Data:
22-05-2019 15:30 - 18:00

Descrizione

Nuovo appuntamento con il gruppo di lettura che si riunisce in Cineteca una volta al mese per assistere alla proiezione di un film tratto da un’opera letteraria.

Mercoledì 22 maggio alle ore 15.30 l’incontro verterà sull’adattamento cinematografico di un’opera autobiografica.

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Trasposizione cinematografica:

[di Antonio Costa - Enciclopedia del Cinema (2004), in Treccani.it]

Fin dalle sue origini il cinema ha fatto ampio ricorso al repertorio di testi letterari (romanzi, drammi, commedie, fiabe), prima di tutto per trarne ispirazione, ma anche per sfruttare la forza di attrazione di opere già famose. Nell'idea stessa di t. c'è una promessa di visibilità: far finalmente vedere ciò che fino allora era stato solo immaginato. La pratica della messa in scena teatrale di romanzi precede di molto quella della t. cinematografica: essa era già ampiamente diffusa nella prima metà dell'Ottocento. S.S. Prawer (1980) cita al proposito un doppio spettacolo della English Opera House di Londra che, nel 1826, offriva in successione, nella stessa serata, gli allestimenti di Frankenstein di M. Shelley e Il vampiro di Polidori e fa un paragone con un doppio spettacolo che, poco più di un secolo dopo (1931), offriva al pubblico americano la doppia proiezione di Frankenstein (1931) di James Whale e Dracula (1931) di Tod Browning: la domanda del pubblico di vedere il 'film del libro' e i benefici effetti che tutto questo ha sulle vendite del 'libro del film' non solo erano stati anticipati in campo teatrale, ma erano spesso gli stessi adattamenti teatrali a costituire fonti di primaria importanza per le t. cinematografiche (Prawer 1980). Del resto, uno dei primi successi internazionali del cinema delle origini, Le voyage dans la Lune (1902; Il viaggio nella Luna) di Georges Méliès, che derivava almeno in parte da due romanzi di J. Verne (De la Terre à la Lune, 1865; Autour de la Lune, 1870), riprendeva vari spunti dall'operetta Le voyage dans la Lune (1875) di J. Offenbach, messa in scena al Théâtre de la Gaîté per la regia di Adolphe d'Ennery. [...]

[fonte Treccani, continua a leggere qui]