{"id":17524,"date":"2026-04-16T14:29:04","date_gmt":"2026-04-16T12:29:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/?page_id=17524"},"modified":"2026-04-22T09:50:52","modified_gmt":"2026-04-22T07:50:52","slug":"tra-disordine-globale-e-nuove-potenze-capire-il-mondo-che-cambia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/approfondimenti-umanitaria\/tra-disordine-globale-e-nuove-potenze-capire-il-mondo-che-cambia\/","title":{"rendered":"Tra disordine globale e nuove potenze: capire il mondo che cambia"},"content":{"rendered":"\n<p>In un\u2019epoca segnata da <strong>fratture geopolitiche<\/strong>, <strong>incertezze economiche<\/strong> e <strong>competizioni globali<\/strong> in rapida evoluzione, la ricerca di un nuovo ordine mondiale rappresenta una delle principali sfide contemporanee. \u00c8 stato questo il focus al centro dei primi incontri della \u201c<strong>Scuola di Formazione Politica 2026 \u2013 Conoscere per decidere<\/strong>\u201d, un\u2019iniziativa apartitica nata nel 2019 in risposta alla crescente distanza tra cittadini e istituzioni, con l\u2019obiettivo di rafforzare la cultura civica.<\/p>\n\n\n\n<p>La principale novit\u00e0 di quest\u2019anno riguarda la struttura del percorso formativo, articolato in due momenti distinti ma complementari: lezioni preparatorie il venerd\u00ec, pensate come strumenti introduttivi propedeutici al seminario del sabato mattina, aperto alla cittadinanza e gratuito. Questa nuova impostazione rafforza la vocazione della scuola come spazio di riflessione e formazione civica, rivolto in particolare ai giovani e a coloro che partecipano alla vita sociale, economica e politica del Paese, con il fine di offrire strumenti utili a interpretare i cambiamenti del mondo globale.<\/p>\n\n\n\n<p>Ad aprire il ciclo di incontri \u00e8 stato <strong>Luciano Violante<\/strong>, presidente dell\u2019Associazione Futuri Probabili e partner dell\u2019iniziativa, che ha offerto una riflessione sulla fase storica attuale. Violante ha illustrato il passaggio da un mondo in cui prevaleva il <strong>soft power<\/strong> \u2013 fondato su diplomazia, cooperazione e influenza culturale \u2013 a uno in cui emerge sempre pi\u00f9 l\u2019<strong>hard power<\/strong>, dove la forza militare, la coercizione e la competizione strategica tra Stati assumono un ruolo centrale. In questo scenario si affermano i cosiddetti \u201c<strong>poteri brutali<\/strong>\u201d, termine che sintetizza una trasformazione significativa nelle relazioni internazionali. Le logiche del confronto diretto e della pressione geopolitica tendono a sostituire gli strumenti di mediazione, rendendo il sistema globale pi\u00f9 instabile e difficile da prevedere.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:33.33%\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2026\/04\/disordine_globale_01-768x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-17528\" srcset=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2026\/04\/disordine_globale_01-768x1024.webp 768w, https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2026\/04\/disordine_globale_01-225x300.webp 225w, https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2026\/04\/disordine_globale_01.webp 960w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La sede centrale di Lehm<em>an Brothers a New York circa un anno prima della bancarotta del 15 settembre 2008. <br>Foto di David Shankbone<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:66.66%\">\n<p>A partire da queste considerazioni, lo storico <strong>Mattia Granata<\/strong> ha introdotto il concetto di \u201c<strong>cassetta degli attrezzi<\/strong>\u201d, intesa come un insieme di strumenti concettuali necessari per analizzare la realt\u00e0 contemporanea senza ricorrere a semplificazioni. Egli ha descritto l\u2019attuale fase come una condizione di \u201c<strong>disordine geopolitico<\/strong>\u201d, segnata dalla crisi dell\u2019assetto internazionale e dalla progressiva erosione delle categorie tradizionali di lettura. Siamo infatti passati da una struttura bipolare, fondata sull\u2019equilibrio tra blocco occidentale e sovietico durante la <strong>Guerra Fredda<\/strong>, a una fase unipolare successiva al crollo del <strong>Muro di Berlino<\/strong> (1989) e alla <strong>dissoluzione dell\u2019URSS<\/strong> (1991), con gli Stati Uniti come principale potenza. Tuttavia, questo assetto ha cominciato a incrinarsi con la <strong>crisi finanziaria del 2008<\/strong>, che ha prodotto effetti destabilizzanti non solo sul piano economico ma anche su quello politico e sociale, alimentando sfiducia nelle istituzioni e instabilit\u00e0 diffusa. La crisi ha accelerato il passaggio a uno scenario pi\u00f9 frammentato e instabile, favorendo la riemersione di nazionalismi, protezionismi e centralit\u00e0 della forza militare. Non sono pi\u00f9 problematiche isolate, ma intrecciate tra loro, e il caso dell\u2019<strong>Iran<\/strong> lo dimostra chiaramente: tensioni geopolitiche, sanzioni economiche e rischio militare si sovrappongono, rendendo difficile separare il piano politico da quello economico e strategico. Contemporaneamente emergono i limiti della governance internazionale, con istituzioni multilaterali poco incisive e un crescente ricorso a iniziative unilaterali e accordi fragili, che rendono pi\u00f9 difficile contenere l\u2019escalation e gestire stabilmente la crisi. In questo quadro anche la globalizzazione assume un significato diverso rispetto al passato: da fattore di integrazione economica si trasforma sempre pi\u00f9 in uno spazio di competizione strategica. Il caso dell\u2019Iran \u00e8 ancora una volta esemplare: le interdipendenze economiche, i flussi energetici e le reti commerciali sono utilizzati come leve di pressione geopolitica, esposte a sanzioni, blocchi e rapide modifiche delle alleanze internazionali.<\/p>\n\n\n\n<p>La globalizzazione viene infatti usata in modo mirato dai singoli Stati, che ne sfruttano gli aspetti economici e commerciali in maniera selettiva, utilizzandola come strumento per consolidare la propria influenza geopolitica. Questo approccio contribuisce ad aumentare l\u2019instabilit\u00e0 del sistema internazionale, rendendo le dinamiche globali pi\u00f9 difficili da prevedere e gestire.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>All\u2019interno di questo contesto si inserisce l\u2019intervento di <strong>Alessandro Aresu<\/strong>, consigliere scientifico di <strong>Limes<\/strong>, che ha approfondito il ruolo della Cina come protagonista mondiale in espansione. Negli ultimi decenni, la <strong>Repubblica Popolare Cinese<\/strong> \u00e8 passata da paese in via di sviluppo a potenza economica e tecnologica di primo piano, grazie a politiche industriali mirate e una crescente integrazione dei mercati globali. La sua capacit\u00e0 di attrarre investimenti, espandere l\u2019influenza commerciale e tecnologica e consolidare il proprio ruolo internazionale le ha permesso di emergere come una delle principali potenze globali.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:66.66%\">\n<p>Un elemento che distingue l\u2019ascesa della Cina \u00e8 il suo impegno nei settori della ricerca e dell\u2019innovazione tecnologica; ha compiuto significativi passi in avanti nello sviluppo di nuove tecnologie, come l\u2019<strong>intelligenza artificiale<\/strong> (IA), dove si \u00e8 assestata come nazione leader e trainante del settore. <strong>Jensen Huang<\/strong>, CEO di <strong>Nvidia<\/strong>, ha affermato che i ricercatori sull\u2019intelligenza artificiale sono per il 50% cinesi; un dato che riflette il crescente peso del gigante orientale nel campo della ricerca avanzata, un settore che sar\u00e0 determinante per la definizione del futuro tecnologico e geopolitico del mondo. Parallelamente, la Repubblica Popolare Cinese sta dominando anche il campo della formazione scientifica ed accademica. Ci informa Aresu che <strong>Manling Li<\/strong>, docente di intelligenza artificiale, ha recentemente dichiarato: \u201cgli studenti che fanno domanda al primo anno del mio dottorato sono per il 95% cinesi\u201d, un fenomeno che evidenzia non solo l\u2019enorme impegno della Cina nel campo dell\u2019educazione e della ricerca, ma anche la sua capacit\u00e0 di attrarre i migliori talenti del mondo, consolidando la sua posizione di leader dell\u2019innovazione tecnologica. <br>Oltre ai ricercatori, le <strong>universit\u00e0 cinesi<\/strong>, come la <em><strong>Zhejiang University<\/strong><\/em> e la <em><strong>Tsinghua University<\/strong><\/em>, stanno acquisendo un ruolo sempre pi\u00f9 importante nel panorama industriale globale, grazie alla stretta collaborazione tra settore pubblico, rappresentato dalle istituzioni accademiche e dagli enti di ricerca statali, e anche a quelle private. <\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:50%\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"827\" src=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2026\/04\/disordine_globale02-1024x827.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-17527\" srcset=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2026\/04\/disordine_globale02-1024x827.webp 1024w, https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2026\/04\/disordine_globale02-300x242.webp 300w, https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2026\/04\/disordine_globale02-768x620.webp 768w, https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2026\/04\/disordine_globale02-1536x1241.webp 1536w, https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2026\/04\/disordine_globale02.webp 1562w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>Questo modello di cooperazione favorisce la rapida generazione di brevetti e innovazioni, consentendo alla Cina di emergere come un attore principale nell\u2019ambito dell\u2019IA. Al contrario, negli Stati Uniti, sebbene aziende come <strong>Google<\/strong> e <strong>Microsoft<\/strong> dominino il settore dei brevetti, l\u2019intervento diretto delle universit\u00e0 e delle istituzioni pubbliche \u00e8 meno prominente, con un sistema che si concentra principalmente sugli investimenti privati e su un approccio pi\u00f9 orientato al mercato. In sintesi, mentre in Cina la sinergia tra pubblico e privato accelera i progressi tecnologici e quindi la produzione di brevetti, negli Stati Uniti le innovazioni sono in gran parte guidate da interessi commerciali e investimenti privati, con un ecosistema di ricerca meno integrato.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:33.33%\">\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"888\" src=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2026\/04\/disordine_globale03.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-17526\" srcset=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2026\/04\/disordine_globale03.webp 500w, https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2026\/04\/disordine_globale03-169x300.webp 169w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ping An Finance Center, 2\u00b0 costruzione pi\u00f9 alta della Cina e 5\u00b0 nel mondo.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:66.66%\">\n<p>L\u2019ascesa cinese si estende anche alla sfera istituzionale e finanziaria, sfidando le istituzioni finanziarie internazionali tradizionali, come la <strong>Banca Mondiale<\/strong> e il <strong>Fondo Monetario Internazionale<\/strong>, creando alternative come la <strong>Banca Asiatica per gli Investimenti in Infrastrutture<\/strong> (AIIB): con questa mossa, Pechino tenta non solo di determinare le regole del gioco economico, ma anche di plasmare quelle del commercio, della finanza, delle tecnologie emergenti, in un contesto globale sempre pi\u00f9 multipolare. Il suo modello, infatti, si distingue per la peculiarit\u00e0 di fondere economia e politica, in un sistema che Aresu definisce \u201c<strong>capitalismo politico<\/strong>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Un elemento chiave per comprendere la postura internazionale della Cina \u00e8 il riferimento al cosiddetto \u201c<strong>secolo dell\u2019umiliazione<\/strong>\u201d, periodo storico contrassegnato da ingerenze delle potenze coloniali occidentali; l\u2019attuale proiezione internazionale di Pechino deve essere letta proprio come una risposta a quel periodo di vergogna, e la visione che sta costruendo per il futuro \u00e8 quindi quella di un recupero della propria centralit\u00e0 globale, spinta dalla volont\u00e0 di riprendersi un ruolo di preminenza storica che le spetta, secondo la sua visione di storia millenaria del paese.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, anche il colosso orientale affronta sfide interne significative. Nonostante i successi economici, la personalizzazione del potere intorno alla figura di <strong>Xi Jinping<\/strong> potrebbe rappresentare una vulnerabilit\u00e0 nel lungo periodo. La concentrazione del potere nelle mani di un singolo leader potrebbe indebolire la stabilit\u00e0 politica del paese, creando un sistema pi\u00f9 suscettibile a crisi interne. Inoltre, la Cina sta affrontando una sfida demografica importante, con una popolazione che sta progressivamente invecchiando e una crescente disoccupazione giovanile, che potrebbe minacciare l\u2019equilibrio economico e sociale del paese. In risposta a questi problemi, il governo ha intrapreso una serie di riforme strutturali, mirando a trasformare l\u2019economia da un modello basato sulla produzione di massa ad uno incentrato sull\u2019innovazione e sulla tecnologia avanzata. Il rafforzamento della ricerca scientifica, l\u2019espansione delle infrastrutture tecnologiche e l\u2019autosufficienza in settori strategici sono divenuti obiettivi prioritari per sostenere la crescita nel lungo periodo.<\/p>\n\n\n\n<p>In conclusione, gli interventi dei relatori hanno offerto una chiave di lettura articolata delle trasformazioni in atto, mettendo in luce il passaggio da un ordine internazionale unipolare a un sistema pi\u00f9 complesso e frammentato. In questo contesto, la Cina emerge come attore protagonista, mentre diviene sempre pi\u00f9 necessario dotarsi di strumenti interpretativi adeguati per comprendere un mondo in rapida evoluzione. La scuola di formazione politica si conferma cos\u00ec come uno spazio di analisi e confronto sui temi cruciali della contemporaneit\u00e0.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><em>La scuola di formazione politica \u201cConoscere per decidere\u201d \u00e8 un\u2019iniziativa apartitica, che approfondisce temi particolarmente rilevanti della vita pubblica, ed \u00e8 promossa da Societ\u00e0 Umanitaria, Fondazione per la Sussidiariet\u00e0 e Associazione Futuri Probabili.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un\u2019epoca segnata da fratture geopolitiche, incertezze economiche e competizioni globali in rapida evoluzione, la ricerca di un nuovo ordine mondiale rappresenta una delle principali sfide contemporanee. \u00c8 stato questo il focus al centro dei primi incontri della \u201cScuola di Formazione Politica 2026 \u2013 Conoscere per decidere\u201d, un\u2019iniziativa apartitica nata nel 2019 in risposta alla &#8230; <a title=\"Tra disordine globale e nuove potenze: capire il mondo che cambia\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.umanitaria.it\/milano\/approfondimenti-umanitaria\/tra-disordine-globale-e-nuove-potenze-capire-il-mondo-che-cambia\/\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Tra disordine globale e nuove potenze: capire il mondo che cambia\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":17525,"parent":16655,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_seopress_robots_primary_cat":"","_seopress_titles_title":"","_seopress_titles_desc":"Viviamo in una fase di \u201cdisordine geopolitico\u201d, in cui le categorie tradizionali non bastano pi\u00f9 a leggere una realt\u00e0 segnata da crisi intrecciate e nuovi equilibri instabili. 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