Data:
20-06-2019 18:30 - 20:00

Descrizione

Senza il loro lavoro, senza il loro impegno quotidiano, senza la forza delle loro immagini, le storie, le sofferenze, i drammi delle migliaia di profughi in transito nel Mediterraneo probabilmente sarebbero taciute, negate, nascoste. Loro sono alcuni dei tanti fotoreporter che si imbarcano sulle navi delle ONG, si muovono ai confini degli stati europei, visitano i campi di accoglienza e con un clic sintetizzano la disperazione, la fatica, ma anche - grazie ai tanti progetti di solidarietà e inclusione sociale - la rinascita e il sorriso di chi riesce a inventarsi una nuova vita, lontana da guerre, epidemie, torture.

Due di loro (del gruppo della mostra Exodos/Exit) raccontano la loro esperienza a contatto con le vicissitudini dei migranti, con quei viaggi della speranza che hanno sconvolto, e continuano a sconvolgere, le nostre coscienze.

Intervengono

Max Ferrero, fotoreporter
Paolo Siccardi, giornalista e fotoreporter

Introduce

Claudio Zingarelli, coordinatore mostra Exodos/Exit

Max Ferrero

Classe 1964, si diploma presso l'istituto Bodoni di Torino come perito fotografico. Diventa professionista nel 1986 dedicandosi al fotogiornalismo e al reportage sociale. Esordisce con un lavoro sul carcere minorile Ferrante Aporti di Torino pubblicando il libro: "Cosa ci faccio qui dentro". Dopo 11 anni di attività nel campo del reportage fotogiornalistico e dopo collaborazioni con le più importanti testate italiane rassegna le proprie dimissioni dall'albo dei giornalisti, convinto che per continuare ad essere buoni reporter occorre essere liberi e indipendenti: "... a me piace vivere ciò che fotografo e voglio entrare il più possibile negli eventi senza avere l'assillo delle storie da chiudere in fretta". Ferrero ha documentato la lotta dei sandinisti in Nicaragua, i rivoluzionari dell'FMLN in San Salvador, la nascita del Kurdistan iracheno dopo la prima guerra del golfo. Negli anni '90 ha realizzato alcuni importanti reportage sulla guerra civile dell'ex Jugoslavia. In italia ha seguito l'applicazione della legge Basaglia negli ospedali psichiatrici. Tema riaffrontato ultimamente attraverso la mostra/libro "Nocchier che non seconda il vento", un reportage all'interno degli ultimi mesi d'esistenza degli ospedali psichiatrici giudiziari italiani.

Paolo Siccardi

Giornalista e photoreporter free-lance (è iscritto all’Ordine Nazionale dei Giornalisti e alla Stampa Estera IFJ dal 1992) è autore di diversi libri e mostre fotografiche. Inizia il percorso professionale negli Anni 80, documentando a Torino i primi processi per terrorismo e le lotte operaie. Tra i suoi lavori più significativi quello sul conflitto in Afghanistan, la rivoluzione Sandinista contro i guerriglieri Contras al confine con l’Honduras, la Prima Guerra del Golfo. Per dieci lunghi anni documenta i conflitti nell’ex-Jugoslavia (Slovenia, Croazia, Bosnia, Kosovo) e i cambiamenti geo-politici nell’area balcanica, documenta la condizione infantile e gli effetti del disastro di Chernobyl in Bielorussia. È poi la volta del Medio Oriente, l’Iraq di Saddam Hussein, la Siria di Assad, Cisgiordania e la striscia di Gaza. In Africa realizza alcuni servizi sui conflitti e le emergenze umanitarie in Senegal, Costa d’Avorio, Benin (ex Dahomey), Togo e nel 2012 in Sud Sudan segue i progetti e gli aiuti dell’Unicef. I suoi reportage, prevalentemente a carattere sociale, sono stati pubblicati dalle più importanti testate giornalistiche: Famiglia Cristiana, il Venerdì di Repubblica, Time International, Der Spiegel, Geo Japan, The Guardian, Courrier International. Dal 2000 collabora esclusivamente con il settore esteri del settimanale Famiglia Cristiana.

2015 Idomeni in Grecia ph Paolo Siccardi

0606 migranti


quando

data
20 giugno

oraorario inizio
18.30

dovesede 
Sala Bauer | Via San Barnaba, 48

bigliettoingresso
libero fino ad esaurimento dei posti disponibili

informazionialtre informazioni
tel. 02.5796831 | e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.