{"id":17045,"date":"2026-01-09T13:17:36","date_gmt":"2026-01-09T12:17:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/?page_id=17045"},"modified":"2026-01-13T10:12:17","modified_gmt":"2026-01-13T09:12:17","slug":"adhd-e-autismo-un-approccio-neuroscientifico","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/adhd-e-autismo-un-approccio-neuroscientifico\/","title":{"rendered":"ADHD e autismo: un approccio neuroscientifico"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>ADHD: quando la \u201cmaleducazione\u201d non c\u2019entra<br><\/strong>\u201c\u00c8 maleducato\u201d, \u201c\u00e8 difficile\u201d, \u201cdisturba sempre\u201d.<br>Queste sono frasi che spesso si sentono pronunciare in ambito scolastico quando un bambino fatica a rimanere seduto, interrompe la lezione o sembra \u201cvivere altrove\u201d. Ma possiamo davvero spiegare tutti questi comportamenti come semplice indisciplina? Oppure esiste qualcosa di pi\u00f9 complesso?<br>In alcuni casi, tali atteggiamenti possono essere la manifestazione di un <strong>disturbo del neurosviluppo<\/strong>, noto come <strong>ADHD <\/strong>(Disturbo da Deficit di Attenzione\/Iperattivit\u00e0).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Che cos\u2019\u00e8 l\u2019ADHD secondo il DSM-5<br><\/strong>Secondo il DSM-5 (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, Quinta Edizione), l\u2019ADHD \u00e8 caratterizzato da un pattern persistente di disattenzione e\/o iperattivit\u00e0-impulsivit\u00e0 che interferisce con il normale funzionamento del bambino.<br>Per porre diagnosi, i sintomi devono:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Essere presenti da almeno 6 mesi<\/li>\n\n\n\n<li>Essere inadeguati rispetto all\u2019et\u00e0<\/li>\n\n\n\n<li>Compromettere il funzionamento scolastico, familiare o sociale<\/li>\n\n\n\n<li>Essere presenti in almeno due contesti (come casa e scuola)<\/li>\n\n\n\n<li>Essere insorti prima dei 12 anni<\/li>\n\n\n\n<li> Non essere spiegati meglio da altri disturbi<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Tipi di presentazione<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Inattentivo: prevalgono difficolt\u00e0 di concentrazione e organizzazione<\/li>\n\n\n\n<li>Iperattivo-Impulsivo: prevalgono agitazione, irrequietezza e impulsivit\u00e0<\/li>\n\n\n\n<li>Combinato: presenza significativa di entrambi i gruppi di sintomi<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><strong>Quanto \u00e8 diffuso?<br><\/strong>Secondo una meta-analisi internazionale pubblicata sull\u2019Italian Journal of Pediatrics, condotta su oltre 96.000 partecipanti, la prevalenza globale stimata dell\u2019ADHD nei bambini e negli adolescenti \u00e8 di circa il <strong>7,6%<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le conseguenze nella vita quotidiana<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ADHD non riguarda solo comportamenti \u201cagitati\u201d: coinvolge numerose aree della vita del bambino.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Scuola: pu\u00f2 associarsi a disturbi specifici dell\u2019apprendimento (25\u201340% dei casi), con conseguente rendimento altalenante e frustrazione.<\/li>\n\n\n\n<li>Relazioni sociali: difficolt\u00e0 nel rispetto delle regole, gestione delle emozioni e tolleranza dell\u2019attesa.<\/li>\n\n\n\n<li>Famiglia: lo stress pu\u00f2 portare i genitori a oscillare tra punizioni e rinuncia, creando circoli di conflitto.<\/li>\n\n\n\n<li>Autostima: ripetuti fallimenti e critiche esterne possono favorire ansia, tristezza e senso di \u201cessere sbagliati\u201d.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><strong>Da cosa origina l\u2019ADHD?<br><\/strong>L\u2019eziologia \u00e8 multifattoriale. Contribuiscono:<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Fattori genetici<br><\/strong>Il rischio \u00e8 5-10 volte maggiore nei familiari di primo grado. Alcuni cromosomi coinvolti sono 5, 14, 16 e 17.<\/p>\n\n\n\n<p>Fattori ambientali prenatali<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>esposizione a fumo, alcol o droghe in gravidanza<\/li>\n\n\n\n<li>parto prematuro o basso peso alla nascita<\/li>\n\n\n\n<li>stress materno e processi infiammatori<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><strong>Aspetti neurobiologici<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Si osservano differenze in:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>corteccia prefrontale (controllo e pianificazione)<\/li>\n\n\n\n<li>gangli della base (regolazione dei tempi di risposta)<\/li>\n\n\n\n<li>cervelletto (coordinazione cognitiva)<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Sono coinvolti anche la <em>working memory,<\/em> la capacit\u00e0 di attendere una ricompensa e la regolazione comportamentale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come si manifesta<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il bambino con ADHD:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>fatica a stare fermo e in silenzio<\/li>\n\n\n\n<li>si annoia facilmente<\/li>\n\n\n\n<li>mostra disordine e difficolt\u00e0 organizzative<\/li>\n\n\n\n<li>preferisce attivit\u00e0 con ricompensa immediata<\/li>\n\n\n\n<li>pu\u00f2 sembrare \u201csenza senso del pericolo\u201d<\/li>\n\n\n\n<li>pu\u00f2 mostrare aggressivit\u00e0 o litigi frequenti<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>\u00c8 importante ricordare che l\u2019ADHD pu\u00f2 coesistere con il fenomeno dell\u2019\u201c<em>hyperfocusing<\/em>\u201d: quando un\u2019attivit\u00e0 \u00e8 molto motivante (ad esempio videogiochi), la concentrazione pu\u00f2 diventare estrema.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Interventi e trattamento<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Le principali linee guida italiane (ISS e SINPIA) raccomandano un approccio integrato:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Interventi psico-comportamentali<br><\/strong>\u2022 potenziano autocontrollo, organizzazione e gestione delle emozioni<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Parent Training<br><\/strong>\u2022 aiuta i genitori a usare rinforzi positivi, routine quotidiane e tecniche come token economy e costo della risposta<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Teacher Training<br><\/strong>\u2022 strategie educative a scuola e schede di osservazione<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Terapia farmacologica<\/strong> (dai 6 anni in su)<br>\u2022 Metilfenidato (psicostimolante): migliora attenzione e riduce impulsivit\u00e0<br>Possibili effetti collaterali: riduzione dell\u2019appetito e insonnia<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p>\u00c8 sufficiente riconoscersi in alcune difficolt\u00e0 nelle relazioni sociali o nella comunicazione per definirsi con comportamento autistico? Ovviamente no. La discriminante sta nel fatto che i suddetti comportamenti vanno a determinare una compromissione profonda della vita di tutti i giorni.<\/p>\n\n\n\n<p>Il <strong>Disturbo dello Spettro Autistico<\/strong> (<strong>ASD<\/strong>) \u00e8 una condizione del neurosviluppo caratterizzata da difficolt\u00e0 persistenti nella comunicazione e nell\u2019interazione sociale, associate a schemi di comportamento, interessi e attivit\u00e0 ristretti e ripetitivi.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:33.33%\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"724\" src=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2026\/01\/3.-AUTISMO-in-testo--1024x724.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-17051\" srcset=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2026\/01\/3.-AUTISMO-in-testo--1024x724.webp 1024w, https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2026\/01\/3.-AUTISMO-in-testo--300x212.webp 300w, https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2026\/01\/3.-AUTISMO-in-testo--768x543.webp 768w, https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2026\/01\/3.-AUTISMO-in-testo--1536x1086.webp 1536w, https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2026\/01\/3.-AUTISMO-in-testo-.webp 2000w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:66.66%\">\n<p><br><strong>Che cos\u2019\u00e8 l\u2019autismo \u2014 definizione e rilevanza clinica<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ASD compare nei<strong>primi anni di vita<\/strong>, spesso gi\u00e0 nel primo anno; la diagnosi formale viene solitamente posta tra i 2 e i 3 anni, anche se alcuni segni precoci sono osservabili gi\u00e0 a 6 mesi. \u00c8 una condizione eterogenea: esistono presentazioni molto diverse (da bambini con linguaggio e QI nella norma a bambini con grave disabilit\u00e0 intellettiva e severa compromissione dell\u2019autonomia \u2013 il 50% dei bambini autistici ha una disabilit\u00e0 intellettiva associata). La prevalenza stimata \u00e8 di <strong>circa 1\/150 bambini<\/strong>, con una maggior frequenza nei <strong>maschi<\/strong>. Coinvolgono in Italia un bambino su 77, con circa 4.330 nuovi casi ogni anno.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019autismo non \u00e8 una \u201cmalattia delle emozioni\u201d ma un <strong>modo diverso di percepire, elaborare e rispondere agli stimoli sociali, cognitivi e sensoriali<\/strong>.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p><strong>Come si \u00e8 evoluta la classificazione diagnostica<br>DSM-IV-TR (2000) \u2014 Disturbi pervasivi dello sviluppo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In questo sistema l\u2019autismo era parte di un gruppo che includeva:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Disturbo Autistico<\/li>\n\n\n\n<li>Sindrome di Asperger<\/li>\n\n\n\n<li>Disturbo Disintegrativo dell\u2019Infanzia<\/li>\n\n\n\n<li>Disturbo di Rett<\/li>\n\n\n\n<li>Disturbo Pervasivo dello Sviluppo Non Altrimenti Specificato (DPS-NAS)<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Per la diagnosi di Disturbo Autistico si richiedevano almeno 6 criteri distribuiti in tre aree: interazione sociale, comunicazione e comportamenti ripetitivi; e l\u2019esordio doveva essere prima dei 3 anni.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>DSM-5 (2013) \u2014 Disturbo dello Spettro Autistico<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il DSM-5 ha unificato molte categorie e specifica due domini diagnostici:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Deficit persistenti nella comunicazione sociale <\/strong>(tre sottospecie: reciprocit\u00e0 socio-emotiva; comunicazione non verbale; sviluppo\/gestione delle relazioni).<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Pattern di comportamenti\/interessi ristretti e ripetitivi<\/strong> (almeno due tra motorie\/linguaggio stereotipati; adesione rigida a routine; interessi ristretti; alterata reattivit\u00e0 sensoriale).<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Inoltre si richiede che i sintomi siano presenti fin dall\u2019infanzia e causino compromissione funzionale. Si valuta il livello di supporto necessario.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quadri clinici storicamente correlati<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Sindrome di Asperger<\/strong>: oggi inclusa nello spettro; assenza di ritardo del linguaggio, QI nella norma, approccio sociale spesso eccentrico.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Disturbo Disintegrativo dell\u2019Infanzia<\/strong>: raro, con regressione significativa dopo almeno 2 anni di sviluppo normale (perdita linguaggio, controllo sfinteri, abilit\u00e0 sociali).<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Sindrome di Rett:<\/strong> mutazione X-linked del gene MECP2; sviluppo normale iniziale seguito da rapido regresso (tipico nelle femmine), perdita dei movimenti finalizzati delle mani, atassia, microcefalia acquisita, epilessia.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Caratteristiche cliniche (come si manifestano nella vita quotidiana)<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Interazione sociale: scarso contatto oculare, difficolt\u00e0 a condividere emozioni\/interessi, scarsa reciprocit\u00e0 socio-emotiva, isolamento o approcci sociali inappropriati.<\/li>\n\n\n\n<li>Comunicazione: ritardi o assenza del linguaggio; difficolt\u00e0 a iniziare o sostenere una conversazione; uso stereotipato del linguaggio; prosodia atipica; assenza di gioco simbolico.<\/li>\n\n\n\n<li>Comportamenti e interessi: routine fisse, rituali, stereotipie motorie (<em>flapping, rocking<\/em>), interessi altamente focalizzati.<\/li>\n\n\n\n<li>Sensibilit\u00e0 sensoriale: iper- o ipo-reattivit\u00e0 a stimoli (rumore, luci, tatto), iperfissazione su elementi sensoriali.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><strong>Modelli che spiegano i deficit sociali<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Tre modelli principali \u2014 complementari tra loro \u2014 aiutano a capire le difficolt\u00e0 sociali nell\u2019ASD.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Teoria della Mente (ToM)<\/strong><br>Capacit\u00e0 di attribuire credenze, intenzioni e stati mentali ad altri. Nei soggetti autistici questa capacit\u00e0 \u00e8 spesso ritardata o atipica, con difficolt\u00e0 a comprendere intenzioni altrui, ironia o impliciti sociali.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Teoria della Simulazione (neuroni specchio)<\/strong><br>Comprendere gli altri tramite una sorta di \u201csimulazione interna\u201d che attiva gli stessi circuiti cerebrali osservati nell\u2019azione\/emozione altrui. Nell\u2019autismo si osservano differenze nell\u2019attivazione dei circuiti di risonanza (neuroni specchio), con ridotta imitazione spontanea e minor risonanza corporea\/emotiva.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Contagio emotivo \/ sintonizzazione precoce<\/strong><br>La sintonizzazione emotiva neonatale (risposta a sorriso, voce, ritmo) \u00e8 la base del legame e della regolazione emotiva. Nell\u2019autismo tale sincronizzazione pu\u00f2 essere compromessa, rendendo pi\u00f9 difficile il \u201csentire insieme\u201d iniziale.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><strong>Eziopatogenesi: cosa sappiamo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Multifattorialit\u00e0: interazione di numerosi fattori genetici, biologici e (in misura minore) ambientali.<\/li>\n\n\n\n<li>Genetica: molteplici loci coinvolti (regioni 7q, 2q, 17q), alta variabilit\u00e0 genetica; test genetici (microarray, ricerca X-fragile) sono raccomandati.<\/li>\n\n\n\n<li>Fattori ambientali: nascita pretermine o basso peso alla nascita, esposizione ad agenti inquinanti o a sostanze durante la gravidanza, et\u00e0 materna e paterna avanzata.<\/li>\n\n\n\n<li>Neurobiologia: anomalie nella struttura e connettivit\u00e0 cerebrale (sostanza bianca e grigia), possibile eccesso di sinapsi dovuto a ridotto <em>pruning <\/em>sinaptico; differenze di elaborazione visiva e facciale (ERP, fMRI).<\/li>\n\n\n\n<li>Neurotrasmettitori: ricerche indicano alterazioni serotoninergiche in alcuni pazienti.<\/li>\n\n\n\n<li>Comorbidit\u00e0 neurologiche: ritardo mentale, epilessia e altre condizioni neurologiche sono associate pi\u00f9 frequentemente.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><strong>Diagnosi: percorso raccomandato<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Principi generali<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Diagnosi clinica basata su osservazione e anamnesi.<\/li>\n\n\n\n<li>Approccio multidisciplinare: neuropsichiatra infantile, psicologo\/neuropsicologo, logopedista, terapista occupazionale\/educatore.<\/li>\n\n\n\n<li> Diagnosi precoce: screening e sorveglianza dello sviluppo (primi 18\u201336 mesi).<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><strong>Strumenti consigliati<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:100%\">\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>ADOS-2: osservazione strutturata. \u00c8 una situazione di gioco e interazione fatta direttamente con il bambino. Lo specialista propone giochi, piccoli compiti, momenti di conversazione.<br>Serve per vedere dal vivo:<br>&#8211; quanto il bambino cerca lo sguardo<br>&#8211; come comunica (con parole, gesti o suoni)<br>&#8211; se gioca in modo flessibile o sempre uguale<br>&#8211; se ci sono movimenti ripetitivi o forti interessi specifici<\/li>\n\n\n\n<li>ADI-R: intervista strutturata ai genitori.<\/li>\n\n\n\n<li>Valutazione cognitiva: WPPSI\/WISC\/Leiter-R. Misurano come il bambino ragiona e impara.<br>WPPSI: per i bimbi piccoli (2-7 anni)<br>WISC: per i bambini e ragazzi (6-16 anni)<br>Leiter-R: si usa quando c\u2019\u00e8 poco o nessun linguaggio, perch\u00e9 non richiede parole<\/li>\n\n\n\n<li>Funzionamento adattivo: <em>Vineland Adaptive Behavior Scales<\/em>.<\/li>\n\n\n\n<li>Valutazione logopedica e sensoriale.<\/li>\n\n\n\n<li>Esami strumentali se indicati: aCGH \/ test X-fragile (raccomandati), EEG (se sospetto di epilessia), RMN encefalo (solo con segni neurologici), valutazione audiologica sempre.<\/li>\n<\/ol>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:100%\"><div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"724\" src=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2026\/01\/NEURODIVERGENZE-A-SCUOLA-1024x724.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-17056\" srcset=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2026\/01\/NEURODIVERGENZE-A-SCUOLA-1024x724.webp 1024w, https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2026\/01\/NEURODIVERGENZE-A-SCUOLA-300x212.webp 300w, https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2026\/01\/NEURODIVERGENZE-A-SCUOLA-768x543.webp 768w, https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2026\/01\/NEURODIVERGENZE-A-SCUOLA-1536x1086.webp 1536w, https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2026\/01\/NEURODIVERGENZE-A-SCUOLA.webp 2000w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<\/div><\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p><strong>Trattamento: principi e interventi con evidenza<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ma si \u201cguarisce\u201d dall\u2019autismo? In realt\u00e0, c\u2019\u00e8 una percentuale minima di pazienti, pari al 7%, che ricevono la diagnosi da bambini e migliorano a tal punto le loro capacit\u00e0 socio-comunicative da non rispondere pi\u00f9 ai criteri diagnostici dell\u2019autismo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Principi fondamentali<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Non esiste farmaco che curi l\u2019autismo: l\u2019obiettivo \u00e8 migliorare funzionamento, comunicazione, autonomia e qualit\u00e0 di vita.<\/li>\n\n\n\n<li>Intervento precoce, intensivo, individualizzato, continuativo, con coinvolgimento della famiglia.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>In generale, l\u2019approccio terapeutico dipende dall\u2019et\u00e0:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>in et\u00e0 prescolare, abbiamo evidenze su trattamenti comportamentali naturalistici e <em>parent training<\/em>;<\/li>\n\n\n\n<li>con la crescita, trattamenti che si basano su social skills;<\/li>\n\n\n\n<li>in adolescenza, soprattutto se le capacit\u00e0 intellettive sono buone, la psicoterapia cognitivo-comportamentale.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><strong>Interventi con evidenza<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>NDBI\/ESDM (<em>Early Start Denver Model<\/em>): interventi naturalistici per et\u00e0 precoce (0\u20134 anni) con solide evidenze di efficacia su sviluppo comunicativo e cognitivo. Sono interventi pensati per bambini molto piccoli (0\u20134 anni). Si lavora giocando, non facendo esercizi rigidi. L\u2019adulto segue l\u2019interesse del bambino e trasforma il gioco in occasione per:<br>&#8211; insegnare a guardare<br>&#8211; condividere oggetti e attenzioni<br>&#8211; chiedere<br>&#8211; rispondere.<br>Si lavora sulla comunicazione reciproca e sullo stare insieme, non solo sul linguaggio.<\/li>\n\n\n\n<li>ABA (<em>Applied Behavior Analysis<\/em>) adattata e naturale: efficace per insegnare abilit\u00e0 e ridurre comportamenti problematici se personalizzata (non meccanica). Non \u00e8 \u201caddestramento\u201d. Serve a insegnare abilit\u00e0 utili (es. chiedere, vestirsi, giocare con altri). Si parte da ci\u00f2 che il bambino pu\u00f2 fare e si costruisce passo dopo passo. Si usano rinforzi naturali, cio\u00e8 cose che al bambino realmente piacciono. Funziona se \u00e8 personalizzata, non rigida o meccanica.<\/li>\n\n\n\n<li>TEACCH (<em>Treatment and Education of Autistic and Related Communication-Handicapped Children<\/em>): strutturazione ambiente, supporto visivo, utile per routine e autonomia. Qui si aiuta il bambino creando un ambiente prevedibile. Si usano schemi visivi (immagini, calendari visivi, sequenze di azioni). Serve molto nei bambini che:<br>&#8211; si agitano quando non sanno cosa succeder\u00e0<br>&#8211; hanno bisogno di routine chiare.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Aiuta tanto nell\u2019autonomia quotidiana (es. vestirsi, preparare lo zaino).<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Logopedia pragmatica: focalizzata sull\u2019uso sociale del linguaggio (non solo sulla grammatica).<\/li>\n\n\n\n<li>Parent training: formazione ai genitori per implementare strategie quotidiane \u2014 fortemente raccomandato.<\/li>\n\n\n\n<li>Interventi sensoriali\/terapia occupazionale: utili per problemi di regolazione sensoriale quando inseriti in un progetto globale e monitorati.<\/li>\n\n\n\n<li>Supporto educativo e scolastico: adattamenti curriculari, inclusione supportata, formazione degli insegnanti.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><strong>Farmacoterapia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Riservata al trattamento di sintomi target o comorbidit\u00e0:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Irritabilit\u00e0\/aggressivit\u00e0: risperidone o aripiprazolo (in casi selezionati).<\/li>\n\n\n\n<li>ADHD: trattamento con metilfenidato se indicato.<\/li>\n\n\n\n<li>Ansia\/OCD: SSRI con cautela e monitoraggio.<\/li>\n\n\n\n<li>Epilessia: trattamento antiepilettico appropriato.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><strong>Prognosi e punti chiave per la vita adulta<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>L\u2019esito nel lungo termine \u00e8 vario: alcuni adulti raggiungono buona autonomia, altri richiedono supporto permanente.<\/li>\n\n\n\n<li>Studi longitudinali indicano un miglioramento possibile nelle competenze sociali in et\u00e0 adulta (es. Howlin et al.,<em> follow-up<\/em> fino all\u2019et\u00e0 adulta).<\/li>\n\n\n\n<li>\u00c8 comune la presenza di disturbi psichiatrici aggiuntivi (ansia, depressione, OCD); la schizofrenia non sembra emergere come evoluzione diretta dell\u2019autismo.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><strong>\u00c8 possibile avere autismo e ADHD insieme?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Autismo (ASD) e Disturbo da Deficit di Attenzione\/Iperattivit\u00e0 (ADHD) spesso si presentano insieme. Questa combinazione \u00e8 molto comune e pu\u00f2 peggiorare lo sviluppo e la qualit\u00e0 di vita delle persone con ASD.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono stati analizzati<strong> 63 studi pubblicati<\/strong> tra il 2000 e il 2020 (in totale, 184.140 persone con ASD).<br>Sono stati considerati variabili come: et\u00e0, presenza di disabilit\u00e0 intellettiva, criteri diagnostici (DSM o ICD), metodo di valutazione (intervista o questionario), e tipo di campione (clinico o popolazione generale).<\/p>\n\n\n\n<p>Risultati principali:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Prevalenza attuale di ADHD tra le persone con ASD: 38,5%<\/li>\n\n\n\n<li>Prevalenza nel corso della vita: 40,2%<br>In pratica, circa 4 persone su 10 con autismo hanno anche ADHD.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Fattori che influenzano i risultati:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Et\u00e0: l\u2019ADHD \u00e8 pi\u00f9 comune nei bambini e adolescenti con ASD (circa 48%) rispetto ai bambini sotto i 6 anni (18%) o agli adulti (22%).<\/li>\n\n\n\n<li>Disabilit\u00e0 intellettiva: chi ha ASD senza disabilit\u00e0 intellettiva ha pi\u00f9 spesso anche ADHD.<\/li>\n\n\n\n<li>Tipo di campione: le persone con ASD prese da cliniche o comunit\u00e0 mostrano tassi pi\u00f9 alti di ADHD rispetto a quelle prese da studi sulla popolazione generale.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Criteri diagnostici: usando il DSM-5 (che permette di diagnosticare ASD e ADHD insieme) si trovano percentuali pi\u00f9 alte di comorbidit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Conclusioni<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La comorbidit\u00e0 tra ASD e ADHD \u00e8 molto alta.<br>I medici dovrebbero valutare attentamente la presenza di ADHD nelle persone con ASD, soprattutto nei bambini in et\u00e0 scolare e negli adolescenti.<br><strong>Una diagnosi accurata \u00e8 importante per scegliere i trattamenti giusti e migliorare il supporto clinico.<br><\/strong>Servono sistemi migliori di valutazione e monitoraggio e pi\u00f9 ricerche su base genetica e neurobiologica per capire perch\u00e9 i due disturbi si manifestano spesso insieme.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong>di Elena Fiorelli<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Bibliografia<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>American Psychiatric Association, <em>Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, Fifth Edition (DSM-5),<\/em> American Psychiatric Association Publishing, 2013.<\/li>\n\n\n\n<li>Faraone, S. V., et al., \u201cThe global prevalence of ADHD in children and adolescents: a systematic review and meta-analysis\u201d, in <em>Italian Journal of Pediatrics<\/em>, 2021.<\/li>\n\n\n\n<li>Shaw, P., et al., \u201cNeurodevelopmental trajectories of the human cerebral cortex in childhood ADHD\u201d<em>,<\/em> in <em>Journal of Neuroscience<\/em>, 2013.<\/li>\n\n\n\n<li>Vicari S., Menghini D., <em>Deficit di attenzione e iperattivit\u00e0<\/em>, Carocci, 2020<em>.<\/em><\/li>\n\n\n\n<li>American Psychiatric Association, <em>DSM-IV-TR: Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali<\/em>, Elsevier, 2000.<\/li>\n\n\n\n<li>American Psychiatric Association, <em>DSM-5: Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali<\/em>, Raffaello Cortina Editore, 2013.<\/li>\n\n\n\n<li>Vicari, S., <em>L\u2019autismo: dalla diagnosi al trattamento<\/em>, Il Mulino (ed. italiana; consultare l\u2019edizione pi\u00f9 recente).<\/li>\n\n\n\n<li>Baron-Cohen, S., Leslie, A., &amp; Frith, U., \u201cDoes the autistic child have a \u2018theory of mind\u2019?\u201d, in <em>Cognition<\/em>, 1985.<\/li>\n\n\n\n<li>Gallese, V., &amp; Goldman, A., \u201cMirror neurons and the simulation theory of mind-reading\u201d, in <em>Trends in Cognitive Sciences<\/em>, 1998.<\/li>\n\n\n\n<li>Stern, D., <em>The Interpersonal World of the Infant,<\/em> Basic Books, 1985.<\/li>\n\n\n\n<li>Howlin, P., Goode, S., Hutton, J., &amp; Rutter, M., \u201cAdult outcome for children with autism\u201d, in <em>Journal of Child Psychology and Psychiatry<\/em>, 2004.<\/li>\n\n\n\n<li>Hutton, J. et al., \u201cPsychiatric comorbidity in autism spectrum disorders\u201d, in <em>British Journal of Psychiatry<\/em>, 2008.<\/li>\n\n\n\n<li>Rong, Y.,<em> \u201c<\/em>Prevalence of attention-deficit\/hyperactivity disorder in individuals with autism spectrum disorder. A meta-analysis\u201d, in <em>Research in Autism Spectrum Disorders<\/em>, 2021.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><strong>Sitografia <\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Lucchelli C., <em>Autismo, perch\u00e9 i casi continuano ad aumentare<\/em>, La Repubblica, 2025:<strong> <\/strong><a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/salute\/dossier\/know-how\/2025\/04\/02\/video\/autismo_perche_i_casi_continuano_ad_aumentare-424099821\/\">https:\/\/www.repubblica.it\/salute\/dossier\/know-how\/2025\/04\/02\/video\/autismo_perche_i_casi_continuano_ad_aumentare-424099821\/<\/a><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><em>L\u2019articolo \u00e8 scritto da un membro dell\u2019Associazione ADU (Ambasciatori dei Diritti Umani), contribuendo alla riflessione sul tema del Concorso \u201c<a href=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/studenti-e-studentesse-edizioni-passate\/concorso-ambasciatori-dei-diritti-umani\/\" data-type=\"page\" data-id=\"16224\">Ambasciatori dei Diritti Umani 2025\/2026<\/a>\u201d, dedicato al diritto al benessere mentale dei giovani e al ruolo della societ\u00e0.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ADHD: quando la \u201cmaleducazione\u201d non c\u2019entra\u201c\u00c8 maleducato\u201d, \u201c\u00e8 difficile\u201d, \u201cdisturba sempre\u201d.Queste sono frasi che spesso si sentono pronunciare in ambito scolastico quando un bambino fatica a rimanere seduto, interrompe la lezione o sembra \u201cvivere altrove\u201d. Ma possiamo davvero spiegare tutti questi comportamenti come semplice indisciplina? Oppure esiste qualcosa di pi\u00f9 complesso?In alcuni casi, tali atteggiamenti &#8230; <a title=\"ADHD e autismo: un approccio neuroscientifico\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/adhd-e-autismo-un-approccio-neuroscientifico\/\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su ADHD e autismo: un approccio neuroscientifico\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":17048,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_seopress_robots_primary_cat":"","_seopress_titles_title":"ADHD nei bambini: oltre la semplice maleducazione","_seopress_titles_desc":"ADHD, come riconoscerlo e come aiutare bambini e genitori a gestire attenzione e iperattivit\u00e0 con strategie efficaci.","_seopress_robots_index":"yes","inline_featured_image":false,"footnotes":""},"class_list":["post-17045","page","type-page","status-publish","has-post-thumbnail"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/17045","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17045"}],"version-history":[{"count":11,"href":"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/17045\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17099,"href":"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/17045\/revisions\/17099"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-json\/wp\/v2\/media\/17048"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17045"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}