{"id":17031,"date":"2026-01-09T11:00:41","date_gmt":"2026-01-09T10:00:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/?page_id=17031"},"modified":"2026-01-13T10:11:54","modified_gmt":"2026-01-13T09:11:54","slug":"diritto-alla-salute-mentale","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/diritto-alla-salute-mentale\/","title":{"rendered":"Diritto alla salute mentale"},"content":{"rendered":"\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>La Legge Basaglia e i manicomi<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:20%\"><div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"250\" height=\"341\" src=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2026\/01\/2026_salute_mentale_basaglia.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-17035\" srcset=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2026\/01\/2026_salute_mentale_basaglia.webp 250w, https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2026\/01\/2026_salute_mentale_basaglia-220x300.webp 220w\" sizes=\"auto, (max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Franco Basaglia<\/figcaption><\/figure>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:80%\">\n<p>In Italia, la Legge Basaglia del 1978 sanc\u00ec un punto di svolta per la promozione del diritto alla salute mentale: il trattamento dei disturbi psichici venne regolamentato e i manicomi furono chiusi abrogando la Legge del 14 febbraio 1904, n. 36, concernente le <em>Disposizioni sui manicomi e sugli alienati<\/em>. La riforma prevedeva che tali istituti fossero sostituiti da strutture ospedaliere psichiatriche specialistiche, fondate su principi di cura e assistenza del malato. In questa maniera ai pazienti psichiatrici sarebbero stati restituiti dignit\u00e0, rispetto e umanit\u00e0, dopo anni di emarginazione sociale e di violazione dei diritti umani fondamentali.<br>I manicomi erano stati infatti concepiti come centri di cura della \u201cpazzia\u201d, come si evince dall\u2019etimologia della parola (dal greco <em>man\u00eca, <\/em>\u201cpazzia\u201d, e <em>kom\u00e9\u014d, <\/em>\u201ccuro\u201d), termine che riflette una visione poco rispettosa e poco consapevole dell\u2019infermit\u00e0 mentale.<br>Questi istituti manicomiali, oggi abbandonati e fatiscenti, un tempo erano luoghi reali di dolore e isolamento. Le loro mura, ancora intrise di sofferenza, raccontano in silenzio innumerevoli storie di emarginazione e fragilit\u00e0 umana. Talvolta l\u2019ignoranza non si limitava all\u2019emarginazione dei ricoverati, trattati come rifiuti della societ\u00e0, ma si manifestava anche attraverso pratiche \u201cterapeutiche\u201d al limite della tortura: sedie rotanti, usate per far girare rapidamente il paziente fino a provocargli stordimento o addirittura svenimento; docce al capo e bagni freddi, con getti o immersioni in acqua gelida per \u201cammansire\u201d i pazienti; oppure gli shock improvvisi, basati su stimoli violenti nel tentativo di \u201criportare alla ragione\u201d i ricoverati.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p> Tutto ci\u00f2 avveniva in gran parte per la mancata consapevolezza, da parte del personale, di avere a che fare con persone malate e bisognose di cura, non di punizione.<br>I manicomi rappresentano dunque una pagina buia della storia italiana (e non solo): luoghi in cui la malattia veniva trattata come colpa e pericolo, anzich\u00e9 come condizione clinica e umana.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il concetto di salute mentale, tra storia e medicina<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p>I pazienti psichiatrici venivano quindi ritenuti degli errori della natura o addirittura elementi di disturbo per la societ\u00e0. Alla base di questo pensiero diffuso fino al secolo scorso, troviamo un intreccio di fattori culturali, storici e scientifici. Infatti la psichiatria moderna, prima di emanciparsi dalle credenze popolari, ha attraversato secoli di pratiche illogiche e tentativi rischiosi, spesso con esiti drammatici. Inoltre l\u2019ignoranza in ambito medico e scientifico era accompagnata dallo stigma verso la malattia mentale e dalla paura della devianza, elementi dai quali nacque la pressione sociale per nascondere i malati nei manicomi.<br>\u00c8 importante a questo punto fare un\u2019analisi dell\u2019evoluzione del pensiero umano in merito al tema della salute mentale. Il problema in principio parte dall\u2019esigenza di dare una spiegazione a fenomeni che apparentemente non hanno una causa evidente. Gli Antichi di fronte alla manifestazione di un disturbo psichico, ignorando la possibilit\u00e0 che la base della patologia fosse fisio-neurologica, attribuivano la causa ad entit\u00e0 magiche o addirittura demoniache. Infatti pratiche molto diffuse erano la craniotomia e il salasso: la prima corrisponde ad un intervento che si effettuava praticando un foro nel cranio, cos\u00ec da permettere la fuoriuscita di presunte presenze maligne; la seconda invece, effettuata con sanguisughe o mediante incisioni delle vene, serviva a ristabilire la salute secondo la \u201cteoria degli umori\u201d. Questa teoria ha dominato la medicina fino all\u2019et\u00e0 moderna: secondo questa visione la salute fisica e mentale dipendono dall\u2019equilibrio tra quattro fluidi corporei (sangue, flegma, bile gialla e bile nera) a seconda dell\u2019et\u00e0 e della stagione. Ogni malattia mentale o fisica era interpretata dunque come uno squilibrio di questi elementi, l\u2019armonia veniva dunque ripristinata appunto tramite craniotomia e salasso, liberando il corpo da influenze nocive che potessero causare il disturbo psico-fisico.<br>Allora non esisteva alcun diritto alla salute mentale: la realt\u00e0 era piuttosto dominata da una dicotomia tra ci\u00f2 che veniva considerato normale e ci\u00f2 che era ritenuto anormale. Dunque \u00e8 proprio l\u2019esigenza di definire ci\u00f2 che \u00e8 normale o meno, giusto o sbagliato, buono o cattivo che trasform\u00f2 i malati mentali in reietti della societ\u00e0.<br>Ancora oggi comprendere la complessit\u00e0 della mente umana, rappresenta una delle sfide pi\u00f9 grandi della scienza medica. Solo in tempi recenti la cura dei disturbi psichiatrici ha posto al centro la salute e il benessere del paziente, piuttosto che il tentativo di renderlo \u201cnormale\u201d. La terapia coercitiva \u00e8 la medesima che ha condotto all\u2019istituzione dei manicomi (con la convinzione che l\u2019isolamento potesse curare la patologia), alla frequente pratica dei salassi e altre torture fisiche e mentali. In particolare nella prima met\u00e0 del Novecento si diffuse la lobotomia, intervento chirurgico praticato sui pazienti psichiatrici per renderli pi\u00f9 \u201cdocili\u201d, ma che in realt\u00e0 comportava una profonda compromissione delle facolt\u00e0 cognitive ed emotive.<br>Cos\u00ec nel tentativo di correggere un\u2019anima ritenuta ormai corrotta, la si estirpava completamente, riducendo il corpo ad un involucro vuoto, capace solo delle funzioni vegetative.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>Philippe Pinel ed il <em>traitement moral<\/em><\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p>Il movimento riformista, che si poneva come obiettivo quello di liberare gli infermi mentali dalle loro catene, caldeggiava la creazione di istituzioni alternative fondate su una diversa filosofia, opposta a quella coercitiva e custodialistica che si era affermata. A Philippe Pinel (1745-1826) viene attribuita la prima \u201crottura delle catene\u201d, convinto che questi ammalati dovessero essere curati con un approccio umano, cercando di recuperare le loro emozioni e capacit\u00e0 intellettive; il trattamento doveva infatti essere diretto alla psicologia dell&#8217;individuo. Pinel, attraverso il suo <em>traitement moral<\/em>, pose le basi per una nuova visione della cura psichiatrica, accendendo un barlume di speranza verso il riconoscimento del diritto alla salute mentale, restituendo dignit\u00e0 ed umanit\u00e0 al paziente psichiatrico.<br>Tuttavia, gli ideali umanitari di Pinel rimasero in gran parte inascoltati, la sua terapia morale infatti non riusc\u00ec a radicarsi nella prassi medica e sociale del tempo. Inoltre i manicomi nel corso dell\u2019Ottocento addirittura si moltiplicarono, affermandosi come strumenti di controllo e segregazione piuttosto che di cura.<br>Dunque la trasformazione del sistema di cura dei pazienti psichiatrici si \u00e8 sviluppata nel corso di altri numerosi decenni, seguendo percorsi graduali e variabili a seconda dei contesti nazionali.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>Sigmund Freud e la rivoluzione psicoanalitica<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p>Nell\u2019Ottocento la medicina ufficiale si muoveva in un orizzonte teorico di tipo positivistico e materialistico, interpretando i disturbi della personalit\u00e0 prevalentemente in chiave somatica. Di conseguenza gli stati psiconevrotici ai quali non corrispondeva una lesione organica evidente erano spesso trascurati o non presi sul serio. Un\u2019eccezione significativa fu l\u2019interesse per l\u2019isteria, che cattur\u00f2 l\u2019attenzione di medici come Jean-Martin Charcot (1825-1893), il primo a utilizzare l\u2019ipnosi come metodo terapeutico, e Josef Breuer (1842-1925), con il quale Freud (1856-1939) mise a punto il \u201cmetodo catartico\u201d, consistente nel provocare una scarica emotiva tramite l\u2019ipnosi per liberare il malato dai suoi disturbi.<br>Freud prosegu\u00ec poi i suoi studi autonomamente, approfondendo l\u2019eziologia dell\u2019isteria e scoprendo che le psiconevrosi derivavano da conflitti tra forze psichiche inconsce. Fu proprio la scoperta dell\u2019inconscio a segnare la nascita della psicoanalisi, inaugurando un approccio che considerava il paziente non come un oggetto passivo da correggere ma come un soggetto attivo, portatore di una psiche complessa e dotato di una propria storia e interiorit\u00e0.<br>Seppur con modalit\u00e0 differenti rispetto a Philippe Pinel, il lavoro di Sigmund Freud sulla psiche umana contribu\u00ec a restituire dignit\u00e0 ai pazienti psichiatrici, promuovendo una comprensione della patologia che tenesse conto dell\u2019individuo nella sua interezza, nel rispetto della sua storia personale e con attenzione alle sue emozioni, ai suoi ricordi e processi cognitivi.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>Franco Basaglia, dal pensiero positivista a quello fenomenologico<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p>Fu anche Franco Basaglia (1924-1980), neurologo e psichiatra, e principale ispiratore della legge del 1978, a distaccarsi dalla psichiatria positivista dell\u2019Ottocento e del primo Novecento, che tendeva a interpretare i disturbi mentali principalmente secondo una visione esclusivamente organica e biologica. Similmente a quanto avvenne con Freud, Basaglia si avvicin\u00f2 a una prospettiva fenomenologica del paziente, che non si limitava a riconoscere un problema neurologico o clinico, ma poneva al centro l\u2019esperienza soggettiva della persona.<br>Infatti la fenomenologia psichiatrica, ispirata dalla filosofia di Edmund Husserl e Karl Jaspers, rappresenta non solo un metodo teorico, ma anche uno strumento etico e clinico, che, dando valenza alla dimensione interpersonale, guida il medico a riconoscere la complessit\u00e0 della mente umana e a trattare il paziente con dignit\u00e0, rispetto e centralit\u00e0.<br>Basaglia, influenzato anche dalle riflessioni e dagli ideali di Pinel, mise in pratica questa visione con riforme concrete: l\u2019abolizione dei manicomi e la costruzione di strutture psichiatriche volte alla cura e alla reintegrazione sociale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong>di Sabrina Maiella<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\"><strong>Bibliografia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Abbagnano, N., Fornero, G., La <em>ricerca del pensiero<\/em>, Paravia, 2012.<\/li>\n\n\n\n<li>Armocida, G., Bruno, Z., <em>Storia della medicina<\/em>, Elsevier, 2002.<\/li>\n\n\n\n<li>Porter, R., <em>Breve ma veridica storia della medicina occidentale<\/em>, Carocci, 2011.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><strong>Sitografia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Senato della Repubblica Italiana, Disegno di legge n. 1040274 (XVII Legislatura), Documento presentato, disponibile su <a href=\"https:\/\/www.senato.it\/show-doc?id=1040274&amp;leg=17&amp;tipodoc=DDLPRES&amp;part=ddlpres_ddlpres1-articolato_articolato1\"><u>https:\/\/www.senato.it\/show-doc?id=1040274&amp;leg=17&amp;tipodoc=DDLPRES&amp;part=ddlpr<\/u><\/a> <a href=\"https:\/\/www.senato.it\/show-doc?id=1040274&amp;leg=17&amp;tipodoc=DDLPRES&amp;part=ddlpres_ddlpres1-articolato_articolato1\"><u>es_ddlpres1-articolato_articolato1<\/u><\/a><\/li>\n\n\n\n<li>Legge 13 maggio 1978, n. 180, \u201cAccertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori\u201d, testo disponibile su CCDU \u2013 Comitato Consultivo per la Diffusione dell\u2019Utente, <a href=\"https:\/\/www.ccdu.org\/sites\/default\/files\/media\/docs\/Legge180-13_maggio_1978.pdf\">https:\/\/www.ccdu.org\/sites\/default\/files\/media\/docs\/Legge180-13_maggio_1978.pdf<\/a><\/li>\n\n\n\n<li>Elaine Murphy, \u201cL\u2019Ottocento: scienze mediche (psichiatria e istituzioni)\u201d, in <em>Enciclopedia <\/em><em>Treccani<\/em>, <a href=\"https:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/l-ottocento-scienze-mediche-psichiatria-e-istituzioni_%28Storia-della-Scienza%29\/\"><u>https:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/l-ottocento-scienze-mediche-psichiatria-e-istituzio<\/u><\/a><a href=\"https:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/l-ottocento-scienze-mediche-psichiatria-e-istituzioni_%28Storia-della-Scienza%29\/\"><u>ni_%28Storia-della-Scienza%29<\/u><\/a><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><em>L\u2019articolo \u00e8 scritto da un membro dell\u2019Associazione ADU (Ambasciatori dei Diritti Umani), contribuendo alla riflessione sul tema del Concorso \u201c<a href=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/studenti-e-studentesse-edizioni-passate\/concorso-ambasciatori-dei-diritti-umani\/\" data-type=\"page\" data-id=\"16224\">Ambasciatori dei Diritti Umani 2025\/2026<\/a>\u201d, dedicato al diritto al benessere mentale dei giovani e al ruolo della societ\u00e0.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Legge Basaglia e i manicomi In Italia, la Legge Basaglia del 1978 sanc\u00ec un punto di svolta per la promozione del diritto alla salute mentale: il trattamento dei disturbi psichici venne regolamentato e i manicomi furono chiusi abrogando la Legge del 14 febbraio 1904, n. 36, concernente le Disposizioni sui manicomi e sugli alienati. &#8230; 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