social media - come se l’intuizione proustiana fosse deflagrata in mille schegge; in parte perché, proprio l’instabilità o l’assenza della percezione di lunga durata, ha lasciato campo libero ad un nuovo termine: narrazione, molto più ristretto su un piano temporale e destinato - come appunto accade alle narrazioni funzionali - a modificarsi e, spesso, ad aggrovigliarsi, in presenza di determinazioni percettive forti e pronte ad essere schematizzate.

L’idea del paesaggio sardo, nel corso del Novecento - il secolo del cinema - è segnato proprio da queste ambiguità percettive o forse, più semplicemente, dall'elaborazione successiva di un immaginario capace di sintetizzarne l’essenza.

PROGRAMMA:


> Mercoledì 13 febbraio 2019, ore 19.30

PAESI E COSTUMI SARDI 1920-1931

LA DIGA DEL TIRSO, 1924

QUADRI DI SARDEGNA, 1926

USI E COSTUMI DELLA VECCHIA SARDEGNA, 1932

VISIONI DI SARDEGNA di Gavino Gabriel, 1932

Presentazione a cura di Gianni Olla e Antonello Zanda



> Venerdì 15 febbraio 2019, ore 19.30

CAINÀ - L’ISOLA E IL CONTINENTE di Gennaro Righelli, Italia 1922



> Mercoledì 20 febbraio 2019, ore 19.30

MUSSOLINIA DI SARDEGNA di Raffaello Matarazzo, 1933 [15’]

MUSSOLINIA (Società Bonifiche Sarda), 1937 [58’]

Introduzione di Giorgio Pellegrini

INGRESSO LIBERO E GRATUITO

Due giornate di studio e approfondimento sull’intellettuale sassarese Antonio Simon Mossa organizzate dal Laboratorio di Antropologia Visuale “Fiorenzo Serra” della Società Umanitaria di Sassari e dalla Società Filosofica Italiana, sezione Università di Sassari.

Per il Laboratorio dell’Umanitaria Simone Ligas e Alessandro Doneddu illustreranno rispettivamente il Cinema e il “Salotto buono” di Antonio Simon Mossa. Gli altri relatori, Salvatore Mura, Antonello Nasone, Giuseppe Mascia, Antonio Deiara e Michele Pinna, tratteggeranno contesto sociale, politico e culturale coevi a Simon Mossa.

18 e 19 febbraio ore 10, Sala Convegni della Fondazione di Sardegna, via Carlo Alberto, 7.

SimonMossa Fondazione

Presentazione del web-doc "Cagliari e dintorni con gli occhi di Francesco Alziator" a cura di Manuela Ennas e Marco Gallus. Un percorso nei luoghi e nelle suggestioni che hanno ispirato le opere di Francesco Alziator e ne hanno definito il pensiero. Un incontro con chi lo ha amato, conosciuto e studiato. Una riflessione sulla trasformazione sociale di Cagliari negli anni della Rinascita. Una veduta consapevole sull'importanza del bilinguismo in Sardegna.

Alziator

Prende il via la rassegna “Paesaggi sardi tra città, campagne, mare e montagna”, con i primi due appuntamenti dedicati a preziosi filmati d’archivio conservati dalla Cineteca che ci mostrano il paesaggio sardo degli anni 20 e 30. In programma alcuni materiali riguardanti i paesi e i costumi tradizionali e il filmato “Visioni di Sardegna” (1932) di Gavino Gabriel.

Nuovo appuntamento per il gruppo di lettura che si riunisce una volta al mese in Cineteca per analizzare film tratti da opere letterarie.

Si prosegue con il percorso iniziato a gennaio intorno agli adattamenti cinematografici dei racconti di Alice Munro: dopo Lontano da lei di Sarah Polley, questo mercoledì è la volta di Julieta di Pedro Almodovar.

“Esta noche ablamos castellano”: questo lunedì il Cineclub Fedic di Cagliari propone sei cortometraggi spagnoli in lingua originale. Gli autori sono: Josecho de Linares, Anartz Zuazua, Martin Costa, Suso Hernández, Toni Bestard e Arturo Ruiz, José Luis Montesinos.

Ingresso libero con tessera Fedic.

Una classe del liceo “De Sanctis – Deledda” di Cagliari sarà ospite della Cineteca Sarda per una lezione/laboratorio sul cinema. Attraverso la visione di alcune sequenze di film gli studenti/esse saranno impegnati nella lettura/analisi degli elementi base del linguaggio cinematografico: l’inquadratura, la scala dei campi, i movimenti di macchina, i raccordi e le dissolvenze, il montaggio e il piano sequenza.

All’interno delle attività che la Cineteca Sarda porta avanti con le scuole, mercoledì 6 si terrà un laboratorio di pre-cinema con una classe della scuola primaria “A. Riva”. Dopo la visione di un film, le bambine e i bambini saranno impegnate/i nella costruzione delle sagome dei personaggi protagonisti, che saranno poi animate nel piccolo teatrino delle ombre.

Il 1° febbraio in Cineteca Sarda sarà presentato, alla presenza della regista Daniela Vismara, il documentario "Fèminas e divas de Sardigna".


Attraverso la testimonianza di donne che vivono e lavorano nell’isola, questo documentario prodotto da Rai Sardegna in collaborazione con il Centro di Produzione Rai di Milano, conduce lo spettatore in luoghi arcaici e contemporanei inseguendo le tracce di antiche divinità femminili di cui l’isola ancora conserva numerosi reperti.

La forte presenza di culti legati alla Dea Madre ha creato un substrato culturale che ha permesso alle donne di avere un ruolo paritetico a quello degli uomini rilevato sino agli anni trenta e quaranta soprattutto in Barbagia e mantenuto nonostante il cambio di prospettiva successivo alla diffusione del Cristianesimo che ha abilmente “dirottato” la devozione verso tali divinità sulla figura di Maria.

Come fili tessuti da antichi telai si intrecciano i racconti e le voci vicine e lontane nel tempo di donne che hanno attraversato la storia dalla giudicessa Eleonora d’Arborea promulgatrice della Carta de Logu all’artista Maria Lai, dal premio Nobel per la letteratura Grazia Deledda alla banditessa Paska Devaddis che rivive tra i murales di Orgosolo, in una costante relazione con il presente.

Parallelamente a queste figure ormai “mitologiche” del passato, il nostro telaio ideale elabora trame contemporanee di musica con Elena Ledda e Zoe Pia, di letteratura con Savina Dolores Massa, di seta del mare con il Maestro di bisso Chiara Vigo, di fotografie con Daniela Zedda e di teatro con Grazia Dentoni ideatrice del progetto “Matrilineare”.

Con la studiosa Dolores Turchi scopriremo l’unica maschera femminile del carnevale sardo Sa Filonzana con molti tratti in comune con l’ormai famosa S’Accabadora detta anche “l’ultima madre” in quella dimensione circolare di vita, morte e resurrezione legata ai cicli della natura, alla quale le antiche divinità femminili sovrintendevano così come riportato dall’archeologa Manuela Puddu.

Il cerchio è elemento iconografico ricorrente anche nelle antichissime Domus de Janas  dette “case delle fate” che tanta ispirazione hanno dato a Daniela Ducato nella progettazione e produzione di biomateriali per le case del futuro realizzati con gli scarti delle lavorazioni, in perfetta linea con le innovative teorie sull’economia circolare, unica speranza di salvezza in un pianeta ormai devastato dall’ingordigia umana.

Particolare attenzione è stata riservata ai luoghi archeologici, alle ritualità legate al carnevale e al culto di Maria in vari luoghi dell’isola, oltre all’inserimento di brani musicali e citazioni in lingua sarda nelle differenti declinazioni (dal campidanese al logurodese, al gallurese).

Il progetto prevede la possibilità di una sottotitolazione in inglese per una diffusione a livello internazionale oltre a uno sviluppo degli argomenti e delle tematiche affrontate attraverso il web sul sito di RaiPlay.



Crediti:

DONNE E DEE DI SARDEGNA  Féminas e Divas de Sardigna

una produzione Rai Sardegna e CPTV RAI Milano
Italia 2018 formato 4K HDR durata 59’
progetto e regia DANIELA VISMARA
produttrice esecutiva SERENA SCHIFFINI
montaggio SAMANTHA ROBERTS
fotografia GIANLUIGI TONINELLI
color correction PATRIZIO RANZANI NICOLA PIETROCOLA
ideazione grafica FRANCESCA CAMPAGNOLI
riprese GIANLUIGI TONINELLI DANIELE GARDINI
riprese drone SIMONE CASTI
specializzati della produzione GIULIO ANDREOLI DANIELE PROVERA
supervisione tecnica per il 4K FRANCO CAVALLINI
post-produzione audio STEFANO CACCIA

In occasione della Giornata della Memoria, la Cineteca Sarda ospiterà, per due mattine consecutive, le classi terze e quinte della scuola “Alberto Riva” di Cagliari. Le bambine e i bambini potranno assistere alla proiezione di un film sul tema e discuterne insieme agli insegnanti e agli operatori/trici della Cineteca.

Col nuovo anno il Laboratorio di Antropologia Visuale “Fiorenzo Serra” della Società Umanitaria-Cineteca Sarda rinnova la collaborazione con l’Accademia delle Belle Arti Mario Sironi. Insieme organizzano la masterclass “Il documentario tra Cinema e Televisione” del filmmaker sardo Pietro Mereu, già giurato del II Concorso Internazionale “Fiorenzo Serra” per film e documentari etnografici.

Giovedì 17 gennaio nell’Aula Magna dell’Accademia il regista ogliastrino - dopo la proiezione di alcuni suoi documentari e reportage - illustrerà i diversi approcci stilistici per realizzare produzioni cinematografiche, per la televisione e per il web.

Aula Magna Accademia delle Belle Arti Mario Sironi, h.10-13, h. 15-18
via Duca degli Abbruzzi n. 4 - Sassari.

 

Il 34esimo Lovers Film Festival - Torino LGBTQI Visions diretto da Irene Dionisio e fondato da Ottavio Mai e Giovanni Minerba, fa tappa anche a Cagliari!

A partire dalle ore 18.00 proiezione del cortometraggio “Odio il rosa” di Margherita Ferri, che introdurrà "Watch Without Prejudice vol. 1, video tributo a George Michael", curato dal music teller Federico Sacchi, a vent’anni dal coming out di George Michael.

Proiezione di FOOD COOP, il documentario di Tom Boothe che racconta l’esperienza di “Park Slope Food Coop” di New York.

Fondato a Brooklyn nel 1973 da alcuni attivisti locali, il “supermercato cooperativo e autogestito” newyorkese ha dato il via a un vero e proprio movimento che si è allargato anche all'Europa, dove oggi si contano decine di esempi analoghi. Noi ne conosciamo direttamente alcuni, come La Louve di Parigi, nata con l'intervento dello stesso regista americano, Bees Coop di Bruxelles, nonché il primo esempio italiano, Camilla, inaugurato il 15 dicembre 2018 a Bologna. Cambia la grandezza dello spazio espositivo e il numero di soci ma il modello viene replicato in modo sostanzialmente analogo:qualità, etica e sostenibilità ambientale dei prodotti; filiera corta e locale, ed equa remunerazione del produttore; lavoro volontario e gratuito dei soci che sono anche proprietari e gestori della struttura.
Risultato, prezzi molto convenienti e una grande esperienza di innovazione sociale ed economica che fa tremare la grande distribuzione organizzata (GDO).

Dopo la proiezione verrà illustrato il progetto della prima food coop sarda: Mesa Noa. Seguirà conversazione con il pubblico.

Durante la serata sarà possibile aderire alla squadra di collaboratori e/o procedere alla pre-iscrizione alla cooperativa.

L'ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili in sala. Consigliato prenotare.

Il trailer in italiano del documentario:
https://www.youtube.com/watch?v=zz19ETFNh_8

Proiezione del film di Gabriele Anastasio Fegatelli (Italia, 2002, 75’).

Interpreti: Tore Iantorno Asta, Luciana Angeletti, Chiara Meloni, Emmanuela Multari, Marco Napoletano

Trama: Francesco è un giovane cinefilo che filma tutto ciò che gli piace, ma proprio tutto. Sino a perdere di vista la differenza tra realtà e finzione. Così nasce un serial killer.

Un film forte e coinvolgente che ha vinto il Giglio Fiorentino d'Argento al 53° Premio Marzocco del Valdarno Cinema FEDIC del 2002 (giuria presieduta da Giuseppe Bertolucci) e nello stesso anno è stato selezionato al Bellaria Film Festival.

Apertura della sala alle 20.00, inizio proiezione alle 20.30. Ingresso libero.

La seconda edizione del concorso “Fiorenzo Serra” - incentrato quest’anno sul tema dell’artigianato artistico e tradizionale - ha visto la vittoria del regista croato Davor Boric, che si è aggiudicato il primo premio della Cineteca Sarda con il film Macko. Ambientato nella Slavonia, racconta la storia dell’artigiano Andrej Macko, la cui visione artistica è stata modellata dall’esperienza di soldato nella guerra civile e dalla disillusione del dopoguerra. La targa di vincitore gli è stata consegnata da Simonetta Serra, la figlia di Fiorenzo, sabato 15 dicembre nell’Aula Magna del Dipartimento di Storia, alla presenza del direttore della Cineteca Sarda Antonello Zanda, del direttore del Dipartimento Marco Milanese, del professore emerito Attilio Mastino e del vicesindaco del Comune di Sassari Fabio Pinna

Il secondo premio è stato assegnato ai registi oristanesi Nicola Marongiu e Cinzia Carrus per Terra strangia, film che ha ridato luce all’antica tradizione degli artigiani delle tegole di Silì. 

Terzo premio per i giovani filmmaker messicani Oscar Galeote e Josè Robles, che hanno diretto Voces entre la trama y la urdimbre dei, un video-documentario sul “rebozo”, il tipico scialle indossato dalle donne di Michoacán, cittadina del Messico centrale. 

La menzione speciale “Antonio Simon Mossa” è andata a Mon beau village à Imilchil, del parigino Omar Mouldoira: la visione della vita e del mondo di una bambina berbera, in un piccolo borgo dell’Atlante marocchino. 

Sessanta i film in concorso, provenienti da Asia, America, Africa ed Europa. Il gruppo più consistente è quello dei film italiani - 30 - alcuni dei quali scritti e prodotti a quattro mani; 5 sono i film che vengono dall'Iran, 4 dalla Russia, mentre Spagna, Messico, Portogallo, India, Algeria e Cina partecipano ognuno con 2 film. Altre nazioni sono rappresentate con un solo film: Turchia, Romania, Norvegia, Macedonia, Marocco, Inghilterra, Francia, Croazia e le isole Comore, al largo della costa dell'Africa orientale. Tra i film italiani, 13 sono girati da filmmaker sardi e sono ambientati in Sardegna.

Il cinema di famiglia sardo approda all'European Film Awards, grazie al film di Sara Fgaier "Gli anni", che si aggiudica il premio per il migliore cortometraggio!

Il film è stato realizzato con i materiali d'archivio della Cineteca Sarda-Società Umanitaria nell'ambito della prima edizione di Re-framing home movies, organizzata da Cinescatti / Lab80#Superottimisti / Associazione Museo Nazionale del Cinema e Cineteca Sarda-Società Umanitaria. 

Il progetto, realizzato con il sostegno di MiBACT e di SIAE, nell’ambito dell’iniziativa Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura (ed. 2017), è promosso da Archivio Cinescatti / Lab 80 film (Bergamo), Cineteca Sarda / Società Umanitaria (Cagliari) e Archivio Superottimisti/ Associazione Museo Nazionale del Cinema (Torino), che mettono a disposizione del corso e dei partecipanti le proprie collezioni di film di famiglia.

Un patrimonio di film amatoriali girati in pellicola nei formati ridotti 9,5mm Pathé Baby, 16mm, 8mm, Super8 tra gli anni ’20 e gli anni ’90 del Novecento da cineamatori e cineamatrici che hanno documentato la loro quotidianità nel corso del secolo.

Re-framing home movies / L’eredità ritrovata si configura come ulteriore momento di una strategia culturale avviata lo scorso anno con Re-framing home movies / Residenze in archivio, con l’obiettivo di avviare progetti di valorizzazione condivisa e partecipata delle collezioni filmiche amatoriali, e parallelamente offrire percorsi di alta formazione a giovani artisti, studiosi, archivisti e filmmaker per una rielaborazione consapevole del patrimonio filmico familiare italiano.

All'interno delle attività portate avanti con le scuole, giovedì 20 dicembre nella sala della Cineteca Sarda sarà proiettato il film "Vado a scuola: il grande giorno" di Pascal Plisson (Francia, 2015), per la classe V della scuola primaria "Santa Caterina" di Cagliari. Dopo la proiezione i/le bambini/e saranno coinvolti in una discussione sui temi proposti dal film.

Prende il via il ciclo di proiezioni presso la Comunità sociale “Il samaritano” di Arborea, all’interno di un progetto che vede la collaborazione tra gli educatori della comunità e gli operatori/trici della Cineteca Sarda di Cagliari. Il progetto è finalizzato a coinvolgere gli ospiti della struttura (detenuti in misura alternativa) in attività ricreative e culturali. Il cineforum avrà cadenza mensile e proporrà film in grado di stimolare una riflessione collettiva e un confronto di opinioni, nel corso del dibattito successivo alla proiezione. IL primo film proposto sarà “Miracolo a Le Havre” di Aki Kaurismaki.

Dopo i tre moduli didattici di Bergamo (settembre), Torino (ottobre) e Cagliari (novembre) “Re-framing home movies” chiude il ciclo di lezioni con il workshop in programma a Bergamo dal 10 al 14 dicembre. Il progetto di Cinescatti / Lab 80 film, #Superottimisti / Associazione Museo Nazionale del Cinema e Società Umanitaria - Cineteca Sarda di Cagliari, coordinato da Karianne Fiorini e Gianmarco Torri, si avvia, dunque, alla conclusione della fase formativa.
Nei mesi di gennaio e febbraio 2019 i dieci partecipanti prepareranno altrettanti studi che verranno mostrati in un evento pubblico nel marzo del prossimo anno.

Il Cineclub FEDIC Cagliari presenta:

4 cortometraggi premiati all'
UNICA FILM FESTIVAL 2016
tenutosi a Suceava in Romania

  • Michael Toczek: "Urodziny" (Compleanno), Polonia, 2017, 13,00"
  • Patrik Ulrich: "Moji Drazi" (I miei cari), Rep.Ceca, 2015, 7,00"
  • Maria Reinup: "Mai“, Estonia, 2014, 15,00”
  • Sirvan Marogyi: "D'bushaischen" (Fermata d'autobus), Lussemburgo, 2014, 9,00"


UNICA è un'organizzazione internazionale indipendente, membro del Consiglio Internazionale del Cinema, della Televisione e della Comunicazione audiovisiva (CICT) presso l'UNESCO.

INGRESSO LIBERO 

Apertura della sala alle 20.00 - inizio proiezioni alle 20.30

Giunge alla fase finale il II Concorso Internazionale “Fiorenzo Serra” per film e documentari etnografici, della Società Umanitaria.

Il Concorso, intitolato all'indimenticato regista sassarese Fiorenzo Serra, vede la partecipazione di ben 60 film provenienti da tutto il mondo: dall'Europa all'Asia, dall'America fino all'Africa, 13 sono ambientati in Sardegna.

Programma:

  • Mercoledì 12 Dicembre 2018, ore 16.00  > Masterclass “Le bugie della Guerra, istruzioni per l’uso” del giornalista Rai Alberto Calvi, inviato di guerra in Iraq e Afghanistan. 
  • Giovedì 13 Dicembre 2018, ore 16.00 > Masterclass “Filmare musiche etniche: Sardegna, Alpi e Caucaso”, a cura di Renato Morelli, etnomusicologo, musicista e regista Rai, grande amico e sodale del musicologo sassarese Pietro Sassu. 
  • Venerdì 14 Dicembre 2018, ore 16.00 > Masterclass “Le declinazioni del documentario contemporaneo”, lezione del regista Pietro Mereu, autore di diversi programmi televisivi, e degli acclamati "Clan dei Ricciai", "Il club dei Centenari" e "I manager di Dio". 
  • Sabato 15 Dicembre 2018, ore 10.30 > Premiazione dei vincitori del concorso, dopo i saluti del Prof. Marco Milanese. Coordina il Prof. Attilio Mastino.

Tutti gli appuntamenti si svolgeranno nell'Aula Magna del DISSUF Università di Sassari, in via Zanfarino 62. Organizza il Laboratorio Fiorenzo Serra.

             

Ultimo appuntamento con la rassegna “GRANDE GUERRA: L’INCUBO E LA FUGA”, che esplora attraverso il cinema le reazioni di silenzio e di rifiuto dei soldati gettati nell’incubo della Prima guerra mondiale. Alle 18.00 proiezione del film “Il disertore” di Giuliana Berlinguer (1983), introdotto dal critico cinematografico Gianni Olla.

Prosegue mercoledì 12 alle ore 19.00 la rassegna dedicata al centenario della Grande Guerra con la proiezione del film di Fredo Valla Non ne parliamo di questa guerra, documentario del 2017 che focalizza l’attenzione sui disertori, gli ammutinati, le rivolte e le decimazioni nell'esercito italiano durante la Grande Guerra. Un fenomeno in gran parte taciuto che coinvolse un numero elevato di soldati al fronte. Attraverso vicende di uomini che dissero NO, il film presenta un'altra visione del Primo conflitto mondiale.

Una seconda proiezione del film è prevista per il giorno seguente presso il Museo Risorgimentale "Duca d'Aosta" esposto nel Castello di Eleonora d'Arborea di Sanluri. In entrambe le occasioni il regista sarà presente in sala per un confronto con il pubblico.

AAFF è un festival di cinema internazionale incentrato sui linguaggi più innovativi della scena asiatica contemporanea che dedica la sua programmazione alle scene indipendenti e al cinema arthouse attraverso focus su movimenti e aree geografiche specifiche.

6 e 7 dicembre | 18.00 | Cineteca Sarda > viale Trieste, 126 (Cagliari)

Proiezione dei film BAMBOO DOGS di Khavn De La Cruz, BALANGIGA di Khavn De La Cruz, HOMOGENEOUS EMPTY TIME di Thunska Pansittivorakul e Harit Srikhao, CHARLOTTE SUSABI di Masaki Iwana, NERVOUS TRANSLATION di Shireen Seno, BY THE TIME IT GETS DARK di Anocha Suwichakornpong.

Per info: http://www.acrossasiaff.org/

Prende il via una rassegna per il centenario della Grande Guerra promossa dalla Società Umanitaria di Cagliari, con tre film - LA TRINCEA di Vittorio Cottafavi (1963), IL DISERTORE di Giuliana Berlinguer (1983) e NON NE PARLIAMO DI QUESTA GUERRA di Fredo Valla (2018) - che esplorano le reazioni di silenzio e di rifiuto dei soldati gettati nell’incubo della prima guerra mondiale.

Un quarto appuntamento si terrà dentro il Museo Risorgimentale "Duca d'Aosta" esposto nel Castello di Eleonora d'Arborea di Sanluri.

Per il 70° della Autonomia della Regione Sardegna la Società Umanitaria di Cagliari propone un convegno per presentare un film inedito, interamente restaurato nei laboratori della Cineteca Sarda, AUTONOMIA TRENT’ANNI, realizzato nel 1978.

Alla manifestazione, che inizierà alle ore 10.00 presso il Cineteatro Nanni Loy – Ersu, in Via Trentino n. 15 a Cagliari, saranno presenti i rappresentanti delle istituzioni - Regione Sardegna, Comune di Cagliari e Società Umanitaria - con il contributo di storici dell'Università di Cagliari, testimoni e protagonisti.