{"id":17065,"date":"2026-01-12T11:32:03","date_gmt":"2026-01-12T10:32:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/?page_id=17065"},"modified":"2026-01-13T10:30:33","modified_gmt":"2026-01-13T09:30:33","slug":"neurodivergenze-a-scuola-verso-una-didattica-inclusiva","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/approfondimenti-umanitaria\/neurodivergenze-a-scuola-verso-una-didattica-inclusiva\/","title":{"rendered":"Neurodivergenze a scuola: verso una didattica inclusiva"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-center\">Con i testi di:<br><strong>Sabrina Maiella<\/strong>, <em><a href=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/diritto-alla-salute-mentale\/\">Diritto alla salute mentale<\/a><\/em><br><strong>Elena Fiorelli<\/strong>, <em><a href=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/adhd-e-autismo-un-approccio-neuroscientifico\/\">ADHD e autismo: un approccio neuroscientifico<\/a><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Negli ultimi anni, la maggiore attenzione verso la salute psicologica dei giovani si intreccia con la crescente consapevolezza sociale e comprensione scientifica delle cosiddette neurodivergenze, termine ombrello con cui si indicano varie \u201ccondizioni, come autismo<sup>1<\/sup>, ADHD, dislessia, DSA<sup>2<\/sup> e altre forme di funzionamento neurologico atipico, in cui il cervello elabora, apprende e segue modalit\u00e0 di funzionamento differenti rispetto alla maggioranza\u201d<sup>3<\/sup>. Queste condizioni richiedono un\u2019attenzione particolare per poter garantire la piena inclusione sociale, l\u2019accesso alla formazione e al mondo del lavoro e, pi\u00f9 in generale, ad una partecipazione attiva nella societ\u00e0 dove esercitare i propri diritti e doveri. Per quanto riguarda i pi\u00f9 giovani, \u00e8 necessario non solo analizzare il benessere psicologico in s\u00e9, e quindi intervenire con strumenti di riduzione del disagio e di prevenzione di ansia, depressione o altro, ma anche e soprattutto all\u2019effettivo riconoscimento di pari opportunit\u00e0 formative e professionali<sup>4<\/sup>.<br>Il sistema normativo italiano ha a disposizione diversi strumenti per garantire l\u2019inclusione, fra cui si annoverano la Legge 104\/1992<sup>5<\/sup>, la Legge 170\/2010, e le varie direttive e linee guida del MIUR\/MIM<sup>6<\/sup> volte a garantire il diritto all\u2019educazione e all\u2019istruzione, tramite diversi strumenti tra cui i piani educativi individualizzati<sup>7<\/sup> e gli insegnanti di sostegno. A livello pratico, per\u00f2, vi sono diverse criticit\u00e0 che caratterizzano tutti gli ambiti: dalle inadeguatezze strutturali, ai ritardi nelle diagnosi, fino alla formazione non sufficiente dei docenti di sostegno e un sovraccarico generale di tutto il personale educativo, a cui si associa anche una forte disomogeneit\u00e0 a livello territoriale.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>1 Cenni storici<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p>Lo stigma verso la salute mentale e tutto ci\u00f2 che \u00e8 considerato diverso dalla norma \u00e8 un <em>leitmotiv<\/em> che si ripete nelle varie epoche e nei vari stati, anche in campi diversi dalla scuola. Emarginazione, internamenti e maltrattamenti hanno caratterizzato per secoli il rapporto della societ\u00e0 con le patologie psichiatriche, con preconcetti che permangono in luoghi comuni e stereotipi anche nella nostra contemporaneit\u00e0.<br>Un primo momento chiave nella storia italiana pu\u00f2 essere identificato con la nascita della Repubblica: formalmente, all\u2019interno della Costituzione viene riconosciuta l\u2019uguaglianza e il diritto allo studio da parte di tutti i cittadini, definendo compito dello stato \u201crimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libert\u00e0 e l\u2019eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l\u2019effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all\u2019organizzazione politica, economica e sociale del Paese<em>\u201d<\/em><sup>8<\/sup>.<br>Il vero punto di svolta \u00e8 per\u00f2 rappresentato dalla Legge Basaglia del 1978<sup>9<\/sup> che, segnando la chiusura dei manicomi e di tutte quelle strutture specializzate orientate verso l\u2019internamento, d\u00e0 inizio al processo di integrazione sociale e di riconoscimento dei diritti delle persone con patologie psichiatriche, suggerendo anche una modifica lessicale del codice italiano per destigmatizzare i disturbi mentali:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">\u201cNella rubrica del libro III, titolo I, capo I, sezione III, paragrafo 6 del codice penale sono soppresse le parole: \u2018di alienati di mente\u2019. Nella rubrica dell\u2019articolo 716 del codice penale sono soppresse le parole: \u2018di infermi di mente\u2019\u201d.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"724\" src=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2026\/01\/2026_neurodivergenze_approffondimenti_01-1024x724.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-17069\" srcset=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2026\/01\/2026_neurodivergenze_approffondimenti_01-1024x724.webp 1024w, https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2026\/01\/2026_neurodivergenze_approffondimenti_01-300x212.webp 300w, https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2026\/01\/2026_neurodivergenze_approffondimenti_01-768x543.webp 768w, https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2026\/01\/2026_neurodivergenze_approffondimenti_01-1536x1086.webp 1536w, https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2026\/01\/2026_neurodivergenze_approffondimenti_01.webp 2000w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p class=\"has-text-align-left\"><br>La Legge fu la prima a riconoscere che la disabilit\u00e0 mentale non deve giustificare l\u2019isolamento sociale, ma per poter parlare realmente di inclusione saranno necessari altri anni e altri decreti. A partire quindi dall\u2019emanazione della Legge Basaglia, l\u2019attenzione si \u00e8 sempre pi\u00f9 spostata dalla cura alla partecipazione e infine inclusione, approfondendo lo studio scientifico delle neurodivergenze senza per\u00f2 patologizzarle<sup>10<\/sup>. L\u2019attuale concezione di neurodiversit\u00e0 considera autismo, ADHD, plusdotazione e altre tipologie di neurodivergenze, come \u201cvariazioni del modo in cui la mente umana elabora, interagisce e agisce nel mondo, anzich\u00e9 esclusivamente come patologie\u201d<sup>11<\/sup>. Per comprendere il percorso storico e giuridico che ha portato al riconoscimento del diritto alla salute mentale, si rimanda al contributo di <strong>Sabrina Maiella<\/strong>, <em><a href=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/diritto-alla-salute-mentale\/\">Diritto alla salute mentale<\/a><\/em>.<br>A livello internazionale, invece, un documento fondamentale \u00e8 la <em>Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilit\u00e0<\/em> che sottolinea e ribadisce che l\u2019uguaglianza e la partecipazione piena e attiva nella societ\u00e0 da parte delle persone con qualunque forma di disabilit\u00e0 e neurodiversit\u00e0 sono diritti fondamentali.<br>\u201cIl rispetto per la differenza e l\u2019accettazione delle persone con disabilit\u00e0 come parte della diversit\u00e0 umana e dell\u2019umanit\u00e0 stessa (&#8230;)\u201d<sup>12<\/sup>.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>Inoltre, in un\u2019epoca sempre pi\u00f9 connessa, la pi\u00f9 recente legge sull\u2019accessibilit\u00e0 delle piattaforme digitali<sup>13<\/sup> rappresenta un ulteriore passo avanti: la nuova normativa italiana sull\u2019accessibilit\u00e0 digitale, derivata dall\u2019<em>European<\/em> <em>Accessibility Act<\/em> e recepita con il Decreto Legislativo 82\/2022, tiene esplicitamente conto delle esigenze delle persone neurodivergenti, categoria spesso trascurata nelle direttive precedenti, focalizzate principalmente su disabilit\u00e0 sensoriali e\/o motorie. In tale decreto sono inclusi criteri e linee guida specifiche per rendere il mondo digitale fruibile da utenti con disturbi dell\u2019attenzione, autismo, dislessia, disprassia<sup>14<\/sup> o altre forme di neurodivergenza: ad esempio, la necessit\u00e0 di strutture grafiche prevedibili, la riduzione di stimoli visivi eccessivi, come i troppi colori o le animazioni non essenziali nelle pagine web, la chiarezza del linguaggio e la possibilit\u00e0 di personalizzare l\u2019interfaccia e i men\u00f9 di navigazione.<br>L\u2019accessibilit\u00e0 cognitiva della rete permette dunque una fruizione libera e consapevole da parte di tutti gli utenti, consentendo alle persone con neurodivergenze di utilizzare il web per sostenere la propria autonomia, accedere allo studio e all\u2019intrattenimento, gestire attivit\u00e0 professionali e partecipare in modo pieno e totale alla vita digitale senza ostacoli.<br>Ciononostante, alcuni studi mostrano come, molto spesso, la sola conformit\u00e0 formale alle normative vigenti non coincide automaticamente con una reale fruibilit\u00e0 per utenti neurodivergenti: per esempio, molti siti, nonostante rispettino le indicazioni prescritte, rimangono difficili da usare per persone con ADHD a causa di un\u2019organizzazione visiva non lineare e la richiesta continua di attenzione sostenuta<sup>15<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>1.1 Il termine Neurodivergenza<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p>Occorre sottolineare che le prime normative in materia di salute mentale e di inclusione sociale delle persone con patologie psichiatriche non erano concepite per affrontare in modo specifico la neurodivergenza, poich\u00e9 lo stesso concetto di neurodivergenza \u00e8 emerso soltanto in epoca pi\u00f9 recente, quando si \u00e8 \u201cconfigurato come una categoria interpretativa specifica all\u2019interno del pi\u00f9 generale discorso sui disturbi psichiatrici\u201d <sup>16<\/sup>. \u201cLa neurodivergenza, infatti, nonostante comprenda tutti i disturbi del neurosviluppo classificabili secondo i manuali diagnostici, rimane un concetto pi\u00f9 sociale e culturale che clinico e ha lo scopo di delineare un funzionamento anzich\u00e9 una patologia e ha per questo una funzione promotrice di inclusione sociale\u201d<sup>17<\/sup>. La nascita del termine neurodivergenza risale al 1997, grazie alla sociologa australiana Judy Singer che conferisce al termine una forte e intrinseca connotazione sociale:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">\u201cI knew what I was doing, \u2018Neuro\u2019 was a reference to the rise of neuroscience. \u2018Diversity\u2019 is a political term; it originated with the black American civil rights movement. \u2018Biodiversity\u2019 is really a political term, too. As a word, \u2018neurodiversity\u2019 describes the whole of humanity. But the neurodiversity movement is a political movement for people who want their human rights. (&#8230;) Singer well knew the potential importance of what she was trying to describe; in giving it a name, she hoped she might somehow speed up its growth into something unstoppable. \u201cI thought, We need an umbrella term for a movement<em>\u201d<\/em> <sup>18<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p>Un approfondimento di taglio neuroscientifico su ADHD e disturbo dello spettro autistico \u00e8 proposto da Elena Fiorelli, <em><a href=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/adhd-e-autismo-un-approccio-neuroscientifico\/\">ADHD e autismo: un approccio neuroscientifico<\/a><\/em><\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading has-text-align-left\"><strong>2 Neurodiversamente a scuola<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p>Oltre alla rete, parte integrante della societ\u00e0 contemporanea e aspetto fondamentale della socialit\u00e0 dei giovani, \u00e8 a partire dai banchi di scuola che nasce la piena integrazione. In Italia, solo nel 1977 (Legge 517\/1977) le scuole aprirono le porte ad alunni con disabilit\u00e0 e da allora vi sono state molteplici riforme, grazie anche ad una maggior sensibilit\u00e0 pubblica per i temi riguardanti l\u2019inclusione, la salute mentale e ad un crescente numero di studi sociologici, psichiatrici e nel campo delle neuroscienze.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>2.1 Scuole speciali e classi differenziali<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p>Il dibattito su come garantire l\u2019accesso all\u2019istruzione per gli studenti con disabilit\u00e0 inizi\u00f2 a svilupparsi verso la fine dell\u2019Ottocento<sup>19<\/sup>, in particolare ci si concentrava sulla necessit\u00e0 di istituire delle \u201cclassi speciali\u201d per tutti quegli alunni con bisogni educativi che la scuola non riusciva a soddisfare, come dimostrato da alti numeri di ripetenti soprattutto fra i pi\u00f9 piccoli<sup>20<\/sup>. Nei primi anni del Novecento vennero dunque fondate alcune scuole specializzate ad accogliere studenti con disturbi dello sviluppo intellettivo, ma senza un\u2019omogeneit\u00e0 territoriale n\u00e9 una legislazione ufficiale generale.<br>Tuttavia, il termine \u201cscuole speciali<em>\u201d <\/em>si riferisce principalmente alle istituzioni degli anni Sessanta e Settanta, nate a seguito della riforma della scuola media con la Legge n. 1859 del 31 dicembre 1962<sup>21<\/sup>. A seguito della <em>Dichiarazione dei Diritti del fanciullo <\/em>del 1959, l\u2019Italia fu caratterizzata da una serie di interventi normativi riguardo l\u2019organizzazione scolastica, con alcuni provvedimenti specifici riguardanti gli alunni con disabilit\u00e0 intellettiva. La Legge n. 1859 ha avuto un ruolo decisivo nell\u2019alfabetizzazione del Paese, ma al tempo stesso ha contribuito a istituzionalizzare le cosiddette \u201cscuole speciali\u201d e le \u201cclassi differenziali per alunni disadattati scolastici\u201d, consolidando cos\u00ec un modello educativo fondato sulla separazione e sulla classificazione degli studenti sulla base delle presunte capacit\u00e0 individuali, garantendo da un lato l\u2019accesso all\u2019istruzione, senza per\u00f2 assicurare una socialit\u00e0 adeguata con i coetanei, limitando quindi le opportunit\u00e0 di sviluppo relazionale e sociale. Il numero ridotto di alunni, con un limite per legge fissato a 15, ma nella pratica molto minore, soprattutto nei centri pi\u00f9 piccoli, accentuava l\u2019isolamento sia da parte degli alunni stessi che delle rispettive famiglie, favorendo dinamiche discriminatorie e senza garantire l\u2019integrazione sociale dei pi\u00f9 giovani.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>2.2 Una scuola aperta a tutti<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:75%\">\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019abolizione delle scuole speciali e delle classi differenziali avvenne alla fine degli anni Settanta, con la contestuale istituzione della figura dell\u2019insegnante di sostegno<sup>22<\/sup>. Con Legge 517\/1977 si avvi\u00f2 un primo percorso di integrazione scolastica, rafforzato in seguito da varie normative che hanno ampliato progressivamente i diritti degli alunni con disabilit\u00e0, in una concezione di scuola sempre pi\u00f9 inclusiva<sup>23,24<\/sup>. Un altro documento cardine \u00e8 la Legge 104\/1992, focalizzata sull\u2019integrazione in ogni contesto e ambito, che esplicita gli strumenti di supporto disponibili per garantire una partecipazione piena alla societ\u00e0; in particolare, garantisce alle persone con qualunque tipo di disabilit\u00e0, fisica e\/o intellettiva, l\u2019accesso alla scuola di ogni ordine e grado:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">\u201cLa Repubblica garantisce il pieno rispetto della dignit\u00e0 umana e i diritti di libert\u00e0 e di autonomia della persona handicappata e ne promuove la piena integrazione nella famiglia, nella scuola, nel lavoro e nella societ\u00e0(&#8230;)\u201d<sup>25<\/sup>.<\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:66.66%\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"724\" src=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2026\/01\/2026_neurodivergenze_approffondimenti_02-1024x724.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-17072\" srcset=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2026\/01\/2026_neurodivergenze_approffondimenti_02-1024x724.webp 1024w, https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2026\/01\/2026_neurodivergenze_approffondimenti_02-300x212.webp 300w, https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2026\/01\/2026_neurodivergenze_approffondimenti_02-768x543.webp 768w, https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2026\/01\/2026_neurodivergenze_approffondimenti_02-1536x1086.webp 1536w, https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2026\/01\/2026_neurodivergenze_approffondimenti_02.webp 2000w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>2.3 Dall\u2019integrazione all\u2019inclusione<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p>Le prime leggi brevemente riassunte nel paragrafo precedente sono concentrate sull\u2019integrazione piuttosto che sull\u2019inclusione<sup>26<\/sup>, nella connotazione contemporanea del termine. Con l\u2019aumento della conoscenza scientifica e psicologica riguardo l\u2019immensa complessit\u00e0 della mente umana, a partire dal nuovo millennio sono state emanate una serie di leggi e decreti per costruire un sistema scolastico adatto a rispondere ai bisogni educativi sempre pi\u00f9 diversificati e specifici.<br>Attualmente le scuole dispongono di vari strumenti per garantire la piena inclusione: fra i pi\u00f9 diffusi, in particolare, vi sono il Piano Didattico Personalizzato (PDP)<sup>27<\/sup> e il Piano Educativo Individualizzato (PEI), che, accanto agli insegnanti di sostegno, offrono supporto a studenti con difficolt\u00e0 di apprendimento, neurodivergenze, disturbi comportamentali e fragilit\u00e0 psicologiche, permettendo un\u2019organizzazione pi\u00f9 flessibile dell\u2019apprendimento.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>3 Criticit\u00e0<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p>Sebbene il quadro normativo italiano preveda quindi numerosi strumenti a favore dell\u2019inclusione scolastica, nella pratica la realt\u00e0 quotidiana di almeno 150.000 alunni con disabilit\u00e0 intellettive e neurodivergenze presenta significative criticit\u00e0<sup>28<\/sup>. Nonostante la presenza di leggi, decreti e linee guida volte a garantire un supporto didattico specifico e la rimozione di ogni tipo di ostacolo, non sempre gli interventi messi in atto risultano efficaci. Spesso, infatti, ritardi, carenza di personale qualificato e risorse economiche insufficienti rendono difficile l\u2019implementazione degli strumenti previsti dalla legge<sup>29<\/sup>. Inoltre, si verificano<sup>30<\/sup> forti disparit\u00e0 regionali e differenze tra istituti, che generano situazioni di disomogeneit\u00e0 territoriale e, talvolta, di esclusione indiretta. In questo contesto, gli alunni con bisogni educativi speciali rischiano di non ricevere un livello di istruzione adeguato n\u00e9 di avere le giuste opportunit\u00e0 di partecipazione attiva alla comunit\u00e0 scolastica.<br>Una testimonianza di alcuni anni fa riportata su Repubblica<sup>31<\/sup> mette in luce una realt\u00e0 condivisa da molti studenti neurodivergenti all\u2019inizio dell\u2019anno scolastico: mentre i compagni iniziano regolarmente le lezioni, questi sono costretti a rimanere a casa, perch\u00e9 gli insegnanti di sostegno vengono in molti casi assegnati solo dopo l\u2019avvio del nuovo anno; secondo il rapporto ISTAT 2024 infatti \u201ctra gli insegnanti 1 su 3 non ha una formazione specifica e il 12% viene assegnato in ritardo\u201d. Questi ritardi, oltre a creare disagi per i genitori, influenzano negativamente sia l\u2019avanzamento nel percorso didattico sia le possibilit\u00e0 di integrarsi a pieno nella classe, soprattutto all\u2019inizio di nuovi cicli di istruzione o a seguito di cambi di scuola.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">\u201cPer noi il primo giorno di scuola non \u00e8 mai una festa\u201d<sup>32<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p>Un altro problema diffuso \u00e8 la discontinuit\u00e0 nel rapporto alunno-insegnante di sostegno, infatti, \u201cnell\u2019anno scolastico 2022\/2023 la quota di alunni con disabilit\u00e0 che ha cambiato insegnante per il sostegno rispetto all\u2019anno precedente \u00e8 pari al 59,6%, sale al 62,1% nelle secondarie di primo grado e raggiunge il 75% nelle scuole dell\u2019infanzia. Il fenomeno \u00e8 piuttosto stabile su tutto il territorio e sembra consolidarsi nel tempo, non si riscontrano infatti differenze rispetto al passato. Una quota non trascurabile di alunni (9%) ha, inoltre, cambiato insegnante per il sostegno nel corso dell\u2019anno scolastico, anche in questo caso non si riscontrano differenze significative sul territorio e tra gli ordini scolastici\u201d<sup>33<\/sup>. Questa discontinuit\u00e0 influenza fortemente l\u2019aspetto educativo, rendendo pi\u00f9 difficile costruire un rapporto stabile con obiettivi a lungo termine, fondamentale per un percorso didattico e relazionale realmente efficace. Inoltre, le scuole italiane evidenziano da tempo<sup>34<\/sup> significative disparit\u00e0 territoriali tra Nord e Sud; ci\u00f2 si riflette necessariamente anche nell\u2019ambito del sostegno agli studenti neurodivergenti, dove tali differenze si manifestano sia nel diverso grado di formazione dei docenti e del personale scolastico, sia nella disponibilit\u00e0 effettiva degli strumenti di sostegno previsti<sup>35<\/sup>.<br>Molto spesso quindi la piena partecipazione scolastica \u00e8 garantita soltanto grazie ad associazioni private e\/o di volontariato che supportano le scuole nel fornire sia il sostegno educativo necessario che gli strumenti adeguati agli studenti con disabilit\u00e0 e\/o bisogni educativi speciali per partecipare alla vita scolastica. Inoltre, nonostante l\u2019abolizione formale delle scuole speciali risalga a quasi cinquant\u2019anni fa, alcune strutture simili sono ancora presenti in Italia, in quanto, in molti casi, sono le uniche in grado di offrire un supporto adeguato agli studenti con bisogni specifici. Tuttavia, questo tipi di istituto, oltre a essere nella maggior parte dei casi privati e comportando quindi un onere economico significativo per le famiglie, rischiano di accentuare l\u2019isolamento dei bambini e ragazzi con disabilit\u00e0 e delle loro famiglie.<br>\u201cIl rovescio della medaglia alla risposta accogliente e specializzata di queste scuole sta proprio nell\u2019isolamento di questi studenti, che \u00e8 proprio il concetto opposto all\u2019inclusione scolastica. La specializzazione del personale e gli ambienti a misura degli studenti con disabilit\u00e0 rispondono certamente a gran parte delle loro esigenze, ma ci\u00f2 che \u00e8 relativo alla socializzazione e all\u2019inclusione, che \u00e8 altrettanto fondamentale, si perde del tutto. A danno non sono degli studenti con disabilit\u00e0 ma di tutti gli studenti che apprendono fin da subito che \u2018il diverso\u2019 (per il suo bene) va isolato\u201d<sup>36<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>4 Conclusioni<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p>Studi recenti<sup>37<\/sup>mostrano un aumento degli studenti con neurodivergenze, ci\u00f2 \u00e8 dovuto a diversi fattori<sup>38<\/sup>, fra cui la presenza di criteri diagnostici pi\u00f9 ampi e definiti, un maggiore accesso alle diagnosi e un incremento della consapevolezza da parte dell\u2019intera societ\u00e0. L\u2019aumento delle diagnosi mostra che le neurodivergenze non sono una componente marginale della comunit\u00e0 scolastica, ad oggi, infatti, circa il 2% del totale degli iscritti presenta disabilit\u00e0 intellettive<sup>39<\/sup>. Nonostante sembri una percentuale modesta, si tratta comunque di circa centoquarantamila alunni<sup>40<\/sup> alle prese con un sistema scolastico sulla carta inclusivo ma nella pratica con ancora forti limitazioni.<br>Un approccio inclusivo che parta dalle scuole ha ripercussioni positive sull\u2019intera societ\u00e0: permette di ridurre disuguaglianze e pregiudizi, di sostenere il benessere psicologico degli studenti e creare ambienti di apprendimento pi\u00f9 equi e partecipativi per l\u2019intera collettivit\u00e0. Infatti, l\u2019inclusione degli studenti neurodivergenti non riguarda esclusivamente questi ultimi, bens\u00ec porta benefici a tutta la comunit\u00e0 scolastica<sup>41<\/sup>: la collaborazione in contesti inclusivi favorisce lo sviluppo di empatia, capacit\u00e0 relazionali e di ragionamento, \u201cconsolidando una cultura scolastica basata sulla diversit\u00e0 come valore educativo condiviso\u201d<sup>42<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong>di Martina Luca<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><sup>1 <\/sup>Indicato in seguito anche con ADS, Autism Spectrum Disorder.<br><sup>2 <\/sup>Disturbi specifici dell\u2019apprendimento.<br><sup>3<\/sup>Fonti: Accademia della Crusca; IRCCS Ospedale San Raffaele (Settembre 2025), <em>Neurodivergenza<\/em>, News.<br><em><sup>4<\/sup>Ibidem<\/em><br><sup>5<\/sup>Legge 5 Febbraio 1992, n. 104, <em>Legge-quadro per l\u2019assistenza, l\u2019integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate<\/em>, art. 12.<br><sup>6<\/sup>Nel 2022 il Ministero dell\u2019Istruzione, Universit\u00e0 e Ricerca \u00e8 stato rinominato in Ministero dell\u2019Istruzione e del Merito. In questo articolo si useranno entrambe le diciture in quanto alcune fonti sono precedenti al 2022. Fonte: Decreto-legge 11 novembre 2022, n. 173, <em>Disposizioni urgenti in materia di riordino delle attribuzioni dei Ministeri<\/em>, in G.U. n. 264 dell\u201911 novembre 2022, entrato in vigore il 12 novembre 2022, convertito, con modificazioni, dalla Legge 16 dicembre 2022, n. 204 (in G.U. n. 3 del 4 gennaio 2023).<br><sup>7<\/sup>Anche noti come PEI, sono definiti dal Decreto interministeriale 182 del 2020 che specifica anche le linee guida e l\u2019assegnazione delle misure di sostegno. Fonte: Decreto interministeriale 1\u00b0 agosto 2023, n.&nbsp; 153 \u2014 Modelli e linee guida per il PEI, consultato su sito del Ministero dell\u2019Istruzione e del Merito, sezione \u2019Inclusione e nuovo PEI\u2019, URL: https:\/<a href=\"http:\/\/www.istruzione.it\/inclusione-e-nuovo-pei\/decreto-interministeriale.html\">\/www.istruzione.it\/inclusione-e-nuovo-pei\/decreto-interministeriale.html<\/a>.<br><sup>8<\/sup>Costituzione della Repubblica Italiana, art. 3.<br><sup>9<\/sup>Legge 13 maggio 1978, n. 180.<br><sup>10<\/sup>IRCCS Ospedale San Raffaele (Settembre 2025), <em>Neurodivergenza<\/em>, News.<br><sup>11<\/sup><em>Ibidem<\/em><br><sup>12<\/sup><em>Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilit\u00e0<\/em>, adottata dall\u2019Assemblea Generale il 13 dicembre 2006, ratificata dall\u2019Italia con L. 3 marzo 2009, n. 18.<br><sup>13<\/sup><em>European<\/em> <em>Accessibility Act<\/em>, Direttiva (UE) 2019\/882 del Parlamento europeo e del Consiglio del 17 aprile 2019 relativa ai requisiti di accessibilit\u00e0 dei prodotti e dei servizi.<br><sup>14<\/sup>La disprassia, parte delle neurodivergenze, \u00e8 \u201cun disturbo del neurosviluppo che compromette la pianificazione e l\u2019esecuzione dei movimenti volontari coordinati, manifestandosi con goffaggine, lentezza e imprecisione\u201d. Fonte: ICD-9-CM Diagnosis Code 315.4 \u2014 Developmental coordination disorder, \u201dICD9Data.com\u201d, https:\/\/<a href=\"http:\/\/www.icd9data.com\/2015\/Volume1\/290-319\/300-316\/315\/315.4.htm\">www.icd9data.com\/2015\/Volume1\/290-319\/300-316\/315\/315.4.htm<\/a>.<br><sup>15<\/sup>Valtolina S., Fratus D. (2022), <em>Local Government Websites Accessibility: Evaluation and Finding from Italy<\/em>. Digit. Gov.: Res. Pract. 3, 3, Article 17 (July 2022), <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1145\/3528380\">https:\/\/doi.org\/10.1145\/3528380<\/a>.<br><sup>16<\/sup>IRCCS Ospedale San Raffaele (Settembre 2025), <em>Neurodivergenza<\/em>, News.<br><sup>17<\/sup>Cainelli S., <em>Adolescenti neurodivergenti a scuola: strategie per favorire la convivenza delle differenze<\/em>. GUID &amp; Educazione. (Dipartimento di Psicologia e Scienze Cognitive, Universit\u00e0 degli Studi di Trento).<br><sup>18 <\/sup><em>\u201cEro consapevole di quello che stavo facendo. \u2018Neuro\u2019 era un richiamo all\u2019ascesa delle neuroscienze. \u2018Diversit\u00e0\/divergenza\u2019 \u00e8 un termine politico, che ha avuto origine nel movimento per i diritti civili degli afroamericani. Anche \u2018Biodiversit\u00e0\u2019 \u00e8, in realt\u00e0, un termine politico. Come parola, \u2018neurodiversit\u00e0\u2019 descrive tutta l\u2019umanit\u00e0. Ma il movimento per la neurodiversit\u00e0 \u00e8 un movimento politico per le persone che rivendicano i propri diritti umani. (\u2026) Singer era perfettamente consapevole dell\u2019importanza potenziale di ci\u00f2 che stava cercando di descrivere; dando un nome a questo concetto, sperava di poter in qualche modo accelerarne la diffusione fino a renderlo qualcosa di inarrestabile. \u2018Pensai: abbiamo bisogno di un termine ombrello per un movimento\u2019. <\/em>Fonte: Harris J., <em>The mother of neurodiversity: how Judy Singer changed the world<\/em>, The Guardian, 5 luglio 2023, h<a href=\"http:\/\/www.theguardian.com\/world\/2023\/jul\/05\/the-mother-of-neurodiversity-\">ttps:\/\/www.theguardian.com\/world\/2023\/jul\/05\/the-mother-of-neurodiversity<\/a>how-judy-singer-changed-the-world.<br><sup>19<\/sup>Museo Torino, h<a href=\"http:\/\/www.museotorino.it\/view\/s\/eda5a4a4b3bc4488ac992cf9adb45a76\">ttps:\/\/www.museotorino.it\/view\/s\/eda5a4a4b3bc4488ac992cf9adb45a76<\/a>.<br><em><sup>20<\/sup>Ibidem<\/em><br><sup>21<\/sup>Legge 31 dicembre 1962, n. 1859, <em>Istituzione e ordinamento della scuola media statale<\/em>, Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 27 del 30 gennaio 1963.<br><sup>22<\/sup>Museo Torino, h<a href=\"http:\/\/www.museotorino.it\/view\/s\/eda5a4a4b3bc4488ac992cf9adb45a76\">ttps:\/\/www.museotorino.it\/view\/s\/eda5a4a4b3bc4488ac992cf9adb45a76<\/a>.<br><sup>23<\/sup><em>Dall\u2019esclusione all\u2019inclusione e integrazione degli alunni con disabilit\u00e0: per una ricognizione storica nella scuola italiana<\/em>, Orizzonte Scuola, orizzontescuola.it.<br><sup>24<\/sup>Schianchi M. (2012), <em>Storia della disabilit\u00e0. Dal castigo degli d\u00e8i alla crisi del welfare<\/em>. Carocci.<br><sup>25<\/sup>Legge 104\/1992 art. 12.<br><sup>26<\/sup>L\u2019inclusione scolastica \u00e8 il principio secondo cui ogni alunno, indipendentemente dalle proprie condizioni fisiche, sensoriali o cognitive, deve poter partecipare pienamente e attivamente alla vita scolastica, ricevendo pari opportunit\u00e0 di apprendimento e di sviluppo personale. Nel caso degli alunni con disabilit\u00e0, l\u2019inclusione non si limita alla semplice integrazione fisica nella classe, ma implica un adattamento dell\u2019ambiente, dei metodi didattici e delle relazioni per garantire la piena partecipazione e il successo formativo.Fonte: Agenzia per i diritti delle persone con disabilit\u00e0 (2025, 26 agosto), <em>Inclusione scolastica: norme, strumenti e recenti orientamenti giurisprudenziali<\/em>. A cura di Avv. Franco Lepore.<br><sup>27<\/sup>Legge 8 ottobre 2010, n. 170.<br><sup>28<\/sup>Dalle statistiche ufficiali non \u00e8 possibile dare una stima precisa di quanti alunni si tratta, in quanto, nella maggior parte degli studi, le diverse forme di disabilit\u00e0 sono raggruppate e trattate assieme, dai dati ISTAT del 2023-2024 \u00e8 ragionevole stimare il numero attorno ai 150.000.<br><sup>29<\/sup>Agenzia per i diritti delle persone con disabilit\u00e0 (2025, 26 agosto), <em>Inclusione scolastica: norme, strumenti e recenti orientamenti giurisprudenziali<\/em>. A cura di Avv. Franco Lepore.<br><sup>30<\/sup>ISTAT. (2025). L\u2019inclusione scolastica degli alunni con disabilit\u00e0 \u2013 Anno scolastico 2023-2024. Roma: ISTAT.<br><sup>31<\/sup>Redazione (2020, 14 settembre), <em>Roma, la testimonianza del pap\u00e0 di un bambino affetto da autismo: \u201cPer noi il primo giorno di scuola non \u00e8 mai una festa\u201d<\/em>, la Repubblica.<br><sup>32<\/sup><em>Ibidem<\/em><br><sup>33<\/sup><em>Ibidem<\/em><br><sup>34<\/sup>Zotti G. (2025), <em>Regional differences in Italian school efficiency: A conditional DEA approach<\/em>, J Prod Anal 64, 457\u2013491, <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1007\/s11123-025-00780-4\">https:\/\/doi.org\/10.1007\/s11123-025-00780-4<\/a>.<br><sup>35<\/sup>ISTAT (2025). L\u2019inclusione scolastica degli alunni con disabilit\u00e0 \u2013 Anno scolastico 2023-2024. Roma: ISTAT.<br><sup>36<\/sup>Faggiano I. (8 settembre 2023), <em>Scuole speciali: abolite da mezzo secolo, ma c\u2019\u00e8 chi le frequenta <\/em>Sanit\u00e0 Informazione. Intervista a Daniela Mazzone.<br><sup>37<\/sup>Tra cui: ISTAT (2025). L\u2019inclusione scolastica degli alunni con disabilit\u00e0 \u2013 Anno scolastico 2023-2024. Roma: ISTAT; Scattoni M. L. et al. (2023), <em>Autism spectrum disorder prevalence in Italy: a nationwide study promoted by the Ministry of Health, <\/em>Child and adolescent psychiatry and mental health, 17(1), 125, https:\/\/doi.org\/10.1186\/s13034-023-00673-0.<br><sup>38<\/sup>Given J., Paoletti O., Bromley R., et al. (2025). <em>The effect of different algorithms on prevalence of attention-deficit hyperactivity disorder and autism spectrum disorder in secondary healthcare data in five European countries: A contribution from the ConcePTION Project. <\/em>Journal of Autism and Developmental Disorders, <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1007\/s10803-025-06997-4\">https:\/\/doi.org\/10.1007\/s10803-025-06997-4<\/a><br><sup>39<\/sup>Percentuale stimata dal rapporto ISTAT 2024, tuttavia, la mancanza di statistiche specifiche sulle sole neurodivergenze rende difficile avere un quadro quantitativo chiaro e aggiornato su quale sia il numero effettivo di studenti neurodivergenti.<br><sup>40<\/sup>Per offrire un riferimento pi\u00f9 concreto, si tratta di una percentuale paragonabile alla quota di persone con capelli rossi in Italia.<br><sup>41<\/sup>Hehir T. et al. (2017), <em>A Summary of the Evidence on Inclusive Education<\/em>. Instituto Alana.<br><sup>42<\/sup>Fonti: De Anna, L. (2021). <em>L\u2019integrazione scolastica e sociale<\/em>. Edizioni Centro Studi Erickson, Trento, Volume 20, Numero 1, febbraio 2021, pp. 81-101. doi: 10.14605\/ISS2012104.<\/p>\n\n\n\n<p><em>L\u2019articolo \u00e8 scritto da un membro dell\u2019Associazione ADU (Ambasciatori dei Diritti Umani), contribuendo alla riflessione sul tema del Concorso \u201c<a href=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/studenti-e-studentesse-edizioni-passate\/concorso-ambasciatori-dei-diritti-umani\/\" data-type=\"page\" data-id=\"16224\">Ambasciatori dei Diritti Umani 2025\/2026<\/a>\u201d, dedicato al diritto al benessere mentale dei giovani e al ruolo della societ\u00e0.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con i testi di:Sabrina Maiella, Diritto alla salute mentaleElena Fiorelli, ADHD e autismo: un approccio neuroscientifico Negli ultimi anni, la maggiore attenzione verso la salute psicologica dei giovani si intreccia con la crescente consapevolezza sociale e comprensione scientifica delle cosiddette neurodivergenze, termine ombrello con cui si indicano varie \u201ccondizioni, come autismo1, ADHD, dislessia, DSA2 e &#8230; <a title=\"Neurodivergenze a scuola: verso una didattica inclusiva\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/approfondimenti-umanitaria\/neurodivergenze-a-scuola-verso-una-didattica-inclusiva\/\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Neurodivergenze a scuola: verso una didattica inclusiva\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":17066,"parent":16655,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_seopress_robots_primary_cat":"","_seopress_titles_title":"Neurodivergenze a scuola: verso una didattica inclusiva","_seopress_titles_desc":"Scopri come il diritto alla salute mentale e l'inclusione di autismo e ADHD promuovono pari opportunit\u00e0 per giovani e adulti in Italia.","_seopress_robots_index":"","inline_featured_image":false,"footnotes":""},"class_list":["post-17065","page","type-page","status-publish","has-post-thumbnail"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/17065","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17065"}],"version-history":[{"count":13,"href":"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/17065\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17101,"href":"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/17065\/revisions\/17101"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/16655"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-json\/wp\/v2\/media\/17066"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17065"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}