Data:
20-02-2019 19:30 - 22:30

Descrizione

PAESAGGI SARDI TRA CITTÀ, CAMPAGNE, MARE E MONTAGNA. UN ITINERARIO NEL TEMPO E NELLO SPAZIO.



 Il cinema ha sempre creato, fin dalle sue origini, immaginario collettivo, ovvero realtà riprese dal vero o ricostruite esclusivamente per essere filmate, che cercano una mediazione tra ciò che si vive, si vede, si legge, si scrive, al presente ma anche nel passato, e ciò che si percepisce esclusivamente con il mezzo meccanico o, oggi, digitale.

È questo il modo tipicamente novecentesco che ha permesso di imprimere in una platea collettiva la memoria di un luogo - con tutto ciò che consegue in termini sociologici, geografici, antropologici - sufficientemente condivisa e diffusa anche al di fuori della platea degli spettatori. Paradossalmente, ciò è accaduto, in larga misura, anche per la nostra percezione, soprattutto post bellica, degli Stati Uniti d’America, luogo vicino/lontano che non si poteva leggere con le categorie dell’esotismo, tipiche delle vedute - e dei romanzi, dei quadri, delle poesie - orientali, ma che era comunque, anch'esso, una categoria dell’immaginazione, abbastanza vicina alle percezioni proustiane che mettevano in rapporto “i nomi dei paesi” e il loro immaginario legato alle letture e alle immagini fotografiche e pittoriche, con gli stessi paesi, successivamente visitati, e, inevitabilmente diversi rispetto alle descrizioni estetiche e letterarie.

Il termine “immaginario collettivo” è oggi quasi desueto, in parte per il velocissimo e instabile modificarsi delle percezioni dirette e indirette dei luoghi - viaggi, comunicazioni di massa, Internet, social media - come se l’intuizione proustiana fosse deflagrata in mille schegge; in parte perché, proprio l’instabilità o l’assenza della percezione di lunga durata, ha lasciato campo libero ad un nuovo termine: narrazione, molto più ristretto su un piano temporale e destinato - come appunto accade alle narrazioni funzionali - a modificarsi e, spesso, ad aggrovigliarsi, in presenza di determinazioni percettive forti e pronte ad essere schematizzate.

L’idea del paesaggio sardo, nel corso del Novecento - il secolo del cinema - è segnato proprio da queste ambiguità percettive o forse, più semplicemente, dall'elaborazione successiva di un immaginario capace di sintetizzarne l’essenza.




PROGRAMMA:


> Mercoledì 13 febbraio 2019, ore 19.30

PAESI E COSTUMI SARDI 1920-1931

LA DIGA DEL TIRSO, 1924

QUADRI DI SARDEGNA, 1926

USI E COSTUMI DELLA VECCHIA SARDEGNA, 1932

VISIONI DI SARDEGNA di Gavino Gabriel, 1932

Presentazione a cura di Gianni Olla e Antonello Zanda



> Venerdì 15 febbraio 2019, ore 19.30

CAINÀ - L’ISOLA E IL CONTINENTE di Gennaro Righelli, Italia 1922



> Mercoledì 20 febbraio 2019, ore 19.30

MUSSOLINIA DI SARDEGNA di Raffaello Matarazzo, 1933 [15’]

MUSSOLINIA (Società Bonifiche Sarda), 1937 [58’]

Introduzione di Giorgio Pellegrini




INGRESSO LIBERO E GRATUITO