Data:
30-03-2017 9:30 - 12:30
Ubicazione:

Descrizione

Ciclo di lezioni-proiezioni per le scuole

BiblioLavoro, ILSC, INSMLI, IRIS e Società Umanitaria, presentano la terza edizione di Cinema e Storia, dedicata alla storia dell’emigrazione italiana e dell’immigrazione in Italia. La rassegna prevede un ciclo di proiezioni e laboratori didattici per gli studenti delle scuole secondarie inferiori e superiori. Su richiesta, i laboratori didattici si possono svolgere direttamente nelle scuole. L’iniziativa ha un approccio interdisciplinare integrato (storico, filmico, letterario e musicale), ed è coordinata da Giacinto Andriani, Tina Bontempo, Simone Campanozzi, Maurizio Guerri, Maurizio Gusso e Daniele Vola.

Le proiezioni dei film si svolgeranno al Cinema Ariosto dalle 9.30 alle 12.30. Il costo del biglietto è di 3 € a studente. Le prenotazioni e il pagamento dei biglietti dovranno essere effettuate entro 7 giorni dalla proiezione. Il minimo di prenotazioni richieste è di 80 studenti a proiezione. In caso di mancata partecipazione i biglietti acquistati non sono rimborsabili. Nel caso in cui non si raggiunga il minimo di prenotazioni stabilito, i curatori della rassegna si riservano la facoltà di cancellare la proiezione e di risarcire le eventuali prenotazioni ricevute. 

cover lamiaclasse

Una scuola per gli immigrati in Italia 
Daniele Gaglianone, La mia classe (Italia, 2013, col., 95’)

Un attore impersona un maestro che dà lezioni a una classe di stranieri che mettono in scena se stessi. Sono extracomunitari che vogliono imparare l'italiano, per avere il permesso di soggiorno, per integrarsi, per vivere in Italia. Arrivano da diversi luoghi del mondo e ciascuno porta in classe il proprio mondo. Ma durante le riprese accade un fatto per cui la realtà prende il sopravvento. Il regista dà lo "stop", ma l'intera troupe entra in campo: ora tutti diventano attori di un'unica vera storia, in un unico film di "vera finzione": La mia classe. È un film che può spiazzare più di uno spettatore quello che Daniele Gaglianone ha deciso di dedicare al sempre più complesso tema dell'integrazione dei cosiddetti extra-comunitari. Perché sin dall'inizio, quando vediamo 'microfonare' (come si dice in gergo) gli studenti del corso veniamo volutamente disorientati. Pronti come siamo a vedere un film di finzione siamo costretti ad accorgerci che la finzione c'è ma è tutta concentrata nel sempre più bravo Valerio Mastandrea che 'fa' il docente. Tutti gli altri sono veri immigrati ognuno con i propri problemi e le proprie aspettative. Gaglianone ha deciso di puntare tutto su questo doppio registro quasi ci volesse ricordare da un lato l'impotenza del cinema nell'affrontare e risolvere problematiche che lo superano e dall'altro la necessità, per chi il cinema lo fa, di non sottrarsi mai alla realtà per rifugiarsi in un mondo in cui l'autoreferenzialità rischia di fagocitare tutto. Qui non si recita Shakespeare come nel carcere dei Taviani ma si mette in scena il proprio vissuto che talvolta entra in gioco al di là delle battute concordate e che vede a un certo punto Mastandrea diventare davvero qualcosa di diverso rispetto all'attore che interpreta un personaggio. Ha ragione Gaglianone quando afferma che solo lui, tra gli attori, poteva entrare in un ruolo così particolare offrendogli, potremmo aggiungere, non solo la sua professionalità ma anche la sua umanità senza però farsi travolgere dalla complessità dell'operazione. Con lui non sai mai quanto stia seguendo un copione o quanto stia invece offrendo al film la propria partecipazione di uomo (e ora anche di padre) consapevole della necessità di offrire alle giovani generazioni, non importa di quale razza o religione, un futuro meno cupo di quello che sembra attenderle.

Per informazioni e prenotazioni: Daniele Vola | 02/57968371 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.