Estate nei chiostri

Dialoghi tra scienza e fantascienza | Gli alieni tra immaginazione e realtà

Oggi per molti l’immagine della scienza è essenzialmente quella veicolata dalla fantascienza, soprattutto dal cinema e dalle serie tv. Ma la fantascienza possiede molti altri linguaggi e tratta una grandissima varietà di temi, spesso assai meno conosciuti, ma non meno importanti. E anche il suo rapporto con la scienza è molto più complesso e poliedrico.

 Gli alieni tra immaginazione e realtà

Riusciremo mai a trovare gli alieni e, se sì, saranno come quelli della fantascienza?

21 luglio | 18.30

Paolo Musso, docente di Filosofia della Scienza
Stelio Montebugnoli, Responsabile INAF del SETI Italia

Paolo Musso è Professore Associato di Filosofia Teoretica presso l’Università dell’Insubria, dove insegna Fondamenti della modernità e Scienza e fantascienza nei media e nella letteratura, unico corso universitario italiano dedicato alla fantascienza. Dal 2005 è visiting professor di Epistemología presso la UCSS di Lima. Dal 2004 è membro del SETI Committee, gruppo di studio interdisciplinare per la ricerca di vita intelligente extraterrestre della International Academy of Astronautics. Nel 2008 è stato uno dei principali protagonisti di Calling E.T., il miglior documentario di sempre sul SETI. Nel 2012 ha vinto il 2° premio in un concorso di articoli della Oxford University. Nel 2015 è stato nominato membro della European Academy of Sciences and Arts. Nel 2017 è stato Fellow to Latin America della stessa Oxford University, dirigendo il progetto La vida en el universo in collaborazione con le università peruviane UCSS e UNIFÉ. Dal 2020 è Direttore Scientifico del centro di ricerca internazionale INCOSMICON (Intelligence in the Cosmic Context). Ha pubblicato più di cento articoli e dieci libri, oltre a scrivere la voce Fantascienza per la X Appendice della prestigiosa Enciclopedia Treccani.

Stelio Montebugnoli, laurea in Ingegneria Elettronica con esame di stato in Ingegneria Nucleare. Dirigente Tecnologo presso la Struttura di Radioastronomia (Bologna) dell’Istituto Nazionale di Astrofisica di Roma. Ingegnere responsabile della Stazione Radioastronomica di Medicina (Bo) e dello sviluppo tecnologico della Croce del Nord, uno dei più grandi radiotelescopi dell’emisfero Nord della terra. Partecipa all’interno del polo europeo al consorzio mondiale (USA, Europa, Cina, Australia e Sud Africa) per la futura costruzione in Australia o Sud Africa di SKA, il radiotelescopio di nuova generazione. E’ coinvolto, tramite l’Agenzia Spaziale Italiana ed europea, in attività internazionali di osservazioni radar per la catalogazione dei detriti orbitanti attorno al nostro pianeta, prodotti dalle attività dell’uomo nello spazio, e di asteroidi potenzialmente pericolosi per la terra. I detriti possono limitare fortemente le attuali e future attività in orbita, tanto importanti per le comunicazioni, il monitoraggio della terra dallo spazio, la navigazione aerea, marittima e terrestre e l’attività della Stazione Spaziale Internazionale. Con uno strumento di sua progettazione, collegato alla parabola di 32 m di Medicina, ha rivelato la presenza di acqua nel punto di impatto di uno dei frammenti della cometa SL-9 su Giove (luglio 1994). L’International Astronomical Union ha dato, per meriti scientifici e tecnologici, il suo nome ad un asteroide della fascia principale orbitante tra Marte e Giove. E’ membro del SETI (ricerca di vita extraterrestre) Study Group dell’ Accademia Internazionale di Astronautica di Parigi.

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