{"id":16657,"date":"2025-11-11T08:59:54","date_gmt":"2025-11-11T07:59:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/?page_id=16657"},"modified":"2025-12-03T10:16:32","modified_gmt":"2025-12-03T09:16:32","slug":"cinema_storia_democrazia_europea","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/approfondimenti-umanitaria\/cinema_storia_democrazia_europea\/","title":{"rendered":"Le sfide della democrazia europea dal secondo dopoguerra a oggi"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><em>Cinema e Storia 2025 &#8211; 2026<\/em><\/h2>\n\n\n\n<p>Il primo incontro della dodicesima edizione del ciclo di seminari <strong><em>Cinema e Storia 2025 \u2013 2026<\/em><\/strong>, dedicato quest\u2019anno ai <strong><em>processi di democratizzazione in Europa dal 1945 a oggi<\/em><\/strong>, si \u00e8 aperto con l\u2019intervento del prof. <strong>Maurizio Gusso<\/strong>, che ha offerto un\u2019ampia panoramica storiografica sulle diverse transizioni democratiche del continente europeo nel secondo dopoguerra.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019intervento ha ricostruito con chiarezza l\u2019evoluzione politica del Vecchio continente, mostrando come la frattura tra le <strong>potenze vincitrici della Seconda guerra mondiale<\/strong> \u2013 <strong>URSS, USA e Regno Unito<\/strong> \u2013 abbia determinato la <strong>divisione dell\u2019Europa in due blocchi ideologici e geopolitici contrapposti<\/strong>. Tale spaccatura ha inciso profondamente sui diversi percorsi di democratizzazione, perch\u00e9 da un lato assistiamo al <strong>consolidamento delle democrazie liberali<\/strong> in Europa Occidentale \u2013 pur con significative eccezioni, come il perdurare dei <strong>regimi autoritari<\/strong> in Spagna e Portogallo, protrattisi fino alla met\u00e0 degli anni Settanta, e l\u2019instaurazione, tra la fine degli anni Sessanta e i primi Settanta, della <strong>dittatura dei colonnelli<\/strong> in Grecia \u2013 mentre dall\u2019altro lato, nell\u2019Europa centro-orientale, si afferm\u00f2 <strong>l\u2019influenza sovietica<\/strong><strong>, <\/strong>con la costruzione di regimi a partito unico e la progressiva eliminazione del pluralismo politico.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\"><div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"994\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2025\/11\/allenze_militari-994x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-16665\" srcset=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2025\/11\/allenze_militari-994x1024.webp 994w, https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2025\/11\/allenze_militari-291x300.webp 291w, https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2025\/11\/allenze_militari-768x791.webp 768w, https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2025\/11\/allenze_militari.webp 1165w\" sizes=\"auto, (max-width: 994px) 100vw, 994px\" \/><\/figure>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p>Attraverso un\u2019ampia panoramica storica, sono stati ripercorsi i momenti chiave della <strong>Guerra fredda<\/strong>, i <strong>movimenti di protesta<\/strong>, le <strong>rivoluzioni represse<\/strong> e le successive aperture, fino alla <strong>crisi degli anni Settanta<\/strong> e al <strong>crollo dell\u2019Unione Sovietica<\/strong>. In questa ricostruzione particolare attenzione \u00e8 stata riservata al ruolo delle <strong>leadership politiche, religiose e culturali<\/strong> nel favorire o ostacolare i processi di cambiamento, sottolineando come la democrazia, lungi dall\u2019essere un traguardo definitivo, sia invece un <strong>equilibrio fragile in continua ridefinizione<\/strong>. In tale prospettiva, \u00e8 stato evidenziato come il <strong>Comunismo<\/strong>, pur nato come ideale di uguaglianza e giustizia sociale, ha conosciuto nella sua applicazione storica un evidente fallimento, segnata dai drammi e dalle contraddizioni del <strong>socialismo reale<\/strong>. Il fallimento di queste esperienze ha generato sistemi centralizzati, coercitivi e autoritari, producendo non solo una profonda delusione, ma anche un potente strumento politico che ha delegittimato gran parte delle prospettive di rinnovamento di quell\u2019ideologia. Un esito che ha compromesso la possibilit\u00e0 di realizzare forme di socialismo autenticamente democratiche e coerenti con i valori di libert\u00e0 e giustizia sociale, oscurando ogni tentativo di ripensare in chiave nuova l\u2019idea stessa di una societ\u00e0 pi\u00f9 equa. Una parte significativa della riflessione del Professore \u00e8 stata dedicata ai cosiddetti \u201c<strong>nemici<\/strong>\u201d della democrazia, tanto esterni quanto interni: da una parte i <strong>poteri autoritari<\/strong>, i <strong>nazionalismi<\/strong> e i <strong>populismi<\/strong> che ciclicamente riemergono, dall\u2019altra le contraddizioni strutturali che si annidano all\u2019interno delle stesse societ\u00e0 democratiche. In particolare, \u00e8 stata evidenziata l\u2019importanza di leggere in modo critico <strong>il rapporto tra politiche interne e politiche estere<\/strong>, mettendo in luce una contraddizione ancora oggi irrisolta<strong>: una democrazia non pu\u00f2 dirsi autentica se ai principi e alle pratiche democratiche interne non corrisponde un atteggiamento coerente nelle relazioni internazionali<\/strong>. Il rispetto dei diritti umani, la solidariet\u00e0, la cooperazione e la giustizia globale sono infatti dimensioni che dovrebbero costituire la naturale estensione dei valori democratici, e non un terreno di compromessi geopolitici o economici.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>Nell\u2019analisi del docente, tra i \u201cnemici\u201d silenziosi della democrazia emerge anche il <strong>patriarcato<\/strong>, inteso non solo come retaggio culturale, ma come struttura di potere che, mutando forma, continua a limitare la <strong>piena partecipazione delle donne e delle soggettivit\u00e0 minoritarie<\/strong> alla vita pubblica e politica. Gusso ha ricordato come i processi di democratizzazione non possono dirsi compiuti se non investono anche le relazioni sociali e familiari, i ruoli di genere e le forme di rappresentanza. In questo senso, la democrazia si misura anche nella capacit\u00e0 di mettere in discussione le <strong>proprie disuguaglianze strutturali<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>La riflessione si \u00e8 infine spinta sino ai <strong>giorni nostri<\/strong>, segnati da nuove tensioni e contraddizioni: <strong>l\u2019espansione a est dell\u2019Unione Europea, la crisi dello stato sociale<\/strong>, la <strong>crescente sfiducia verso le istituzioni rappresentative<\/strong>, <strong>l\u2019ascesa di movimenti politici populisti e autoritari<\/strong>. Ha concluso riflettendo sul rapporto tra <strong>sistema neoliberista<\/strong> e democrazia affermando che il neoliberismo, che si \u00e8 imposto come paradigma economico dominante a partire dagli anni Ottanta, ha mostrato sempre pi\u00f9 chiaramente la sua incompatibilit\u00e0 con i principi fondanti della democrazia. L\u2019espansione di questo <strong>turbo \u2013 capitalismo<\/strong>, che enfatizza l\u2019individualismo e la concentrazione del potere economico nelle mani di pochi attori globali, mina le fondamenta stesse di un sistema democratico che dovrebbe garantire e bilanciare i diritti e le opportunit\u00e0 per tutti i cittadini. La crescente <strong>polarizzazione socioeconomica<\/strong>, la <strong>privatizzazione dei beni comuni<\/strong> e l\u2019influenza esercitata dalle grandi <strong>multinazionali<\/strong> sui processi politici evidenziano come, nel contesto neoliberista, la partecipazione democratica rischi di diventare un\u2019illusione, mentre i veri decisori del potere si spostano sempre pi\u00f9 fuori dalla portata delle istituzioni politiche. In un contesto in cui la democrazia sembra spesso ridotta a mera procedura formale, il Professore ha invitato a ripensare criticamente la definizione stessa di democrazia, restituendole una <strong>dimensione etica, partecipativa e relazionale<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo questa cornice generale dedicata alle transizioni democratiche europee e alle loro contraddizioni, l\u2019analisi si \u00e8 soffermata sui casi specifici di <strong>Germania, Polonia e Cecoslovacchia<\/strong>, introdotti dagli altri docenti relatori del corso di formazione (Prof.ssa Luciana Bramati, Prof. Marco Salbego, Prof.ssa Giorgia Giusti e Prof. Simone Campanozzi).Questi Paesi saranno al centro dei successivi seminari del ciclo, nei quali verranno approfonditi i rispettivi percorsi storici e le sfide politiche, mettendone in luce le peculiarit\u00e0 attraverso la lente incrociata del linguaggio del <strong>cinema e della storia<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Cinema e Storia 2025 \u2013 2026 XII edizione. Arti e storiografia \u00e8 un progetto di formazione per docenti aperto anche alla cittadinanza, sviluppato dalla Societ\u00e0 Umanitaria in collaborazione con Fondazione Luigi Micheletti di Brescia, IRIS, Istituto Bergamasco per la Storia della Resistenza e dell\u2019Et\u00e0 Contemporanea \u2013 ETS, Istituto Lombardo di Storia Contemporanea e Istituto Mantovano di Storia Contemporanea. L\u2019iniziativa \u00e8 patrocinata dall\u2019Istituto Nazionale \u201cFerruccio Parri\u201d e si svolge nell\u2019ambito del Progetto Milanosifastoria, promosso da Comune di Milano e Rete Milanosifastoria.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div class=\"tag-intro-utility\">\n<div class=\"gb-element-e6ed39a1 border\">\n<p><strong>Per maggiori informazioni<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"supporto\">\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Telefono: <strong><a href=\"tel:02 5796831\">02.57968344<\/a><\/strong> &#8211; <strong><a href=\"tel:0257968307\">02.57968307<\/a> <\/strong>&#8211; <strong><a href=\"tel:0257968371\">02.57968371<\/a><\/strong><\/li>\n\n\n\n<li>E-mail: <strong><a href=\"mailto:musica@umanitaria.it\">scuole@umanitaria.it<\/a><\/strong><\/li>\n\n\n\n<li>Scopri di pi\u00f9 su <strong><a href=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/attivita-scuole\/processi-di-democratizzazione-in-europa-dopo-il-1945\/\" data-type=\"attivita-scuole\" data-id=\"13967\">Cinema e Storia 2025\/26<\/a><\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cinema e Storia 2025 &#8211; 2026 Il primo incontro della dodicesima edizione del ciclo di seminari Cinema e Storia 2025 \u2013 2026, dedicato quest\u2019anno ai processi di democratizzazione in Europa dal 1945 a oggi, si \u00e8 aperto con l\u2019intervento del prof. 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