{"id":16852,"date":"2025-12-03T10:17:14","date_gmt":"2025-12-03T09:17:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/?page_id=16852"},"modified":"2025-12-03T15:57:38","modified_gmt":"2025-12-03T14:57:38","slug":"la-rinascita-italiana-tra-dopoguerra-e-anni-60","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/approfondimenti-umanitaria\/la-rinascita-italiana-tra-dopoguerra-e-anni-60\/","title":{"rendered":"La rinascita italiana tra dopoguerra e anni &#8217;60"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cinema, letteratura e memoria<\/h2>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><em>Cinema e Storia 2025 &#8211; 2026<\/em><\/h4>\n\n\n\n<p>Un viaggio tra storia, cinema e letteratura per comprendere l\u2019Italia del II dopoguerra, un Paese attraversato da macerie materiali e morali, ma anche da un\u2019inesauribile voglia di riscatto. \u00c8 questo il filo conduttore del III seminario di <strong><em>Cinema e Storia 2025 \u2013 2026<\/em><\/strong>, dedicato al periodo che va dal 1945 agli anni Sessanta, un arco temporale segnato dalla <strong>ricostruzione<\/strong>, dalle prime <strong>speranze democratiche<\/strong> e dalle <strong>nuove disuguaglianze<\/strong> prodotte dal neocapitalismo. Il percorso, articolato tra interventi storici, letterari e cinematografici, ha offerto una riflessione corale sull\u2019Italia che cambia, osservata attraverso gli occhi degli scrittori, dei poeti e dei registi che ne hanno raccontato le contraddizioni pi\u00f9 profonde.<\/p>\n\n\n\n<p>Il seminario \u00e8 iniziato con un\u2019analisi del <strong>Prof. Maurizio Gusso<\/strong> dedicata a <strong>Franco Fortini<\/strong> \u2013 poeta, saggista e intellettuale militante che ha attraversato con lucidit\u00e0 critica gli anni pi\u00f9 densi del secondo dopoguerra italiano. Tramite i saggi presenti nella raccolta <strong><em>Dieci inverni (1947 \u2013 1957)<\/em> <\/strong>e opere come <strong><em>Una volta per sempre<\/em><\/strong> (1963) Fortini affronta temi come la Guerra Fredda, la repressione sovietica in Ungheria e il difficile ruolo dell\u2019intellettuale nella societ\u00e0 post-bellica. \u00c8 stato evidenziato come la forza di Fortini risieda nella sua capacit\u00e0 di tenere vivo il dubbio, di non ridurre l\u2019impegno politico a dogma, ma di cercare un\u2019etica della responsabilit\u00e0 dentro la storia. In un\u2019epoca segnata dall\u2019omologazione neocapitalistica, la sua voce rimane un richiamo alla necessit\u00e0 di un\u2019alternativa radicale, di comunit\u00e0 capaci di resistere alla logica del consumo e di restituire senso e solidariet\u00e0 alla vita collettiva.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-vertically-aligned-center is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"989\" height=\"629\" src=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2025\/12\/Treno_della_felicita.webp\" alt=\" I treni della felicit\u00e0\" class=\"wp-image-16855\" srcset=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2025\/12\/Treno_della_felicita.webp 989w, https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2025\/12\/Treno_della_felicita-300x191.webp 300w, https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2025\/12\/Treno_della_felicita-768x488.webp 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 989px) 100vw, 989px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>\u00a0I treni della felicit\u00e0<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p>Il <strong>Prof. Simone Campanozzi <\/strong>ha poi riportato l\u2019attenzione su una delle pagine pi\u00f9 toccanti della ricostruzione: quella dei <strong><em>Treni della felicit\u00e0<\/em><\/strong>. Tra il 1945 e il 1948, decine di migliaia di bambini del Sud Italia \u2013 affamati, spesso orfani o in condizioni disperate \u2013 vennero ospitati da famiglie del Centro e soprattutto del Nord Italia, grazie all\u2019iniziativa dell\u2019<strong>Unione Donne Italiane (UDI). <\/strong>Un\u2019esperienza di accoglienza che coinvolse circa 100 mila tra bambine e bambini, simbolo di un\u2019Italia che tentava di ricucire le proprie fratture sociali e geografiche attraverso la solidariet\u00e0. Il relatore ha poi tracciato un parallelo con altre esperienze internazionali di soccorso ai bambini nei periodi post-bellici, ricordando anche la figura di <strong>Eglantyne Jebb<\/strong>, fondatrice di <strong><em>Save the children<\/em><\/strong>, e gli aiuti portati ai viennesi alla fine della Grande Guerra. In questa cornice si inserisce il romanzo <strong><em>Il treno dei bambini<\/em><\/strong>, di <strong>Viola Ardone<\/strong>, da cui Campanozzi ha tratto spunto per riflettere sulle disuguaglianze e sull\u2019infanzia negata nel Mezzogiorno nell\u2019immediato secondo dopoguerra. Tramite la storia del piccolo Amerigo, un bambino napoletano che viaggia verso il nord per sfuggire alla miseria, il romanzo racconta il dolore dello sradicamento, ma anche la possibilit\u00e0 di un incontro tra le due Italie: un sud che faticher\u00e0 a lungo per rialzarsi dalla miseria, come attestato dall\u2019inesorabile fenomeno dell\u2019emigrazione di massa, e un nord che mostrava maggiori capacit\u00e0 di ripartire economicamente, sia nelle realt\u00e0 rurali sia in quelle industriali.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>Questo libro, insieme alla sua versione cinematografica diretta da <strong>Cristina Comencini<\/strong> (disponibile su Netflix), offre oggi la possibilit\u00e0 di far conoscere alle nuove generazioni una vicenda troppo spesso dimenticata, ma centrale nella costruzione di un sentimento di solidariet\u00e0 nazionale.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-vertically-aligned-center is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:66.66%\">\n<p>Il seminario ha poi affrontato uno dei nodi pi\u00f9 drammatici della storia italiana: la condizione dei braccianti e le loro lotte per il lavoro e la dignit\u00e0. Campanozzi ha ricordato gli scioperi contadini degli anni \u201950, spesso repressi con la violenza, citando in particolare i fatti della Piana di Sciara, feudo della contessa di Notarbartolo, terminati tragicamente con diversi arresti e una vittima. Molto intensa la rievocazione della figura di <strong>Salvatore Carnevale<\/strong>, sindacalista e leader contadino ucciso nel 1955 per mano mafiosa, simbolo di un Sud che non voleva pi\u00f9 piegarsi. La sua vicenda \u00e8 al centro del film <strong><em>Un uomo da bruciare<\/em><\/strong> (1962) dei fratelli <strong>Paolo e Vittorio Taviani e di Valentino Orsini<\/strong>, interpretato da un giovane <strong>Gian Maria Volont\u00e9<\/strong>. Il relatore ha concluso sottolineando il coraggio di figure di spicco, come la madre di Carnevale, <strong>Francesca Serio<\/strong>, la prima donna a denunciare pubblicamente la mafia in un\u2019aula di tribunale. Un gesto che inaugur\u00f2 un nuovo modo di opporsi al potere criminale e dare voce alla giustizia popolare.<\/p>\n\n\n\n<p>La <strong>Prof.ssa Giorgia Giusti<\/strong> ha poi proseguito il percorso guidando i fruitori dell\u2019incontro nell\u2019universo poetico di <strong>Anna Maria Ortese<\/strong>, autrice capace come poche di raccontare la fragilit\u00e0 e le contraddizioni dell\u2019Italia del dopoguerra. I racconti scelti, <strong><em>Un paio d\u2019occhiali<\/em><\/strong> e <strong><em>Lo sgombero<\/em><\/strong>, entrambi tratti dalla raccolta <strong><em>Il mare non bagna Napoli<\/em><\/strong> (1953), hanno offerto due prospettive complementari su una citt\u00e0 e un Paese in cerca di riscatto, ma ancora intrappolati nella miseria e nella disillusione. Nel primo racconto, la piccola Eugenia, una bambina napoletana povera e miope, riceve finalmente un paio di occhiali che le consentono di vedere il mondo con chiarezza. Quella che avrebbe dovuto essere una scoperta meravigliosa si trasforma per\u00f2 in un\u2019esperienza sconvolgente: la realt\u00e0 che le appare davanti agli occhi \u00e8 troppo dura, troppo spoglia, priva di quella bellezza sognata che le illusioni infantili le avevano promesso. <\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:33.33%\">\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"413\" height=\"510\" src=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2025\/12\/Sandro_pertini_con_la_lapide_di_salvatore_carnevale.webp\" alt=\"Il futuro Presidente della Repubblica Sandro Pertini onora la lapide di Salvatore Carnevale.\" class=\"wp-image-16865\" srcset=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2025\/12\/Sandro_pertini_con_la_lapide_di_salvatore_carnevale.webp 413w, https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2025\/12\/Sandro_pertini_con_la_lapide_di_salvatore_carnevale-243x300.webp 243w\" sizes=\"auto, (max-width: 413px) 100vw, 413px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Il futuro Presidente della Repubblica Sandro Pertini onora la lapide di Salvatore Carnevale.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>La visione del reale diviene allora un atto doloroso, quasi una condanna, e il suo gesto di rigetto \u00e8 simbolo di un\u2019intera condizione umana. Con <em>Lo sgombero<\/em>, l\u2019Ortese amplia quello sguardo pietoso e inquieto, portandolo nelle strade di una Napoli ancora ferita dalla guerra. Qui il racconto si concentra sul dramma degli sfrattati, famiglie costrette a lasciare i loro alloggi fatiscenti, trascinando con s\u00e9 miseria, vergogna e impotenza. Dalle sue pagine traspare la disperazione di chi viene espulso non solo da una casa, ma da un\u2019idea di appartenenza e dignit\u00e0. Con la sua prosa intensa, Anna Maria Ortese descrive l\u2019abisso di solitudine e la disgregazione che accompagna la miseria urbana, offrendo un ritratto di una citt\u00e0 che rivela la contraddizione in cui il desiderio di riscatto convive con la consapevolezza della sconfitta.<\/p>\n\n\n\n<p>In un tempo in cui la memoria storica sembra affievolirsi, il seminario ha ricordato che la storia non \u00e8 mai soltanto passato, ma uno <strong>strumento per leggere il presente<\/strong>. Le voci di Fortini e Ortese, e quella contemporanea di Ardone, si intrecciano con quelle dei tanti protagonisti silenziosi del dopoguerra \u2013 donne, cittadini, bambini \u2013 continuando a parlarci di <strong>dignit\u00e0, solidariet\u00e0 e libert\u00e0<\/strong>. E, forse, a insegnarci ancora oggi cosa significhi davvero \u201c<strong>ricostruire<\/strong>\u201d un paese.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Cinema e Storia 2025 \u2013 2026 Arti e Storiografia \u00e8 un progetto di formazione per docenti aperto anche alla Cittadinanza, sviluppato dalla Societ\u00e0 Umanitaria in collaborazione con Fondazione Luigi Micheletti di Brescia, IRIS, Istituto Bergamasco per la Storia della Resistenza e dell\u2019Et\u00e0<\/em> <em>Contemporanea \u2013 ETS, Istituto Lombardo di Storia Contemporanea e Istituto Mantovano di<\/em> <em>Storia Contemporanea. L\u2019iniziativa \u00e8 patrocinata dall\u2019Istituto Nazionale \u201cFerruccio Parri\u201d e si<\/em> <em>svolge nell\u2019ambito del Progetto Milanosifastoria, promosso da Comune di Milano e Rete<\/em> <em>Milanosifastoria.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div class=\"tag-intro-utility\">\n<div class=\"gb-element-e6ed39a1 border\">\n<p><strong>Per maggiori informazioni<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"supporto\">\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Telefono: <strong><a href=\"tel:02 5796831\">02.57968344<\/a><\/strong> &#8211; <strong><a href=\"tel:0257968307\">02.57968307<\/a> <\/strong>&#8211; <strong><a href=\"tel:0257968371\">02.57968371<\/a><\/strong><\/li>\n\n\n\n<li>E-mail: <strong><a href=\"mailto:musica@umanitaria.it\">scuole@umanitaria.it<\/a><\/strong><\/li>\n\n\n\n<li>Scopri di pi\u00f9 su <strong><a href=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/attivita-scuole\/processi-di-democratizzazione-in-europa-dopo-il-1945\/\" data-type=\"attivita-scuole\" data-id=\"13967\">Cinema e Storia 2025\/26<\/a><\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cinema, letteratura e memoria Cinema e Storia 2025 &#8211; 2026 Un viaggio tra storia, cinema e letteratura per comprendere l\u2019Italia del II dopoguerra, un Paese attraversato da macerie materiali e morali, ma anche da un\u2019inesauribile voglia di riscatto. \u00c8 questo il filo conduttore del III seminario di Cinema e Storia 2025 \u2013 2026, dedicato al &#8230; <a title=\"La rinascita italiana tra dopoguerra e anni &#8217;60\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/approfondimenti-umanitaria\/la-rinascita-italiana-tra-dopoguerra-e-anni-60\/\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su La rinascita italiana tra dopoguerra e anni &#8217;60\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":16871,"parent":16655,"menu_order":1,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_seopress_robots_primary_cat":"","_seopress_titles_title":"La rinascita italiana tra dopoguerra e anni 60","_seopress_titles_desc":"Scopri il seminario Cinema e Storia 2025-2026: un percorso tra cinema, letteratura e memoria nell\u2019Italia del dopoguerra.","_seopress_robots_index":"","inline_featured_image":false,"footnotes":""},"class_list":["post-16852","page","type-page","status-publish","has-post-thumbnail"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/16852","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16852"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/16852\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16877,"href":"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/16852\/revisions\/16877"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/16655"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-json\/wp\/v2\/media\/16871"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16852"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}