Ambasciatori dei diritti umani

Società Umanitaria, Lega Internazionale per i Diritti dell’Uomo (L.I.D.U.) e Società Italiana per la Organizzazione Internazionale (S.I.O.I) promuovo il progetto Ambasciatori dei Diritti Umani per far conoscere lo spirito che anima la Dichiarazione dei Diritti Umani ed i valori che essa veicola, con l'obiettivo di sensibilizzare i giovani all'uso responsabile della libertà in rapporti di consapevole e reciproco rispetto, tanto più necessario in una società globale e composita.


ambasciatori loghi

Edizione 2020/21

La Società Umanitaria, la LIDU – Sezione di Milano e la SIOI – Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale, propongono anche per l’a.s. 2020/2021 a Milano, Napoli e Roma, il progetto Ambasciatori dei Diritti Umani, destinato agli studenti del quinto e del quarto anno delle scuole Secondarie di Secondo grado che abbiano compiuto la maggiore età alla data del viaggio-premio che si svolgerà a maggio (previa valutazione della situazione sanitaria).

Il progetto, il cui obiettivo è contribuire alla maturazione nei giovani di una sempre più profonda e proficua consapevolezza della fondamentale rilevanza dei Diritti Umani, prevede l’attribuzione di nove premi consistenti in un viaggio a Strasburgo per partecipare all’European Youth Event, iniziativa organizzata dal Parlamento europeo dedicata ai giovani che si svolgerà il 28 e 29 maggio 2021.

Per il primo classificato di ogni sede è previsto inoltre la partecipazione ad un corso di formazione e aggiornamento, dal titolo Insegnare i Diritti Umani, organizzato dalla SIOI, presso il Palazzo dei Priori di Assisi che si svolgerà nell’autunno del 2021.

Gli Istituti superiori, individuati a discrezione della Società Umanitaria, sono invitati a partecipare ad una conferenza introduttiva al concorso. Il tema trattato quest’anno è il seguente:

IL DIRITTO ALLA PACE
in occasione della Giornata mondiale dei Diritti Umani

giovedì10 dicembre 2020- ore 10:00

In base alle nuove norme contenute nel Dcpm del 13 ottobree 2020 che vieta le uscite didattiche, la conferenza si terrà da remoto

L’Articolo 28 della Dichiarazione dei Diritti Umani proclama che “Ogni individuo ha diritto ad un ordine sociale e internazionale nel quale i diritti e le libertà enunciati in questa Dichiarazione possono essere pienamente realizzati”. È il Diritto di tutti gli esseri umani alla pace, in puntuale sintonia con quanto dichiarato nel preambolo dello Statuto delle Nazioni Unite (“Noi, popoli delle Nazioni Unite, decisi a salvare le future generazioni dal flagello della guerra, che per due volte nel corso di questa generazione ha portato indicibili afflizioni all’umanità”), e a quanto ribadito dalla Costituzione Italiana nell’articolo 11 (“L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”). Questi solenni enunciati rivelano la centralità del problema della pace e della guerra dopo le atrocità della Seconda Guerra Mondiale e dopo la mutazione radicale della natura della guerra con la svolta atomica.
Per secoli la pace è stata interpretata esclusivamente come pace negativa, ovvero, come parentesi tra una guerra e la successiva. Nella storia umana filosofi, teologi, giuristi, politici – con rare eccezioni – hanno sempre giustificato e legittimato la guerra (come male necessario, come fatto inevitabile o come guerra giusta) e gli Stati si sono sempre arrogati il diritto dello ius ad bellum.
Per questo motivo Il ‘nuovo’ Diritto internazionale nato nel Secondo dopoguerra fu una vera e propria rivoluzione giuridica, che introdusse il concetto di pace positiva, come cooperazione internazionale tra Stati per il mantenimento di una pace stabile e duratura per creare l’humus necessario per la prolificazione dei diritti umani, economici e sociali dei popoli.
Ma a distanza di 75 anni la carta delle Nazioni Unite rimane ancora oggi inattuata in alcune delle sue parti fondamentali e, nonostante la minaccia atomica sia stata ad oggi sventata, la guerra continua a prolificare nel mondo così come la corsa agli armamenti delle Nazioni.
L’illusione che la fine della Guerra Fredda avrebbe aperto una stagione di pace perpetua è presto sfumata. La realtà dimostra come, nell’era della globalizzazione e di un mondo multipolare, si manifestino vecchie e nuove cause di conflittualità: dalle disparità economiche a quelle tecnologiche, dai fenomeni migratori ai cambiamenti climatici, fino alle rivendicazioni di carattere identitario. Dinamiche che generano di volta in volta vere e proprie guerre tra Stati, guerre regionali a bassa intensità, guerre non convenzionali, violenze settarie e persecuzioni di minoranze che sono in costane aumento.
Le stesse correnti pacifiste di ieri e di oggi, pur coinvolgendo milioni di persone a livello internazionale e rappresentando un’alta testimonianza etica, il più delle volte non sembrano essere in grado di porre fine all’utilizzo della violenza armata. Quale forma di pacifismo può efficacemente garantire nel futuro dell’umanità l’instaurazione di una pace duratura? Come uscire dal “labirinto” della guerra?

IL CONCORSO

Il Concorso, consistente nello svolgimento di un elaborato scritto, avrà luogo nelle rispettive sedi della Società Umanitaria di Milano Napoli e Roma sabato 6 febbraio 2021 secondo le seguenti modalità di svolgimento:

  • Ore 8.30 Appello e identificazione dei concorrenti
  • Ore 9.00 |14.00 Svolgimento del tema

  • L’argomento da sviluppare dell’elaborato scritto sarà proposto dalla Commissione giudicatrice
    e verterà sul tema della pace e i diritti umani;
  • La prova si svolgerà sulla falsariga delle norme dei concorsi pubblici;
  • Gli elaborati scritti saranno valutati da una commissione giudicatrice composta da commissari
    scelti dalla Società Umanitaria;
  • I giudizi della commissione giudicatrice sono insindacabili e inappellabili;
  • È facoltà della commissione giudicatrice deliberare di non assegnare uno o più premi;
  • Tutti i concorrenti riceveranno un attestato di partecipazione.


La cerimonia di proclamazione dei vincitori si terrà il nel mese di marzo con lettura pubblica degli elaborati scritti dei nuovi Ambasciatori dei Diritti Umani selezionati dalla Giuria.

Il viaggio-premio avrà luogo il 28 e 29 maggio 2021 a Strasburgo per partecipare all’European Youth Event, iniziativa organizzata dal Parlamento europeo dedicata ai giovani.




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