L’emergenza sanitaria in corso non ferma le attività dei CSC della Società Umanitaria della Sardegna. Sulla constatazione che oggi, l’unico strumento possibile per promuovere e valorizzare la cultura cinematografica nell’isola sia la diffusione in streaming, si fonda la decisione di inaugurare una propria piattaforma per proseguire l’attività istituzionale che questo ente porta avanti da oltre 50 anni. È nata così onlinesardegna.umanitaria.it, piattaforma realizzata insieme a Festival Scope e Shift72, leader per i servizi di video streaming, che vanta collaborazioni con importanti Festival internazionali.

I film presenti saranno disponibili gratuitamente per un intervallo di tempo e per un numero di visualizzazioni variabili, sempre indicati nella rispettive schede descrittive. Per accedere alla sala virtuale sarà necessario registrarsi gratuitamente cliccando su “crea account” e inserendo nome utente, indirizzo email e password negli apposti spazi. Queste le prime iniziative ospitate:

Fiorenzo Serra Film Festival, in programma dal 24 al 28 novembre, quarta edizione della principale rassegna europea sul cinema etnografico organizzata dal Laboratorio di Antropologia visuale “Fiorenzo Serra” della Società Umanitaria, in collaborazione con il Dipartimento di Storia e Scienze dell’Uomo e della Formazione dell’Università di Sassari. Festival dedicato alla memoria del regista sassarese Fiorenzo Serra, che dalla scorsa edizione ha attivato anche una categoria speciale intitolata ad Antonio Simon Mossa, cineasta e amico fraterno di Fiorenzo Serra. Tema di quest’anno: “La dimensione culturale del cibo”. Oltre ai film, disponibili sulla piattaforma dell’Umanitaria Sarda, Giovanni Fancello, Paolo Zucca, Antonio Macciocco e Milad Tangshir condurranno una serie di Masterclass sui canali social del Festival. Il 28 novembre, dalle 17.30, la premiazione sarà in diretta sulle pagine facebook e youtube del concorso.

Dal 25 al 27 novembre i tre Centri della Società Umanitaria della Sardegna partecipano alle celebrazioni del 25 novembre, Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, con un ciclo di proiezioni su un’urgenza sociale che nei primi mesi del lockdown ha visto crescere esponenzialmente i casi di violenza intrafamiliare. I film, geobloccati in Italia, saranno disponibili gratuitamente per 24h ciascuno, dalla mezzanotte alla mezzanotte, in una sala virtuale di 300 posti. Il Centro di Alghero propone per la data del 25 novembre il film Santa Subito di Alessandro Piva [Italia, 2019, 60’]; il Centro di Carbonia, nella data del 26 novembre, in collaborazione con Arci-Ucca, presenta il documentario Sono innamorato di Pippa Bacca di Simone Mainetti [Italia 2019, 76']; il Centro di Cagliari, nella data del 27 novembre, per celebrare i 25 anni dall’uscita in sala, propone la visione di L’amore Molesto di Mario Martone [Italia, 1995, 104’]. Dal 25 novembre al 12 dicembre, il Centro di Alghero, all’interno della propria pagina del sito della Società Umanitaria, nella nuova sezione Rubriche, curerà il format "Storie violente tra cinema, musica e dintorni", serie di racconti neri che vedono protagonisti, tra vittime e carnefici, alcuni dei “mostri sacri” del mondo dello spettacolo.

Tra il 27 novembre e il 18 dicembre sarà online anche il Cicle Gaudí a l’Alguer online, versione in streaming della rassegna di cinema catalano contemporaneo, frutto della prestigiosa partnership internazionale tra Società Umanitaria di Alghero, Generalitat de Catalunya Delegaciò del Govern a Italia Ofici de l’Alguer e Plataforma per la Llengua, in collaborazione con l’Académia del Cinema Català, che organizza il Premio e Antaviana. Quattro film imperdibili, in lingua originale, inediti in Italia, sottotitolati in italiano per l’occasione, arricchiti da interventi di autori e interpreti.

Tutte le proiezioni in streaming, previa registrazione, sono assolutamente gratuite.
19 novembre | ore 20.30 | sulla piattaforma Matex (in Sardegna sul canale 272 del digitale terrestre)

SANTA GILLA, UN MONDO D'ACQUA un film di Giosi Moccia e Guido Costa (1982) 
Lo stagno di Santa Gilla di Cagliari è storicamente un bene ambientale di straordinaria importanza per l’ecosistema sardo, che ha una valenza non sono economica ma anche naturalistica. Il documentario SANTA GILLA, UN MONDO D'ACQUA di Giosi Moccia e Guido Costa, realizzato in pellicola in anni di profonda crisi per lo stagno, ne sottolinea l’importanza e ne evidenzia le potenzialità. Pescatori e specie animali ritagliano i proprio destino in uno specchio che va mantenuto vivo e nel segno di un equilibrio. Le contraddizioni delle scelte sbagliate del passato sono ancora visibili oggi, il documentario le denuncia e le iscrive in un percorso di recupero che l’assessorato regionale di allora aveva fatto suo. Il film riporta peraltro alla memoria vicende di cronaca che hanno avuto esiti drammatici: l’inquinamento incontrollato e l’epidemia di colera che hanno segnato gli anni Settanta nell’isola e in altre regioni italiane.

12 novembre | ore 20.30 | sulla piattaforma Matex (in Sardegna sul canale 272 del digitale terrestre)
Prosegue su Matex la rassegna Sardegna nello schermo a cura della Cineteca Sarda. Giovedì 12 Novembre 2020 a partire dalle 20.30 sarà trasmesso il film di Piero Livi “Pelle di bandito” (Italia, 1969, 100’).

Dopo aver girato alcuni cortometraggi, tra cui il pluripremiato "Marco del mare" e il mediometraggio "Una storia sarda", con Matteo Macciocco e Mavi Bardanzellu, Livi esordisce nel lungometraggio con il film "Pelle di bandito" (1969), ispirato alla storia di Graziano Mesina, con il quale partecipa alla XXX Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia nella sezione "Nuove tendenze del cinema italiano". Secondo molti, "Pelle di bandito", girato ancora con gli attori locali Macciocco e Bardanzellu, è il miglior film realizzato negli anni Sessanta sulle ragioni sociali e psicologiche del banditismo in Sardegna.

Contemporaneamente, Livi è promotore della "Mostra Internazionale del cinema d'amatore" di Olbia e della "Mostra Internazionale del cinema indipendente". Nel 1976, la casa di produzione Cine Tv Universal gli finanzia il sequel del suo primo film che s'intitola "Dove volano i corvi d'argento", con Corrado Pani, Jenny Tamburi, Flavio Bucci, Renzo Montagnani, Regina Bianchi e Giampiero Albertini.
Dopo quasi venticinque anni di inattività, nel 1999, Livi gira "Sos laribiancos - I dimenticati", dal romanzo di Francesco Masala "Quelli dalle labbra bianche", con Lucio Salis, Sandro Ghiani, Alessandro Partexano e una schiera di attori locali non protagonisti. Infine, nel 2005, a ottant'anni "Maria sì", con Anna Galiena e Jacques Perrin. Nel 2007 a cura di Marco Navone e Piero Mura è stato pubblicato su di lui il volume "Un regista indipendente", edito da Argonauti, sull'attività del regista. In quell'occasione Olbia tributò al regista una retrospettiva completa con una mostra antologica al teatro Michelucci.

5 novembre | ore 20.30 | sulla piattaforma Matex (in Sardegna sul canale 272 del digitale terrestre)

 
Su Matex un nuovo appuntamento con la rassegna SARDEGNA NELLO SCHERMO a cura della CINETECA SARDA!

A partire dalle 20.30 saranno trasmessi 3 cortometraggi di Ugo Fasano, regista napoletano che negli anni ’50 ha prodotto una quantità considerevole di cortometraggi, dedicati alla Sardegna, che stava conoscendo in quegli anni evidenti trasformazioni su diversi piani: economico, sociale e culturale.

Lo testimoniano gli stessi titoli icastici dei film: “Sardegna: la terra” (1953), “Sardegna: il lavoro” (1954), “Sardegna: l’uomo” (1955). In una successione che vede la terra come substrato su cui costruire attraverso il lavoro la nuova immagine dell’uomo moderno, la sequenza offre un ritratto vivo, positivo e progressivo del progetto autonomistico, caratterizzato dall’idea che progredire - per una comunità - significa progettare e costruire infrastrutture che consentano alle persone lo sviluppo delle loro capacità e la loro realizzazione. Le voci chiave di questa trilogia sono elettricità e tecnologie, scuola e formazione, arti e tradizioni culturali, lavoro e impegno, senza ignorare che – sottolinea Gianni Olla – “le trasformazioni della Sardegna non devono travolgere la sua identità”.

5° appuntamento con SARDEGNA NELLO SCHERMO sulla piattaforma Matex (e sul canale 272 del digitale terrestre per la Sardegna), a cura della CINETECA SARDA: giovedì 29 ottobre 2020 alle ore 20.30 sarà trasmesso il film "Cainà" di Gennaro Righelli (1922).

Il film - restaurato nei primi anni ‘90 dalla Cineteca Sarda in collaborazione con la Cineteca del Friuli - ci restituisce il ritratto di una donna, Cainà (interpretata da una grande attrice del cinema muto italiano, Maria Jacobini), che sente un irresistibile bisogno di libertà e interpreta con questo desiderio la necessità di comunicare e di uscire dall’isolamento della Sardegna, di sottrarsi all’immagine stereotipata dominante, nella consapevolezza dei costi culturali che si pagano sulla strada della modernità.

Scrive Gianni Olla: «In Cainà l’autoreferenzialità non impedisce di riconoscere aspetti importanti della Sardegna: il paesaggio, i costumi, l’attenzione ai materiali con i quali sono costruite le case, gli interni arredati con scrupolo quasi etnografico, ma soprattutto i volti, le cavalcate, il camminare della gente che torna dal lavoro, i quadri familiari, gli indugi descrittivi che mostrano gli animali della casa, i dettagli dei passi dei ballerini, l’“attittidu” (il lamento funebre) nel prefinale.»

Quarto appuntamento con “Sardegna nello Schermo” sulla piattaforma online Matex, (in Sardegna visibile anche sul canale 272 del digitale terrestre), a cura della CINETECA SARDA: giovedì 22 ottobre alle ore 20.30 sarà trasmesso il film di Enrico Costa “Isole sorelle” (1932).

Enrico Costa, figlio del grande fotografo Guido e nipote dello scrittore sassarese omonimo, ha realizzato negli anni ‘50 e ‘60 diversi documentari per la Regione Sardegna, al fine di documentare le trasformazioni socioeconomiche che stavano caratterizzando l’isola in quegli anni. Inizialmente pensato come un documentario in due parti sulla Sardegna e la Corsica, il film si presenta come un ritratto affascinante dell’isola che esplora la cultura e le tradizioni, il paesaggio e le attività artigianali.

Venerdì 23 ottobre alle 17.30 sarà presentato il film “ASARP. Trentacinque anni di instancabile impegno per la salute mentale” di Roberto Pili.
Introdurrà il film Gisella Trincas, presidente dell’Asarp. Interverrà il regista Roberto Pili e Alessia Etzi del Circolo letterario Joyce Lussu.

L’Associazione Sarda per l’Attuazione della Riforma Psichiatrica (A.S.A.R.P.) si è costituita a Cagliari nel 1986 con lo scopo di promuovere la piena attuazione della Legge di Riforma Psichiatrica n°180/78 e di Riforma Sanitaria n°833/78 con la chiusura degli Ospedali Psichiatrici e la creazione dei servizi territoriali previsti dalle leggi di riforma. Nello stesso anno, l’ASARP insieme ad altre 7 organizzazioni impegnate sugli stessi obiettivi in diverse regioni d’Italia, costituisce il Coordinamento Nazionale Salute Mentale. Questo è stato il primo movimento di familiari a schierarsi apertamente e con coraggio in difesa della riforma, al fianco di tanti operatori della salute mentale impegnati nelle prime sperimentazioni territoriali.

Dato il numero limitato di posti – dovuto alle regole di distanziamento anti Covid – per partecipare all’incontro è necessario prenotare al numero 338/1597287.

Quinto appuntamento con la rassegna “Elles tournent. Donne con la macchina da presa”, dedicata alla (ri)scoperta dei film delle pioniere e alla formazione cinematografica, in compagnia di esperte di storia del cinema e di importanti autrici contemporanee.

Venerdì 16 ottobre a partire dalle 18.30 presso il Cineteatro Nanni Loy avremo il piacere di dialogare con Pia Brancadori (Circola nel cinema Alice Guy) sulla figura della regista statunitense Lois Weber. Di seguito saranno proiettati i film “Suspense” (1913, 10’), “Idle Wives” (1916, 23’), “Sunshine Molly” (1915, 31’), “Shoes” (1916, 52’), “Where are my children?” (1916, 65’).

L'ingresso è gratuito e libero sino ad esaurimento dei posti a sedere, secondo le norme di distanziamento anti-Covid19. Si raccomanda di portare con sé la mascherina, che dovrà essere indossata per entrare/uscire dalla sala e ogniqualvolta ci si sposterà al suo interno.

Terzo appuntamento con la rassegna "Elle tournent. Donne con la macchina da presa"


• Lunedì 5 ottobre 2020 ore 18.30 presso la sala del Cineteatro Nanni Loy, in via Trentino 21

ELVIRA E LE ALTRE

incontro con Micaela Veronesi, autrice di saggi su Elvira Giallanella, e Elisabetta Randaccio, critica cinematografica
a seguire proiezione dei film Umanità di Elvira Giallanella, The Curse of Quon Gwon di Marion E. Wong, The Red Kimona di Dorothy Davenport Reid.

L'ingresso è gratuito e libero sino ad esaurimento dei posti a sedere (opportunamente distanziati). È obbligatorio l'uso della mascherina per accedere alla sala e spostarsi al suo interno.


ELLES TOURNENT 
Donne con la macchina da presa

La Cineteca Sarda della Società Umanitaria, in collaborazione con la Circola nel cinema Alice Guy, la Cineteca Nazionale e con il sostegno della Fondazione Sardegna Film Commission e con il coinvolgimento del network di “Women in Film and Audiovisual in Sardegna”, propone un viaggio alle origini del cinema, quando le donne non avevano ancora il diritto di voto ma avevano un ruolo di primo piano dietro la macchina da presa: dalla regia alla recitazione, dalla sceneggiatura al montaggio, la loro presenza fu significativa fino all’avvento del sonoro, quando per lungo tempo furono relegate in posizioni subalterne.

L’obiettivo dell’iniziativa è quello di colmare i vuoti di memoria nella storia del cinema proponendo al pubblico le opere di Alice GuyLois WeberElvira NotariMarion WangElvira GiallanellaDorothy Davenport Reid. Un salto nel passato con lo sguardo rivolto anche al presente, alla scoperta di autrici che si sono recentemente affermate nel campo della regia, della sceneggiatura e dell’animazione in stop motion. Accanto alla rassegna cinematografica e agli approfondimenti tematici con studiose e docenti universitarie, il progetto prevede infatti 2 masterclass tenute da Federica Pontremoli e Michela Anedda.

Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito e sono rivolti a chiunque sia interessata/o ad approfondire la conoscenza di queste autrici e/o a orientarsi professionalmente nel mondo del cinema.

PROGRAMMA:

• 2 ottobre ore 20.30 @Cineteatro Nanni Loy, via Trentino 21 - Cagliari
ELVIRA NOTARI
  • incontro con Lucia Di Girolamo (Università degli Studi di Catania)
  • a seguire proiezione del film "Fantasia 'e surdato" (1927, 28') con musica dal vivo composta ed eseguita dalla pianista Rossella Spinosa
 
• 3 ottobre 2020 ore 10 @ Cineteca Sarda, viale Trieste 126, Cagliari
MASTERCLASS DI SCENEGGIATURA
con la sceneggiatrice Federica Pontremoli (Il caimano, Giorni e nuvole, Habemus Papam, Magnifica presenza, Ho ucciso Napoleone)

• 5 ottobre 2020 ore 18.30 @Cineteatro Nanni Loy, via Trentino 21 - Cagliari
ELVIRA E LE ALTRE
  • incontro con Micaela Veronesi, autrice di saggi su Elvira Giallanella, e Elisabetta Randaccio, critica cinematografica
  • a seguire proiezione dei film Umanità di Elvira Giallanella, The Course of Quon Gwon di Marion Wong,
The Red Kimona di Dorothy Davenport Reid

• 16 ottobre 2020 ore 18.30 @Cineteatro Nanni Loy, via Trentino 21 - Cagliari
LOIS WEBER
  • incontro con Pia Brancadori (Circola nel cinema Alice Guy)
  • a seguire proiezione dei film Suspense, Idle Wives, Sunshine Molly, Shoes, Where Are My Children?

• 17 ottobre 2020 ore 10 @ Cineteca Sarda, viale Trieste 126, Cagliari
MASTERCLASS DI CINEMA DANIMAZIONE
con la regista Michela Anedda (Cogas, L’uomo con la lanterna, Raixe)


L'ingresso è gratuito e libero sino ad esaurimento dei posti a sedere (opportunamente distanziati). È obbligatorio l'uso della mascherina per accedere alla sala e spostarsi al suo interno.

Per iscrizioni masterclass: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

Sabato 3 ottobre alle ore 10 nella sala della Cineteca Sarda della Società Umanitaria si terrà la prima delle masterclass previste all'interno del programma di ELLES TOURNENT. DONNE CON LA MACCHINA DA PRESA, con la sceneggiatrice Federica Pontremoli (Il caimano, Giorni e nuvole, Habemus Papam, Magnifica presenza, Ho ucciso Napoleone).

La partecipazione alla masterclass è libera e gratuita previa iscrizione via email all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Si raccomanda di portare con sé la mascherina, che dovrà essere indossata per entrare/uscire dalla sala e ogniqualvolta ci si sposterà al suo interno. All’interno della sala verrà garantito il distanziamento secondo le norme vigenti.


ELLES TOURNENT 
Donne con la macchina da presa

La Cineteca Sarda della Società Umanitaria, in collaborazione con la Circola nel cinema Alice Guy, la Cineteca Nazionale e con il sostegno della Fondazione Sardegna Film Commission e con il coinvolgimento del network di “Women in Film and Audiovisual in Sardegna”, propone un viaggio alle origini del cinema, quando le donne non avevano ancora il diritto di voto ma avevano un ruolo di primo piano dietro la macchina da presa: dalla regia alla recitazione, dalla sceneggiatura al montaggio, la loro presenza fu significativa fino all’avvento del sonoro, quando per lungo tempo furono relegate in posizioni subalterne.

L’obiettivo dell’iniziativa è quello di colmare i vuoti di memoria nella storia del cinema proponendo al pubblico le opere di Alice GuyLois WeberElvira NotariMarion WangElvira GiallanellaDorothy Davenport Reid. Un salto nel passato con lo sguardo rivolto anche al presente, alla scoperta di autrici che si sono recentemente affermate nel campo della regia, della sceneggiatura e dell’animazione in stop motion. Accanto alla rassegna cinematografica e agli approfondimenti tematici con studiose e docenti universitarie, il progetto prevede infatti 2 masterclass tenute da Federica Pontremoli e Michela Anedda.

Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito e sono rivolti a chiunque sia interessata/o ad approfondire la conoscenza di queste autrici e/o a orientarsi professionalmente nel mondo del cinema.

PROGRAMMA:

• 2 ottobre ore 20.30 @Cineteatro Nanni Loy, via Trentino 21 - Cagliari
ELVIRA NOTARI

  • incontro con Lucia Di Girolamo (Università degli Studi di Catania)
  • a seguire proiezione del film "Fantasia 'e surdato" (1927, 28') con musica dal vivo composta ed eseguita dalla pianista Rossella Spinosa
 
• 3 ottobre 2020 ore 10 @ Cineteca Sarda, viale Trieste 126, Cagliari
MASTERCLASS DI SCENEGGIATURA
con la sceneggiatrice Federica Pontremoli (Il caimano, Giorni e nuvole, Habemus Papam, Magnifica presenza, Ho ucciso Napoleone)

• 5 ottobre 2020 ore 18.30 @Cineteatro Nanni Loy, via Trentino 21 - Cagliari
ELVIRA E LE ALTRE
  • incontro con Micaela Veronesi, autrice di saggi su Elvira Giallanella, e Elisabetta Randaccio, critica cinematografica
  • a seguire proiezione dei film Umanità di Elvira Giallanella, The Course of Quon Gwon di Marion Wong,
The Red Kimona di Dorothy Davenport Reid

• 16 ottobre 2020 ore 18.30 @Cineteatro Nanni Loy, via Trentino 21 - Cagliari
LOIS WEBER
  • incontro con Pia Brancadori (Circola nel cinema Alice Guy)
  • a seguire proiezione dei film Suspense, Idle Wives, Sunshine Molly, Shoes, Where Are My Children?

• 17 ottobre 2020 ore 10 @ Cineteca Sarda, viale Trieste 126, Cagliari
MASTERCLASS DI CINEMA DANIMAZIONE
con la regista Michela Anedda (Cogas, L’uomo con la lanterna, Raixe)


L'ingresso è gratuito e libero sino ad esaurimento dei posti a sedere (opportunamente distanziati). È obbligatorio l'uso della mascherina per accedere alla sala e spostarsi al suo interno.

Per iscrizioni masterclass: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
ELLES TOURNENT  
Donne con la macchina da presa 

La Cineteca Sarda della Società Umanitaria, in collaborazione con la Circola nel cinema Alice Guy, la Cineteca Nazionale e con il sostegno della Fondazione Sardegna Film Commission e con il coinvolgimento del network di “Women in Film and Audiovisual in Sardegna”, propone un viaggio alle origini del cinema, quando le donne non avevano ancora il diritto di voto ma avevano un ruolo di primo piano dietro la macchina da presa: dalla regia alla recitazione, dalla sceneggiatura al montaggio, la loro presenza fu significativa fino all’avvento del sonoro, quando per lungo tempo furono relegate in posizioni subalterne.

L’obiettivo dell’iniziativa è quello di colmare i vuoti di memoria nella storia del cinema proponendo al pubblico le opere di Alice Guy, Lois Weber, Elvira Notari, Marion Wang, Elvira Giallanella, Dorothy Davenport Reid. Un salto nel passato con lo sguardo rivolto anche al presente, alla scoperta di autrici che si sono recentemente affermate nel campo della regia, della sceneggiatura e dell’animazione in stop motion. Accanto alla rassegna cinematografica e agli approfondimenti tematici con studiose e docenti universitarie, il progetto prevede infatti 2 masterclass tenute da Federica Pontremoli e Michela Anedda.

Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito e sono rivolti a chiunque sia interessata/o ad approfondire la conoscenza di queste autrici e/o a orientarsi professionalmente nel mondo del cinema.

PROGRAMMA:

• 2 ottobre ore 20.30 @Cineteatro Nanni Loy, via Trentino 21 - Cagliari
ELVIRA NOTARI
  • incontro con Lucia Di Girolamo (Università degli Studi di Catania)
  • a seguire proiezione del film "Fantasia 'e surdato" (1927, 28') con musica dal vivo composta ed eseguita dalla pianista Rossella Spinosa

 
• 3 ottobre 2020 ore 10 @ Cineteca Sarda, viale Trieste 126, Cagliari
MASTERCLASS DI SCENEGGIATURA
con la sceneggiatrice Federica Pontremoli (Il caimano, Giorni e nuvole, Habemus Papam, Magnifica presenza, Ho ucciso Napoleone)

• 5 ottobre 2020 ore 18.30 @Cineteatro Nanni Loy, via Trentino 21 - Cagliari
ELVIRA E LE ALTRE

  • incontro con Micaela Veronesi, autrice di saggi su Elvira Giallanella, e Elisabetta Randaccio, critica cinematografica
  • a seguire proiezione dei film Umanità di Elvira Giallanella, The Course of Quon Gwon di Marion Wong,

The Red Kimona di Dorothy Davenport Reid


• 16 ottobre 2020 ore 18.30 @Cineteatro Nanni Loy, via Trentino 21 - Cagliari
LOIS WEBER

  • incontro con Pia Brancadori (Circola nel cinema Alice Guy)
  • a seguire proiezione dei film Suspense, Idle Wives, Sunshine Molly, Shoes, Where Are My Children?


• 17 ottobre 2020 ore 10 @ Cineteca Sarda, viale Trieste 126, Cagliari
MASTERCLASS DI CINEMA DANIMAZIONE
con la regista Michela Anedda (Cogas, L’uomo con la lanterna, Raixe)


L'ingresso è gratuito e libero sino ad esaurimento dei posti a sedere (opportunamente distanziati). È obbligatorio l'uso della mascherina per accedere alla sala e spostarsi al suo interno.

Per iscrizioni masterclass: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


 

 

 

Per informazioni:

| www.lacinetecasarda.it | FB: cineteca.umanitaria | TW: @cinetecasarda | IG: cinetecasarda |

Ultimo appuntamento con la rassegna “Il cinema delle coppie”!

Alle 21 di giovedì 30 luglio nella suggestiva cornice del Parco di Monte Claro sarà proiettato “Il giorno più corto” di Sergio Corbucci.

Per il film – che è la parodia de “Il giorno più lungo”, uscito l'anno precedente e dedicato allo sbarco in Normandia - furono scritturati 88 attori tra piccole e piccolissime parti, una piccola folla di interpreti italiani e internazionali tra i quali spicca più di una rinomata coppia cinematografica: da Franco Franchi e Ciccio Ingrassia a Raimondo Vianello e Sandra Mondaini, da Totò e Peppino De Filippo a Renato Salvatori e Maurizio Arena.

L’ingresso è libero (fino a esaurimento posti) e gratuito.



Regia: Sergio Corbucci
Attori: Franco Franchi - Franco Lo Grugno, Ciccio Ingrassia - Francesco Coppola, Virna Lisi - Naja, Nino Taranto - Zio Turi, Gino Cervi - Colonnello Daini, Franco Giacobini - Sergente maggiore, Walter Chiari - Avvocato difensore, Carlo Pisacane - Zio Michele, Ugo Tognazzi - Pecoraio, Peppino De Filippo - Zio Peppino, Eduardo De Filippo - Un mafioso, Jean-Paul Belmondo - Erede siciliano, Franca Bettoja - Erede siciliana, Lorella De Luca - Erede siciliana, Aldo Giuffré - Erede siciliano, Ivo Garrani - Erede siciliano, Renata Mauro - Erede siciliana, Sandra Mondaini - Erede siciliana, Enrico Viarisio - Erede siciliano, Franco Volpi - Erede siciliano, Lia Zoppelli - Erede siciliana, Gino Buzzanca - Guardia del corpo mafiosa, Giacomo Furia - Guardia del corpo mafiosa, Nino Terzo - Guardia del corpo mafiosa, Antonella Lualdi - Venditrice di fiori, Nino Castelnuovo - Corteggiatore della fioraia, Dino Mele - Dino, Rina Morelli - Madre di Dino, Paolo Stoppa - Padre di Dino, Fiorenzo Fiorentini - Marito balbuziente, Yvonne Sanson - Moglie del balbuziente, Ettore Manni - Ettore, Totò - Cappellano, Stewart Granger - Avvocato, Dany Paris - Persona in attesa alla stazione, Franca Valeri - Persona in attesa alla stazione, Nora Ricci - Persona in attesa alla stazione, Gianni Garko - Persona in attesa alla stazione, Vittorio Caprioli - Persona in attesa alla stazione, Aldo Fabrizi - Facchino alla stazione, Gabriele Ferzetti - Tenente in trincea, Massimo Serato - Ufficiale, Renato Salvatori - Soldato, Paolo Panelli - Soldato imbroglione, Paolo Ferrari - Soldato imbroglione, Maurizio Arena - Soldato nascosto nel pagliaio, Gérard Herter - Colonnello comandante, Roberto Risso - Soldato austriaco, Massimo Girotti - Capitano alla finestra, Fred Williams - Attendente di Von Gassman, Luigi Pavese - Giudice della Corte Marziale, Gordon Scott - Soldato, Tiberio Murgia - Soldato, Emilio Pericoli - Soldato, Romolo Valli - Ufficiale a teatro, Luciano Salce - Tedesco superstite, Annie Girardot - Crocerossina, Piero Lulli - Ufficiale a teatro, Franco Fabrizi - Ferito con la borsa del ghiaccio, Aldo Bufi Landi - Soldato nascosto nel pagliaio, Raimondo Vianello - Generale Von Gassman, Giacomo Rossi Stuart - Soldato austriaco, Claudio Gora - Capitano di guardia, Memmo Carotenuto - Sergente bonaccione, Francesco Mulè - Soldato ferito, Folco Lulli - Ufficiale a teatro, Teddy Reno - Soldato di Trieste, Stelvio Rosi - Soldato austriaco, Jacques Sernas - Tenente Fiorelli, Mario Girotti (Terence Hill) - Soldato austriaco, Walter Pidgeon - Hemingway, Joe Sentieri - Soldato, Gabriele Tinti - Bersagliere, Franco Citti - Fante romano, Amedeo Nazzari - Soldato strabico col pallottoliere, Erminio Macario - Soldato torinese, Ángel Aranda - Ufficiale, Mac Ronay - Prestigiatore, Alberto Lupo - Ufficiale, Giuliano Gemma - Soldato, Philippe Leroy - Soldato, Lilla Brignone - Capo crocerossina, Sergio Fantoni - Aiutante del colonnello, Anouk Aimée - Crocerossina, Ilaria Occhini - Crocerossina, Rossella Como - Infermiera, Aroldo Tieri - Soldato pseudo-interprete, Tomas Milian
Soggetto: Sandro Continenza
Sceneggiatura: Giovanni Grimaldi, Bruno Corbucci, Giorgio Arlorio
Fotografia: Enzo Barboni, Stelvio Massi - (operatore)
Musiche: Piero Piccioni - Le canzoni: "Trieste mia" e "Lili Kangy" sono di Gambardella e Capurro, "Ta-pum" di E.A. Mario
Montaggio: Ruggero Mastroianni
Scenografia: Carlo Simi
Durata: 91'
Colore: B/N
Specifiche tecniche: 35 MM, VISTAVISION
Produzione: GOFFREDO LOMBARDO PER TITANUS, CINECOMPAR
Distribuzione: TITANUS

Martedì 28 luglio alle ore 21 una nuova strepitosa coppia cinematografica accompagnerà il settimo appuntamento della rassegna "Il cinema delle coppie" al Parco di Monte Claro: Woody Allen e Diane Keaton in “Manhattan” (USA, 1979).

L’ingresso è libero (fino a esaurimento posti) e gratuito.

Trama: Isaac Davis, 42 anni, autore di testi televisivi, vive con la liceale 17enne Tracy, che è affascinata dalla sua cultura. Isaac, che ha divorziato dalla prima moglie ed è stato lasciato dalla seconda, ha paura che il legame con la studentessa lo renda ridicolo e la spinge ad andare a Londra anche perché vuole frequentare Mary, una ragazza che ha conosciuto tramite il suo amico Yale. Quando Tracy si deciderà finalmente a partire, però, Isaac cercherà, invece, di trattenerla.

Critica: "Scampoli di situazioni, storie narrate per frasi brevi, intelligenza in pillole dispensata ai personaggi prediletti, sul fondale di una New York a cui Woody Allen, tramite le musiche di Gershwin, dispiega un persistente canto d'amore. 'Manhattan' cela il trepido cinismo di un autore che qualche volta si abbiglia da filosofo, qualche altra da sociologo, ma alla fine tiene a farsi passare per un fallimentare 'playboy' (...). Girato in uno splendente bianco e nero dal grande operatore Gordon Willis, 'Manhattan' è costruito su misura per i testi e le battute di Woody Allen, i personaggi sono pretesti simpatici che l'autore schizza perché li dà già per conosciuti, e su cui scarica delle considerazioni di una comicità sottile, che entra nella pelle, sollecitando un inconsueto godimento intellettuale. Dimenticata, sembra, l'incursione nel drammatico di 'Interiors', Woody ha ormai eletto se stesso a centro dei suoi film, si adula e si liscia salvo riservarsi anche la mortificante stoccata finale." (Alfio Cantelli, 'Il Giornale')

"Nello splendore della 'Rhapsody in Blue' di Gershwin e della fotografia in bianco e nero di Gordon Willis (omaggio alla Hollywood classica che informa moltissimo l'opera di Allen), 'Manhattan' torna in sala grazie a un restauro di Park Circus, supervisionato dallo stesso regista (da sempre restio a tornare sui suoi film), in un momento in cui, anche agli occhi del mondo esterno, l'identificazione tra Manhattan e New York non esiste praticamente più - superata dalla colonizzazione (e successiva entrata nell'immaginario) di altri quartieri di Brooklyn o Queens - Williamsburg, Red Hook, Bushwick, Astoria.... Il che aggiunge alla visione di Manhattan, nel 2017, una grandiosità malinconica." (Giulia D'Agnolo Vallan, 'Il Manifesto', 11 maggio 2017)

[cinematografo.it]

Claudia Cardinale e Marcello Mastroianni sono la coppia cinematografica che accompagnerà la serata di giovedì 23 luglio al Parco di Monte Claro per la rassegna “Il cinema delle coppie”, nel film “Il bell’Antonio” di Mauro Bolognini (1960).

La rassegna, organizzata dal Centro Servizi Culturali della Società Umanitaria – Cineteca Sarda di Cagliari, grazie alla collaborazione del servizio della Biblioteca della Città Metropolitana “Emilio Lussu”, ha come filo conduttore il confronto tra i percorsi cinematografici e le carriere di celebri personaggi della storia del cinema, attraverso i loro film più memorabili, rigorosamente in bianco e nero.



Regia: Mauro Bolognini
Attori: Marcello Mastroianni, Claudia Cardinale, Pierre Brasseur, Tomas Milian
Soggetto: Vitaliano Brancati
Sceneggiatura: Pier Paolo Pasolini, Gino Visentini, Mauro Bolognini
Fotografia: Armando Nannuzzi
Musiche: Piero Piccioni
Montaggio: Nino Baragli
Scenografia: Carlo Egidi
Costumi: Piero Tosi
Durata: 105'
Colore: B/N
Produzione: CINO DEL DUCA, ALFREDO BINI PER ARCO FILM, LYRE CINEMATOGRAPHIQUE
Distribuzione: CINO DEL DUCA ALFREDO BINI PER ARCO FILM - CD VIDEOSUONO - L'UNITA VIDEO - DVD: MEDUSA HOME VIDEO

Trama: Antonio Magnano, giovane di bella presenza, cui vengono attribuite numerose avventure sentimentali, dopo parecchi anni di permanenza a Roma ritorna alla nativa Catania, dove il padre Alfio gli ha trovato una sposa, Barbara Puglisi. Uniformandosi al volere paterno, Antonio sposa Barbara; ma trascorso un anno, il padre di Barbara dà ad Alfio la notizia che il matrimonio verrà sciolto per le condizioni fisiche del marito. Così avviene, e mentre Barbara sposa il duca di Bronte, uomo anziano, ma ricco; Alfio "per riscattare l'onore della famiglia" riprende a frequentare una casa di appuntamenti e poco dopo muore. La vedova ben presto si consola; la giovane servetta di casa sta per diventare madre e la paternità del nascituro viene attribuita ad Antonio.

[cinematografo.it]

Quinto appuntamento con la rassegna “Pagine di cinema in bianco e nero” nella suggestiva cornice del Parco di Monte Claro a Cagliari!

Martedì 21 luglio alle ore 21 sarà proiettato il film “Il vedovo” di Dino Risi (1959) con Franca Valeri e Alberto Sordi. La rassegna, organizzata dal Centro Servizi Culturali della Società Umanitaria – Cineteca Sarda di Cagliari, grazie alla collaborazione del servizio della Biblioteca della Città Metropolitana “Emilio Lussu”, ha come filo conduttore il confronto tra i percorsi cinematografici e le carriere di celebri personaggi della storia del cinema, attraverso i loro film più memorabili, rigorosamente in bianco e nero. L’ingresso è libero (fino a esaurimento posti) e gratuito.


Regia: Dino Risi
Attori: Alberto Sordi
- Commendator Alberto Nardi, Franca Valeri
- Elvira Almiraghi, sua moglie, Livio Lorenzon
- Ragionier Stucchi, Nando Bruno
- Armando, zio di Alberto, Ruggero Marchi
- Commendator Carlo Fenoglio, Eleonora Ruffo
Soggetto: Rodolfo Sonego, Fabio Carpi, Dino Risi
Sceneggiatura: Rodolfo Sonego, Fabio Carpi, Dino Risi, Sandro Continenza, Dino Verde
Fotografia: Luciano Trasatti
Musiche: Armando Trovajoli
Montaggio: Alberto Gallitti
Durata: 100'
Colore: B/N
Produzione: EDGARDO CORTESE E ELIO SCARDAMAGLIA PER PANEUROPA CINEMATOGRAFICA
Distribuzione: CINO DEL DUCA - CD VIDEOSUONO, BMG VIDEO

Trama: Il commendator Alberto Nardi è un uomo giovane, pieno d'iniziativa, che ha la passione dei grandi affari industriali, ma non ha la capacità necessaria a condurli con successo. Per effetto della sua pericolosa mania, Alberto si trova spesso in gravi difficoltà ed è costretto a ricorrere all'aiuto di sua moglie Elvira, donna ricchissima e saggia amministratrice della propria sostanza. Ma un brutto giorno Elvira, stanca di sborsare milioni per le follie del marito, gli nega ogni aiuto. Per Alberto, che oltre a quella degli affari, ha anche altre costose passioni e fa una vita poco morale, la situazione minaccia di divenire tragica. I creditori lo assillano, è sul punto di dover chiudere la propria fabbrica, e mentre cerca di racimolare qualche soldo, va pensando tra sé che se sua moglie morisse ed egli ne ereditasse il patrimonio, ogni difficoltà sarebbe superata. Quando gli giunge la notizia che il treno nel quale viaggia sua moglie è precipitato in un lago, Alberto crede che il destino l'abbia favorito. Mentre ostenta un acerbo dolore, decide di vendere le proprietà della moglie. Ma Elvira non è morta, ha viaggiato in automobile e rientra in tempo per assistere alla messa in scena delle esequie a lei destinate e ora più che mai è decisa a respingere ogni richiesta del marito...

[il cinematografo.it]

Quarto appuntamento con la rassegna dedicata al cinema delle coppie: giovedì 16 luglio il pubblico di Monte Claro avrà l’occasione di apprezzare la gustosa commedia di George Cukor interpretata da Katharine Hepburn e Spencer Tracy: “Lui e Lei” (USA, 1952). 

Regia: George Cukor
Attori: Sammy White - Barney Grau, Spencer Tracy - Mike Conovan, Frank Richards - Sam Garsell, Aldo Ray - David Hucko, Phyllis Povah - Sig.A Beminger, George Mathews - Spee Cauley, Katharine Hepburn - Pat Pemberton, Chuck Connors - Il Poliziotto, Joseph Bernard - Gibby, Jim Backus - Charles Barry, Charles Bronson - Hans Tasling, Loring Smith - Berminger, Owen McGiveney - Harry Mac Wade, William Ching - Collier Weld
Soggetto: Garson Kanin, Ruth Gordon
Sceneggiatura: Garson Kanin, Ruth Gordon
Fotografia: William H. Daniels
Musiche: David Raksin
Durata: 95'
Genere: COMMEDIA
Produzione: MGM LAWRENCE WEINGARTEN
Distribuzione: MGM

Trama: Pat Pemberton è una campionessa di golf oltre che una straordinaria atleta capace di eccellere in molte discipline. David, il suo gelosissimo fidanzato, è un professore di lettere che sembra non sappia trovare di meglio da fare che rinfacciarle la sua "inferiorità" intellettuale. Vorrebbe anche portarla all'altare ma il problema è che lei riesce a vincere solo quando non se lo ritrova fra i piedi. Decide così di chiedere aiuto al suo nuovo allenatore Mike Conovan, del quale finirà con l'innamorarsi.

L’ingresso è libero (fino a esaurimento posti) e gratuito.

Una nuova imperdibile coppia cinematografica accompagnerà la serata di martedì 14 luglio al Parco di Monte Claro per la rassegna “Il cinema delle coppie”: Cary Grant e Ingrid Bergman, nel magnifico film “Notorious – L’amante perduta” di Alfred Hitchcock (1946).

Regia: Alfred Hitchcock
Attori: Cary Grant - Devlin, Ingrid Bergman - Alicia Huberman, Claude Rains - Alexander Sebastian, Louis Calhern - Capitano Paul Prescott, Madame Konstantin (Leopoldine Konstantin) - Anna Sebastian, Reinhold Schünzel - Dr. Otto Anderson, Moroni Olsen - Walter Beardsley, Ivan Triesault - Eric Mathis, Alexis Minotis - Joseph, il maggiordomo dei Sebastian, Wally Brown - Mr. Hopkins, Sir Charles Mendl (Charles Mendl) - Commodoro, Ricardo Costa - Julio Barbosa, Eberhardt Krumschimidt - Emil Hupka, Fay Baker - Ethel, Lenore Ulrich - Donna espansiva (non accreditata), Ramon Normar - Autorità brasiliana (non accreditato), Alfred Hitchcock - Uomo al party (non accreditato), Peter von Zerneck - Ufficiale tedesco (non accreditato)
Soggetto: John Taintor Foote - (non accreditato)
Sceneggiatura: Ben Hecht, Alfred Hitchcock - (non accreditato), Clifford Odets - (scene d'amore- non accreditato)
Fotografia: Ted Tetzlaff
Musiche: Roy Webb - Musica diretta da Costantin Bakaleinikoff.
Montaggio: Theron Warth
Scenografia: Carroll Clark, Albert S. D'Agostino
Durata: 102'
Colore: B/N
Tratto da: soggetto "The Song of the Dragon" di John Taintor Foote (non accreditato)
Produzione: ALFRED HITCHCOCK PER RKO RDIO PICTURES

Trama: Elena Huberman è figlia di un tedesco stabilito negli Stati Uniti e di un'americana. Suo padre viene condannato a 20 anni di reclusione per spionaggio a favore della Germania, e si avvelena in carcere. La figlia, che ha sempre manifestato i suoi sentimenti di buona americana, viene arruolata nel servizio segreto americano di controspionaggio ed inviata a Rio de Janeiro, dove dovrà introdursi nei circoli degli agenti nazisti e raccogliere utili informazioni. Benchè ami, riamata, un agente americano, essa, per assolvere il suo compito, sposa Sebastian, un suo antico adoratore, precedentemente da lei respinto, che è il capo degli agenti nazisti. In tal modo riesce a carpire un geloso segreto, che rivela ai suoi superiori per mezzo dell'agente, suo amico. Sebastian, quando si accorge di aver sposato una spia americana, benché l'ami appassionatamente, decide di sopprimerla. Quando l'agente, amico di Elena, preoccupato sul suo conto, viene a cercarla, la trova quasi moribonda per il veleno propinatole e a stento riesce a trarla in salvo dalla casa del marito.

[cinematografo.it]

Secondo appuntamento con la rassegna “Pagine di cinema in bianco e nero” nella suggestiva cornice del Parco di Monte Claro a Cagliari!

Giovedì 9 luglio alle ore 21 sarà proiettato il film “Acque del Sud” di Howard Hawks (1944) con Humphrey Bogart e Lauren Bacall. La rassegna, organizzata dal Centro Servizi Culturali della Società Umanitaria – Cineteca Sarda di Cagliari, grazie alla collaborazione del servizio della Biblioteca della Città Metropolitana “Emilio Lussu”, ha come filo conduttore il confronto tra i percorsi cinematografici e le carriere di celebri personaggi della storia del cinema, attraverso i loro film più memorabili, rigorosamente in bianco e nero. L’ingresso è libero (fino a esaurimento posti) e gratuito.

Regia: Howard Hawks
Attori: Humphrey Bogart - Harry Steve Morgan, Walter Brennan - Eddie "The Rummy", Lauren Bacall - Marie Browing, detta Slim, Dolores Moran - Helene de Bursac, Hoagy Carmichael - Crickett, Marcel Dalio - Gerard, Sir Lancelot - Horatio, Pat West - Il Barman, Paul Marion - Beauclerc, Dan Seymour - Isp. Renard, Patricia Shay - Signora Beauclerc, Emmett Smith - Emil, Leonard Sheldon - Ten. Coyo, Walter Sande - Johnson, Walter Molnar - Paul de Bursac, Aldo Nadi - Guardia del corpo
Soggetto: Ernest Hemingway
Sceneggiatura: Jules Furthman, William Faulkner
Fotografia: Sidney Hickox
Musiche: William Lava, Franz Waxman
Montaggio: Christian Nyby
Scenografia: Casey Roberts
Costumi: Milo Anderson
Effetti: Roy Davidson
Durata: 103'
Colore: B/N
Tratto da: Romanzo di Ernest Hemingway
Produzione: HAWARD HAWKS PER WARNER BROS
Distribuzione: WARNER BROS (1945) - MGM HOME ENTERTAINMENT(GLI SCUDI)

Trama: Nel 1940, dopo la sconfitta della Francia, nella Martinica dominano i funzionari e gli agenti del governo di Vichy. Vi è però anche un gruppo di francesi che non accetta la pace col nemico e lotta per tener vivo lo spirito di rivincita e preparare la riconquista del territorio nazionale. Alcuni di questi patrioti, braccati dagli agenti del governo, si valgono dell'opera del comandante americano di un motopeschereccio, per far giungere nella Martinica, dopo pericolosa e contrastata navigazione, due compagni di fede, marito e moglie, che organizzano insieme al comandante l'evasione dall'Isola del Diavolo di un benemerito compatriota, qui deportato, che dovrà prendere la guida del movimento.

📽 Martedì 7 alle ore 21 prende il via Il cinema delle coppie, ciclo di proiezioni all'aperto nella suggestiva cornice del Parco di Monte Claro, decima edizione della rassegna "Pagine di cinema in bianco e nero". Con la collaborazione della Biblioteca Metropolitana "Emilio Lussu" e il patrocinio della Città Metropolitana di Cagliari, le operatrici e gli operatori della Cineteca Sarda quest'anno proporranno otto titoli, tutti i martedì e i giovedì di luglio, interpretati da immortali coppie della storia del cinema: da Ginger Rogers e Fred Astaire a Woody Allen e Diane Keaton, passando per Spencer Tracy e Katharine Hepburn, Marcello Mastroianni e Claudia Cardinale, Humphrey Bogart e Lauren Bacall, Franca Valeri e Alberto Sordi, Cary Grant e Ingrid Bergman. Chiuderà la rassegna il film Il giorno più corto di Sergio Corbucci, che mette in scena, oltre alla coppia Franchi-Ingrassia, ben 88 interpreti italiani e internazionali.

🗒 Ecco il programma completo:

martedì 7 luglio > Follie d’inverno, di George Stevens, 1936, 105’
giovedì 9 luglio > Acque del Sud, di Howard Hawks, 1944, 100’
martedì 14 luglio > Notorius - L’amante perduta, di Alfred Hitchcock, 1946, 101’
giovedì 16 luglio > Lui e lei, di George Cukor, 1952, 95’
martedì 21 luglio > Il vedovo, di Dino Risi, 1959, 100’
giovedì 23 luglio > Il bell’Antonio, di Mauro Bolognini, 1960, 105’
martedì 28 luglio > Manhattan, di Woody Allen, 1979, 96’
giovedì 30 luglio > Il giorno più corto, di Sergio Corbucci, 1963, 87’

👉 Le proiezioni inizieranno intorno alle 21 (al primo buio) e saranno gratuite. L'accesso sarà stabilito in ordine di arrivo e limitato al numero dei posti a sedere, nel rispetto delle prescrizioni anti Covid19.

In seguito alla firma del Decreto della Presidenza del Consiglio del 4 marzo 2020 relativo alle nuove disposizioni per il contenimento del Covid-19, tutte le attività pubbliche del CSC Cagliari della Società Umanitaria saranno sospese dal 5 marzo al 3 aprile.

Ultimo appuntamento in Cineteca con la rassegna “Uomo – Natura – Cultura”, organizzata dall’Università degli Studi di Cagliari - Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, Corso di laurea magistrale in Politica, Società e territorio, in collaborazione con la Cineteca Sarda.

Una rassegna che vuole essere un’introduzione a tematiche che la sociologia economica, quella dell’ambiente e del territorio affrontano da anni e che il cinema ha spesso saputo approfondire con la sua enorme e multiforme capacità di indagine.

Martedì 3 marzo alle ore 19 sarà proiettato il film “Biutiful Cauntri” (Italia 2007) di Esmeralda Calabria e Andrea D'Ambrosio. La rassegna proseguirà giovedì 5 marzo nei locali dell’Università.

Ingresso libero e gratuito.




Allevatori che vedono morire le proprie pecore per la diossina, un educatore ambientale che lotta contro i crimini ambientali, contadini che coltivano le terre inquinate dalle vicine discariche: sono alcune delle storie che testimoniano e denunciano il massacro della Campania, una delle regioni con il maggior numero di discariche abusive: 1200. Sullo sfondo, una camorra imprenditrice, che al posto della pistola usa camion e pale meccaniche. Un magistrato parla di mafia dai colletti bianchi, imprenditoria deviata e istituzioni colluse, svelando meccanismi e dinamiche di un’attività camorristica che nel lungo periodo mieterà più vittime di qualsiasi altro fenomeno criminale. Sono i tristi scenari di Acerra, Qualiano, Giugliano, Villaricca, comuni a 25 km da Napoli: Biutiful cauntri. Ironicamente scritto come si legge, è il documentario diretto da Esmeralda Calabria e Andrea D’Ambrosio, autori anche di soggetto e sceneggiatura con Giuseppe Ruggiero, in anteprima al Torino Film Festival e ora in sala. 
A fine proiezione la luce conserva un interrogativo: com’è possibile che nel 2007 in Italia si possa (soprav)vivere così? Dietro, davanti e intorno ai rifiuti, una mole di problemi, che riguardano politica, economia, criminalità, salute pubblica, che interessano non solo la Campania, ma l’intero (Bel) Paese, come la cronaca odierna attualizza – e stigmatizza.
Prodotto da Lionello Cerri per Lumière & Co., il documentario di Calabria, provetta montatrice (La stanza del figlio, Il Caimano, Romanzo criminale), e D’Ambrosio, cortista salernitano, approfondisce il tema delle ecomafie in Campania, di cui i telegiornali si occupano solo in occasione dell’emergenza rifiuti a Napoli, con informazioni frammentarie, indifferenti alla questione complessiva, che abbraccia in primis la provincia. Devastazione decisa a tavolino da camorra, istituzioni e imprenditoria del Nord, fenomeno antico, ma entrato nell’immaginario collettivo solo di recente con Gomorra di Roberto Saviano, indagato nel documentario attraverso i protagonisti in prima persona, individuati e intervistati, per oltre 130 ore di girato in DVcam condensati in 73 minuti di film. Una visione eco-sostenibile, con un interrogativo – per ora… – senza soluzione: Biutiful cauntri tornerà a essere il Bel Paese?

Federico Pontiggia

[cinematografo.it]

ELLES TOURNENT
Donne con la macchina da presa

La Cineteca Sarda della Società Umanitaria, in collaborazione con la Circola nel cinema Alice Guy, la Cineteca Nazionale e con il sostegno della Fondazione Sardegna Film Commission e con il coinvolgimento del network di “Women in Film and Audiovisual in Sardegna”, propone un viaggio alle origini del cinema, quando le donne non avevano ancora il diritto di voto ma avevano un ruolo di primo piano dietro la macchina da presa: dalla regia alla recitazione, dalla sceneggiatura al montaggio, la loro presenza fu significativa fino all’avvento del sonoro, quando per lungo tempo furono relegate in posizioni subalterne. 
L’obiettivo dell’iniziativa è quello di colmare i vuoti di memoria nella storia del cinema proponendo al pubblico le opere di Alice GuyLois Weber, Elvira Notari, Mabel NormandMarion WangElvira GiallanellaDorothy Davenport ReidZora Neale Hurston. Un salto nel passato con lo sguardo rivolto anche al presente, alla scoperta di autrici che si sono recentemente affermate nel campo della regia, della sceneggiatura e dell’animazione in stop motion. Accanto alla rassegna cinematografica e agli approfondimenti tematici con studiose e docenti universitarie, il progetto prevede infatti 3 masterclass tenute da Valentina PediciniFederica PontremoliBeatrice Pucci
L’iniziativa è rivolta a studentesse/i di cinema, registe/i, sceneggiatrici/tori e a chiunque sia interessata/o ad approfondire la conoscenza di queste autrici e/o a orientarsi professionalmente nel mondo del cinema.


PROGRAMMA

2 marzo 2020  ore 18.30 @ Cineteca Sarda, viale Trieste 126, Cagliari
ALICE GUY
• incontro con Pia Brancadori (“Circola nel cinema Alice Guy”) e Lucia Cardone (Università degli Studi di Sassari)
• a seguire proiezione dei film La fee aux choux, Les resultats du feminisme, Alice Guy tourne une phonoscene, Phonoscène: questions indiscretes, La naissance, la vie et la mort du Christ, Algie the miner, The little ranger, The Ocean Waif

6 marzo 2020 ore 18.30 @ Cineteca Sarda, viale Trieste 126, Cagliari
LOIS WEBER
• incontro con Veronica Pravadelli, (Università degli studi Roma Tre) 
• a seguire proiezione dei film SuspenseIdle WivesSunshine MollyShoesWhere Are My Children?

7 marzo 2020 ore 10 @ Cineteca Sarda, viale Trieste 126, Cagliari
MASTERCLASS DI REGIA
con la regista Valentina Pedicini (Dal profondo, Dove cadono le ombre, Faith)

13 MARZO 2020 ore 18.30 @ Cineteca Sarda, viale Trieste 126, Cagliari
ELVIRA E LE ALTRE
• incontro con Micaela Veronesi, autrice di saggi sulla figura di Elvira Giallanella, e Elisabetta Randaccio, critica cinematografica
• a seguire proiezione dei film Umanità di Elvira GiallanellaThe Course of Quon Gwon di Marion E. WongThe Red Kimona di Dorothy Davenport ReidCaught in Cabaret di Mabel NormandEtnographic Film di Zora Neale Hurston

14 marzo 2020 ore 10 @ Cineteca Sarda, viale Trieste 126, Cagliari
MASTERCLASS DI SCENEGGIATURA
con la sceneggiatrice Federica Pontremoli (Il caimano, Giorni e nuvole, Habemus Papam, Magnifica presenza, Ho ucciso Napoleone)

14 marzo 2020 ore 16 @ Cineteca Sarda, viale Trieste 126, Cagliari
MASTERCLASS DI CINEMA D’ANIMAZIONE
con la regista Beatrice Pucci (Appunti per un film sulla vecchiaia di Pinocchio, Soil is alive e Le nozze di Pollicino)


Tutti gli appuntamenti sono ad accesso libero e gratuito.


Per iscrizioni masterclass: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Per informazioni: www.lacinetecasarda.it | FB: cineteca.umanitaria | TW: @cinetecasarda | IG: cinetecasarda |




All’interno dell’iniziativa dedicata al ricordo dei bombardamenti su Cagliari, venerdì 28 febbraio alle ore 18.30 in Cineteca Sarda saranno proiettati i film “Cagliari 1943. Memorie di uno sfollamento” di Giampaolo Salice e Stefano Sernagiotto, “Racconti dell’ospedale di guerra San Giorgio” a cura di Antonello Zanda e "Ausonia" di Giulia Camba e Elisa Meloni.

Saranno presenti Enrico Trogu e gli autori dei film.

Ingresso libero e gratuito.


⚠️ ATTENZIONE 

L'incontro su Elvira Notari e la proiezione del film "Fantasia 'e surdato" previsti per sabato 29 febbraio alla Sala M2 del Teatro Massimo, è stata rinviata.
Il primo appuntamento della rassegna "Elles tournent. Donne con la macchina da presa" sarà dunque lunedì 2 marzo alle ore 18.30 in Cineteca, con l'approfondimento su Alice Guy a cura delle prof.sse Pia Brancadori e Lucia Cardone e la proiezione dei film della regista francese. ⚠️



ELLES TOURNENT
Donne con la macchina da presa

La Cineteca Sarda della Società Umanitaria, in collaborazione con la Circola nel cinema Alice Guy, la Cineteca Nazionale e con il sostegno della Fondazione Sardegna Film Commission e con il coinvolgimento del network di “Women in Film and Audiovisual in Sardegna”, propone un viaggio alle origini del cinema, quando le donne non avevano ancora il diritto di voto ma avevano un ruolo di primo piano dietro la macchina da presa: dalla regia alla recitazione, dalla sceneggiatura al montaggio, la loro presenza fu significativa fino all’avvento del sonoro, quando per lungo tempo furono relegate in posizioni subalterne. 
L’obiettivo dell’iniziativa è quello di colmare i vuoti di memoria nella storia del cinema proponendo al pubblico le opere di Alice GuyLois Weber, Elvira Notari, Mabel NormandMarion WangElvira GiallanellaDorothy Davenport ReidZora Neale Hurston. Un salto nel passato con lo sguardo rivolto anche al presente, alla scoperta di autrici che si sono recentemente affermate nel campo della regia, della sceneggiatura e dell’animazione in stop motion. Accanto alla rassegna cinematografica e agli approfondimenti tematici con studiose e docenti universitarie, il progetto prevede infatti 3 masterclass tenute da Valentina PediciniFederica PontremoliBeatrice Pucci
L’iniziativa è rivolta a studentesse/i di cinema, registe/i, sceneggiatrici/tori e a chiunque sia interessata/o ad approfondire la conoscenza di queste autrici e/o a orientarsi professionalmente nel mondo del cinema.


PROGRAMMA

2 marzo 2020  ore 18.30 @ Cineteca Sarda, viale Trieste 126, Cagliari
ALICE GUY
• incontro con Pia Brancadori (“Circola nel cinema Alice Guy”) e Lucia Cardone (Università degli Studi di Sassari)
• a seguire proiezione dei film La fee aux choux, Les resultats du feminisme, Alice Guy tourne une phonoscene, Phonoscène: questions indiscretes, La naissance, la vie et la mort du Christ, Algie the miner, The little ranger, The Ocean Waif

6 marzo 2020 ore 18.30 @ Cineteca Sarda, viale Trieste 126, Cagliari
LOIS WEBER
• incontro con Veronica Pravadelli, (Università degli studi Roma Tre) 
• a seguire proiezione dei film SuspenseIdle WivesSunshine MollyShoesWhere Are My Children?

7 marzo 2020 ore 10 @ Cineteca Sarda, viale Trieste 126, Cagliari
MASTERCLASS DI REGIA
con la regista Valentina Pedicini (Dal profondo, Dove cadono le ombre, Faith)

13 MARZO 2020 ore 18.30 @ Cineteca Sarda, viale Trieste 126, Cagliari
ELVIRA E LE ALTRE
• incontro con Micaela Veronesi, autrice di saggi sulla figura di Elvira Giallanella, e Elisabetta Randaccio, critica cinematografica
• a seguire proiezione dei film Umanità di Elvira GiallanellaThe Course of Quon Gwon di Marion E. WongThe Red Kimona di Dorothy Davenport ReidCaught in Cabaret di Mabel NormandEtnographic Film di Zora Neale Hurston

14 marzo 2020 ore 10 @ Cineteca Sarda, viale Trieste 126, Cagliari
MASTERCLASS DI SCENEGGIATURA
con la sceneggiatrice Federica Pontremoli (Il caimano, Giorni e nuvole, Habemus Papam, Magnifica presenza, Ho ucciso Napoleone)

14 marzo 2020 ore 16 @ Cineteca Sarda, viale Trieste 126, Cagliari
MASTERCLASS DI CINEMA D’ANIMAZIONE
con la regista Beatrice Pucci (Appunti per un film sulla vecchiaia di Pinocchio, Soil is alive e Le nozze di Pollicino)


Tutti gli appuntamenti sono ad accesso libero e gratuito.


Per iscrizioni masterclass: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Per informazioni: www.lacinetecasarda.it | FB: cineteca.umanitaria | TW: @cinetecasarda | IG: cinetecasarda |




Un nuovo appuntamento con “Les jeudis du cinéma”, rassegna organizzata dall’Alliance Française di Cagliari!

Giovedì 27 febbraio alle ore 20.30 sarà proiettato il film “Prendre le large” di Gaël Morel (Francia, 2017, 103’), in lingua originale con sottotitoli in francese.

Ingresso libero e gratuito.


Regia: Gaël Morel
Attori: Sandrine Bonnaire - Edith, Mouna Fettou - Mina, Kamal El Amri - Ali, Ilian Bergala - Jérémy, Farida Ouchani - Najat, Nisrine Radi - Karima, Lubna Azabal - Nadia
Sceneggiatura: Gaël Morel - (anche adattamento), Rachid O. - (anche adattamento), Yasmine Louati - (adattamento)
Fotografia: David Chambille
Musiche: Camille Rocailleux
Montaggio: Catherine Schwartz
Costumi: Helena Gonçalves
Altri titoli: Catch the Wind
Durata: 103'

Trama: L'esistenza di Edith viene sconvolta quando la fabbrica in cui ha sempre lavorato viene trasferita a Tangeri e, per i lavoratori, l'unica alternativa alla disoccupazione è accettare una riqualificazione in Marocco. Senza legami e con un figlio che lavora lontano, Edith è l'unica ad aver accettato la proposta, anche se i primi passi nella nuova fabbrica e in un paese sconosciuto sono difficili. Ben presto fa amicizia con Mina, la proprietaria della pensione in cui Edith alloggia. Grazie a questa amicizia, la sua vita prenderà una svolta nuova.

Nell’Aula Magna dell'Accademia di Belle Arti “Mario Sironi” di Sassari mercoledì 26 febbraio alle ore 10 sarà proiettata la prima opera audiovisiva dell’etnomusicologo Diego Pani“The Search” prodotto dall’ISRE.




Regia: Diego Pani
Anno di produzione: 2019
Durata: 48'
Tipologia: documentario
Genere: musicale/road-movie/sociale
Paese: Italia/USA
Produzione: ISRE - Istituto Superiore Etnografico della Sardegna; in collaborazione con Talk About Records
Sinossi: "The Search" è l’avvincente e affascinante racconto di un viaggio compiuto nel Deep South da due musicisti sardi, il duo sulcitano Don Leone Blues. In viaggio tra Tennessee, Mississippi e Louisiana, racconta un mondo musicale ancora estremamente ancorato alla memoria di quei musicisti iconici che hanno abitato le città e le campagne di questo enorme pezzo di America. Questo è lo scenario in cui i Don Leone si muovono per la prima volta, grattando la superficie di quello che è un mondo musicale complesso, alla ricerca del proprio blues. Ogni anno, centinaia di musicisti blues di tutto il mondo partecipano all’International Blues Challenge, concorso ad eliminazione che va in scena nei tanti club di Beale Street, a Memphis, in Tennessee. La rassegna offre ai musicisti ed appassionati di musica blues una occasione per affrontare un viaggio nel profondo sud degli Stati Uniti, la terra che ha dato i natali a molti bluesmen leggendari e che ha conosciuto la stagione più importante della storia di questa musica.
Ambientazione: Tennessee (U

Prende il via martedì 25 febbraio in Cineteca Sarda VIDEOARTE. CRONOLOGIE, DEFINIZIONI, DISPOSITIVI, CONSERVAZIONE, quattro incontri di seminario di formazione e rassegna di videoarte a cura di Marco Maria Gazzano.

Il seminario è pubblico e libero. È rivolto in particolare a operatori e operatrici di biblioteche e archivi. Si rilascerà un attestato di partecipazione esclusivamente a chi si iscriverà e parteciperà a tutti gli incontri previsti, che si svolgeranno presso la sala della Cineteca Sarda di Cagliari, viale Trieste 126.

PROGRAMMA

• Martedi 25 Febbraio 2020 – ore 18.00 / 21.30
La Videoarte, questa sconosciuta
Una esperienza cinematografica e artistica dagli anni '60 a oggi. 
Cronologie, Definizioni, Dispositivi, Conservazione delle "electronic arts"

• Mercoledì 26 Febbraio 2020 – ore 18.00 / 21.30
L'esperienza italiana nel contesto internazionale della Videoarte
La specificità italiana: l'intreccio intermediale dei linguaggi espressivi, 
artistici e della comunicazione

• Mercoledì 23 aprile 2020 – ore 18.00 / 21.30
Dal Novecento al XXI secolo
Dall'elettronico analogico al numerico.
Problematiche dell'Archiviazione, della Preservazione, della Conservazione (e del Restauro) del video d'artista e delle videoinstallazioni d'autore (1ª parte)

• Giovedì 24 aprile 2020 – ore 18.00 / 21.30
Dal Novecento al XXI secolo
Dall'elettronico analogico al numerico.
Problematiche dell'Archiviazione, della Preservazione, della Conservazione (e del Restauro) del video d'artista e delle videoinstallazioni d'autore (2ª parte)


Venerdì 21 febbraio terzo e ultimo incontro con “Il documentario dopo il documentario”, ciclo di incontri e proiezioni organizzato da Daniele Maggioni e Antonello Zanda, con il sostegno della Fondazione Sardegna Film Commission.

 ore 17.15 proiezione del film "Appennino" (2017, 66’) di Emiliano Dante.

A seguire discussione "Dopo il documentario politico e sociale": ne parlano Ivelise Perniola con Lech Kovalski; modera Antonello Zanda.

• ore 21.15 proiezione del film "On va tout péter" (2019 -117’) di Lech Kovalski.

Ingresso libero e gratuito.



APPENNINO

Regia: Emiliano Dante
Anno di produzione: 2017
Durata: 66'
Tipologia: documentario
Paese: Italia
Produzione: Dansacro Digital Artisans; in collaborazione con Associazione Fausto Rossano, H.H.M.M.
Sinossi: "Appennino" è un diario cinematografico che inizia dalla lenta ricostruzione de L’Aquila, la città del regista, e prosegue con il terremoto di Amatrice e Arquata del Tronto e la vita in albergo dopo i terremoti di Norcia e di Montereale-Campotosto. Un racconto intimo e ironico, lirico e geometrico, dove la questione di vivere in un’area sismica diviene lo strumento per riflettere sul senso stesso del fare cinema.



ON VA TOUT PÉTER

Regia: Lech Kovalski
Anno di produzione: 2019
Durata: 117'
Tipologia: documentario
Paese: Francia
Sinossi: Il regista Lech Kowalski racconta un particolare concerto al quale si è trovato ad assistere. Infatti i dipendenti della fabbrica di attrezzature automobiliostiche GM & S, in Francia, una volta venuti a sapere che la fabbrica rischiava la chiusura, decidono di sconvolgere tutte le regole, comprese quelle della lotta, indicendo un concerto eccezionale. Data la portata delle parole cantate e la potenza del suono, tale evento ha attirato i media nazionali e la rivolta ha risuonato così in tutto il paese.

L’associazione di promozione sociale “Immediazione” il 20 febbraio alle ore 19 organizza in Cineteca la proiezione del film “Con la S maiuscola” di Marco Spanu e Roberto Farace.

Ingresso libero e gratuito.

CON LA S MAIUSCOLA. LINGUA, CULTURA E IDENTITÀ SORDA

39' 22" / ITALIANO - LINGUA DEI SEGNI ITALIANA (LIS) / SARDEGNA, 2020
DIREZIONE, RIPRESE E MONTAGGIO Marco Spanu e Roberto Farace
INTERPRETE LIS, ADATTAMENTO E REVISIONE TESTI IN LIS Maria Paola Casula e Manuela Medau
COMUNICAZIONE E GRAFICA Daniela Casula e Marraiafura Comunicazione
AUDIO E MUSICHE marcostrano e Fabio Nieddu

"In ogni angolo l’aria vibrava di conversazioni silenziose, di voci visive, con la coscienza di uno scambio prezioso: solo una persona su mille è sorda dalla nascita, e pochissimi udenti conoscono i segni, cosicché i sordi sono avidi di conversazione, di scambi umani, di partecipazione; in ogni angolo avvertivo il senso di una comunità affatto particolare, robusta e vitale.” (Oliver Sacks) 


“Con la S maiuscola” è un film documentario dell’associazione di Promozione Sociale Inmediazione nato all’interno del progetto “Un ponte tra due mondi” finanziato con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese. Si tratta del proseguo del progetto dell’Associazione dedicato all’accessibilità culturale e l’intento è quello di indagare insieme a persone udenti e sorde le difficoltà della comunicazione. Un primo modo per farlo potrebbe essere quello di saperne qualcosa di più sulla sordità, la cosiddetta "disabilità invisibile". La persona sorda è una persona che non sente. Sembra non ci sia altro da sapere sulla sordità, ma non è così. In un mondo a misura di persone udenti, le persone sorde si trovano ad affrontare quotidianamente problemi di comunicazione: dall’accesso all’informazione e alla cultura, all’istruzione e alla formazione. Per oltre duemila anni e sino al secondo dopoguerra le persone sorde non potevano contrarre matrimonio, ereditare, né avere alcun tipo di possedimento. La storia dei sordi è sconosciuta ai più. È la storia di una comunità unita da una lingua (quella dei segni), da una cultura e un’identità. Quella Sorda, con la S maiuscola. “Con la S maiuscola” è stato realizzato con le riprese di quattro persone sorde, seguite nella loro quotidianità tra famiglia, lavoro, interessi e tempo libero; l’intervento di Rita Sala, docente di Deaf Studies e Interprete LIS professionista, e un’accurata selezione di materiali d’archivio ricavati da filmati dell’Istituto Luce e dalle testimonianze fotografiche, testuali e video dell’Ex Istituto per Sordi “Tommaso Pendola” di Siena, che oggi ospita un museo dedicato alla sua storia. 




Serata di proiezioni in compagnia del regista algherese Antonio Maciocco al Cinema Cityplex Moderno di Sassari.

• Il 19 febbraio alle 19 nella sala 2 verranno proiettati i suoi recenti lavori, ritratti di personaggi della Sardegna contemporanea: il cortometraggio “Achentannos” del 2018 e il documentario “L’ultimo barbiere di Carrera Longa” del 2019.

Saranno presenti l’autore e i protagonisti dei film.

Introduce Antonello Zanda, direttore del C.S.C. di Cagliari della Società Umanitaria, con la collaborazione del Laboratorio di Antropologia Visuale “Fiorenzo Serra” della Società Umanitaria di Sassari.

Ingresso libero e gratuito.


ACHENTANNOS

Regia: Antonio Maciocco
Anno di produzione: 2018
Durata: 20'
Tipologia: documentario
Paese: Italia
Produzione: 9muse, Cineclub Sassari; in collaborazione con Babel

Sinossi: In un piccolo paese della Sardegna, Zio Pietro sta per compiere cento anni. La comunità è in fermento per l’evento, ma l’anziano è tutt’altro che felice. E’ solo: l’amata moglie Maria se n’è andata già da qualche anno, e lui non vede l’ora di raggiungerla. Zio Pietro vorrebbe essere lasciato in pace, invece alcuni parenti per celebrare l’eccezionale avvenimento, hanno invitato la troupe di “Pomeriggio nel borgo” programma televisivo condotto da Pierdamiano, personaggio invadente e ignorante. L’arrivo inaspettato della nipote Sara, che giunge in Sardegna per festeggiare il compleanno del nonno, regalerà ancora una volta al vecchio centenario la voglia di vivere e di amare.



L'ULTIMO BARBIERE DI CARRERA LONGA

Regia: Antonio Maciocco
Anno di produzione: 2019
Durata: 16'
Tipologia: documentario
Genere: biografico/etnologico/sociale
Paese: Italia

Sinossi: Il documentario è incentrato sulla storia di Gavino anziano barbiere sassarese che nel dialetto della città descrive la storia della sua carriera lavorativa lunga 56 anni. Una vita, nella quale dalla sua bottega ha visto la città cambiare assieme ai suoi abitanti che oggi arrivano da tutte le parti del mondo.
Il progetto è stato premiato come primo classificato al concorso Kentzeboghes 2018 per progetti cinematografici nelle lingue e dialetti della Sardegna promosso dall’Associazione Culturale Babel, in collaborazione con Cineteca Sarda-Società Umanitaria, Ejatv, Areavisuale Film e l’associazione Boxis.

Prosegue la rassegna “Uomo – Natura – Cultura”, organizzata dall’Università degli Studi di Cagliari - Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, Corso di laurea magistrale in Politica, Società e territorio, in collaborazione con la Cineteca Sarda. Una rassegna che vuole essere un’introduzione a tematiche che la sociologia economica, quella dell’ambiente e del territorio affrontano da anni e che il cinema ha spesso saputo approfondire con la sua enorme e multiforme capacità di indagine.

• Martedì 18 febbraio alle ore 19 sarà proiettato il film “Dove sognano le formiche verdi” (Germania/Australia, 1984) di Werner Herzog

Ingresso libero e gratuito.



Regia: Werner Herzog
Attori: Bruce Spence - Lance Hackett, Wandjuk Marika - Miliritbi, Roy Marika - Dayipu, Ray Barrett - Cole, Norman Kaye - Baldwin Ferguson, Ralph Cotterill - Fletcher, Nick Lathouris - Arnold, Basil Clarke - Giudice Blackburn, Ray Marshall - Generale Coulthard, Gary Williams - Watson, Tony Llewellyn-Jones - Fitzsimmons
Soggetto: Werner Herzog, Bob Ellis
Sceneggiatura: Werner Herzog, Bob Ellis
Fotografia: Jörg Schmidt-Reitwein
Musiche: Wandjuk Marika
Montaggio: Beate Mainka-Jellinghaus
Scenografia: Trevor Orford
Arredamento: Ulrich Bergfelder
Costumi: Frances D. Hogan
Effetti: Brian Pearce
Altri titoli: Where the Green Ants Dream
Durata: 110'
Produzione: WERNER HERZOG FILMPRODUKTION, PRO-JECT FILMPRODUKTION, ZDF
Distribuzione: SONY PICTURES HOME ENTERTAINMENT, 2005

Trama: Australia. Mentre una compagnia mineraria cerca giacimenti di uranio, un gruppo di aborigeni rivendica il diritto di conservare, attraverso la terra, le proprie tradizioni. In loro soccorso interviene un geologo che, dopo l'iniziale scetticismo, deciderà di perorare la loro causa.

La Società di Sant’Anna in collaborazione con la Cineteca Sarda della Società Umanitaria organizza la manifestazione “Per non dimenticare”: due incontri sui bombardamenti del 1943, con proiezione di filmati e testimonianze dei sopravvissuti.

Lunedì 17 febbraio presso la Chiesa Monumentale di Santa Chiara alle ore 10 proiezione del film “Cagliari 1943. Memorie di uno sfollamento” di Giampaolo Salice e Stefano Sernagiotto.

Alle ore 16 presentazione del libro “Percorso tra i meandri della storia dell'arte medica” di Raimonda Ottaviani; interventi del Col. Stefano CianciaEnrico TruduMassimo Rassu e Angela Multinu sul tema dei bombardamenti a Cagliari.

A seguire proiezione del film “Cagliari e la guerra” di Antonello Zanda.

Ingresso libero e gratuito.


Università degli Studi di Cagliari - Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali

Corso di laurea magistrale in Politica, Società e territorio

Società Umanitaria - Cineteca Sarda di Cagliari


presentano

UOMO-­NATURA-­CULTURA

È possibile parlare del modo in cui il cinema ha affrontato la natura? Ecco una rassegna cinematografica che vuole essere una introduzione a tematiche che la sociologia economica, quella dell’ambiente e del territorio affrontano da anni e che il cinema ha spesso saputo approfondire con la sua enorme e multiforme capacità di indagine.


Martedì 11 febbraio 2020

Cineteca Sarda viale Trieste 126, Cagliari, h. 19

SEED - THE UNTOLD STORY (USA 2016) di Taggart Siegel, Jon Betz


Martedì 18 febbraio 2020

Cineteca Sarda viale Trieste 126, Cagliari, h. 19

DOVE SOGNANO LE FORMICHE VERDI (Germania/Australia, 1984) di Werner Herzog


Martedì 3 marzo 2020

Cineteca Sarda viale Trieste 126, Cagliari, h. 19

BIUTIFUL CAUNTRI (Italia 2007) di Esmeralda Calabria, Andrea D'Ambrosio

Giovedì 5 marzo 2020

Dipartimento SPOL, viale Sant’Ignazio 78, Cagliari, h.18

NOS ENFANTS NOUS ACCUSERONT (Francia 2008) Jean-Paul Jaud

Martedì 10 marzo 2020

Dipartimento SPOL, viale Sant’Ignazio 78, Cagliari, h.18

L’ECONOMIA DELLA FELICITÀ (Germania 2011) di Helena Norberg-Hodge

SEED - THE UNTOLD STORY (USA 2016) di Taggart Siegel, Jon Betz

Trama: Nell'ultimo secolo il 94% delle varietà di semi è sparita, conseguenza del dominio delle multinazionali nel campo della biotecnologia chimica, con un controllo assoluto della filiera: non soltanto i semi, ma anche gli agricoltori, gli scienziati, gli avvocati. Di conseguenza chi oggi protegge i semi indigeni è protagonista di una battaglia, simile a quella di Davide contro Golia, per difendere il futuro del nostro cibo. La storia di questi instancabili eroi ci rimette in contatto con una delle nostre risorse fondamentali: la cultura dei semi.

Un nuovo appuntamento con il gruppo di lettura “Un libro insieme”, che propone - una volta al mese - la visione di film tratti da opere letterarie.

Mercoledì 12 alle ore 16 sarà proiettato “Il racconto dell’ancella” (USA, 1990, 109’) diretto da Volker Schlöndorff e tratto dall'omonimo romanzo distopico del 1985 di Margaret Atwood.

Ingresso libero e gratuito.

IL RACCONTO DELL'ANCELLA (The Handmaid's Tale)
USA, GERMANIA - 1990

Regia: Volker Schlöndorff
Attori: Natasha Richardson - Offred/Kate, Faye Dunaway - Serena Joy, Aidan Quinn - Nick, Elizabeth McGovern - Moira, Victoria Tennant - Zia Lidia, Robert Duvall - Comandante Fred, Blanche Baker - Ofglen, Tracy Lind - Janine/Ofwarren, Zoey Wilson - Zia Helena, Kathryn Doby - Zia Elizabeth, Rainer Schoene (Reiner Schone) - Luke, Lucie Hartpeng - Cora, Karma Ibsen Riley - Zia Sara, Lucile McIntyre - Rita, Allison Holmes - June, Mirjam Bohnet - Alma, Rhesa Reagan Stone - Sig.ra Warren, Annemarie Fenske - Zia Christina, Robert D. Raiford - Dick, Janell McLeod - Martha, James Martin Jr. - Steve
Soggetto: Margaret Atwood - (romanzo)
Sceneggiatura: Harold Pinter
Fotografia: Igor Luther
Musiche: Ryûichi Sakamoto
Montaggio: David Ray
Scenografia: Tom Walsh (Thomas A. Walsh)
Arredamento: Jan Pascale
Costumi: Coleen Atwood (Colleen Atwood)
Effetti: Tim Ward
Altri titoli: La servante écarlate
Die Geschichte der Dienerin
El cuento de la doncella
Durata: 110'
Specifiche tecniche: 35 MM (1:1.66) - TECHNICOLOR
Tratto da: romanzo omonimo di Margaret Atwood (ed. Ponte alle Grazie)
Produzione: DANIEL WILSON E EBERHARD JUNKERSDORF PER BIOSKOP FILM, CINECOM ENTERTAINMENT GROUP, CINÉTUDES FILMS, DANIEL WILSON PRODUCTIONS INC., MASTER PARTNERS, ODYSSEY
Distribuzione: ARTISTI ASSOCIATI USA-RFT - 20TH CENTURY FOX HOME ENTERTAINMENT
Vietato 14

Trama: Il film è ambientato in un futuro e in un luoghi imprecisati in cui vigono le ferree leggi di uno stato teocratico. Le poche donne ancora in grado di procreare, chiamate "ancelle", vengono destinate agli uomini che detengono posizioni di comando, mentre le "mogli", gerarchicamente superiori alle ancelle, hanno compiti di mera rappresentazione. La gerarchia fra donne si completa con le"marte", serve adibite ai lavori domestici. La protagonista, Offred, si ribellerà per non essere ridotta al ruolo di una macchina procreatrice al servizio del comandante, suscitando, dal momento che la liberazione degli istinti e dei sentimenti genera terrore, reazioni violente e distruttive.

[cinematografo.it]

La Cineteca Sarda della Società Umanitaria, insieme alla Fondazione Sardegna Film Commission e a Ordet, presenta "Il documentario dopo il documentario", un percorso curato da Daniele Maggioni e Antonello Zanda, dedicato al futuro del cinema documentario.


• VENERDÌ 7 FEBBRAIO 2020
Dopo il documentario di osservazione

> ore 17,15 > proiezione del film "Cinema Grattacielo" (2019 - 97’) di Marco Bertozzi
> ore 19,15 > discussione "Dopo il documentario di osservazione": ne parlano Marco Bertozzi con Massimo D’Anolfi e Martina Parenti;
moderano Daniele Maggioni e Antonello Zanda; introduce Nevina Satta (Direttrice della Fondazione Sardegna Film Commission)
> ore 21,15 > proiezione del film "Il castello" (2011 - 89’) di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti

• VENERDÌ 14 FEBBRAIO 2020
Dopo il documentario di creazione

> ore 17,15 > proiezione del film "By the Name of Tania" (2019 - 85’) di Mary JimenezBénédicte Liénard
> ore 19,15 > discussione "Dopo il documentario di creazione": ne parlano Daniele Dottorini con Giovanni Columbu; modera Daniele Maggioni
> ore 21,15 > proiezione del film "Surbiles" (2017-72’) di Giovanni Columbu

• VENERDÌ 21 FEBBRAIO 2020
Dopo il documentario politico e sociale

> ore 17,15 > proiezione del film "Appennino" (2017 - 66’) di Emiliano Dante
> ore 19,15 > discussione "Dopo il documentario politico e sociale":
ne parlano Ivelise Perniola con Lech Kovalski; modera Antonello Zanda
> ore 21,15 > proiezione del film "On va tout péter" (2019 -117’) di Lech Kovalski

Ingresso libero e gratuito.

All’interno del ricco programma del festival “Buon compleanno Faber”, ispirato alla figura e all’opera di Fabrizio De Andrè, mercoledì 12 febbraio alle ore 19 la Ficc e l’Anpi propongono in Cineteca “Tra confini e maree. I vincitori scrivono la storia, gli sconfitti scrivono le canzoni”, presentazione dei docu-film di Alessandro Negrini “Tides”  (GB, Irlanda, Italia, 2016, 40') e “Paradiso”, (Italia, 2013,  alla presenza del regista.

Ingresso libero e gratuito.

TIDES (MAREE) - STORIE DI VITE E SOGNI PERDUTI E TROVATI (ALCUNI INFRANTI)

Il Foyle separa Derry, città dei cattolici, da Londonderry, feudo dei protestanti: è un confine d'acqua che si è fatto, nel tempo e suo malgrado, serbatoio di memorie nella storia accidentata dell'Irlanda del Nord, raccogliendo ricordi di eventi pubblici e privati e preservandoli nel tempo. La voce del fiume, ora, racconta, con un tono onirico e fiabesco, l'esperienza di un confine involontario, disegnato da una religione strumentalizzata dal potere politico ed economico. Storia ufficiale e piccole storie tornano in superficie, come accade nei fiumi, e trovano uno spazio e una declinazione poetica nelle parole liquide di un testimone involontario.

PARADISO

Il film è girato a Derry, nell'Irlanda del Nord dove ancora non si è spenta l'eco di una sanguinosa guerra civile tra cattolici e protestanti che ha lasciato ferite profonde nell'animo della città e dei suoi abitanti. Proprio a Derry un muro circonda il quartiere di Fountain, piccola enclave protestante all'interno di un'area a maggioranza cattolica, da allora chiusa in una sorta di carcere a cielo aperto. I giovani che hanno potuto sono andati via e le poche migliaia di abitanti che restano vivono un senso di oppressione e hanno conservato un ricordo nostalgico di un passato felice, quando non esistevano barriere ideologiche e, soprattutto, fisiche. E questo, in fondo, è "Paradiso": la storia di una piccola evasione attraverso la musica.

Lunedì 10 febbraio il Cineclub Fedic Cagliari propone “Uno sguardo sulla Sardegna”, serata dedicata ai film prodotti da Sergio Trastus (LS Video Produzioni).

• ore 20.30

"Nurri"  (2019, 3' 41")
"Lu carrasciali timpiesu" (2020, 3' 34'')
"La maddalena del terzo millennio - tra terra, cielo e mare" (2017, 28' 19") - soggetto: Alessandro Macis - voce narrante: Clara Murtas
"Siurgus Donigala - L'acqua e la spiga" (2016, 24' 13")
Soggetto e voce narrante: Bruno Ghiglieri

INGRESSO LIBERO 

sono aperte le iscrizioni al Cineclub FEDIC Cagliari:
tessera annuale 2020: €20,00 

https://piobruno.wixsite.com/cineclub-cagliari

Apertura della sala alle 20 - inizio proiezioni alle 20.30

Primo appuntamento con “Il documentario dopo il documentario”, ciclo di proiezioni e incontri con registi e critici cinematografici organizzato da Daniele Maggioni – regista e produttore – in collaborazione con la Cineteca Sarda.

Venerdì 7 febbraio saranno proiettati i film “Cinema grattacielo” di Marco Bertozzi (Italia, 2019, 97’) e “Il castello” di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti (Italia, 2011, 89’).

Daniele Maggioni e Antonello Zanda dialogheranno con i registi.

Ingresso libero e gratuito.

CINEMA GRATTACIELO
"Cinema Grattacielo" è un film sul Grattacielo di Rimini. Un incrocio di sguardi su una città in verticale che si staglia nello skyline adriatico, una torre di Babele che pulsa, ospita convivenze, incarna immaginari. Un simbolo della città, al pari di altri luoghi storici (dal Ponte di Tiberio all’Arco d’Augusto, dal Tempio Malatestiano ai siti felliniani, come il Grand Hotel e il Cinema Fulgor), il Grattacielo di Rimini accoglie abitanti storici e giovani coppie, commercianti cinesi e ambulanti africani, liberi professionisti e lavoratori del turismo, artisti visivi e studenti universitari

IL CASTELLO
"Il Castello" Il castello è un film che racconta un anno dentro l’aeroporto intercontinentale di Malpensa, un luogo in cui la burocrazia, le procedure e il controllo mettono a dura prova la libertà degli individui, degli animali e delle merci che da lì transitano.
L’aeroporto è un luogo strategico in cui si concentrano tutte le forze dell’ordine esistenti in un paese. Qui si sperimentano le nuove forme del controllo: un laboratorio permanente sulla sicurezza come nessun altro spazio pubblico riesce ad essere. Servizi Segreti italiani e stranieri, Polizia di Frontiera, Guardia di Finanza, Guardie giurate, cani anti droga anti valuta e anti esplosivo, telecamere ovunque e la paura sempre alimentata di un pericolo sconosciuto in arrivo.
Osservando la vita dell’aeroporto componiamo, in quattro movimenti, il itratto di una frontiera.
"Il Castello" è un film corale, a volte drammatico, a volte ironico, a volte contemplativo che procede per situazioni emblematiche nel corso delle quattro stagioni.

Giovedì 6 febbraio alle ore 19 approda in Cineteca il film di Sergio Naitza “L’ultimo pizzaiolo” (Italia, 2019, 52’), dedicato al cinema “di pellicola” e alle sue immaginifiche location: le sale cinematografiche che, anche in Sardegna, poco alla volta sono state decimate dal tempo e dal cinema 2.0.

Il regista ci guida attraverso le sale cinematografiche della Sardegna chiuse, abbandonate e cadenti: per raccontare un pezzo di memoria collettiva e immortalare questi luoghi prima che vengano cancellati dal profilo urbano di città e paesi. Saranno presenti in sala il regista e i protagonisti del film.

Ingresso libero e gratuito.



"Pino Boi (nella foto), il pizzaiolo che un tempo “cucinava” le pizze dei film per le proiezioni nei vecchi cinema, si muove malinconico nel suo deposito (entro l’anno, 2019, chiuderà definitivamente), tra gli scaffali con le pile di pellicole 35mm che ancora conserva, ma che, presto, dovrà spedire al macero. Tutto è cambiato. E tutto è cambiato da quando le tecnologie digitali hanno incominciato a divorare e render obsoleti i vecchi sistemi di registrazione e gestione dei documenti, compresi quelli audiovisivi. In realtà, tutto è cambiato da quando il sistema della comunicazione e delle relazioni sociali è stato rivoluzionato. Parliamoci chiaro: il declino dei cinema è cominciato con il televisore, che, da quando è diventato l’elettrodomestico presente in tutte le case, ha individualizzato lo spettacolo e portato il cinema nell’ambiente casalingo. La rivoluzione digitale ha dato il colpo di grazia ad un progressivo declino del cinema incominciato negli anni ’50 con l’arrivo del televisore nelle case: è il 1955 l’anno record del maggior numero di biglietti d’ingresso venduti, ottocento milioni. Un cambiamento epocale lento, progressivo e, in qualche modo, annunciato, che ancora stentiamo a capire in profondità soprattutto per quanto riguarda alcuni risvolti di politica culturale. [...]"

[fonte: teoremacinema]

Prosegue la rassegna cinematografica dedicata alla figura di Giuseppe Baretti, in occasione delle celebrazioni per i 300 anni dalla sua nascita.

Mercoledì 5 febbraio alle ore 19 in Cineteca sarà proiettato il film “Le relazioni pericolose” di Stephen Frears (USA/GB, 1988, 119’), tratto dall’omonimo romanzo di Choderlos de Laclos.

Introduzione a cura di Elisabetta Randaccio.

Ingresso libero e gratuito.

Trama: La bella marchesa di Merteuil spinge verso altre donne (da lei accortamente individuate) il suo ex-amante, il Visconte di Valmont, per vendicarsi della sua fuga. E' una sfida per tenere saldamente in pugno l'uomo che essa, pur dedita ad amori occasionali, ama ancora. Nelle reti del seduttore cadono, alternandosi, sia la quindicenne Cecile de Volanges, già promessa in matrimonio ad un gentiluomo che ha vent'anni più di lei, sia la graziosa Madame de Tourvel. La fanciulla insidiata cede alla fine, malgrado si sia innamorato di lei il giovanissimo Cavalier Danceny; più difficile, se non ardua, ma eccitante, l'impresa con Madame de Tourvel, decisa a non tradire il marito lontano, tutta pudori e lacrime, ma poi preda dell'incallito libertino. Dopo una serie di incontri e sotterfugi, di lettere misteriose e trappole, la Marchesa di Mertreuil si ritiene soddisfatta del procedere degli avvenimenti. Poi gli eventi precipitano: in duello, Danceny uccide Valmont; Cecile rientra nel convento in cui la madre l'aveva fatta educare; Madame de Tourvel cade gravemente malata per il dolore del tradimento di Valmont che diceva di amarla, mentre alla Marchesa non resta che qualche arida lacrima, oltre che il disprezzo di una società, corrotta come lei, ma pronta anche a respingerla per il suo spirito vendicativo.

[cinematografo.it]

L’associazione Prociv Arci di Gavoi, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale e la Cineteca Sarda della Società Umanitaria di Cagliari, propone anche quest’anno la serata “Sardi, corti ma bellissimi”, nel corso della quale saranno proiettati i cortometraggi di alcuni autori sardi.

Sabato 1° febbraio, ore 18:

• "Destino" di Bonifacio Angius (20')

• "La notte di Cesare" di Sergio Scavio (19')

• "The Wash - La lavatrice" di Tomaso Mannoni (21')

• "Il nostro concerto" di Francesco Piras (15')

• "Dans l'attente" di Chiara Porcheddu (3')

• "L'unica lezione" di Peter Marcias (14')

• "A chent'annos" di Antonio Maciocco (20')

• "Nausicaa. L'altra Odissea" di Bepi Vigna (20')


Presenterà i film Antonello Zanda, direttore del CSC della Società Umanitaria di Cagliari.

Ingresso libero e gratuito.














Riprende in Cineteca “Les jeudis du cinéma”, rassegna di film francofoni in lingua originale con sottotitoli in francese, organizzata dall’Alliance française di Cagliari.

Il film in programma per l’ultimo giovedì di gennaio è “La promesse de l'aube (La promessa dell’alba)” di Eric Barbier (Francia, 2017, 131’), adattamento cinematografico del romanzo autobiografico di Romain Gary del 1960.

Ingresso libero e gratuito.





LA PROMESSA DELL'ALBA

Trama: Dalla difficile infanzia in Polonia passando per l'adolescenza a Nizza, per poi arrivare alla carriera da aviatore in Africa durante la seconda guerra mondiale... Romain Gary ha vissuto una vita straordinaria. Ma questo impulso a vivere mille vite, a diventare un grande uomo e un celebre scrittore è merito di Nina, sua madre. Sarà proprio il folle amore di questa madre possessiva ed eccentrica che lo porterà a diventare uno dei più grandi romanzieri del ventesimo secolo, e a condurre una vita piena di rocamboleschi colpi di scena, passioni e misteri. Ma quell'amore materno senza freni sarà anche un fardello per tutta la sua vita.

Critica: "'La promessa dell'alba', titolo del romanzo scritto da Romain Gary nel '60, è alla madre che gli prepara e controlla tutti i sogni: dovrà essere scrittore, eroe, ambasciatore e donnaiolo. Lo scrittore, suicida nel 1980, ha mantenuto la parola e il film ne mostra l'odissea (...). Il film di Éric Barbier circumnaviga tutti i generi stile vintage, scoppiettante nella prima parte, sparando a salve nella seconda, ma assecondando l'attenzione. Storia di un complesso che Dassin filmò con Mercouri e Dayan (1970) mentre qui è la Gainsbourg che impazza invadendo il campo del bravo Pierre Niney." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 14 marzo 2019)

"(...) Eric Barbier realizza un biopic-epic da venti milioni di euro, portandoci a spasso dalla nevosa Polonia alla solatìa Nizza, dal Messico all'Africa: dove Romain pilota un bombardiere e, negli intervalli, scrive libri per assecondare le insistenze dell'eccentrica mamma. Ricostruzioni d'epoca e scene di battaglia sono gestite senza risparmio, anche ricorrendo a effetti speciali di alta qualità. Però la parte succosa è il rapporto tra madre e figlio; dove, pur trattandosi di un film su Gary, è mamma Charlotte Gainsbourg - tragica e divertente, fiera e patetica - a rubare la scena al rampollo." (Roberto Nepoti, 'La Repubblcia', 14 marzo 2019)

[fonte: cinematografo.it]

In occasione delle celebrazioni per la Giornata della Memoria, la Cineteca Sarda ospiterà il secondo dei 3 appuntamenti previsti dalla rassegna “La Shoah e il Cinema italiano. Dagli anni del grande silenzio alle rappresentazioni filmiche del testimone. ‪1946-1979”.

Mercoledì 29 gennaio alle ore 19 sarà proiettato il film “La linea del fiume” di Aldo Scavarda (Italia, 1976, 105’) con intervista a Vasco De Cet (attore protagonista del film).

La rassegna cinematografica è promossa e presentata da: Memoriale Sardo della Shoah, FICC, ANPI, CGIL, Istituto Letteratura Musicale Concentrazionaria, Società Umanitaria - Cineteca Sarda, ARC Onlus. Ingresso libero e gratuito.

LA LINEA DEL FIUME

Regia: Aldo Scavarda
Attori: Isarco Ravaioli, Orazio Orlando, Lea Massari, Philippe Leroy, John Hurt, Angela Goodwin, Sergio Gibello, Vasco De Cet, Riccardo Cucciolla, Armando Brancia
Soggetto: Jacques Rémy
Sceneggiatura: Massimo Dallamano, Aldo Scavarda, Jacques Rémy
Fotografia: Arturo Zavattini
Musiche: Giancarlo Chiaramello
Montaggio: Franca Silvi
Durata: 105'
Specifiche tecniche: PANORAMICO EASTMANCOLOR
Produzione: LUCE

Trama: Giacomino Treves, ebreo di otto anni, il 16 ottobre 1943 rimane fortunosamente solo dopo che i Tedeschi hanno fatto irruzione nel quartiere ebreo di Roma e arrestati, tra gli altri, i suoi parenti e conoscenti. Affidato con piccolo inganno al borsaro nero Amedeo da Don Luigi, il "piccolo ebreo errante" inizia un avventuroso viaggio verso Londra ove il padre è speaker presso la BBC per le trasmissioni in italiano di "Radio Londra". Raggiunta la Francia con l'aiuto dei partigiani di Susa, Giacomino si unisce al dr. Roder - che verrà preso dalle SS dopo essersi prestato come chirurgo per soccorrere i feriti per un bombardamento di una stazione ferroviaria - e a due aviatori inglesi. Con tenacia, il ragazzino si immette nella "linea del fiume", nome convenzionale dell'organizzazione per l'espatrio clandestino e viene raccolto dagli Alleati sbarcati in Normandia. A Londra finalmente si congiunge con il padre.

[fonte: cinematografo.it]

Proseguono le celebrazioni per i 300 anni dalla nascita di Giuseppe Baretti, con la proiezione del film "Barry Lyndon" di Stanley Kubrick (1975, 184') mercoledì 22 gennaio alle ore 19.

Le celebrazioni sono promosse dal centro internazionale di studi europei Sirio Giannini con il Comune di Seravezza (Lucca). Il calendario di iniziative si è aperto il 3 e il 4 maggio con un convegno a Seravezza e proseguirà fino al 2021 con eventi in altre città italiane e europee, tra cui, Lisbona e Utrecht. Un corposo programma di iniziative sotto l’egida del Ministero per i Beni e le Attività Culturali che coinvolge anche Pistoia, Lucca, Pisa, Cagliari, Torino.

Le celebrazioni, hanno spiegato gli organizzatori, vogliono accendere i riflettori sulla figura Baretti come intellettuale poliedrico, originale, indipendente e, ancora oggi, sottostimato.

IL '700 DI 'BARRY LYNDON'
Il silenzio ostinato che circonda Barry Lyndon, l'ultima fatica di Stanley Kubrick, uno dei film più belli che si siano mai visti - un film che, come 2001, non ci stancheremo mai di vedere e di rivedere - è incomprensibile. [...] Barry Lyndon è un film di tale splendore che dovrebbe accecare (e dunque sono assolti quelli che, chiudendo gli occhi, conservano un debole ricordo di bei quadri e la sensazione di belle musiche assordanti) oppure infiammare: ogni altra azione tiepida rientra nel paragrafo della patologia del pubblico e va senza dubbio ascritta a quella che è stata definita la caduta della percezione sensoriale, malattia propria delle società dello spettacolo.
[...] Questa storia piuttosto comune, desunta con relativa fedeltà da un romanzo di Thackeray, permette a Kubrick di darci un quadro del settecento alle porte della rivoltatene francese di una profondità e di una verità sconcertanti. Grazie a un talento difficilmente misurabile, e a 11 milioni di dollari, il film apre un paragrafo nuovo e luminoso in quel genere lussuoso, vuoto e sostanzialmente regressivo che siamo abituati a chiamare film in costume. Barry Lyndon opera, in rapporto a questo genere, lo stesso profondo e radicale mutamento che 2001 ha effettuato sul cinema di fantascienza. I costumi, gli ambienti, gli oggetti scenici, il paesaggio, la luce degli interni (una pellicola speciale, ad alta sensibilità, fabbricata dalla Kodak e una macchina da presa progettata per adattarsi a un obbiettivo fotografico della Zeiss hanno permesso a Kubrick di filmare servendosi soltanto della luce delle candele), il maquillage degli attori, in una parola tutto ciò che, da Scaramouche a Via col vento, da Cleopatra a Il dottor Zivago, definisce il genere, non è qui utilizzato come vestito, come costume del film (costume che dovrebbe garantirne, come un lussuoso travestimento, la commestibilità estetica). Barry Lyndon va al di là, distrugge l'idea ingenua che si cela sempre dietro il film d'epoca minuzioso, si difende da quel kitsch e da quel naïf involontari, da quell'amore infantile e rimosso per il museo delle cere, che fanno capolino perfino in Senso. [...]

Nel film di Kubrick la meticolosa veridicità dei dettagli non suggestiona mai col fascino indiscreto e malsano dell'imbalsamazione del passato, ma costruisce, inventa, immagina (esattamente come succede con i modellini, i fondali e le prospettive di 2001) lo spazio vitale, lo spazio psicologico, lo spazio sociale, lo spazio percettivo così come si costituiscono in un dato momento della storia. L'atteggiamento di Kubrick davanti al settecento è l'opposto di quello di Bertolucci davanti al novecento, non solo per la differenza di due secoli: mentre per il secondo il passato sembra essere, prima di tutto, ideologia, e i personaggi che mette in scena idee e pensieri, per il primo esso è l'intreccio dei modi e dei luoghi reali dell'esistenza sociale di uomini reali. Forse per questo Novecento è un film sul mito, mentre Barry Lyndon è un film sulla storia. [...]
Le scene canoniche intorno alle quali il film in costume si è costruito come il western intorno al duello alla pistola, sembrano avvenire per la prima volta. Questi momenti sono esplorati nei loro tempi reali tanto minuziosamente da svelare, bruscamente, la meccanicità con cui gli altri film in costume li hanno quasi sempre rappresentati, riducendoli a retoriche pietrificate. Svelamento, rivelazione e verità che non si risolvono nella frustrazione dello spettacolo interrotto, nel sacrificio dell'emozione uccisa a maggior gloria della ragione, ma nella produzione di uno spettacolo espanso, di un'emozione ancora più profonda, di una partecipazione totale da parte dello spettatore, che quanto più è messo in grado di seguire 'a distanza' la storia poco edificante del signor Barry Lyndon, tanto più ne è commosso e incantato. Qualunque cosa si dica di questo film, si avrà sempre l'impressione di avere dimenticato l'essenziale. Mi limiterò, se non a giustificare il mio entusiasmo, a individuare almeno la ragione principale per cui Barry Lyndon rappresenta per me, e mi auguro per molti altri, un'autentica gioia e una rivelazione. Lontano dal cinema di formule e procedimenti a cui rimanda soltanto per la sua mole produttiva, Barry Lyndon si situa in quella zona dove il cinema è invenzione, ricerca, esperimento. Ma dove tutti, coraggiosamente e confusamente, cercano, Stanley Kubrick trova. Non domanda, risponde.

(Enzo Ungari, Schermo delle mie brame, Vallecchi, Firenze 1978)

[fonte: http://distribuzione.ilcinemaritrovato.it/]

Dal 20 al 25 gennaio in Cineteca Sarda si terrà la prima settimana di residenza collettiva (riservata a coloro che sono stati selezionati a metà novembre, come previsto dal bando) del progetto Re-framing home movies #3, dedicata alla formazione e destinata a produrre una riflessione critica sulle questioni cruciali poste dal riutilizzo di materiale filmico d’archivio e dal riuso di film di famiglia in particolare.

Attraverso una serie di masterclass con artisti, filmmaker e studiosi di fama internazionale, verranno evidenziati i diversi livelli su cui è necessario riflettere – culturale, archivistico, storico, etico ed estetico – al fine di includere queste immagini in una nuova opera.

Si alterneranno momenti più direttamente didattici a momenti di confronto con la quotidianità e le pratiche d’archivio, cercando di portare i partecipanti a problematizzare alcune questioni essenziali attraverso un’articolazione in tre direttrici.

Tra i docenti, accanto ai responsabili del progetto e degli archivi promotori, alcuni dei maggiori esperti italiani ed europei di analisi, trattamento e riuso di film di famiglia:

Susan Aasman (Storica e teorica dei media / Università di Groningen /Paesi Bassi)
Paolo Caneppele (Archivista / Austrian Film Museum / Austria)
Efrén Cuevas (Storico e teorico del cinema / Università della Navarra /Spagna)
Albert Elings (Filmmaker e montatore / Paesi Bassi)
Péter Forgács (Artista e filmmaker / Ungheria)
Federico Rossin (Storico del cinema, curatore e programmatore indipendente / Francia)
Salvi Vivancos (Artista e archivista/ Red del cine domestico / Spagna).

Re-framing home movies #3 / Residenze in archivio è un percorso di formazione e produzione volto alla creazione di sei nuove opere creative interamente realizzate a partire da materiali filmici amatoriali.

Il progetto, promosso da Cineteca Sarda / Società Umanitaria (Cagliari), Archivio Cinescatti / Lab 80 film (Bergamo), e Archivio Superottimisti (Torino), curato da Karianne Fiorini e Gianmarco Torri, è realizzato con il sostegno di MiBACT e di SIAE, nell’ambito del programma “Per chi crea”, e prevede un lavoro di rielaborazione artistica di film di famiglia messi a disposizione dalle tre strutture.

Un giacimento di film di origine privata, girati in pellicola nei formati 9,5 Pathé Baby, 16mm, 8mm, Super8 tra gli anni ’20 e gli anni ’90 del secolo scorso da cineamatori e cineamatrici che hanno impugnato la cinepresa e documentato il loro quotidiano nel corso del Novecento.

Una preziosa eredità di memoria collettiva per guardare alla società italiana da un’ottica microsociale e ad altezza d’uomo che, per la sua specificità, necessita di un lavoro propedeutico di analisi e approfondimento che ne faccia emergere le peculiarità storiche, tecniche e culturali e ne sveli compiutamente le potenzialità espressive.

I partecipanti - selezionati a metà novembre 2019 - avranno la possibilità, attraverso masterclass, momenti di workshop e un periodo di ricerche individuali in archivio, di riflettere sulle caratteristiche specifiche di queste immagini private e sulle diverse modalità di rielaborazione per produrre nuove opere artistiche che ne forniscano una lettura personale e originale.

Prosegue la rassegna organizzata dal gruppo “Un libro insieme”, che promuove la lettura collettiva di opere letterarie e la visione dei relativi adattamenti cinematografici.

Mercoledì 15 gennaio alle ore 16 sarà proiettato il film “La scomparsa di Patò” di Rocco Mortelliti (Italia, 1970, 106’), tratto dall'omonimo romanzo di Andrea Camilleri.





Trama: 1890. Vigata. Nel corso della recita del Venerdì Santo, detta il "Mortorio", il ragioniere Antonio Patò che è impiegato nella banca locale, scompare. Il suo ruolo era quello di Giuda che, una volta messosi il cappio al collo, doveva cadere in una botola. Quella botola però risulta vuota. La moglie si rivolge al delegato di Pubblica Sicurezza Ernesto Bellavia ma costui si trova a fianco nelle indagini il Maresciallo dei Carabinieri Paolo Giummaro, stanco di occuparsi di piccole beghe paesane e pronto per la grande inchiesta. I due procederanno fianco a fianco, con una rivalità che progressivamente si trasformerà in cooperazione, nello scoprire verità che alcuni preferirebbero occultare.
È un giallo in piena regola (e l'immaginario paese di Vigata teatro delle inchieste del commissario Montalbano ne è garanzia) quello che Mortelliti porta sul grande schermo a partire dal romanzo omonimo di Andrea Camilleri (con il quale si era già confrontato grazie al soggetto di La strategia della maschera uscito nel 1999). Questa volta il regista ha a fianco nella stesura della sceneggiatura, oltre allo scrittore, anche Maurizio Nichetti. Di quest'ultimo si avverte la freschezza di alcune scelte stilistiche (i siparietti che mettono in scena personaggi minori ma determinanti per gli sviluppi dell'indagine o le compresenze degli investigatori e dei fatti accaduti in precedenza nella parte finale del film). Nichetti aveva diretto Frassica nel troppo facilmente archiviato Il Bi e il Ba e si sente che sa come adattare sulla sua personalità le battute di Camilleri.
Mortelliti dedica il film a suo padre e, a differenza di quanto accade a volte con opere di altri, il genitore può essere orgoglioso di questo gesto. Perché la Sicilia postunitaria che emerge da quest'opera è al contempo circoscritta nel tempo e nello spazio (grazie a un'attenta ricostruzione filologica e all'uso del dialetto, per quanto ammorbidito e comprensibile) ma anche riferibile alla realtà nazionale odierna. Bellavia (il 'nordico' in quanto napoletano) e Giummaro sono i sagaci e inarrestabili servitori di uno Stato che nei loro pensieri ha conquistato la Maiuscola.
Debbono però scontrarsi con chi invece quell'iniziale maiuscola non l'ha mai neppure pensata impegnato com'è ad occuparsi del 'suo particulare'. Si ride e si sorride in questa commedia gialla ma l'amaro resta incollato al palato. Perché i Patò, purtroppo, non sono mai scomparsi dalla nostra società. Semmai si sono moltiplicati a dismisura.

[fonte: mymovies.it]
Giovedì 16 gennaio alle ore 20 in Cineteca Sarda sarà proiettato il film di Enrico Masi “Shelter - Addio all'Eden” (Italia, 2019, 81’).

Ingresso libero e gratuito.



Regia: Enrico Masi
Collaborazione alla regia: Alessandra Lancellotti - (assistente)
Attori: Catherine Wihtol De Wenden, Gabriel James Patiag, Pepsi
Sceneggiatura: Enrico Masi
Fotografia: Stefano Croci
Musiche: Zende Music, Fabrizio Puglisi
Montaggio: Giuseppe Petruzzellis, David Kajman - (assistente), Carlotta Guaraldo - (assistente), Federica Giacomini - (assistente)
Suono: Jacopo Bonora, Giovanni Labriola - (supporto al montaggio)
Durata: 81'
Colore: C
Genere: DOCUMENTARIO
Specifiche tecniche: (1:1.37)
Produzione: STEFANO MIGLIORE PER CAUCASO, LIGNE 7 IN COLLABORAZIONE CON RAI CINEMA, MANUFACTORY PRODUCTIONS
Distribuzione: ISTITUTO LUCE CINECITTÀ
Data uscita: 13 Giugno 2019

Trama: Shelter è la storia di Pepsi, militante transessuale nata nel Sud delle Filippine in un'isola di fede musulmana. Dal Mindanao alla giungla di Calais, Pepsi rincorre il riconoscimento di un diritto universale, vivendo l'odissea dell'accoglienza in Europa.
Pepsi è un individuo in transizione alla ricerca di un impiego stabile come badante, dopo aver lavorato per oltre 10 anni nella Libia di Gheddafi come infermiera, prima di essere costretta a seguire il flusso dei rifugiati. Ha cambiato più volte nome. Nel film non rivela il suo, e decide di non mostrare il proprio volto. Il suo racconto diventa quello di una maschera, mentre lotta per la propria identità.
[fonte: cinematografo.it]

In occasione delle celebrazioni per i 300 anni dalla nascita di Giuseppe Baretti, mercoledì 15 gennaio alle ore 19 sarà proiettato in Cineteca Sarda il film di Roberto Faenza "Marianna Ucrìa" (Italia, 1997, 108’).

Le celebrazioni sono promosse dal centro internazionale di studi europei Sirio Giannini con il Comune di Seravezza (Lucca). Il calendario di iniziative si è aperto il 3 e il 4 maggio con un convegno a Seravezza e proseguirà fino al 2021 con eventi in altre città italiane e europee, tra cui, Lisbona e Utrecht. Un corposo programma di iniziative sotto l’egida del Ministero per i Beni e le Attività Culturali che coinvolge anche Pistoia, Lucca, Pisa, Cagliari, Torino.

Le celebrazioni, hanno spiegato gli organizzatori, vogliono accendere i riflettori sulla figura Baretti come intellettuale poliedrico, originale, indipendente e, ancora oggi, sottostimato.

MARIANNA UCRIA

In Sicilia, nella prima metà del Settecento, la dodicenne Marianna Ucrìa viene portata dal nonno ad assistere ad una impiccaggione, nella speranza che lo spettacolo possa farla guarire dal mutismo. Ma tutto risulta vano. Marianna non parla e non sente. Viene così indotta dalla madre a sposare lo zio Pietro e, quando arriva a sedici anni, ha già partorito tre figli. Diventata giovane donna, accoglie la visita di un istruttore francese che l'avvia al linguaggio dei segni e le fa conoscere le idee filosofiche che si muovono per l'Europa. Quando il marito muore, Marianna si trova a dover gestire la propria vita e i rapporti con gli altri. Dimostra così di aver acquisito una forte personalità che le permette di governare i rapporti con la servitù e una importante relazione sentimentale con il fratello della propria serva Fila. Ormai donna matura e consapevole, Marianna è in grado di capire il terribile segreto che le era stato nascosto: il suo mutismo è derivato dal trauma provocatole dalla violenza sessuale subita dallo zio Pietro.

Critica: "Alle prese con il Settecento siciliano, il cineasta rielabora con qualche libertà, specialmente nel finale, il romanzo: e se il messaggio - diciamo 'proto-femminista'? - risulta sostanzialmente rispettato con le sottolineature d'obbligo, l'elegante messa in scena fornisce al film quella qualità spettacolare che era mancata a 'Sostiene Pereira'. Poi uno potrebbe chiedersi perché Faenza, forte dei successi recenti, non abbia avuto il coraggio di cimentarsi con una storia originale, magari legata all'Italia dei nostri giorni, ma questo è un altro discorso." (Michele Anselmi, 'L'Unità', 8 febbraio 1997)

[fonte: cinemtografo.it]

Primo appuntamento del 2020 con la rassegna organizzata dal gruppo “Un libro insieme”, che promuove la lettura collettiva di opere letterarie e la visione dei relativi adattamenti cinematografici.

Mercoledì 15 gennaio alle ore 16 sarà proiettato il film “Medea” di Pier Paolo Pasolini (Italia, 1970, 106’), basato sull'omonima tragedia di Euripide e interpretato da Maria Callas.


 

Maria Callas e Pier Paolo Pasolini sul set di "Medea"


MEDEA

Trama: Il giovane Giasone, alla testa degli Argonauti, muove alla volta della remota Colchide per impadronirsi del Vello d'oro (una pelle di caprone dorata ritenuta apportatrice di potenza e fertilità), che dovrà servirgli per riscattare il trono usurpatogli dallo zio Pelia. La maga Medea, figlia del sovrano della Colchide, colpita dalla prestanza fisica di Giasone, lo aiuta a rubare il prezioso simulacro e fugge con lui. Tornato in patria, Giasone sposa Medea e ha due figli, ma, divorato dall'ambizione, abbandona la famiglia per prendere in moglie Glauce, giovane figlia del re di Corinto. Resa folle dalla gelosia, Medea mette in atto una tremenda vendetta: con le sue arti magiche provoca la morte di Glauce e del re suo padre, e successivamente uccide i propri figli, incurante delle invocazioni disperate di Giasone.

Critica: "È soprattutto un'opera di grande fulgore figurativo, che rapisce ed incanta per la raffinata sensibilità con cui sa intonare le luci, i colori, la composizione delle inquadrature al clima della tragedia, per la vivida estrosità dei costumi (...), per l'esotico fascino delle sue musiche orientali (...), e ancor più l'arcana, remota struggente bellezza dei suoi paesaggi, (...) gli eterei vapori della laguna veneta, le nitide geometrie della piazza dei Miracoli a Pisa," (Dario Zanelli, "Il Resto del Carlino" 25 gennaio 1970)

[fonte: cinematografo.it]

Riprende in Cineteca la rassegna a cura del Centro di Salute Mentale “Cagliari 1”.

Lunedì 13 gennaio alle ore 15.15 sarà proiettato un film incentrato sulla vita e il percorso artistico di un grande musicista contemporaneo.

Come di consueto, alla proiezione del film seguirà la discussione.

Proiezione del documentario “Food Coop” di Tom Boothe sull’esperienza dell’emporio condiviso e autogestito più importante al mondo, Park Slope, nato nel 1973 a New York.

Dopo il film sarà proposto al pubblico il trailer del documentario “Mesa Noa”, sul percorso di creazione del primo emporio sardo concepito secondo il modello newyorkese.

La cooperativa Mesa Noa è nata ufficialmente il 21 marzo scorso. È un percorso di condivisione straordinario, un percorso intenso, anche faticoso, ma entusiasmante e appassionato, che il documentario in preparazione intende testimoniare. Per realizzarlo, è stata avviata una campagna di crowdfunding nella piattaforma Produzioni dal Basso, la più grande comunità italiana di raccolta fondi online. 

Prenotazioni tramite:
- Produzioni dal Basso tramite donazione al link:
http://sostieni.link/23355
- email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
- tel: 347 249 5814


Ingresso libero e gratuito.

BETWEEN FILMMAKING AND FILM ACTIVISM
The Role of Women Directors in Contemporary Cinema

Masterclass con Shireen Seno

Oltre il gender gap, la fluidità del mondo contemporaneo invita a lavorare su una complessità e molteplicità di livelli, piattaforme curatoriali, organizzazione di network e creazione di community, attività artistica. Così Shireen Seno ha disegnato la sua pratica, partendo da una personalità rizomatica e complessa, che proprio nella transazionalità dei contesti e delle azioni ritrova la sua linfa vitale.

Shireen Seno (Tokyo, Giappone, 1983) è una regista e un’artista la cui pratica è strettamente legata all’obiettivo, alla lente cinematografica. Il suo lavoro si rivolge alla memoria, alla storia e alla creazione di immagini, spesso in relazione all’idea di casa. È anche curatrice e organizzatrice di Los Otros, uno spazio, laboratorio e piattaforma di Manila dedicato a opere cinematografiche e video con voci personali uniche.
Nasce in una famiglia di origine filippina. Trascorre gran parte della sua infanzia in Giappone, per poi laurearsi in architettura e cinema presso l’Università di Toronto.
Ha esordito, in ambito cinematografico, lavorando per Lav Diaz e John Torres per poi debuttare alla regia con Big Boy, il suo primo lungometraggio. Interamente girato in Super8 e presentato a Rotterdam nel 2013, Big Boy è stato selezionato da vari festival, tra i quali quelli di Jeonju (Corea del Sud), Edimburgo, New Horizons (Polonia), 3 Continents (Francia), e ha vinto il premio per la miglior opera prima al Festival de cine Lima Independiente. Nervous Translation è il suo secondo lungometraggio.

Informazioni su www.acrossasiaff.org.

In occasione della Giornata Internazionale per i Diritti del Migrante, l’associazione Genti de Mesu organizza la proiezione del docu-film LaKora.

L’evento, finanziato dal Comune di Cagliari, si terrà giovedì 19 dicembre, a Cagliari, presso la Cineteca Sarda in Viale Trieste alle ore 19.30.  

Il docufilm LaKora nasce dall’idea del regista Gianfranco Mura di raccontare storie di donne e uomini senegalesi, accomunate/i dalla volontà di non lasciare l’Africa, ma di investire su questa terra che, partendo dal fuoco e dalla cenere delle tradizioni, vive già nel suo futuro.  Il film, una co-produzione di Genti de Mesu, Sunugal, e il Centro Servizi Culturali Oristano, è stato di recente selezionato per la fase finale del Babel Film Festival, il Concorso internazionale del Cinema per le minoranze linguistiche.

Saranno presenti alla proiezione del film il regista Gianfranco Mura e il Presidente di Sunugal Milano Modou Gueye.

L’ingresso è libero e gratuito.

Sempre all’interno degli spazi della Cineteca Sarda, nella mattinata della stessa giornata, il docu-film verrà proiettato in presenza di 80 studenti delle classi 4° e 5° degli istituti superiori Pertini e Siotto.

La proiezione con la scuola vuole essere un’occasione importante per la condivisione di idee e riflessioni con un pubblico giovane.

Contatti:
mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Sinossi

Il suono della Kora, arpa a ponte dell’Africa occidentale. Un musicista africano la suona sulla spiaggia del Poetto di Cagliari, la melodia attraversa il mare e ci porta nel Sahel: sabbia, baobab, vento, cammelli ma anche l’uomo. Tante storie. La religione e le danze delle feste coloratissime, fuoco e cenere delle tradizioni. Poi Dakar, la grande e caotica Dakar. Ancora storie: l’arte, la comunicazione, la musica, la moda, i mercati.

Il regista

Gianfranco Mura a nasce a Torino nel 1963. Inizia il percorso di ricerca personale e professionale sul ritratto a Milano all’inizio degli anni novanta, dopo un decennio di esperienza nel settore industriale e still-life.
La sua attività attuale ruota intorno alla realizzazione di ritratti e progetti a sfondo culturale e sociale in Italia e all’estero per libri e servizi per i giornali.
Parallelamente ha sviluppato una lunga esperienza nel cinema come fotografo di scena e consulente per l’immagine. Lavora per l’editoria, la pubblicità e la discografia. Attualmente vive in Sardegna e lavora tra Torino, Milano e Roma.

Torna a Cagliari dal 14 al 20 dicembre 2019 “Across Asia Film Festival”, il festival internazionale del cinema incentrato sui linguaggi più innovativi della scena asiatica contemporanea per scoprire la produzione cinematografica dell’Estremo Oriente. Dopo il grande successo delle edizioni presentate a Cagliari e Roma (MAXXI, Museo Nazionale delle arti del XXI secolo), e l’ampliamento a livello regionale sulle città di Quartu e Sassari, quest’anno il festival presenta un programma ad ampio respiro che include numerosi momenti di formazione e un’esplorazione su diverse cinematografie e opere filmiche fuori formato, concentrandosi in particolare sulle produzioni cinematografiche di Taiwan e delle Filippine

Con la direzione artistica di Stefano Galanti e Maria Paola Zedda, “Across Asia Film Festival” è realizzato con il Patrocinio di MIBACT – Direzione generale Cinema, il contributo di Regione Autonoma della Sardegna e Comune di Cagliari, il sostegno della Fondazione Sardegna Film Commission, insieme alla collaborazione di Cineteca Sarda, ERSU, Ticonzero, Società di Santanna, Contemp0ranea – Liceo Artistico Brotzu di Quartu, DiDstudio e ai media partner TaxiDrivers e Asian World.

La quarta giornata del festival si svolgerà in Cineteca Sarda con due prime italiane e una europea, seguite da un’importante retrospettiva sul cinema filippino indipendente e sperimentale, “The Kalampag Tracking Agency” - a cura di Shireen Seno, ospite del festival, e di Merv Espina. Nella stessa occasione saranno presentati anche i film vincitori del concorso “One Minute Film School”, realizzato con gli studenti del Liceo Artistico Brotzu di Quartu sotto la guida di Khavn de la Cruz. Ingresso libero e gratuito.

PROGRAMMA DI MERCOLEDÌ 18 DICEMBRE 2019

19.30 "One Minute Film School Awards" in collaborazione con Liceo Brotzu di Quartu

20.00 "Belief as the Light in Darkness" di Francis Guillermo, Filippine, 2019, 18’ (prima europea) 

20.20 "The sound of Falling" di Chien-Yu Lin, Taiwan, 2019 (prima italiana)

21.00 "The Kalampag Tracking Agency" a cura di Shireen Seno & Merv Espina (prima italiana):

DROGA! 
Miko Revereza
2014 | 7:21 | Super 8 transferred to HD | black and white | sound

• Minsan Isang Panahon (Once Upon a Time)
Melchor Bacani III 
1989 | 4:00 | 16mm transferred to 2K | color | sound

• ABCD
Roxlee 
1985 | 5:22 | Super 8 transferred to HD | color | sound

• Bugtong: Ang Sigaw Ni Lalake (Riddle: Shout of Man)
RJ Leyran
1990 | 3:20 | 16mm transferred to 2K | color | sound 

• Very Specific Things at Night
John Torres
2009 | 4:29 | video | color | sound

 Juan Gapang (Johnny Crawl)
Roxlee
1986 | 7:18 | Super 8 transferred to HD | color | sound 

• Chop-chopped First Lady + Chop-Chopped First Daughter
Yason Banal
2005 | 1:54 | video | color | sound

• The Retrochronological Transfer of Information
Tad Ermitaño
1994 | 9:33 | 16mm transferred to VHS transferred to HD | color | sound

• Ars Colonia
Raya Martin 
2011 | 1:13 | Hi8 transferred to 35mm transferred to video | color | silent

• Class Picture 
Tito & Tita
2012 | 4:41 | 16mm transferred to HD | sound

• Anito
Martha Atienza
2012 | 8:08 | HD | color | sound

Hindi sa atin ang buwan (the moon is not ours) 
Jon Lazam
2011 | 3:31 | HD | black and white | silent

• Kalawang (Rust)
Cesar Hernando, Eli Guieb III & Jimbo Albano
1989 | 6:33 | 16mm transferred to 2K | sound 

In attesa dell'imminente edizione 2019 che avrà luogo a Cagliari dal 20 al 22 dicembre presso l'Hostel Marina, il Cineclub Fedic Cagliari presenta “Solidando Film Festival 2018”.

Saranno proiettati i film premiati nell’edizione del 2018:

• "THE TICKET" di Haris Stathopoulos, GREECE, 2016 – 17’ - 3° premio
• "16 SEMANAS" di Carlota Coronado, SPAIN, 2017 – 5’ - Menzione speciale
• "THE MANDARIN TREE" di Cengiz Akaygün, Germania, 2018 – 18’ - 2° premio
• "MAY DAY" di Olivier Magis & Fedrik De Beul, BELGIUM, 2017 – 22’ – Menzione speciale
• "RETOUCH" di Kaveh Mazaheri, IRAN, 2017 – 19’ – 1° premio

INGRESSO LIBERO

Apertura della sala alle  20 - inizio proiezioni alle  20.30


Riprende in Cineteca la rassegna organizzata dal Centro di Salute Mentale “Cagliari 1”.

• Lunedì 9 dicembre sarà proiettato un film incentrato sul rapporto di amicizia tra un uomo e un bambino.

Come di consueto, alla proiezione del film seguirà la discussione.

Ingresso libero e gratuito.

Laboratorio di Antropologia Visuale “Fiorenzo Serra” della Società Umanitaria - Cineteca Sarda  

How big is the galaxy? della regista russa Ksenia Elyan, ha vinto la terza edizione del Fiorenzo Serra Film Festival, conquistando il premio della Cineteca Sarda. Il film è la ricerca di una chiave di comprensione della libertà in Siberia, attraverso gli occhi di un bambino.

Al secondo posto Sheep hero, dell’olandese Ton Van Zantvoort e al terzo In questo mondo, dell’italiana Anna Kauber. 

Menzione speciale per Climbing the Elixir, della regista nuorese Monica Dovarch.

La sezione dedicata ad Antonio Simon Mossa è stata invece vinta dal regista Stalin Kalidas con A tale of bad morning in India.

Menzione speciale per l’italiano Pescamare, di Andrea Lodovichetti.

Il Festival ha avuto il patrocinio di Regione Sardegna, Comune di Sassari, Camera di Commercio del Nord Sardegna di Sassari, e la collaborazione del DISSUF dell’Università di Sassari, dell'Accademia di Belle Arti “Mario Sironi” di Sassari e della Filmoteca Regionale Siciliana.  

Il Cineclub Fedic Cagliari propone la visione della II parte de “Il giro del mondo in 4k. Resoconti di viaggio in Sud America” (3ª, 4ª e 5ª puntata).

Elaborazioni video di SERGIO LISSIA

• "Argentina - Brasile" - parte III (novembre 2018 - 18,14")
• "Argentina - Brasile" - parte IV (novembre 2018 - 20,37")
• "Argentina - Brasile" - parte V (novembre 2018 - 22,42")




L’autore sarà presente in sala.

Ingresso libero e gratuito.




Marchio colore - Babel film festival 6 editzione.png


Babel Academy
5 incontri per il cinema
Coordinamento di Daniele Maggioni per Associazione Ordet

Martedì 3 dicembre 2019 / ALINA MARAZZI
IL RIUSO DELL’ARCHIVIO NEL FILM

La pratica del “riciclo” di materiali filmici pre-esistenti nel documentario contemporaneo.
Riflessione sulla “lettura” e l’utilizzo  delle immagini storiche, private e pubbliche,
l’interpretazione delle rappresentazioni di genere e culturali, volontarie o involontarie,
le diverse possibilità di ri-significazione dei materiali.

Mercoledì 4 dicembre 2019 / MARIO BRENTA
L'OCCHIO SELVAGGIO

Dal visibile all'invisibile, dalle sensazioni al senso, dalle cose ai concetti e non dai concetti alle cose. Attraverso l'analisi di un film, una riflessione e una proposta per un diverso ruolo del filmmaker nel suo approccio al cinema del reale.

Giovedì 5 dicembre 2019 / MASSIMO MARIANI
IL SUONO AL CINEMA
Le necessità tecnico-creative e le procedure nella post-produzione sonora:  dalla calibrazione dei sistemi di ascolto alle problematiche del montaggio del suono, dal routing e creazione di template al trattamento dei diversi materiali fino agli export per le svariate piattaforme di distribuzione. Analisi linguistica e riflessioni sulle tecniche e sul processo di sound design di una pluridecennale ricerca e diretta esperienza nella realizzazione di oltre 200 film e documentari.

Venerdì 6 dicembre 2019 / LARA SADERI
L’EDIZIONE CONTINUA
Il ruolo della segretaria di edizione  riguarda competenze che coinvolgono diversi aspetti della produzione di film muovendosi a  cavallo tra regia, fotografia e montaggio. Una attività di analisi in preparazione, di attenzione costante colpo d’occhio e visione d’insieme  sul set, di connessione tra i vari reparti  e di mantenimento della  continuità narrativa con  le sue regole e il suo superamento. 

Sabato 7 dicembre 2019 / DANIELE MAGGIONI
IL PROGETTO CINEMATOGRAFICO
È nella scelta iniziale del tipo di relazione con il pubblico che si mettono le basi del destino di un filmato. Servono  riflessioni su come trasferire l’idea  di partenza in una narrazione, quale sguardo e visone può risultare più efficace  per la sua rappresentazione  e infine in  che modo si deve procedere per il reperimento delle risorse necessarie.

Dalle ore 9:30 alle ore 13:30

MEM - Mediateca del Mediterraneo
sala Eventi (2° piano), via Goffredo Mameli, 164
Cagliari

L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.
È consigliata una preiscrizione all'indirizzo e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.



MEM - Sala Eventi, (2° piano)

• h. 9.30-13.30 Babel Academy
"L'occhio selvaggio"
Masterclass sul cinema con Mario Brenta

Ore 13.00 - PAUSA PRANZO 

Cineteca Sarda - proiezione film

• h. 15.00 
TESSITRICI - Viviana Mura (Italia, 2013; o.l.: sardu; subt.: ita.; 25')

• h. 15.30
LA GITA - Salvatore Allocca (Italia, 2018; o.l.: italiano / english / dialetto napoletano; subt.: ita.; 15')

• h. 15.50
BÎR (WELL) - Veysi Altay (Turchia, 2018; o.l.: kurdish; subt.: ita.; 63')

• h. 17.00
ELIAS - Brando Bartoleschi (Italia, 2018; o.l.: lingua rom / italiano; subt.: ita.; 13')

• h. 17.20
BAT, BI, HIRU… [One, two, three…] - Maialen Sarasua (Spagna, 2018; o.l.: euskera; subt.: eng.; 9')

• h. 17.40
FILINDEU 2.0 - Antonio Sanna (Italia, 2019; o.l.: sardu nuorese; subt.: ita.; 23')


 

"Tessitrici" di Viviana Mura

Sa Manifattura

• h. 18.30
Anno Internazionale delle Lingue Indigene
L'ESPERIENZA DI WAPIKONI MOBILE
Incontro con Crystal Dawn Jerome, regista

• h. 19.00 proiezione film
ABINODJIC MADJINAKINI (L'AMENDMENT) - Kevin Papatie (Canada, 2007; o.l.: anishnaabewomin; subt.: eng.; 5')
I AM L'NU - Naomi Condo (Canada, 2016; o.l.: mi'gmaq; subt.: eng.; 3'29")
INNU AIMINAN (SPEAK TO US IN INNU) - Lise-André Fontaine (Canada, 2013; o.l.: innu aimun; 2'54")
L'INNU CONTRE ATTAQUE - Bérénice Mollen-Dupuis (Canada, 2018; o.l.: innu aimun; subt.: eng.; 5')
KA USSI-TSHISHKUTAMASHUHT [Beginners] - Béatrice Rachel | Gisèle Mark (Canada, 2018; o.l.: innu aimun; subt.: eng.; 4')
KUPANISHKUEU - Mélodie Jourdain Michel (Canada, 2016; o.l.: innu aimun; subt.: eng.; 4'35")
LEARNING DENE AND THE TALE OF THE RAVEN - Équipe du Wapikoni mobile (Canada, 2017; o.l.: innu aimun; subt.: eng.; 5')
MACROCOSMIC - Craig Commanda (Canada, 2016; o.l.: anishnaabewomin; subt.: eng.; 3'39")
MAHIGANIEC (BABY WOLF) - Jacqueline Michel (Canada; 2017; o.l.: anishnabe; subt.: eng.; 5'30")
MEGWITETM (I REMEMBER) - Crystal Dawn Jerome (Canada, 2014;o.l.: mi'gmaq; subt.: eng.; 3'28")
NAMES FOR SNOW - Rebecca Thomassie (Canada, 2018; o.l.: inuktitut; subt.: eng.; 5')
NITAHKÔT N (I HAVE ARRIVED) - Moe Clark (Canada, 2014; o.l.: cree; subt.: eng.; 3'35")
TSHITASHUN (NUMBER) - James Picard (Canada, 2008; o.l.: innu aimun; subt.: eng.; 3')
TSM7AKSALTN: TO TEACH AND TO LEARN - Aaron Leon (Canada, 2017; o.l.: shuswap; subt.: eng.; 4'33")
UTE KANATA (HERE IN CANADA) - Virginie Michel (Canada, 2015; o.l.: innu aimun; subt.: eng.; 2'27")
WAMIN (LA POMME) - Katherine Nequado (Canada, 2017; o.l.: atikamekw; subt: eng.; 2')
WEARING MY CULTURE (JE PORTE MA CULTURE) - Olivia Lya Thomassie (Canada, 2018; o.l.: inuktitut; subt: eng.; 3'22")

Ore 20.00 - PAUSA CENA 

Sa Manifattura

• h. 21.00 proiezione film
GOOD NIGHT, MISTER YANG - Duško Stanivuk (Serbia, 2019; o.l.: naxi / english; subt.:eng.; 13')

• h. 21.20
VEGER [Return] - Selman Deniz (Turchia, 2019; o.l.: kurdish / armenian; subt.: eng.; 18')

• h. 21.40
LOS OJOS DEL CAMINO - Rodrigo Otero Heraud (Perù,

MEM - Sala Eventi, (2° piano)

• h. 9.30-13.30 Babel Academy
"Il progetto cinematografico"
Masterclass sul cinema con Daniele Maggioni

Ore 13.00 - PAUSA PRANZO

Sa Manifattura
• h. 18.00
PREMIAZIONE
Presentazione a cura di Lele Pittoni e Daniela Vitellaro

Saluti delle Autorità
Christian Solinas, presidente della Regione sarda
Paolo Truzzu, Sindaco di Cagliari

Intervengono:
Nevina Satta, Fondazione Sardegna Film Commission

Giuria Ufficiale:
Fiorella Infascelli, regista e presidente di giuria
Mario Brenta, regista, sceneggiatore e direttore della fotografia
Marco Antonio Pani, regista
Daniele Maggioni, regista e produttore
Michela Anedda, regista
Crystal Dawn Jerome, regista
Davyth Hicks, segretario generale ELEN - European Language Equality Network

Giurie sezioni collaterali:
Marco Asunis, FICC
Milena Fiore, Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico
Leo Rielli, Cineclub Fedic - Leo Virgili, SUNS Udine - Fredo Valla, Cineclub Fedic
Pio Bruno, Cineclub Fedic - Angelo Tantaro, Diari di Cineclub
I rappresentanti delle giurie One Wor(l)d, Diritto di parola e Unica

Saluti conclusivi:
Antonello Zanda, Tore Cubeddu, Paolo Carboni, direzione artistica del Festival

Traduzione LIS a cura di Manuela Medau e Maria Paola Casula

I PREMI:
Premio “Maestrale” Miglior lungometraggio
Premio “Maestrale” Miglior documentario
Premio “Maestrale” Miglior cortometraggio
Premio “Unica” Città di Cagliari
Premio “Diritto di parola”
Premio “One Wor(l)d”
Premio “Italymbas”
Premio “Umanitaria”
Premio L’Aura
Premio AAMOD
Premio del pubblico FICC
Premio Cineclub Fedic Cagliari
Premio “Diari di Cineclub”

POSTFESTIVAL

Sa Manifattura
• h. 21.30
CinematiCA Dj Set
Golden Age Soundtracks & Library Sounds
con Gianmarco Diana

MEM - Sala Eventi, (2° piano)

h. 9.30-13.30 Babel Academy
"L'edizione continua"
Masterclass sul cinema con Lara Saderi

Cineteca Sarda

Dream is not only a network
• h. 10.00-11.30 Incontro Workshop con gli operatori 
Samuel Julien (Dizale, Bretagna), Mjriam Vellinga (Afuk, Frisia), Emanuele Galloni (Videoplugger, Londra), Leo Virgili (Radio Onde Furlane, Udine), Leo Rielli (Parco Turistico Culturale Palmieri, Salento) Fredo Valla (Scuola cinema Ostana, Piemonte), Davith Hicks (ELEN, Bruxelles), Nevina Satta (Fondazione Sardegna Film Commission), Antonello Zanda (Società Umanitaria - Cineteca Sarda), Tore Cubeddu (EjaTV – Terra de Punt), Federico Spoletti (Subti e Fred Radio, Londra)

Sardinia Film Network: the sustainable island
• h. 11.30-13.00 Incontro workshop sulla rete dei festival in Sardegna.
In collaborazione con la Fondazione Sardegna Film Commission

Ore 13.00 - PAUSA PRANZO 

Cineteca Sarda

• h. 15.00 proiezione film
CADA QUINZE DIES - Sesé Laura Huguet | Joan Tisminetzky (Spagna, 2018; o.l.: lingua dei segni catalana / catalano / español; subt.: eng.; 55')

• h. 16.00
JAINKOAK EZ DIT BARKATZEN - Josu Martinez (Spagna, 2018; o.l.: euskera; subt.: eng.; 61') 

• h. 17.10
HER MAL DIBISTANEK [Every house is a school] - Ardin Diren (Turchia, 2019; o.l.: kurdish; subt.: eng.; 57')
Sala Nanni Loy – ERSU di Cagliari

• h. 18.00 proiezione film
A BOLU - Davide Melis (Italia, 2019; o.l.: sardu; subt.:ita.; 100')

• h. 19.45
Anteprima concerto
TENORE SUPRAMONTE ORGOSOLO
Francesco Davoli (vohe), Giuseppe Paulis (hontra), Gaetano Bassu (bassu), Antonio Garippa (mesu vohe)


"Her mal dibistanek" di Ardin Diren


Ore 20.00 - PAUSA CENA 

• h. 21.00
Sala Nanni Loy – ERSU di Cagliari
Concerto

RANDAGIU SARDU 
feat. (Sa Razza) e Davide Crabu (chitarra)

CANTO PER DEFENSAR-ME 
Joan Isaac (voce), Walter Porro (pianoforte e fisarmonica)

ROSSELLA FAA
Rossella Faa (voce), Giacomo Deiana (chitarra)

FLO TRIO
Flo (voce), Marcello Giannini (chitarra), Michele Maione (percussioni)

MEM - Sala Eventi, (2° piano)

• h. 9.30-13.30 Babel Academy
"Il suono al cinema"
Masterclass sul cinema con Massimo Mariani

Ore 13.00 - PAUSA PRANZO 

Cineteca Sarda - proiezione film

• h. 15.00 
THE VOTE - Arturo Hortas (Spagna, 2018; o.l.: español / peasant / quechua; subt.: eng.; 30')

• h. 15.40
ANTI - Josu Martinez (Spagna, 2019; o.l.: euskera; subt.: eng.; 19')

• h. 16.10
MY TYSON - Claudio Casale (Italia, 2018; o.l.: italiano / english / dialetto romano; subt.: ita.; 15')

• h. 16.30
KJED YN 'E LOFT' OR 'COLD AIR' - Onno Falkena (Paesi Bassi, 2019; o.l.: frisone / english / olandese / sàmi; subt.: eng.; 28'51'')

• h. 17.10
LA NOTTE DI CESARE - Sergio Scavio (Italia, 2018; o.l.: italiano / sassarese; subt.: ita.; 19')

• h. 17.30
CIAO TERÒNI - Francesco Imperato (Italia, 2018; o.l.: dialetto veneto; subt.: ita.; 5')

• h. 17.40
IN OUR SYNAGOGUE - Ivan Orlenko (Francia, 2018; o.l.: yiddish; subt.: eng.; 19')





"In Our Synagogue" di Ivan Orlenko


Sa Manifattura

• h. 18.00 proiezione film
MOURAS - Olga Osorio (Spagna, 2018; o.l.: galician; subt.: eng.; 13')

• h. 18.20
ARIA PRIMA - Luca De Paolis |Gaetano Mangia (Italia, 2018; o.l.: dialetto salentino / italiano; subt.: ita.; 15')

• h. 18.40
UN'ODISSEA ‘E RIMAS NOBAS - Roberto Priamo Sechi (Italia, 2019; o.l.: sardu; subt.: ita.; 60')


Ore 20.00 - PAUSA CENA 

Sa Manifattura

• h. 21.00 proiezione film
NOR NORI NORK - Estilabiz Urresola (Spagna, 2018; o.l.: euskera / arabic; subt.: eng.; 17')

• h. 21.20
OREINA - Koldo Almandoz (Spagna, 2018; o.l.: euskera; subt.: ita.; 88')

MEM - Sala Eventi, (2° piano)

• h. 9.30-13.30 Babel Academy 
"Il riuso dell'archivio nel film"
Masterclass sul cinema con Alina Marazzi


Ore 13.00 - PAUSA PRANZO 


Cineteca Sarda - proiezione film

• h. 15.00 
ZAIN - Pello Gutiérrez (Spagna, 2018; o.l.: euskera; subt.: ita.; 13')

• h. 15.20
CIAO BABYLON - Kurt Reinhard | Christoph Schreiber (Svizzera, 2017; o.l.: english / español / swiss-german / romanish / k'iché; subt.: eng.; 52')

• h. 16.20
EL PASTOR DE VILAFRESER - Collettivo studenti della Scuola Sant Esteve de Guialbes nel programa Cinema en curs (Spagna, 2019; o.l.: català; subt.: eng.; 16'09'')

• h. 16.40
OFF THE WALL - Nunzio Caponio (Italia, 2019; o.l.: nuorese / english; subt.: ita.; 20')

• h. 17.05
ANTOLINA - Aguero Miguel Ángel ( , 2014; o.l.: guaranì; subt.: eng.; 7'43'')

• h. 17.15
SUR LA TERRE NUE - Julie Perreard (Francia, 2019; o.l.: français / corse; subt.: eng.; 27')

• h. 17.45
DENDE O NOSO [From Our Place] - Collettivo studenti della Scuola Uxio Novoneira nel programa Cinema en curs (Spagna, 2018; o.l.: galician; subt.: eng.; 13'39'')


Sa Manifattura

h. 18.00 proiezione film
• L'ALGUER UN PENTAGRAMA COM UN CARRER - Roger Cassany (Spagna, 2018; o.l.: catalano di Sardegna / catalano; subt.: ita.; 66') 
Interviene Irene Coghene
partecipa Alessandra Sento (Società Umanitaria di Alghero) 

EVENTO SPECIALE - ANTEPRIMA CINEMA DEI SARDI

• h. 19.20 proiezione film
RAIXE. IN VIAGGIO CON I TABARCHINI - Andrea Mura (Italia, 2019; o.l.: tabarchino; subt.: ita.; 22')
Sarà presente il regista




Ore 20.00 - PAUSA CENA 


Sa Manifattura

• h. 21.00 proiezione film
HOTZEAN GARBITU - Maddi Barrenetxea (Spagna, 2019; o.l.: euskera; subt.: ita.; 14')

• h. 21.20
WE WILL BE HAPPY ONE DAY - Pawel Wysoczański (Polonia, 2011; o.l.: silesian / polish; subt.: eng.; 46') 

• h. 22.10
DIARIO GUARANÌ - Marcelo Martinessi (Paraguay, 2016

Parte il Babel Film Festival 2019!


Cineteca Sarda - proiezione film

• h. 15.00 
HORA - UNA STORIA ARBËRESHË - Maria Alba | Graziana Saccente (Italia, 2018; o.l.: arbëreshë/ita; subt.: eng.; 26'36'') 

• h. 15.30
DONKEYSHOT - Vincenzo Mineo (Italia, 2018; o.l.: italiano/siciliano; subt.: ita.; 45')

• h. 16.20
ANIMA - Joseph Peaquin (Italia, 2019; o.l.: francoprovenzale/italiano; subt.: ita.; 34')

• h. 17.00
WHAT IF BABEL WAS JUST A MYTH? - Sandrine Loncke (Francia, 2019; o.l.: laal/bagirmi/chadic arabic/français; subt.: eng.; 56')


Sa Manifattura - proiezione film

• h. 18.00 
SHADOW OF THE KURDISTAN MOUNTAIN - Azad Evdike (Syria, 2018; o.l.: Kurdish; subt.: eng.; 23')

• h. 18.30
SHADOWS OF KURDISTAN
Mostra fotografica di Murat Yazar

L’IMMAGINE E LA MEMORIA
Mostra di strumenti cinematografici d’epoca


EVENTO SPECIALE - ANTEPRIMA CINEMA DEI SARDI

Sa Manifattura

• h. 19.00 
Nobas dae s'Inferru
Brani tratti da due opere di Paul Lafargue
Lettura di Piero Marcialis

• h. 19.15 proiezione film
INFERRU - Daniele Atzeni (Italia, 2019; o.l.: sardu; subt.: ita.; 38')

Ore 20.00 - PAUSA CENA 

Sa Manifattura

• h. 21.00 proiezione film
HWEDHEL HENRY JENNER [The story of Henry Jenner] - Charlie Fripp (UK, 2018; o.l.: cornish; subt.: eng.; 12')

• h. 21.20
LA KORA - Gianfranco Mura (Italia, 2018; o.l.: français / wolof / italiano; subt.: ita.; 67')


Per info: www.babelfilmfestival.com




Fotogramma tratto dal film "Inferru" di Daniele Atzen

In occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, la Cineteca Sarda propone, martedì 26 alle ore 17, la visione del film “Mustang” di Deniz Gamze Ergüven (Francia, 2015, 94’).

Nel corso della settimana sarà possibile dare il proprio contributo all’iniziativa “Lenzuolo SOSpeso”, una performance collettiva - ideata dall'artista Silvia Capiluppi - della durata di una settimana, che coinvolgerà tutti i centri della Società Umanitaria e coloro che ne frequentano gli spazi.

L’obiettivo è quello di promuovere momenti di riflessione sul tema della violenza alle donne, attraverso l’esposizione di un lenzuolo bianco, che sarà ricamato da chiunque voglia dare il suo contributo: un filo rosso sarà a disposizione per ricamare il nome di una donna vittima di violenza, un filo verde per donare parole di speranza a tutte le donne.

Il lenzuolo bianco sarà esposto negli spazi della Cineteca Sarda a partire dal 25 novembre.

Ingresso libero e gratuito.

MUSTANG

Regia: Deniz Gamze Ergüven
Attori: Günes Nezihe Sensoy - Lale, Doga Zeynep Doguslu - Nur, Elit Iscan - Ece, Tugba Sunguroglu - Selma, Ilayda Akdogan - Sonay, Nihal Koldas - Nonna, Ayberk Pekcan - Erol, Bahar Kerimoglu - Dilek, Burak Yigit - Yasin, Erol Afsin - Osman, Suzanne Marrot - Zia Hanife, Serife Kara - Prozia, Aynur Kömeçoglu - Zia Emine, Sevval Aydin - Erin, Enes Sürüm - Ekin, Aziz Kömeçoglu - Padre di Osman, Serpil Reis - Madre di Osman, Rukiye Sariahmet - Zia di Osman, Kadir Çelebi - Padre di Ekin, Müzeyyen Çelebi - Madre di Ekin, Tuncer Kumcular - Ginecologa, Aykut Karatay - Ragazzo in macchina, Ercan Köksal - Zio Seref, Serpil Uçar - Petek Hanim, Hüseyin Baysal - Uomo con la pistola, Utku Zeka - Amico di Dilek, Seril Reis - Vicino di Petek
Sceneggiatura: Deniz Gamze Ergüven, Alice Winocour
Fotografia: David Chizallet, Ersin Gök
Musiche: Warren Ellis
Montaggio: Mathilde Van de Moortel
Scenografia: Serdar Yemisçi
Costumi: Selin Sözen
Durata: 94'

Trama: In un remoto villaggio della Turchia, all'inizio della stagione estiva, Lale e le sue quattro sorelle mentre tornano a casa da scuola scherzano e giocano con un gruppo di ragazzi. Il loro gesto scatena uno scandalo dalle conseguenze inaspettate: la casa si trasforma gradualmente in una prigione, gli studi vengono sostituiti dalle pratiche domestiche e la famiglia inizia a organizzare matrimoni combinati. Le cinque sorelle, animate dallo stesso desiderio di libertà, troveranno un modo per aggirare i limiti imposti...

Inaugurazione del Babel Film Festival 2019!

Domenica 1° dicembre presso Sa Manifattura, in viale Regina Margherita 33, sarà proiettato il film “Casteddu Sicsti” di Paolo Carboni (Sardigna, 2019, o.l.: sardu, subt.: ita., 60’).

PROGRAMMA:

ore 19.30 presentazione del film e talkshow aperto a tutt*, con Giampaolo Loddo, Piero Marcialis, Nino Nonnis, Giulio Manera, Carlo Porru. Conduce Elio Turno Arthemalle.

• ore 21 proiezione del film aperta a tutt*

Ingresso libero e gratuito.

Anteprima del Babel Film Festival in Cineteca Sarda!!!

domenica 30 novembre alle ore 20:

• proiezione del film "Un fenicottero chiamato tango" di Antonella Arca (Italia, 2019; musicale; 8')
Intervengono gli autori

• proiezione del film "Dantza" di Telmo Esanal (Spagna, 2019, o.l.: euskera, 98’)


DANTZA
Telmo Esnal. Coreografie di Juan Antonio Urbeltz (Paesi Baschi 2018, 98′)
Non un film ma un’esperienza profonda collettiva, un lavoro di ricerca ricco di storia, cultura e di significato, e di un’estetica al di là dei canoni comuni.  La tempesta giunge dopo un duro giorno di lavoro nei campi. Quando la pioggia si calma, la vita germoglia dalla terra prima arida. I frutti crescono e maturano, sopravvivono alle malattie e diventano le mele che daranno vita al Sidro. Poi arriva il tempo della mietitura, di brindare e celebrare l’amore. Una storia sul ciclo della vita, sulla lotta per la sopravvivenza, dove il passare del tempo è scandito dal corso naturale. E la danza è la lingua scelta per raccontare la storia. La musica accompagna la routine quotidiana: la vita è ritmo! Temi universali, qui vestiti di simbologie particolari. Simbologie che mostrano l’ipnotico universo delle danze tradizionali. Una canzone poetica sulla tradizione, la terra, le genti, i miti e i costumi. Un racconto sul miracolo dell’esistenza. 

[fonte: www.cinedetour.it]


Ingresso libero e gratuito.



In attesa del festival, che si svolgerà a Cagliari dal 2 al 7 dicembre, il pomeriggio del 28 novembre sarà dedicato a uno degli eventi collaterali: la presentazione dei film realizzati dai vincitori della 2ª edizione di Kentzeboghes, concorso per progetti cinematografici nelle lingue e dialetti della Sardegna.

Sala Nanni Loy - Ersu- via Trentino, 15 - Cagliari
• ore 18
Presentazione della favola musicale in lingua sarda "Sa famill'e cocerinu", con la proiezione di sei canzoni animate, che caratterizzano i momenti e i personaggi più intensi del racconto.
La favola è nata da un'idea di Rita Atzeri (che ha curato la scrittura del testo e la drammaturgia) e prodotta da RADIO X (partner del festival), sotto la direzione editoriale e musicale di Sergio Benoni.
I personaggio de "Sa famill'e Cocerinu" sono interpretati da Rita Atzeri, Elio Turno Arthemalle, Renzo Cugis, Emanuele Pittoni, Rossella Faa, Joe Perrino, Elena Ledda e Simonetta Soro.
Temi melodici originali composti e arrangiati da Frantziscu Medda e da Sergio Benoni; animazioni originali realizzate da Massimo Congiu.

• ore 18.30
Kentzeboghes 2019
Presentazione dei film realizzati dai progetti vincitori del concorso:
• BAR SEUI di Andrea Deidda (Sardigna, 2019, sardu, sub.ita, 27’)
• L’ULTIMO BARBIERE DI CARRERA LONGA di Antonio Maciocco (Sardigna, 2019, o.l.. sassarese, subt.: ita., 16’).
Saranno presenti i registi.

A seguire: 
Kentzeboghes Scuole
Proiezione dei cortometraggi realizzati durante i laboratori scolastici in lingua sarda.

L'ingresso è libero e gratuito.
Info su: www.babelfilmfestival.com



"L'ultimo barbiere di carrera longa" di Antonio Maciocco

Il Cineclub FEDIC Cagliari e la CINETECA SARDA presentano :

PREMIO DEL CINECLUB FEDIC CAGLIARI
alla 6a edizione del BABEL FILM FESTIVAL

Il BABEL FILM FESTIVAL è un concorso cinematografico internazionale di film in lingue minoritarie promosso e organizzato dalla Società Umanitaria - Cineteca Sarda, dall'Associazione culturale Babel, da Terra de Punt e da Areavisuale, che costituiscono insieme la Direzione del BabelFF. Nell'ambito del festival, tra i vari premi, è previsto il Premio del Cineclub FEDIC Cagliari. I SOCI DEL CINECLUB FEDIC CAGLIARI saranno la GIURIA che valuterà 8 cortometraggi scegliendo tra loro il vincitore del PREMIO CINECLUB FEDIC CAGLIARI.


> LUNEDÌ 25 NOVEMBRE, ORE 20.30
   proiezione dei film:

• Onno Falkena: "KJED YN ‘E LOFT’ [COLD AIR]"
(Paesi Bassi, 2019, l.o.: Frisone/english/Olandese/sàmi, subt.: eng., 28’51’’)

• Francesco Fadda : "SU BOI E SU DOMADORI"
(Italia, 2019, l.o.: sardo campidanese/italiano, subt.: ita., 24’)

• Alessandro Stevanon: "LA-BAS, AU FRONT"
(Italia, 2018, l.o.: francoprovenzale/français/valdostano, subt.: ita., 14’)

• Lele Nucera : "MARAMANDRA"
(Italia, 2017, l.o.: italiano/rom/calabrese, subt.: ita., 13’37’’)

• Giovanni Maria Melis" FLORALIA"
 (Italia, 2018, l.o.: sardo, subt.: ita., 10’)

• Diego Monfredini: "MALATEDDA"
(Italia, 2013, l.o.: siciliano trapanese, subt.: ita., 7’)

• Olivia Lya Thomassie: "WEARING MY CULTURE"
(Canada, 2018, o.l.: Inuktitut, 3’)

• Aaron Massie : "QUIESCENT"
(UK, 2018, l.o.: Cornish, subt.: eng., 2’35’’)


Al termine della visione dei cortometraggi, la giuria composta dai soci del cineclub voterà ciascuna opera su una scheda che consegnerà al Presidente.
La premiazione avverrà durante la serata finale del Babel Film Festival, il 7 dicembre.


Cineclub FEDIC presso Cineteca Sarda - Società Umanitaria 
viale Trieste 126 - Cagliari 
Apertura della sala alle  20,00 - inizio proiezioni alle  20,30

INGRESSO LIBERO
Lunedì 18 novembre alla Cineteca Sarda di Cagliari, dalle 14 alle 17, e martedì 19, dalle 11 alle 14, nella redazione de La Nuova Sardegna di Sassari, la formazione si occuperà di Hiv e Aids. Il tema dell’Hiv/Aids è particolarmente complesso, di grande impatto mediatico e con inevitabili ricadute sociali. Una corretta informazione può fare la differenza aumentando la conoscenza collettiva della patologia e contribuendo così a prevenire la diffusione del virus Hiv.

L’obiettivo del corso è quello di offrire una fotografia dell’infezione da Hiv dalla sua comparsa fino ad oggi attraverso una storia lunga 30 anni. La Sardegna fin dagli anni 80 è stata una delle regioni più colpite dall’aids e ha vissuto una grande emergenza sociale legata in particolare alla popolazione tossicodipendente. I numeri e i dati epidemiologici di cui disponiamo fanno comprendere quanto i progressi terapeutici abbiano cambiato la storia dell’infezione permettendo oggi alle persone con Hiv un’aspettativa di vita molto simile a quella delle altre persone. A questa condizione non corrisponde però un abbassamento della discriminazione e dello stigma che tuttora persistono impedendo alle persone colpite da Hiv di rendersi “visibili”. La totale assenza di campagne istituzionali di prevenzione, l’aver abbassato la guardia è la causa dell’attuale situazione in Italia, dove da oltre un decennio le nuove infezioni da Hiv non diminuiscono. E mentre la fascia di popolazione più colpita riguarda giovani dai 15 ai 29 anni, oltre la metà delle nuove diagnosi arriva quando l’infezione è già in uno stadio evolutivo molto avanzato, in fase di AIDS conclamato. L’intervento intende fornire una chiave di lettura partendo dall’esperienza associativa di Lila Cagliari di ben 25 anni, e dalle strategie di prevenzione consolidate sul territorio. Si intende avviare anche una riflessione sull’uso corretto della terminologia quando si comunica sull’ Hiv, perché da un linguaggio rispettoso e inclusivo dei diritti delle persone dipendono la percezione pubblica del problema e la rimozione di luoghi comuni e stereotipi che non favoriscono la presa di coscienza che l’Hiv riguarda davvero tutti.

In ultimo verranno presentati i dati del progetto EducAids 2019 avviato da oltre un decennio nelle scuole superiori di Cagliari e hinterland.

Sarà lasciato spazio a domande, perplessità o eventuali dubbi.

Relatori:

Brunella Mocci presidente Lila Cagliari e membro del coordinamento nazionale Lila

L’esperienza Lila

Francesco Ortu immunologo Centro Hiv immunologia clinica Policlinico universitario Azienda Ospedaliero Universitaria di Cagliari

epidemiologia dell’infezione da hiv in Sardegna

Gianmarco Rossini medico volontario Lila Cagliari

L’offerta del test rapido in sede

Arnaldo Pontis responsabile centro di documentazione Lila Cagliari

30 anni di  HIV  attraverso i media

Laura Supino direttore di LILANews e ufficio stampa Lila Nazionale

Comunicare sull’Hiv/Aids

Giacomo Dessì ufficio stampa Lila Cagliari responsabile progetto EducAids scuola

EducAids: il progetto Lila nella scuola in Sardegna

A Sassari interverrà Marco Mannazzu infettivologo Struttura complessa Clinica malattie infettive di Sassari Azienda Ospedaliero Universitaria di Sassari

epidemiologia dell’infezione da hiv in Sardegna

Tre crediti formativi saranno assegnati ai partecipanti al corso.

La fase finale del Fiorenzo Serra Film Festival 2019 si svolge a Sassari dal 19 al 23 novembre con un ricco programma che comprende proiezioni dei film in concorsomasterclass e incontri con registi e critici cinematografici.

PROGRAMMA:

Martedì 19,

ore 17: Presentazione del libro di Antioco Floris “BANDITI A ORGOSOLO il film di Vittorio De Seta” a cura di Lucia Cardone, in via Infermeria San Pietro, 12.

ore 18: Inaugurazione della mostra fotografica "BANDITI A ORGOSOLO. immagini del film", presso la Sala Duce - Palazzo Ducale.

ore 21: Proiezione del film "Détour De Seta" con il regista Salvo CUCCIA, al Cinema Cityplex Moderno di Sassari.

Mercoledì 20, giovedì 21 e venerdì 22

dalle 9.30 alle 13: incontri e masterclass con Luciano TOVOLI e Antioco FLORIS, Lorenzo HENDEL e Marco LEOPARDI, alla Camera di Commercio.

Mercoledì 20, giovedì 21 e venerdì 22

dalle 17.30 alle 20 e dalle 21 alle 23: proiezione dei film finalisti del FISFF, al Cinema Cityplex Moderno di Sassari.

Venerdì 23

ore 17.30: Giornata conclusiva con le premiazioni dei vincitori. Presenta Silvia Busia.

In occasione delle celebrazioni per i 300 anni dalla nascita di Giuseppe Baretti, giovedì 21 novembre alle ore 9.00 sarà proiettato in Cineteca Sarda per 3 classi del Liceo scientifico artistico Brotzu di Quartu S. Elena il film di Fiorella Infascelli “La maschera” (Italia, 1988, 80’).

Le celebrazioni, promosse dal centro internazionale di studi europei Sirio Giannini con il Comune di Seravezza (Lucca), sono state presentate nella sede del Consiglio regionale, alla presenza del presidente dell'Assemblea toscana. Il calendario di iniziative si è aperto il 3 e il 4 maggio con un convegno a Seravezza e proseguirà fino al 2021 con eventi in altre città italiane e europee, tra cui, Lisbona e Utrecht. Un corposo programma di iniziative sotto l’egida del Ministero per i Beni e le Attività Culturali che coinvolge anche Pistoia, Lucca, Pisa, Cagliari, Torino.

Le celebrazioni, hanno spiegato gli organizzatori, vogliono accendere i riflettori sulla figura Baretti come intellettuale poliedrico, originale, indipendente e, ancora oggi, sottostimato.









La maschera

Sinossi: Leonardo, un gentiluomo del '700, abita col vecchio padre in un’antica villa veneta e sciupa la sua vita giocando a carte e ubriacandosi. Una sera assiste a uno spettacolo di teatranti e rimane colpito dalla bellezza della prima donna Iris: tenta di sedurla, ubriaco e arrogante, ma lei lo respinge con disgusto. Rimasto sconvolto da tale deciso rifiuto, Leonardo decide di seguire la ragazza nella sua tournée e di conquistarla mostrandosi a lei sempre col viso coperto da varie maschere, che si fa confezionare da un artista specializzato. Iris si innamora così di quell’uomo di cui non vede mai il viso, ma Leonardo non trova il coraggio di mostrarsi senza maschera e fugge dopo averle lasciato una lettera di spiegazione. Tornato alla villa paterna, si rende evidente il suo cambiamento: abbandonata la dissolutezza e le carte, inizia a fare compagnia al vecchio padre, si occupa del giardino abbandonato, perfino il suo viso si è fatto più bello, benché malinconico. Infine Iris torna a cercarlo e quando lo trova, nello stesso giardino presso cui lo aveva respinto, è lei a baciarlo per prima.

[fonte: cinecitta.com]
Primo appuntamento con le proiezioni di film tratti da opere letterarie, organizzate dal gruppo di lettura “Un libro insieme”.

Mercoledì 20 novembre alle ore 16 sarà proiettato il film “I cannibali” di Liliana Cavani, liberamente ispirato all’Antigone di Sofocle.

Ingresso libero e gratuito.









IL FILM
Il tocco provocatorio di Liliana Cavani racconta "L'Antigone" attraverso la macchina da presa. In pieno clima di contestazione la tragedia di Sofocle prende vita nelle strade di Milano del 1969. La regista riscopre l'antica Grecia e la capacità dei suoi autori di raccontare storie universali e attuali.
Il film inizia con una sequenza tanto agghiacciante quanto violenta: quattro bambini vengono fucilati senza alcun motivo davanti allo sguardo impressionato di Tiresia. Il giovane straniero si avvia verso le strade della città osservando i corpi privi di vita di ragazze e ragazzi, repressi durante le sommosse e lasciati marcire per terra, per ordine dello Stato. "Morte a chi seppellisce i corpi dei ribelli", si legge ad ogni angolo. Tiresia è affranto. In un bar incontra Antigone, ragazza dell'alta borghesia, pronta ad infrangere la legge pur di seppellire il corpo del fratello. Perfino la famiglia è contraria alla sua idea. Ma Tiresia è pronto ad aiutarla. Emone, fidanzato di Antigone e figlio del primo Ministro non è d'accordo con la decisione della ragazza. Poi, anche lui si converte alla causa, e accusa per primo il padre, tanto attaccato alle "sue" leggi da non rischiare di sovvertire l'ordine prestabilito. Milian, interprete di Emone, è perfetto nella parte di colui che, ormai conscio dell'empietà del governo, vuole regredire allo stato di animale.
La Cavani usa l'opera di Sofocle per narrare una comunità che ha completamente smarrito il suo spirito religioso, autentico e naturale. Le regole della civiltà sono imposte da leggi che non hanno più rispetto per l'uomo e per il suo animo. Alcune sequenze chiave lasciano lo spettatore folgorato: un prete benedice i cadaveri, preceduto da un'autobotte che spruzza acqua; uomini nudi si inginocchiano e camminano gattoni solo per volere di un bambino vestito da ufficiale; Tiresia che, arrestato, viene esibito come un animale davanti alle telecamere televisive. In maniera metaforica evidenziano tutte la differenza fra lo stato di Natura, che Antigone e Tiresia cercano di ripristinare, e quello Civile, vuoto e privo di senso: " I cannibali sono giovani o tutti coloro che, a qualsiasi età, aspirano a riconquistare la propria vera natura di uomini, il senso religioso della vita, rifiutando certi condizionamenti della cosiddetta società civile. Ricercano purezza primitiva, una sincerità dimenticata, ma la società li rifiuta perché disturbano l'ordine tutto esteriore delle sue leggi, spesso disumane", afferma la Cavani a proposito del film. È la Storia dentro la storia. È l'umanità nel volto di due giovani che corrono nudi, indifesi, inseguiti dai poliziotti del Potere. Il disagio e la rabbia nei confronti di chi governa è un messaggio di cambiamento. La transizione storica è in atto, ora (1969) come allora (IV sec. A.C.). Stessi sentimenti, stessi risultati. La regista usa sapientemente un registro diverso a seconda del contenuto. Le soluzioni visive alternate e accattivanti descrivono in maniera efficace la tensione del presente all'interno di una tragedia classica. Grazie alle musiche di Ennio Morricone, lo spettatore è in grado di immergersi del tutto in quell'atmosfera di speranza ed illusione che ha caratterizzato gli anni '60. Il tema musicale insiste sui personaggi, diventando un carattere distintivo della loro presenza davanti all'obiettivo.
Il finale è cruento, eppure lascia intravedere un contagio di altruismo che darà coraggio ad altri giovani. L'indifferenza è il primo passo da superare per combattere chi, da sempre, tenta di disumanizzare la comunità.

[fonte: mymovies.it]
Giovedì 21 novembre alle ore 18 Roberto Randaccio presenta il libro di Massimo Spiga "Strike Force Therion".

Sarà presente l'autore.

Ingresso libero e gratuito.

Sinossi: 2048. Le Bestie dell’Apocalisse profetizzate da San Giovanni si sono svegliate. Fame, Morte, Peste, Guerra. Dragoni alti quanto montagne devastano l’Europa. L’unica speranza dell’umanità sono i mercenari della Forza d’Assalto Therion: criminali alla guida di esoscheletri robotizzati che il Vaticano ha assoldato per combattere l’Ultima Crociata. Nelle gole di questa banda di bastardi risuona una sola frase: “Deus Vult”. Lasciate che chi è senza peccato tenti di sopravvivere.

Per l'appuntamento di lunedì 18 novembre il Cineclub Fedic Cagliari propone la visione del cortometraggio realizzato a Cagliari e dintorni dai ragazzi toscani e sardi del CAMPUS NATURALMENTECINEMA (FEDIC SCUOLA).

> ore 20.30

proiezione di “ELISIR (ajò!)”
(2019, 29,00" - lingue: italiano e sardo [casteddàiu] - sottotitoli: italiano)

riprese: Lorenzo Caravello e Tore Iantorno Asta
direzione artistica: Laura Biggi
soggetto, sceneggiatura, regia e post-produzione: Pio Bruno

e con l'amabile partecipazione
degli attori Guglielmo Aru, Franca Todde e Toty Resta


La visione di "ELISIR (ajò!)" sarà preceduta
dalla proiezione di alcuni corti dell'autore

(http://piobruno.wixsite.com/cineclub-cagliari)


INGRESSO LIBERO E GRATUITO

Apertura della sala alle 20 - inizio proiezioni alle 20.30

Cineclub FEDIC presso Cineteca Sarda - Società Umanitaria
viale Trieste 126 - Cagliari

Un nuovo appuntamento con le proiezioni organizzate dal Cineclub Fedic Cagliari!

Lunedì 11 novembre alle ore 20 saranno proiettati 4 cortometraggi di Francalisa Iannucci, realizzati tra il 1984 e il 2019:

• "Bluverderossarancio" (1984, 11'42'')
• "Briciole" (1998, 10'26'')
• "Percorsi segreti" (1995, 11'09'')
• "Writer" (2019, 17'58'' )


(http://piobruno.wixsite.com/cineclub-cagliari)


INGRESSO LIBERO E GRATUITO

Apertura della sala alle 20 - inizio proiezioni alle 20.30

Mercoledì 13 novembre serata Indygena di presentazione a inviti dell'esito della residenza artistica realizzata nell'ambito del Bando ScrabbleLAB “Residenze Artistico-Creative in Sardegna”.

A partire dalle ore 17.45 verranno presentati i seguenti cortometraggi:

• “Pneuma” di Alberto Diana (17'), supervisione di Massimo D'Anolfi e Martina Parenti;

• “Il rito” di Silvia Perra (24'), supervisione di Michelangelo Frammartino;

• “Creaturas” di Stefano Cau (25'), supervisione di Alessandro Comodin.



Venerdì 15 novembre alle ore 19 presentazione e proiezione del film “The Man of Trees” di Tore Manca, liberamente ispirato al racconto “L’uomo che piantava gli alberi” di Jean Giono

Introduzione a cura di Antonello Zanda.
Ingresso libero e gratuito.

Il film d’Arte “The Man of Trees” è un progetto indipendente dell'associazione Mater-ia nato nel 2017 e portato a termine solo nel febbraio 2019 con il supporto della Fondazione di Sardegna. Si tratta di un opera completa di 65’, una ricerca a 360° nata dalla volontà di far convivere tanti linguaggi tra cui la poesia, il cinema, la pittura, la danza e la musica.
Il film interamente girato in Sardegna, è stato presentato al festival Solaris di Nizza in Francia il 30 maggio 2019 e attualmente è ancora inedito in Italia.

Sinossi:
Jean ha un legame cosmico e viscerale con la natura, il richiamo ad essa come fonte della vita.
Il suo è un gesto d'amore verso la natura sfruttata, violentata e inaridita dall'uomo "civilizzato"; è a lei che il protagonista dedica un intera esistenza con umiltà e trasporto.
Consumismo, comodità e materialismo spengono l'amore per la vita sostituendolo come merce di scambio.
La nostra condizione umana è senza speranza, siamo diventati incapaci di comunicare in modo diretto, di manifestare liberamente le nostre emozioni, non abbiamo altro da fare che attendere la morte nella brama del benessere. Jean no: Jean, guidato dalla sua musa ispiratrice, senza egoismo e aspettative, pianta semi di Quercia, ghiande, alberi... dove prima non c’era nulla, solo per amore.

Directors: Tore Manca
Choreographic actions: Daniela Tamponi
Voice Over: Alessandro Pala Griesche
Actors: Bruno Petretto, Matilda Deidda, Daniela Tamponi,Giovanni Salis.
poems written by: Rossella Maiore Tamponi, Tore manca
Soundtrack: Daniela Savoldi, Irma Toudjian, Arnaldo Pontis, Dalila Kayros, Coro Gabriel.

A production: mater-ia 2019
with the support of: Fondazione di Sardegna
Executive producers: Tore Manca, DanielaTamponi
Co - producer: Giovanni Salis
Partnership: Moviment’Arti, tramedarte, Lips: lega italiana poetry slam, Amerindia Cinema, WWF Italia.
Public Sponsorship: Comuni di Sassari, Tempio, Ossi, Luras, Ploaghe, Giave, Scano di Montiferro, Neoneli.

Per contatti e informazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Ass mater-ia cf: 92116870905

All’interno del Mese dei Diritti Umani l’Asarp, Associazione Sarda per l’Attuazione della Riforma Psichiatrica, organizza un incontro sul tema delle servitù militari.

Sabato 16 novembre alle ore 17 sarà proiettato il film “Materia oscura” di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti (Italia, 2013, 80’).

Seguirà un dibattito con interventi di don Ettore Cannavera della Comunità La Collina e Claudia Zoncheddu, medico ISDE (Associazione Italiana Medici per l’Ambiente).

Lunedì 11 novembre nell’ambito del progetto “DIRITTI al cinema”, le studentesse e gli studenti di una classe III della scuola Secondaria di Primo Grado Tuveri di Cagliari effettueranno una visita della Cineteca Sarda e dei suoi archivi, con particolare attenzione al progetto “La tua memoria è la nostra storia” relativo al cinema di famiglia della Sardegna.

Serata dedicata al Cile, con interventi e testimonianze sulla drammatica situazione attuale, proiezione di un film e musica dal vivo.

PROGRAMMA:

> ore 18.30
- Interventi di Aldo Brigaglia, Giorgio Zucca e Claudio Rojas, dell'Associazione Chilenos de Sardigna
- Collegamento telefonico con Jorge Coulòn, fondatore del gruppo musicale Intillimani

> ore 19.30
proiezione del film "Santiago, Italia" di Nanni Moretti (2019, 80')

> ore 20.30
Concerto del Grupo Machapu

L'ingresso è libero e gratuito.

La serata è organizzata dalla Cineteca Sarda in collaborazione con l'Associazione Chilnos de Sardigna.

In occasione del 40° anniversario della sua prima uscita in sala, il capolavoro di Ridley Scott “Alien” (USA, 1979, 117’) sarà proiettato in Cineteca Sarda mercoledì 6 novembre alle ore 20.30, in lingua originale con sottotitoli in italiano.

Ingresso libero e gratuito.

Un nuovo appuntamento in Cineteca con la rassegna “FRAUENfilm – Registe. Lo sguardo delle donne nel cinema tedesco” organizzata dall’ACIT Cagliari.

> Martedì 5 novembre alle ore 21 proiezione del film “Verriegelte Zeit” di Sibylle Schönemann. (Germania, 1990, 94’), in lingua originale con sottotitoli in italiano.

Ingresso libero e gratuito.

Nuovo appuntamento con le proiezioni del Cineclub Fedic Cagliari!

Lunedì 28 ottobre serata dedicata all'Unica Film Festival 2018, con 4 cortometraggi internazionali premiati all'edizione del 2018 tenutasi a Blansko (Repubblica Ceca).


IL PROGRAMMA DELLA SERATA:

• "соколиная охота " (Falconeria)

di Olga Donec e Julia Obraztcova
(Russia, 2018, 19:00 min.)

• "Serenity"

di Aliisa Rantanen
(Finlandia, 2018, 9:00 min.)

• “Baraka”

di Nestor Ruiz Medina / Fernando J.Monge
(Spagna, 2016, 22:00 min.)

• "El escarabajo al final de la calle"
(Lo scarabeo in fondo alla via)


di Alan Carabantes Person
(Spagna, 2017, 18:00 min.)

 (http://piobruno.wixsite.com/cineclub-cagliari)

INGRESSO LIBERO

Apertura della sala alle  20 - inizio proiezioni alle  20.30

Cineclub FEDIC presso Cineteca Sarda - Società Umanitaria 
viale Trieste 126 - Cagliari 

Il Laboratorio di Antropologia Visuale “Fiorenzo Serra” della Società Umanitaria di Sassari ha concluso la selezione dei film che approderanno alla fase finale del Fiorenzo Serra Film Festival 2019, concorso internazionale per film etnografici intitolato al grande regista sassarese.

860 i film partecipanti, provenienti da tutto il mondo; 29 i film selezionati, di cui 15 finalisti nella sezione speciale “Antonio Simon Mossa”.

Il Festival si svolgerà a Sassari dal 19 al 23 novembre.



Un nuovo appuntamento in Cineteca con la rassegna “FRAUENfilm – Registe. Lo sguardo delle donne nel cinema tedesco” organizzata dall’ACIT Cagliari.

Martedì 29 ottobre alle ore 21 proiezione del film “Sms Für Dich” di Karoline Herfurth (Germania, 2016, 107’), in lingua originale con sottotitoli in italiano.

Ingresso libero e gratuito.

Regia: Karoline Herfurth
Produzione: Germania 2016, 107 min.
Cast: Karoline Herfurth, Friedrich Mücke, Nora Tschirner

Il reporter sportivo Mark (Friedrich Mücke) comincia a ricevere messaggi pieni di nostalgia, amore e dolore da una sconosciuta, cosa che mette a dura prova la pazienza di Fiona (Friederike Kempter), la sua compagna. I messaggi sembrano non avere fine e allora Mark decide che è ora di scoprire la verità. Insieme all’amico David (Frederick Lau) si mette in cerca della misteriosa Clara.

Dopo il successo di Fuck you, prof! e Fuck you, prof! 2, Karoline Herfurth si mette alla prova con la regia in quello che è il suo esordio dietro alla cinepresa. Il suo è un triplice ruolo, perché non solo recita nei panni della protagonista ma è anche la sceneggiatrice del film. Per di più è riuscita a mettere insieme per la pellicola un cast di eccezione: Friedrich Mücke (Friendship), Nora Tschirner (300 ore per innamorarsi, orig.: Keinohrhasen), Tom Beck (Stadtlandliebe [Città, paesi, amori]), Samuel Finzi (Honig im Kopf [Una testa piena di miele]), Friederike Kempter (Seitenwechsel [Cambio di sponda]), Frederick Lau (Victoria) e la collega Katja Riemann, già apparsa con lei in Fuck you, prof!.

La sceneggiatura è stata tratta dall’omonimo romanzo di Sofie Cramer, uscito nel 2009.

[fonte: Goethe Institut]

Ultimo appuntamento ed evento speciale della rassegna cinematografica "Il cinema russo tra due secoli. La cinematografia della Mosfil'm dal 1925 ai giorni nostri"!

lunedì 21 ottobre alle ore 17 (presso la Sala Nanni Loy - Teatro Ersu, via Trentino, 15)

presentazione del libro di Stefano Pisu "La cortina di celluloide. Il cinema italo-sovietico nella guerra fredda" (edizioni MIMESIS, 2019).

Intervengono Antioco Floris, Massimo Tria, Giannarita Mele, Francesco Atzeni (Università di Cagliari).

alle ore 18.30 proiezione del film "Va' e vedi" di Elem Klimov (1985, 123'),

restaurato dalla Mosfil'm e proiettato nella sezione Venezia Classici della Mostra del Cinema di Venezia, edizione 2017.

Introduce Massimo Tria.

A partire dai preziosi filmati di famiglia in pellicola (8mm, super8 e Pathè 9,5) raccolti e digitalizzati dalla Cineteca Sarda, la regista Manuela Tempesta ha realizzato il film “Ritratti di famiglia” (Italia, 2018, 61’), che intreccia le storie di 4 famiglie - Vodret, Bruno, Ricci e Fele - originarie di 4 città diverse (Sassari, Cagliari, Oristano e Oliena).

Il film sarà proiettato in Cineteca venerdì 25 ottobre alle ore 20.

Ingresso libero e gratuito.

Sinossi: La Sardegna è sempre stata una terra ricca di miti, leggende, usi e costumi di origini sacre e profane, che ha sempre basato la sua organizzazione sociale sulla famiglia, un modello che in Sardegna ha assunto una dimensione molteplice e polivalente, diversa e marcata, soprattutto per la condizione d’insularità e, dunque, per la condizione ambientale d’isolamento naturale.

Nonostante le sue peculiarità, però, la famiglia sarda ha incarnato anche le caratteristiche universali della “famiglia italiana”, una struttura riconosciuta in tutto il mondo, con i suoi punti di forza e le sue contraddizioni.

A partire da questo presupposto, il documentario RITRATTI DI FAMIGLIA intreccia le storie di 4 famiglie – Vodret, Bruno, Ricci e Fele- originarie di 4 città diverse (Sassari, Cagliari, Oristano e Oliena), con i preziosi materiali di repertorio inediti recuperati dalla Cineteca Sarda di Cagliari (filmini di famiglia registrati su pellicole di ogni formato, immagini che documentano le abitudini della vita famigliare, i momenti quotidiani e le cerimonie, i luoghi e le tradizioni, i volti e i gesti, i viaggi e le feste), che accompagnano le ricostruzioni dei racconti dei protagonisti come se fossero dei “ritratti” da stendere su una tela, a partire dalla fine degli anni Venti.

Attraverso i loro ricordi e l’utilizzo dei materiali audiovisivi, il documentario indaga su cosa rappresentava, com’era organizzata e come si viveva nella famiglia sarda del passato, riflettendo anche sui cambiamenti sociali, antropologici e paesaggistici che questo modello ha subito negli ultimi anni e sulle tradizioni che sono resistite allo scorrere del tempo.

"Ritratti di Famiglia" è stato sostenuto da:
Regione Autonoma della Sardegna
Sardegna Film Commission
Cineteca Sarda

Prosegue la rassegna “Il cinema come prodotto culturale. I successi della commedia e di altri generi del cinema popolare degli anni Sessanta”, all’interno del progetto “Raccontare e fare il cinema italiano”, promosso dal Miur e dal MiBAC e organizzato dall’Ateneo di Cagliari, dalla Cineteca Sarda, dalla Ficc e dal Liceo “Pitagora” di Selargius.

Mercoledì 16 ottobre alle ore 20 sarà proiettato il film “C’era una volta il West” di Sergio Leone (Italia/Usa, 1968).

Introduzione a cura di Antioco Floris (Università di Cagliari).

Ingresso libero e gratuito.

Regia: Sergio Leone
Attori: Henry Fonda - Frank, Claudia Cardinale - Jill, Jason Robards - Cheyenne, Charles Bronson - Armonica, Gabriele Ferzetti - Morton, Paolo Stoppa - Sam, Woody Strode - Stony, un killer, Jack Elam - Knucles, altro killer, Keenan Wynn - Lo sceriffo, Frank Wolff - Brett McBain, Lionel Stander - Locandiere, Marco Zuanelli - Wobbles, Aldo Berti - Giocatore di Poker, Marilù Carteny - Maureen McBain, Claudio Mancini - Fratello di Armonica, Luigi Ciavarro - Vice sceriffo anziano, Enzo Santaniello - Timmy McBain, Dino Mele - Armonica ragazzo, Benito Stefanelli - Tenente di Frank, Renato Pinciroli - Primo offerente all'asta, Simonetta Santaniello - Maureen Mcbain
Soggetto: Sergio Leone, Bernardo Bertolucci, Dario Argento
Sceneggiatura: Sergio Leone, Sergio Donati
Fotografia: Tonino Delli Colli, Franco Di Giacomo - (operatore), Giuseppe Lanci - (assistente operatore)
Musiche: Ennio Morricone
Montaggio: Nino Baragli
Scenografia: Carlo Simi
Altri titoli: Once Upon a Time in the West
There Was Once the West
Durata: 167'
Produzione: BINO CICOGNA PER RAFRAN CINEMATOGRAFICA, SAN MARCO FILMS

Trama: Jill, una ragazza dal passato burrascoso, giunta a Red Land, trova il marito, l'irlandese Bret McBain, assassinato dal bandito Frank. L'uomo ha agito su mandato di Morton, un individuo che, nonostante una grave infermità, continua a perseguire il suo scopo di costruire una ferrovia nel West dall'Atlantico al Pacifico. A proteggere Jill interviene un misterioso meticcio - "Armonica" - il quale, deciso a vendicare l'uccisione di suo fratello compiuta da Frank, si allea con un fuorilegge - Cheyenne - sul quale pende una taglia di cinquemila dollari. Per l'intervento di costoro, non essendo riuscito Frank ad uccidere Jill - unica erede della fattoria McBain e del terreno sul quale dovrà passare la ferrovia - il bandito rapisce la donna e cerca di costringerla a vendere ad una asta pubblica la sua proprietà ai propri accoliti. Ma "Armonica", che d'accordo con Cheyenne ha riscosso la taglia posta su questi, compra i beni di Jill facendo fallire così il piano del bandito. Frattanto Morton per liberarsi di Frank, diventato un incomodo socio, cerca di farlo uccidere dai suoi stessi uomini; ma interviene "Armonica" che gli salva la vita. Deciso a vendicarsi, il bandito cerca di raggiungere Morton ma trova che questo è già stato ucciso da Cheyenne, evaso dalla prigione. Frank raggiunge allora la fattoria di Jill dove già si trovano Cheyenne ed "Armonica" per conoscere da quest'ultimo i motivi dell'intervento in suo favore. Nel successivo duello, "Armonica", dopo aver ferito mortalmente Frank, gli svela di averlo salvato per potersi vendicare di lui. Salutata Jill, "Armonica" si allontana con Cheyenne; ma lungo la strada quest'ultimo, a suo tempo gravemente ferito da Morton, muore.

[fonte: cinematografo.it]

Un nuovo appuntamento in Cineteca con la rassegna “FRAUENfilm – Registe. Lo sguardo delle donne nel cinema tedesco” organizzata dall’ACIT Cagliari.

Martedì 22 ottobre alle ore 21 proiezione del film “Schönefeld Boulevard” di Sylke Enders (Germania, 2014, 102’), in lingua originale con sottotitoli in italiano.

Ingresso libero e gratuito.









Regia: Sylke Enders
Germania 2013/14, 102 min.
Con Julia Jendroßek, Daniel Sträßer, Ramona Kunze-Libnow, Uwe Preuss, Jani Volanen, Kyra Sophia Kahre, Andrea Hintermaier, Yung Ngo

Terra desolata: all’inizio è così che appare il grande impianto del nuovo aeroporto di Berlino Schönefeld. Cindy e il suo amico Danny giocano lungo il recinto del cantiere con dei pupazzi – un’immagine onirica che alla fine del film trova il suo corrispettivo horror. Due ragazzi, entrambi non proprio benvoluti dagli altri, si ritrovano insieme, senza però riuscire a interagire veramente. Danny convince Cindy del fatto che i suoi genitori avrebbero preferito a lei il figlio del custode, perché nato morto, e che avrebbe ricevuto in regalo il suo cagnolino solo per via della sua bruttezza, come distrazione. Danny non ce la fa più e decide di andare in Afghanistan con l’esercito come volontario; al suo ritorno è ancora più cinico di prima. Il padre chiama Cindy “Rosinenbomber” (bombardiere di uva passa), riferendosi agli aerei degli Alleati che avevano distribuito generi alimentari su Berlino Ovest durante il ponte aereo del 1948/49. La costruzione del nuovo aeroporto è già in ritardo di anni, e di conseguenza anche l’apertura dell’albergo nel quale Cindy avrebbe voluto cominciare un tirocinio dopo la scuola. Non è nemmeno sicuro che la ragazza riesca a passare gli esami di maturità, soprattutto il padre la scoraggia di continuo. A scuola finisce con l’essere una vittima facile per le altre ragazze.

L’idea di Schönefeld Boulevard è venuta a Sylke Enders proprio nel luogo simbolo della pellicola: “I tanti motel dell’aeroporto, le fermata degli autobus, un paio di giovani che se ne stanno lì in giro: mi è venuta subito in mente una ragazza così, con una figura corpulenta, che aspetta a una fermata dell’autobus con il suo cane. E ho associato questa immagine a quella dei tanti ospiti dei motel, spesso bloccati in una certa situazione, annoiati e solitari, proprio come la ragazza. Che succederebbe se questi due mondi venissero a contatto e un incontro fortuito scombussolasse il destino di entrambi? E se questa ragazza provasse per una volta cose nuove, comportandosi in maniera completamente diversa da quella solita e facendo cose che nessuno la riterrebbe capace di fare?”

Cindy prende l’iniziativa. Porta in camera a uno sconosciuto il cellulare perso; l’ingegnere dalla Finlandia non capisce bene cosa gli sta accadendo, ma a un certo punto i due sprofondano in un abbraccio appassionato sul divano, un primissimo piano mostra un fiore che sboccia in slow motion. Per di più poi Cindy attacca discorso con l’informatico coreano Park e trova così il suo accompagnatore per il ballo di fine scuola.

Schönefeld Boulevard racconta del percorso faticoso e difficile per conquistare quella sicurezza in se stessi necessaria a sopravvivere, ma anche della sua perdita definitiva. Danny, di rientro dall’Afghanistan, non riesce ad accettare il cambiamento di Cindy, sprofonda sempre più nell’alcool e nella droga e perde la vita in una folle corsa in auto. Cindy è disperata, si sente responsabile di quella morte. L’immagine finale mostra Cindy mentre si allontana lungo una strada parallela alla pista dell’aeroporto. Proprio come una volta Charlie Chaplin in Tempi Moderni, la ragazza cammina proprio sulla striscia al centro – ma mentre lui era in compagnia di Paulette Goddard, Cindy è sola. Sullo sfondo, però, per la prima volta nella pellicola si innalza in cielo un aereo – un segnale che qualcosa è cambiato.

Hans Günther Pflaum, 09.04.2015 [Goethe Institut]

All’interno del ricco programma del Festival di teatro e cultura non violenta “Lovesharing”, lunedì 21 alle ore 20 sarà proiettato il film di Roberto Minervini “Stop the Pounding Heart” (Italia, 2013, 98’).
Il film è in lingua inglese con sottotitoli in italiano.

Ingresso libero e gratuito.

Regia: Roberto Minervini
Sceneggiatura: Roberto Minervini
Fotografia: Diego Romero Suarez-Llanos (Diego Romero)
Montaggio: Marie-Hélène Dozo
Durata: 100'
Colore: C
Genere: DRAMMATICO
Produzione: PULPA, ONDAROSSA FILM, POLIANA PRODUCTIONS
Distribuzione: I WONDER PICTURES

Trama: Sara ha pochi anni e tanti fratelli educati in casa da mamma e papà, allevatori di capre in Texas. Figlia maggiore dei Carlson, Sara conduce una vita serena accudendo gli animali della fattoria, collaborando all'economia domestica e all'educazione dei suoi fratellini. La sua giovane vita è scandita dalle preghiere e dalla lettura della Bibbia, che commenta e argomenta con la madre e le sorelle. L'incontro con Colby Trichell, allevatore di tori e cowboy senza sella, turba la sua esistenza ordinata precipitandola in una crisi profonda. A scompigliarla è un sentimento nuovo che la conduce frequentemente davanti al recinto e al sorriso accogliente di Colby. Ma un giorno nel suo ranch, Sara scopre una coetanea più intraprendente e il suo cuore si ferma. Rifugiatasi nell'imperturbabilità bucolica del suo mondo, diventerà più grande attendendo il domani dentro un abito bianco. [...]

[continua a leggere su MyMovies]

Dal 16 al 20 ottobre 2019 Mostra del libro in Sardegna a Macomer!

👉 quest'anno saranno presenti anche i Centri Servizi Culturali della Sardegna dell'Unla e della Società Umanitaria con 4 imperdibili proiezioni:

• giovedì 17 alle ore 18 - Padiglione Filigosa:
proiezione del film "Autonomia trentanni" di di Silvano Reina, Manlio Brigaglia, Sergio Atzeni, Guido Costa. Partecipano Antonello Zanda, Direttore C.S.C. Umanitaria - CinetecaSarda di Cagliari e gli operatori Luca Portas e Cristina Secci. Moderatore Giancarlo Zoccheddu.


• venerdì 18 alle ore 18 - Padiglione Filigosa:
proiezione del film "Isura da Filma’". Un montaggio dei filmati realizzati da Fiorenzo Serra alla fine degli anni '40, montati da Marco Antonio Pani, musicato da Paolo Fresu. Partecipano Alessandra Sento Direttrice Società Umanitaria Alghero e Marco Antonio Pani. Moderatore Giancarlo Zoccheddu.

• sabato 19 alle ore 18 - Padiglione Filigosa:
proiezione del film "Antonio Corriga" la vita in un intreccio di colori di Antonello Carboni. Partecipano Marcello Marras Direttore Centro Servizi Culturali Oristano, il regista Antonello Carboni e Sabina Corriga, figlia del Maestro Prof. Antonio Corriga. Moderatore Giancarlo Zoccheddu.

• domenica 20 alle ore 18 - Padiglione Filigosa:
proiezione film "Juke Box al carbone" di Daniele Arca e Andrea Murgia. Partecipano Paolo Serra Direttore Csc Carbonia-Iglesias Società Umanitaria, Andrea Contu, Daniele Arca, Andrea Murgia e Luca Gambula. Moderatore Giancarlo Zoccheddu.

Tutte le proiezioni sono a cura dei Centri Servizi Culturali UNLA e Umanitaria.

L'intero programma al link: https://www.facebook.com/notes/mostra-del-libro-in-sardegna/mostra-del-libro-in-sardegna-2019/958706751188506/

Ultimo appuntamento in Cineteca Sarda con la rassegna “Il cinema russo tra due secoli. La cinematografia della Mosfil’m dal 1925 ai giorni nostri”, organizzata dalla Ficc in collaborazione con la Cineteca Sarda, il Centro russo in Sardegna e l’Ersu

 Venerdì 18 ottobre alle 18.30 sarà proiettato il film “Sciopero” di Sergej M. Ejzenstein (1925, 70’).

Introdurrà il film Antioco Floris (Università di Cagliari).

Ingresso libero e gratuito.









STAČKA

(URSS 1924, 1925, Sciopero, bianco e nero, 95m a 18 fps); regia: Sergej Ejzenštejn; produzione: Goskino; sceneggiatura: Collettivo Proletkul′t (Sergej Ejzenštejn, Grigorij Aleksandrov, Valerian Pletnëv, Il′ja Kravšunovskij); fotografia: Eduard Tissé; scenografia: Vasilij Rachal′s.

La vicenda è suddivisa in sei atti ("le tappe della lotta") e illustra la genesi di quel movimento spontaneo che, nella Russia degli inizi del ventesimo secolo, ebbe origine dall'indignazione causata dalle condizioni di estrema povertà e dalla violazione dei fondamentali diritti umani, sfociando infine nella protesta da parte degli operai e nella mobilitazione di massa per la libertà politica. In fabbrica tutto è tranquillo…: i dirigenti scoprono il malcontento degli operai e si rivolgono alla polizia, che tiene sotto controllo gli agitatori; durante il riposo domenicale hanno luogo le prime riunioni cospirative che incitano allo sciopero. Motivo dello sciopero: un operaio, ingiustamente accusato di furto da parte di un caporeparto, viene obbligato a pagare una multa; il poveretto, umiliato, si impicca e la dilagante indignazione generale porta alla sospensione del lavoro. Lo sciopero: improvvisa inattività degli operai stanchi; gli scioperanti stilano le rivendicazioni da sottoporre ai padroni della fabbrica; interviene la polizia. Lo sciopero continua: tra gli operai ha inizio una crisi; la polizia dà la caccia alle 'belve rosse'; i dirigenti rifiutano di considerare le richieste degli scioperanti; la polizia induce al tradimento uno degli attivisti. La provocazione nel caos: la polizia assolda la 'teppaglia', tra cui accattoni e provocatori; durante la manifestazione degli operai alcuni agitatori danno fuoco alla bottega d'un vinaio; l'incendio fa sì che i dimostranti si disperdano e i loro capi vengano arrestati. Soppressione: i cosacchi fanno irruzione nelle case degli operai e massacrano gli scioperanti; in tutto il paese, sommerso da un'ondata di repressione, echeggiano gli spari delle fucilazioni.

Stačka, esordio cinematografico di Sergej Ejzenštejn, è la prima parte della cosiddetta 'trilogia della rivoluzione', che comprende i successivi Bronenosec Potëmkin e Oktjabr′ (Ottobre, 1927). Nel film, che rifiuta completamente la struttura narrativa tradizionale, trovano espressione le percezioni e le pulsioni sociali che caratterizzarono il primo periodo di sviluppo dell'Unione Sovietica: l'adirata negazione del dispotismo, la fiducia nel raggiungimento della giustizia attraverso i metodi di lotta, la certezza che il popolo sia costituito non soltanto da martiri, ma che tutti possano invece contribuire a creare la Storia. Queste posizioni producono una visione innovatrice per quanto riguarda l'estetica dello spettacolo cinematografico.

La dettagliata elaborazione di ogni contesto, l'attenzione per i particolari, l'impatto conflittuale tra i primi piani e i campi lunghi sono i mezzi di una "drammaturgia estranea alla fabula" che Ejzenštejn definisce soprattutto attraverso il 'montaggio delle attrazioni'. Grazie al parallelismo e agli accostamenti tra le immagini, lo spettatore riesce a comprendere appieno il senso soggiacente a ogni evento rappresentato, da quelli più drammatici (la dispersione dei manifestanti o le atrocità commesse dai cosacchi) a quelli dalle tonalità comico-satiriche (la riunione degli azionisti). I personaggi principali e secondari rivestono nel film la medesima importanza, mentre il loro aspetto viene rivelato in modo preciso (e facilmente identificabile da parte dallo spettatore) attraverso i tratti caratteristici di un determinato gruppo sociale di appartenenza. La varietà di queste 'maschere sociali' permette così di individualizzare la massa, producendone un dettagliato affresco. Nella rappresentazione delle varie tipologie dei personaggi (interpretati da non professionisti, ma anche da attori del teatro Proletkul′t) viene utilizzata un'ampia gamma di espedienti stilistici ‒ dal ritratto realistico (gli operai) allo stereotipo da manifesto (il padrone della fabbrica), fino ad arrivare alla caricatura (gli agenti, gli appartenenti al lumpenproletariat).

Accanto alla ricostruzione della cronaca, nel film ritroviamo elementi tipici del poliziesco (il pedinamento dei leader dello sciopero), della commedia eccentrista (il travestimento degli sbirri, 'il regno della teppaglia'), del grandguinol (il disordine dello sciopero). La struttura documentaristica del film (le riprese in ambienti reali, il rifiuto delle scenografie e del trucco per gli interpreti) si rafforza nel valore metaforico delle immagini e del loro montaggio (gli sbirri visti come bestie, le abitazioni dei provocatori come luoghi infernali, l'eccidio degli operai come un macello). Stačka utilizza inoltre in modo creativo molti elementi dell'arte sovietica contemporanea: la disposizione sulla scena e l'espressività degli attori tipiche degli spettacoli teatrali di Vsevolod Mejerchol′d o dello stesso Ejzenštejn; lo stile delle riprese e gli elementi di montaggio che caratterizzano i documentari Kinopravda (1922-1923) di Dziga Vertov; le innovazioni di David W. Griffith in Intolerance; la grafica e la fotografia (in particolare di Aleksandr Rod-čenko). Il film, tuttavia, è profondamente legato anche alla cultura internazionale: in particolare, tra le sue fonti vanno segnalati i fondamenti della drammaturgia di Ben Johnson, le maschere della commedia dell'arte, le caricature di Grandville, il romanzo naturalista di Émile Zola. Insieme ai primi film di Lev Kulešov (Neobyčajnye priključenija Mistera Vesta v strane bol′ševikov) e di Dziga Vertov (Kinoglaz, 1924), Stačka segnò la nascita dell'avanguardia cinematografica in URSS e stabilì molti di quelli che sarebbero stati i tratti distinti del cinema sovietico fino agli anni Trenta.

Interpreti e personaggi: Ivan Kljukvin (attivista), Aleksandr Antonov (operaio, membro del comitato di sciopero), Michail Gomorov (operaio con la fisarmonica), Konstantin Kočin (operaio con il samovar), Miča Mamin (suo figlio), Daniil Antonovič-Bud′ko (operaio suicida), Sergej Tumanov (operaio), Aleksandr Lëvšin (membro del comitato di sciopero, traditore), Vera Janukova, Ol′ga Ivanova, Borisova, Kuznecova (mogli degli operai), Pavel Grajver (maggior azionista), V. Poltorackij (azionista minoritario), P. Beljaev (terzo azionista), Vasilij Čaruev (direttore della fabbrica), Grigorij Aleksandrov, L. Alekseev (artigiani), I. Ivanov (capo della polizia segreta), Maksim Štrauch (sbirro 'Bulldog'), Arkadij Kurbatov (sbirro 'Lisa'), P. Malik (sbirro 'Martyčka'), Janyčevskij (sbirro 'Sova'), Boris Jurcev ('re della teppaglia'), Judif′ Glizer ('regina della teppaglia'), operai della fabbrica di Kolomenskij, moscoviti.

BIBLIOGRAFIA

I. Montagu, Strike, in "Sight & Sound", n. 2, Autumn 1956.

P. Duboeuf, Les enfants umiliés, in "Cahiers du cinéma", n. 188, mars 1967.

M. Martin, Enfin Eisenstein vint…, in "Cinéma 67", n. 114, mars 1967.

M. Orsoni, 'Sciopero', opera prima di Eisenstein, in "Cineforum", n. 81, gennaio 1969.

Ph. Pillard, La grève, in "La revue du cinéma", n. 244, novembre 1970.

P. Bonitzer, Le système de 'La grève', in "Cahiers du cinéma", n. 226-227, janvier-février 1971.

Sceneggiatura: in "Iskusstvo kino", n. 11, 1981.




[FONTE: Treccani.it]
Ritorna anche quest’anno la maratona dedicata alle proiezioni di tutti i corti partecipanti al Premio Centottanta 2019!

Un’occasione per dare visibilità agli autori esordienti che hanno iscritto il loro lavoro alla terza edizione del concorso.

Ingresso libero e gratuito.



Il calendario delle proiezioni:


17 OTTOBRE - h 20

Latte sardo - Carlo Bianco 
F. - Giuseppe Carta 
I pirati di Pratobello - Antonio Congiu

Bianca - Daniele Murgia
The Right Tree - Valeria Usala 
Jour après jour - Francesco Manconi 
Fragmenta - Angelica Demurtas

Antrum - Claudio MeloniMartina Pinna 
Come sarà? - Omar Baldeh 
La casa che guarda l’alba - Clara Murtas
I Feel Fantastic - Roberto Cabras

La magia del set - Christiano Pahler 
Dentro in 180 secondi - Collettivo 4sPa Meucci Cagliari
Olandesi e cavalli - Carlo Costantino Licheri 
Passaggio - Matteo Canuti

La scommessa - Roberto Demuro
Operation 37.1 - Jonathan Fiduccia 
Principessa - Stefano Savona
S’ou - Concas, Siddi, Gaviano


19 OTTOBRE - h 20

Ecce Dea - Tiziana Palandrani
Ammentos - Giovanna Spanu 
Riservato - Samuele Deiana
Si seus accappiaus - Simone Paderi 

La maschera - Simona LoddoAndrea Perra
Parlami - Alessandro Gallus
Buongiorno Pirri - Tiziana Monteleone
Ritorno a Iglesias - Davide Orrù 

Carta forbici e ombre - Manuela RagusaMario Pierno
Taba ‘e Lissiai - Giacomo MelisMarco Steri
Jàe - Viviana Mura
The city - Chiara Porcheddu

Joy - Riccardo Cara
Straniere cose - Andrea Petrillo
Adam - Roberto Achenza
Sad Park - Andrea Murgia

IL CINEMA COME PRODOTTO CULTURALE. I SUCCESSI DELLA COMMEDIA E DI ALTRI GENERI DEL CINEMA POPOLARE DEGLI ANNI SESSANTA
Rassegna Cinematografica realizzata all'interno del progetto di formazione "Raccontare e Fare il cinema italiano" realizzato nell'ambito del Piano Nazionale Cinema per la Scuola e promosso dal MIUR e dal MIBAC

mercoledì 16 ottobre alle ore 20 

proiezione del film "Il sorpasso" di Dino Risi (Italia, 1962, 108').

Introduzione a cura di David Bruni (Università di Cagliari).

INGRESSO LIBERO E GRATUITO.


“Raccontare e fare il cinema Italiano” è un progetto sviluppato nell’ambito del programma Piano Nazionale Cinema per la Scuola promosso da MIUR e MIBAC e rivolto alla formazione degli insegnanti. L’obiettivo del progetto è quello di offrire gli strumenti essenziali per una formazione di base nelle discipline del Cinema e dell’Audiovisivo – con particolare attenzione al contesto italiano – attraverso un’ampia programmazione di lezioni, proiezioni e seminari. A questo scopo il progetto, che in sede locale fa capo al Liceo Pitagora di Selargius, si avvale di una rete di collaborazioni a livello regionale e nazionale che coinvolge l’Università di Cagliari, la Federazione Italiana dei Circoli del Cinema (FICC), la Cineteca Sarda e numerosi studiosi e professionisti esperti di discipline cinematografiche e dell’audiovisivo.

Nell’ambito del progetto è prevista una rassegna di film aperti al territorio e presentati in diverse piazze di tutta Italia in modo da creare una ideale rassegna del cinema italiano. Il programma della sessione cagliaritana prevede la proiezione di tre film alla Cineteca Sarda (Viale Trieste 126) alle ore 20.00. Si parte mercoledì 9 alle ore 20 con la proiezione di “Dolci inganni” introdotto da David Bruni, docente di cinema all’Università di Cagliari. La pellicola, diretta da Alberto Lattuada nel 1960, affronta il tema dell'educazione sessuale dei giovani raccontando la storia di "una delicata metamorfosi di un'adolescente [...] sulla soglia dell'amore [sono parole del regista]". Il film, che segna l'esordio pressoché assoluto dell'allora quindicenne Catherine Spaak nel ruolo della protagonista, incappò pesantemente nelle maglie della censura fino al punto di essere sequestrato e fu "riabilitato" solo dopo alcuni anni.

Il 16 ottobre la rassegna prosegue con la proiezione de “Il sorpasso”, un classico della commedia italiana introdotto ancora da David Bruni. Realizzato da Dino Risi nel 1962, il film si affida all'andamento tipico del road movie delineando un affresco puntuale dell'Italia negli anni del boom economico. Al contempo, il film appare anche un "racconto di formazione" sorretto da una struttura calibratissima e fondato sulla coesistenza di ingredienti e registri espressivi eterogenei, lontani dal rispondere all'immagine stereotipata della commedia all'italiana come un genere disimpegnato e leggero, puramente di consumo.

Il programma si conclude il 23 ottobre con la proiezione del film di Sergio Leone “C’era una volta il West” introdotto da Antioco Floris, professore di cinema all’Università di Cagliari. La pellicola di Leone è considerata un’opera fondamentale del western post classico, capace di rileggere in una prospettiva del tutto nuova i caratteri di un genere che aveva fatto la fortuna dell’industria hollywoodiana. Il film, in un’atmosfera rarefatta e dai ritmi dilatati, attinge a un patrimonio di luoghi, caratteri, situazioni per riproporli un quadro nuovo capace di coniugare la sperimentazione (come nel caso delle musiche) con la forma classica.

Terzo appuntamento in Cineteca con la rassegna “FRAUENfilm – Registe. Lo sguardo delle donne nel cinema tedesco” organizzata dall’ACIT Cagliari.

Martedì 15 ottobre alle ore 21 proiezione del film “Western” di Valeska Grisebach (Germania, 2017, 121’), in lingua originale con sottotitoli in italiano.

Ingresso libero e gratuito.

Regia: Valeska Grisebach
Attori: Meinhard Neumann - Meinhard, Reinhardt Wetrek - Vincent, Syuleyman Alilov Letifov - Adrian, Veneta Frangova - Veneta, Vyara Borisova - Vyara, Kevin Bashev - Wanko
Sceneggiatura: Valeska Grisebach
Fotografia: Bernhard Keller
Montaggio: Bettina Böhler
Scenografia: Beatrice Schultz
Costumi: Veronika Albert
Durata: 119'
Colore: C
Genere: DRAMMATICO
Specifiche tecniche: DCP (1:1.85)
Produzione: JONAS DORNBACH, JANINE JACKOWSKI, MAREN ADE, VALESKA GRISEBACH, MICHEL MERKT PER KOMPLIZEN FILM PRODUCTION IN COPRODUZIONE CON CHOUCHKOV BROTHERS, COOP99, KNM, ZDF-AS KLEINE FERNSEHSPIEL, IN COLLABORAZIONE CON ARTE

Critica: Un gruppo di operai tedeschi è al lavoro per costruire nuove infrastrutture in una zona della Bulgaria prossima al confine con la Grecia. Con il passare dei giorni, sono giocoforza chiamati al confronto con i cittadini del villaggio limitrofo.
Visti con diffidenza, separati dalla lingua e dai pregiudizi culturali, finiscono per scontrarsi anche tra di loro quando Meinhard (Neumann) riesce in qualche modo ad integrarsi con i locali. E la situazione potrebbe esplodere da un momento all’altro.
Sorretto dalla figura cupa e silenziosa del suo protagonista, personaggio il cui passato emerge solo quando si racconta, tra un’incomprensione e l’altra, agli abitanti del villaggio bulgaro, il lavoro della regista non concede molto allo spettatore, soprattutto in termini di fluidità.Ma è una cifra strutturale tutto sommato comprensibile, proprio per rimarcare la situazione – anche emotiva – in cui versano i vari personaggi del racconto. Un luogo che appare come sospeso nel tempo, dove il massimo che la vita offre è il sedersi intorno a un tavolino per bere e chiacchierare, popolato da un’umanità gretta e di poche pretese. Procedendo così stancamente verso una “resa dei conti” che, di fatto, non ci sarà mai, Western (sì, c’è anche un cavallo bianco al centro della storia) riesce di tanto in tanto a sollevarsi dalle secche del nulla creando momenti di reale tensione, ma rimane un film che non sorprende mai, che traccia le basi per un “duello” la cui attesa rimane inespressa. [Valerio Sammarco]

fonte: ilcinematografo.it







Lunedì 14 ottobre il Cineclub Fedic Cagliari presenta in Cineteca una serata dedicata a un poliedrico produttore, attore, autore e cantante, Santo Spadafora, con la proiezione di quattro suoi cortometraggi

IL PROGRAMMA:

• "RIPPED WOMEN'S HEART" (17'38'')
di Tore Iantorno Asta, prodotto da Santo Spadafora
• "GUARDO IL MARE" (videoclip, 9'40'')
di Tore Iantorno Asta, prodotto da Santo Spadafora
• "CARA MELLE" (7'15'')
di Raffaella Vaccaro, prodotto da Santo Spadafora
• "IO RESTO QUA" (trailer)
di Gianluca Sia, prodotto da Santo Spadafora

(http://piobruno.wixsite.com/cineclub-cagliari)
INGRESSO LIBERO E GRATUITO
Apertura della sala alle 20 - inizio proiezioni alle 20.30


Un nuovo appuntamento con la rassegna “Il cinema russo tra due secoli. La cinematografia della Mosfil’m dal 1925 ai giorni nostri”, organizzata dalla Ficc in collaborazione con la Cineteca Sarda, il Centro russo in Sardegna e l’Ersu.

Venerdì 11 ottobre alle 18.30 sarà proiettata la prima parte del film “Ivan il terribile” di Sergej M. Ejzenstein (1945, 96’).

La seconda parte, “Ivan il terribile – La congiura dei boiardi” (1946, 88’), inizierà alle 20.30.

Introdurrà il film Giannarita Mele (Università di Cagliari).

Ingresso libero e gratuito.

SCHEDA DEL FILM

Ivan Groznyj

(URSS 1943-1946, 1945 prima parte ‒ Ivan il terribile, 1958 seconda parte ‒ La congiura dei boiardi, bianco e nero/colore, 183m); regia: Sergej M. Ejzenštejn; produzione: Alma-Ata/Mosfil′m; sceneggiatura: Sergej M. Ejzen-štejn; fotografia: Eduard Tissé, Andrej Moskvin; scenografia: Iosif Špinel′; costumi: Lidija Naumova; coreografie: Rostislav Zacharov; musica: Sergej Prokof′ev.

Prima parte. Anno 1547. Nella Cattedrale dell'Assunzione del Cremlino l'arcivescovo Pimen incorona il grande principe moscovita Ivan Vasil′evič conferendogli il titolo di zar e sovrano di tutte le Russie. L'incoronazione suscita malcontento negli ambasciatori europei e preoccupazione da parte dei boiardi, potenti principi ai cui abusi Ivan dichiara di voler mettere fine; in particolare scatena le ire della zia di Ivan, la boiarda Evfrosin′ja Starickaja, il cui figlio, l'inetto Vladimir, ambisce a sua volta al trono. Durante il matrimonio tra Ivan e Anastasija, Evfrosin′ja cerca di corrompere il principe Kurbskij, amico intimo di Ivan. La donna provoca poi l'incendio di Mosca e sparge la voce che ciò sia opera della zarina. Il popolo indignato fa irruzione al Cremlino, ma Ivan reprime la sommossa e dichiara guerra ai tartari, che da più di tre secoli costituiscono una minaccia per la Russia. Dopo la conquista della città di Kazan′, Ivan finge di essere ammalato e chiede ai boiardi di giurare fedeltà al figlio Dmitrij, di soli sei mesi. Evfrosin′ja esige invece che essi giurino fedeltà a Vladimir; Kurbskij è indeciso, ma poi prende le parti dello zar e della zarina, di cui è segretamente innamorato. Lo zar 'guarisce' improvvisamente e dà inizio alla guerra contro la Livonia per il controllo dello sbocco sul mar Baltico, dopo aver nominato Kurbskij comandante in capo dell'esercito. Per indebolire lo zar, Evfrosin′ja avvelena Anastasija. Durante il funerale della zarina, sulla cui tomba ha giurato vendetta nei confronti dei traditori, Ivan scopre il complotto di Kurbskij con il sovrano polacco Sigismondo e la fuga all'estero organizzata da parte di molti boiardi. Lo zar riunisce quindi alcuni suoi fedeli, tra cui i Basmanov padre e figlio, si ritira insieme a loro nella sua residenza di campagna e abdica. Temendo la guerra intestina con i boiardi, il popolo si reca in processione da Ivan e lo invita a riappropriarsi del trono: Ivan acquisisce così un potere illimitato.

Seconda parte. Anno 1554. Ivan fa ritorno a Mosca, minaccia di punire i boiardi per la disubbidienza dimostrata nei suoi confronti e istituisce l'opričnina, un corpo di guardie private che operano al di fuori dei limiti della legge. A capo dell'opričnina egli pone il fedele Aleksej Basmanov. Fëdor Kolyčëv, amico d'infanzia di Ivan, decide di abbracciare il sacerdozio per diventare metropolita di Mosca (con il nome di Filippo), a patto di avere il diritto di "intercedere a favore dei condannati". Per diminuire la sua influenza Maljuta, il sicario dello zar, riceve il consenso di Ivan a giustiziare i parenti del metropolita. Nella Cattedrale dell'Assunzione Filippo racconta la storia delle tre vittime del re Nabucodonosor, scinde il potere dello zar da quello della chiesa e rifiuta la benedizione a Ivan. Il metropolita viene arrestato. I boiardi decidono di uccidere lo zar, mentre Evfrosin′ja convince il figlio a diventare 'lo zar dei boiardi'. Ma l'inetto principe Vladimir si lascia sfuggire al cospetto dello zar la notizia del segreto attentato. Ivan si traveste come il cugino e durante la messa del mattino riesce a sfuggire al complotto. Ora lo zar, sia pur sempre più solo, ha le mani libere per intraprendere la guerra nel mar Baltico.

Ivan Groznyj è sostanzialmente un'opera incompiuta: la seconda parte del film venne vietata, mentre il materiale che doveva costituirne la terza parte (Livonskij pochod ‒ La crociata della Livonia) venne distrutto. Il film fu realizzato su ordine diretto di Stalin, che sperava di giustificare la propria politica di repressione facendo ricorso alla figura dello zar Ivan IV, da sempre identificato nella storia russa come il simbolo del dispotismo. Ma Sergej M. Ejzenštejn finì per allontanarsi dall'incarico ufficiale: al pari del metropolita Filippo, si rifiutò di celebrare l'operato del potente autocrate e mostrò invece l'aspetto funesto della sua politica militare. Evitando non solo l'idealizzazione di Ivan, ma semplificandone anche l'impeto, il regista aspirava a rivelare le contraddizioni del personaggio, del suo destino di autocrate e delle più alte norme della 'razionalità statale'. Perciò per il film scelse il registro della 'tragedia della coscienza', ispirandosi alla drammaturgia tragica di Shakespeare e di Puškin (Boris Godunov) e ai romanzi di Dostoevskij. La struttura del film è quella di una polifonia audiovisiva: ogni elemento espressivo (il dialogo, la mimica e la gestualità degli attori, il loro trucco, la musica, le luci e le ombre, gli affreschi sui muri delle scenografie, il colore) è in grado di rimandare a uno o più temi fungendo da 'canale' semantico, oppure a interagire con altri linguaggi. Così le battute demagogiche di Ivan, nel momento in cui vengono pronunciate, appaiono smentite dalla composizione dell'immagine o da un tema musicale. Ciò permise a Ejzenštejn non solo di aggirare la censura (che controllava i testi delle sceneggiature), ma di raggiungere una complessità stilistica che non intacca l'estrema compattezza del film.

Tale polifonia di elementi è stata talvolta fatta oggetto di critiche per le sue qualità 'scarsamente cinematografiche'. La regolare scomponibilità di ogni sequenza costituisce quasi una sorta di 'rinascita della pittura' (e il film utilizza realmente tradizioni ed esperienze della rappresentazione pittorica: dalle icone bizantine e russe alla pittura rinascimentale e barocca, con particolari riferimenti a Michelangelo, Leonardo ed El Greco, fino alle colorite metafore di Juan Gris). Per l'importanza e il ruolo attivo della musica nella sua struttura drammaturgica, il film è stato paragonato anche all'opera lirica, mentre per la stilizzazione e il movimento ritmato degli attori è stato accusato di eccessivi riferimenti al balletto. Ejzenštejn, in Ivan Groznyj così come nei suoi primi film, sperimenta le diverse possibilità del linguaggio cinematografico attraverso lo studio della sua genesi e delle sue prospettive. Grazie al contributo di un compositore come Sergej Prokof′ev, del direttore della fotografia e degli attori, il film è il risultato di una collettività di talenti. Nella carriera di Ejzenštejn, Ivan Groznyj occupa generalmente il secondo posto per importanza dopo Bronenosec Potëmkin. L'influenza del film è rintracciabile nell'opera di numerosi registi di tutto il mondo, da Sergej Paradžanov a Mizoguchi Kenji, da Francis Ford Coppola a Derek Jarman.

Interpreti e personaggi: Nikolaj Čerkasov (zar Ivan IV), Erik Pyr′ev (Ivan bambino), Ada Vojcik (madre di Ivan), Ljudmila Čelikovskaja (zarina Anastasija), Serafima Birman (boiarda Evfrosin′ja Starickaja), Pavel Kadošnikov (suo figlio Vladimir), Michail Nazvanov (principe Andrej Kurbskij), Andrej Abrikosov (Fëdor Kolyčëv, poi metropolita Filippo), Michail Čarov (Maljuta), Amvrosij Bušma (Aleksej Basmanov, capo dell'opričnina), Michail Kuznecov (suo figlio Fëdor), Aleksandr Mgebrov (arcivescovo Pimen), Vladimir Balašov (Pëtr Volynec, zaricida), Pavel Massal′skij (Sigismondo, re di Polonia), Vsevolod I. Pudovkin (Nicola il veggente), Semën Timočenko (ambasciatore della Livonia), Aleksandr Pumnev (uno straniero), Oleg Čakov (cavaliere Enrich Štaden).

di Naum Kleiman - Enciclopedia del Cinema (2004)

[fonte: Treccani]

La sede regionale della Rai organizza in Cineteca giovedì 10 ottobre alle ore 20 la proiezione del film “L’estate di Gino” di Fabio Martina (Italia, 2018, 80’).

Un docufilm che delinea la figura di don Gino Rigoldi, cappellano dell’Istituto Penale Minorile Beccaria di Milano, e dei suoi “figli” - ragazzi di comunità e del carcere - nel corso di una vacanza a Sant’Antioco, in Sardegna.

Saranno presenti in sala il regista Fabio Martina e don Gino Rigoldi.

Ingresso libero e gratuito.

SCHEDA DEL FILM

Don Gino Rigoldi, cappellano dell’Istituto Penale Minorile Beccaria di Milano, decide di trascorrere l’estate in Sardegna insieme ai ragazzi che ha ideologicamente e concretamente adottato. Ex detenuti, giovani incensurati, immigrati con problemi di integrazione, tutti sono “figli” di Don Gino, con il quale passano le loro giornate a mare a cucinare, a giocare a carte, a raccontare cosa li abbia portati fin lì. Le storie si intrecciano e si diversificano, ma tutte sono ascoltate dall’orecchio attento del sacerdote che non perde mai di vista il percorso di redenzione e crescita dei propri ragazzi.

Questo docufilm di Fabio Martina non si può scindere dalla (lodevole) volontà di rendere omaggio ad un uomo considerato un vero e proprio eroe del nostro tempo.

Insieme a pochi altri (tra cui il più volte citato Don Ciotti) ha espresso una concreta e sincera compassione cristiana, restituita alla comunità attraverso il sostegno dei giovani in difficoltà. Eppure, come i veri eroi, quest’aurea di salvatore non prevale nemmeno un secondo sull’ordinarietà e la semplicità dei gesti e delle parole. Il film non fa altro che assecondare questa propensione, non costruendo mai una qualche sovrastruttura sul racconto del quotidiano. La macchina da presa quasi si nasconde dietro le spalle di Don Gino, come a provare ad emulare i suoi stessi movimenti ed il suo sguardo.

Proprio per questo a dare un senso a questo ritratto non è tanto la figura del sacerdote, quanto la gratitudine ed il rispetto dei ragazzi che accompagna, che a mano a mano si rivelano, svelando il loro affetto nei confronti di Rigoldi ed il loro ritrovato senso di famiglia. La mancanza di filtri tra regia e protagonisti, inoltre, lascia spazio anche a qualche riflessione più ampia sulle problematiche sociali che Don Gino negli anni ha visto cambiare. I ragazzi non fanno infatti fatica a parlare di cosa li abbia condotti al carcere minorile e ad avere ancora problemi con la giustizia. E se le difficoltà attuali sembrano essere quelle dell’integrazione, non sono le uniche da dover ancora affrontare oggi.

Rigoldi racconta molto bene cosa significhi lottare quotidianamente contro la povertà, l’abbandono, il diffondersi della droga (è stato uno dei primi ad affrontare il problema dell’eroina nel territorio milanese) e come la soluzione a volte sia molto semplice: essere presenti e non avere paura. L’amore di un padre, dunque. Lo stesso che quest’opera in modo molto rispettoso ed intimo cerca di trasmettere più di qualsiasi altro punto di interesse.

Martina Ponziani, mymovies