Data:
26-10-2018 18:30 - 20:00

Descrizione

Hilde. Leben ohne Liebe ("Vivere senza l’amore")
di Salvatore Cabras

Con Louise Kissane

Dramaturg Maggie Rose

Traduzione di Wilma Stark

È una sana abitudine dei nostri corsisti mettere a frutto la passione per il teatro per imparare le lingue. È il caso di "Hilde", monologo in inglese (integrato da alcune canzoni di Marlene Dietrich in tedesco), che racconta le vicissitudini e le esperienze delle donne che vissero dentro le pareti domestiche le tragedie della seconda guerra mondiale. Un modo nuovo e divertente di approfondire e migliorare lo studio di queste due lingue.

SINOSSI

Sappiamo con una certa precisione quante vite furono spazzate via dalla seconda guerra mondiale, quanti ebrei perirono nell’Olocausto. Ma ci siamo mai chiesti quante persone, nel 1945, abbiano domandato a se stesse: “chi diavolo è questo qui che ora dorme nel mio letto?” – e, nel testo teatrale, la protagonista si pone questa domanda non per l’arrivo di un estraneo, ma per il marito Heinrich, appena rientrato dal servizio militare e dalla prigionia. Per una coppia di sposi, i sei anni della Seconda Guerra mondiale sono stati un distacco molto lungo. Nel monologo, la donna ripercorre le vicende vissute durante il conflitto e dopo il ritorno di lui, fino al presente di vedova ottantenne. Durante la guerra, nella cittadina di Pirna presso Dresda, mentre il marito era al fronte, questa giovane operaia visse con una libertà che prima non aveva mai goduto: lavoro in fabbrica, balere, sedute spiritiche, nuove amicizie – tra cui uno speciale legame con la collega Kuni. Probabilmente era inevitabile che una bella ragazza come lei incontrasse Fritz: e che quell’incontro la segnasse. Tuttavia, la condizione di donna sposata e madre (di una bimba nata poco dopo la partenza del marito) impedì a Hilde di spingere la relazione con il nuovo amico oltre un certo limite. Quando Heinrich ritorna, Hilde fa una scelta al tempo stesso cruciale e silente: decide di tenere botta e proseguire a vivere nel matrimonio. Cosa che avverrà a spese delle sue aspirazioni e desideri e al costo di una rigida tenuta del controllo su se stessa e sull’ambiente familiare – bisogno di controllo che si manifesta con una maniacale attenzione all’igiene della casa (e del marito). Ma, nonostante la consapevolezza della propria vita sentimentale menomata, il racconto dell’anziana donna non indulge all’autocommiserazione, ai sospiri di rimpianto. Stabilisce uno strettissimo legame con la figlia Magda che per Hilde viene a assumere il ruolo di Heinrich, e a realizzare le aspirazioni materne con la sua brillante carriera di direttrice scolastica. Nel drammatizzare le vicissitudini e esperienze delle donne che vissero da casa le tragedie della Seconda guerra mondiale, il monologo integra alcune canzoni di Marlene Dietrich, efficace sfondo sonoro dei ricordi giovanili di Hilde. Un secondo “personaggio” apre e chiude il monologo: una voce sintetica chiarisce che il monologo è una registrazione che, in una sorta di pena infernale dantesca, si ripete sempre uguale all’inizio anticipando e alla fine ripetendo l’ultima e la prima battuta di Hilde.


quando

date
26 ottobre 

oraorario
18.30

dovesede 
Auditorium i | Via San Barnaba, 48

bigliettobiglietti
ingresso libero fino ad esaurimento posti

informazionialtre informazioni
tel. 02.55192966 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.