Ultimo appuntamento ed evento speciale della rassegna cinematografica "Il cinema russo tra due secoli. La cinematografia della Mosfil'm dal 1925 ai giorni nostri"!

lunedì 21 ottobre alle ore 17 (presso la Sala Nanni Loy - Teatro Ersu, via Trentino, 15)

presentazione del libro di Stefano Pisu "La cortina di celluloide. Il cinema italo-sovietico nella guerra fredda" (edizioni MIMESIS, 2019).

Intervengono Antioco Floris, Massimo Tria, Giannarita Mele, Francesco Atzeni (Università di Cagliari).

alle ore 18.30 proiezione del film "Va' e vedi" di Elem Klimov (1985, 123'),

restaurato dalla Mosfil'm e proiettato nella sezione Venezia Classici della Mostra del Cinema di Venezia, edizione 2017.

Introduce Massimo Tria.

A partire dai preziosi filmati di famiglia in pellicola (8mm, super8 e Pathè 9,5) raccolti e digitalizzati dalla Cineteca Sarda, la regista Manuela Tempesta ha realizzato il film “Ritratti di famiglia” (Italia, 2018, 61’), che intreccia le storie di 4 famiglie - Vodret, Bruno, Ricci e Fele - originarie di 4 città diverse (Sassari, Cagliari, Oristano e Oliena).

Il film sarà proiettato in Cineteca venerdì 25 ottobre alle ore 19.

Ingresso libero e gratuito.

Sinossi: La Sardegna è sempre stata una terra ricca di miti, leggende, usi e costumi di origini sacre e profane, che ha sempre basato la sua organizzazione sociale sulla famiglia, un modello che in Sardegna ha assunto una dimensione molteplice e polivalente, diversa e marcata, soprattutto per la condizione d’insularità e, dunque, per la condizione ambientale d’isolamento naturale.

Nonostante le sue peculiarità, però, la famiglia sarda ha incarnato anche le caratteristiche universali della “famiglia italiana”, una struttura riconosciuta in tutto il mondo, con i suoi punti di forza e le sue contraddizioni.

A partire da questo presupposto, il documentario RITRATTI DI FAMIGLIA intreccia le storie di 4 famiglie – Vodret, Bruno, Ricci e Fele- originarie di 4 città diverse (Sassari, Cagliari, Oristano e Oliena), con i preziosi materiali di repertorio inediti recuperati dalla Cineteca Sarda di Cagliari (filmini di famiglia registrati su pellicole di ogni formato, immagini che documentano le abitudini della vita famigliare, i momenti quotidiani e le cerimonie, i luoghi e le tradizioni, i volti e i gesti, i viaggi e le feste), che accompagnano le ricostruzioni dei racconti dei protagonisti come se fossero dei “ritratti” da stendere su una tela, a partire dalla fine degli anni Venti.

Attraverso i loro ricordi e l’utilizzo dei materiali audiovisivi, il documentario indaga su cosa rappresentava, com’era organizzata e come si viveva nella famiglia sarda del passato, riflettendo anche sui cambiamenti sociali, antropologici e paesaggistici che questo modello ha subito negli ultimi anni e sulle tradizioni che sono resistite allo scorrere del tempo.

"Ritratti di Famiglia" è stato sostenuto da:
Regione Autonoma della Sardegna
Sardegna Film Commission
Cineteca Sarda

Prosegue la rassegna “Il cinema come prodotto culturale. I successi della commedia e di altri generi del cinema popolare degli anni Sessanta”, all’interno del progetto “Raccontare e fare il cinema italiano”, promosso dal Miur e dal MiBAC e organizzato dall’Ateneo di Cagliari, dalla Cineteca Sarda, dalla Ficc e dal Liceo “Pitagora” di Selargius.

Mercoledì 16 ottobre alle ore 20 sarà proiettato il film “C’era una volta il West” di Sergio Leone (Italia/Usa, 1968).

Introduzione a cura di Antioco Floris (Università di Cagliari).

Ingresso libero e gratuito.

Regia: Sergio Leone
Attori: Henry Fonda - Frank, Claudia Cardinale - Jill, Jason Robards - Cheyenne, Charles Bronson - Armonica, Gabriele Ferzetti - Morton, Paolo Stoppa - Sam, Woody Strode - Stony, un killer, Jack Elam - Knucles, altro killer, Keenan Wynn - Lo sceriffo, Frank Wolff - Brett McBain, Lionel Stander - Locandiere, Marco Zuanelli - Wobbles, Aldo Berti - Giocatore di Poker, Marilù Carteny - Maureen McBain, Claudio Mancini - Fratello di Armonica, Luigi Ciavarro - Vice sceriffo anziano, Enzo Santaniello - Timmy McBain, Dino Mele - Armonica ragazzo, Benito Stefanelli - Tenente di Frank, Renato Pinciroli - Primo offerente all'asta, Simonetta Santaniello - Maureen Mcbain
Soggetto: Sergio Leone, Bernardo Bertolucci, Dario Argento
Sceneggiatura: Sergio Leone, Sergio Donati
Fotografia: Tonino Delli Colli, Franco Di Giacomo - (operatore), Giuseppe Lanci - (assistente operatore)
Musiche: Ennio Morricone
Montaggio: Nino Baragli
Scenografia: Carlo Simi
Altri titoli: Once Upon a Time in the West
There Was Once the West
Durata: 167'
Produzione: BINO CICOGNA PER RAFRAN CINEMATOGRAFICA, SAN MARCO FILMS

Trama: Jill, una ragazza dal passato burrascoso, giunta a Red Land, trova il marito, l'irlandese Bret McBain, assassinato dal bandito Frank. L'uomo ha agito su mandato di Morton, un individuo che, nonostante una grave infermità, continua a perseguire il suo scopo di costruire una ferrovia nel West dall'Atlantico al Pacifico. A proteggere Jill interviene un misterioso meticcio - "Armonica" - il quale, deciso a vendicare l'uccisione di suo fratello compiuta da Frank, si allea con un fuorilegge - Cheyenne - sul quale pende una taglia di cinquemila dollari. Per l'intervento di costoro, non essendo riuscito Frank ad uccidere Jill - unica erede della fattoria McBain e del terreno sul quale dovrà passare la ferrovia - il bandito rapisce la donna e cerca di costringerla a vendere ad una asta pubblica la sua proprietà ai propri accoliti. Ma "Armonica", che d'accordo con Cheyenne ha riscosso la taglia posta su questi, compra i beni di Jill facendo fallire così il piano del bandito. Frattanto Morton per liberarsi di Frank, diventato un incomodo socio, cerca di farlo uccidere dai suoi stessi uomini; ma interviene "Armonica" che gli salva la vita. Deciso a vendicarsi, il bandito cerca di raggiungere Morton ma trova che questo è già stato ucciso da Cheyenne, evaso dalla prigione. Frank raggiunge allora la fattoria di Jill dove già si trovano Cheyenne ed "Armonica" per conoscere da quest'ultimo i motivi dell'intervento in suo favore. Nel successivo duello, "Armonica", dopo aver ferito mortalmente Frank, gli svela di averlo salvato per potersi vendicare di lui. Salutata Jill, "Armonica" si allontana con Cheyenne; ma lungo la strada quest'ultimo, a suo tempo gravemente ferito da Morton, muore.

[fonte: cinematografo.it]

Un nuovo appuntamento in Cineteca con la rassegna “FRAUENfilm – Registe. Lo sguardo delle donne nel cinema tedesco” organizzata dall’ACIT Cagliari.

Martedì 22 ottobre alle ore 21 proiezione del film “Schönefeld Boulevard” di Sylke Enders (Germania, 2014, 102’), in lingua originale con sottotitoli in italiano.

Ingresso libero e gratuito.









Regia: Sylke Enders
Germania 2013/14, 102 min.
Con Julia Jendroßek, Daniel Sträßer, Ramona Kunze-Libnow, Uwe Preuss, Jani Volanen, Kyra Sophia Kahre, Andrea Hintermaier, Yung Ngo

Terra desolata: all’inizio è così che appare il grande impianto del nuovo aeroporto di Berlino Schönefeld. Cindy e il suo amico Danny giocano lungo il recinto del cantiere con dei pupazzi – un’immagine onirica che alla fine del film trova il suo corrispettivo horror. Due ragazzi, entrambi non proprio benvoluti dagli altri, si ritrovano insieme, senza però riuscire a interagire veramente. Danny convince Cindy del fatto che i suoi genitori avrebbero preferito a lei il figlio del custode, perché nato morto, e che avrebbe ricevuto in regalo il suo cagnolino solo per via della sua bruttezza, come distrazione. Danny non ce la fa più e decide di andare in Afghanistan con l’esercito come volontario; al suo ritorno è ancora più cinico di prima. Il padre chiama Cindy “Rosinenbomber” (bombardiere di uva passa), riferendosi agli aerei degli Alleati che avevano distribuito generi alimentari su Berlino Ovest durante il ponte aereo del 1948/49. La costruzione del nuovo aeroporto è già in ritardo di anni, e di conseguenza anche l’apertura dell’albergo nel quale Cindy avrebbe voluto cominciare un tirocinio dopo la scuola. Non è nemmeno sicuro che la ragazza riesca a passare gli esami di maturità, soprattutto il padre la scoraggia di continuo. A scuola finisce con l’essere una vittima facile per le altre ragazze.

L’idea di Schönefeld Boulevard è venuta a Sylke Enders proprio nel luogo simbolo della pellicola: “I tanti motel dell’aeroporto, le fermata degli autobus, un paio di giovani che se ne stanno lì in giro: mi è venuta subito in mente una ragazza così, con una figura corpulenta, che aspetta a una fermata dell’autobus con il suo cane. E ho associato questa immagine a quella dei tanti ospiti dei motel, spesso bloccati in una certa situazione, annoiati e solitari, proprio come la ragazza. Che succederebbe se questi due mondi venissero a contatto e un incontro fortuito scombussolasse il destino di entrambi? E se questa ragazza provasse per una volta cose nuove, comportandosi in maniera completamente diversa da quella solita e facendo cose che nessuno la riterrebbe capace di fare?”

Cindy prende l’iniziativa. Porta in camera a uno sconosciuto il cellulare perso; l’ingegnere dalla Finlandia non capisce bene cosa gli sta accadendo, ma a un certo punto i due sprofondano in un abbraccio appassionato sul divano, un primissimo piano mostra un fiore che sboccia in slow motion. Per di più poi Cindy attacca discorso con l’informatico coreano Park e trova così il suo accompagnatore per il ballo di fine scuola.

Schönefeld Boulevard racconta del percorso faticoso e difficile per conquistare quella sicurezza in se stessi necessaria a sopravvivere, ma anche della sua perdita definitiva. Danny, di rientro dall’Afghanistan, non riesce ad accettare il cambiamento di Cindy, sprofonda sempre più nell’alcool e nella droga e perde la vita in una folle corsa in auto. Cindy è disperata, si sente responsabile di quella morte. L’immagine finale mostra Cindy mentre si allontana lungo una strada parallela alla pista dell’aeroporto. Proprio come una volta Charlie Chaplin in Tempi Moderni, la ragazza cammina proprio sulla striscia al centro – ma mentre lui era in compagnia di Paulette Goddard, Cindy è sola. Sullo sfondo, però, per la prima volta nella pellicola si innalza in cielo un aereo – un segnale che qualcosa è cambiato.

Hans Günther Pflaum, 09.04.2015 [Goethe Institut]

All’interno del ricco programma del Festival di teatro e cultura non violenta “Lovesharing”, lunedì 21 alle ore 20 sarà proiettato il film di Roberto Minervini “Stop the Pounding Heart” (Italia, 2013, 98’).
Il film è in lingua inglese con sottotitoli in italiano.

Ingresso libero e gratuito.

Regia: Roberto Minervini
Sceneggiatura: Roberto Minervini
Fotografia: Diego Romero Suarez-Llanos (Diego Romero)
Montaggio: Marie-Hélène Dozo
Durata: 100'
Colore: C
Genere: DRAMMATICO
Produzione: PULPA, ONDAROSSA FILM, POLIANA PRODUCTIONS
Distribuzione: I WONDER PICTURES

Trama: Sara ha pochi anni e tanti fratelli educati in casa da mamma e papà, allevatori di capre in Texas. Figlia maggiore dei Carlson, Sara conduce una vita serena accudendo gli animali della fattoria, collaborando all'economia domestica e all'educazione dei suoi fratellini. La sua giovane vita è scandita dalle preghiere e dalla lettura della Bibbia, che commenta e argomenta con la madre e le sorelle. L'incontro con Colby Trichell, allevatore di tori e cowboy senza sella, turba la sua esistenza ordinata precipitandola in una crisi profonda. A scompigliarla è un sentimento nuovo che la conduce frequentemente davanti al recinto e al sorriso accogliente di Colby. Ma un giorno nel suo ranch, Sara scopre una coetanea più intraprendente e il suo cuore si ferma. Rifugiatasi nell'imperturbabilità bucolica del suo mondo, diventerà più grande attendendo il domani dentro un abito bianco. [...]

[continua a leggere su MyMovies]

Dal 16 al 20 ottobre 2019 Mostra del libro in Sardegna a Macomer!

👉 quest'anno saranno presenti anche i Centri Servizi Culturali della Sardegna dell'Unla e della Società Umanitaria con 4 imperdibili proiezioni:

• giovedì 17 alle ore 18 - Padiglione Filigosa:
proiezione del film "Autonomia trentanni" di di Silvano Reina, Manlio Brigaglia, Sergio Atzeni, Guido Costa. Partecipano Antonello Zanda, Direttore C.S.C. Umanitaria - CinetecaSarda di Cagliari e gli operatori Luca Portas e Cristina Secci. Moderatore Giancarlo Zoccheddu.


• venerdì 18 alle ore 18 - Padiglione Filigosa:
proiezione del film "Isura da Filma’". Un montaggio dei filmati realizzati da Fiorenzo Serra alla fine degli anni '40, montati da Marco Antonio Pani, musicato da Paolo Fresu. Partecipano Alessandra Sento Direttrice Società Umanitaria Alghero e Marco Antonio Pani. Moderatore Giancarlo Zoccheddu.

• sabato 19 alle ore 18 - Padiglione Filigosa:
proiezione del film "Antonio Corriga" la vita in un intreccio di colori di Antonello Carboni. Partecipano Marcello Marras Direttore Centro Servizi Culturali Oristano, il regista Antonello Carboni e Sabina Corriga, figlia del Maestro Prof. Antonio Corriga. Moderatore Giancarlo Zoccheddu.

• domenica 20 alle ore 18 - Padiglione Filigosa:
proiezione film "Juke Box al carbone" di Daniele Arca e Andrea Murgia. Partecipano Paolo Serra Direttore Csc Carbonia-Iglesias Società Umanitaria, Andrea Contu, Daniele Arca, Andrea Murgia e Luca Gambula. Moderatore Giancarlo Zoccheddu.

Tutte le proiezioni sono a cura dei Centri Servizi Culturali UNLA e Umanitaria.

L'intero programma al link: https://www.facebook.com/notes/mostra-del-libro-in-sardegna/mostra-del-libro-in-sardegna-2019/958706751188506/

Ultimo appuntamento in Cineteca Sarda con la rassegna “Il cinema russo tra due secoli. La cinematografia della Mosfil’m dal 1925 ai giorni nostri”, organizzata dalla Ficc in collaborazione con la Cineteca Sarda, il Centro russo in Sardegna e l’Ersu

 Venerdì 18 ottobre alle 18.30 sarà proiettato il film “Sciopero” di Sergej M. Ejzenstein (1925, 70’).

Introdurrà il film Antioco Floris (Università di Cagliari).

Ingresso libero e gratuito.









STAČKA

(URSS 1924, 1925, Sciopero, bianco e nero, 95m a 18 fps); regia: Sergej Ejzenštejn; produzione: Goskino; sceneggiatura: Collettivo Proletkul′t (Sergej Ejzenštejn, Grigorij Aleksandrov, Valerian Pletnëv, Il′ja Kravšunovskij); fotografia: Eduard Tissé; scenografia: Vasilij Rachal′s.

La vicenda è suddivisa in sei atti ("le tappe della lotta") e illustra la genesi di quel movimento spontaneo che, nella Russia degli inizi del ventesimo secolo, ebbe origine dall'indignazione causata dalle condizioni di estrema povertà e dalla violazione dei fondamentali diritti umani, sfociando infine nella protesta da parte degli operai e nella mobilitazione di massa per la libertà politica. In fabbrica tutto è tranquillo…: i dirigenti scoprono il malcontento degli operai e si rivolgono alla polizia, che tiene sotto controllo gli agitatori; durante il riposo domenicale hanno luogo le prime riunioni cospirative che incitano allo sciopero. Motivo dello sciopero: un operaio, ingiustamente accusato di furto da parte di un caporeparto, viene obbligato a pagare una multa; il poveretto, umiliato, si impicca e la dilagante indignazione generale porta alla sospensione del lavoro. Lo sciopero: improvvisa inattività degli operai stanchi; gli scioperanti stilano le rivendicazioni da sottoporre ai padroni della fabbrica; interviene la polizia. Lo sciopero continua: tra gli operai ha inizio una crisi; la polizia dà la caccia alle 'belve rosse'; i dirigenti rifiutano di considerare le richieste degli scioperanti; la polizia induce al tradimento uno degli attivisti. La provocazione nel caos: la polizia assolda la 'teppaglia', tra cui accattoni e provocatori; durante la manifestazione degli operai alcuni agitatori danno fuoco alla bottega d'un vinaio; l'incendio fa sì che i dimostranti si disperdano e i loro capi vengano arrestati. Soppressione: i cosacchi fanno irruzione nelle case degli operai e massacrano gli scioperanti; in tutto il paese, sommerso da un'ondata di repressione, echeggiano gli spari delle fucilazioni.

Stačka, esordio cinematografico di Sergej Ejzenštejn, è la prima parte della cosiddetta 'trilogia della rivoluzione', che comprende i successivi Bronenosec Potëmkin e Oktjabr′ (Ottobre, 1927). Nel film, che rifiuta completamente la struttura narrativa tradizionale, trovano espressione le percezioni e le pulsioni sociali che caratterizzarono il primo periodo di sviluppo dell'Unione Sovietica: l'adirata negazione del dispotismo, la fiducia nel raggiungimento della giustizia attraverso i metodi di lotta, la certezza che il popolo sia costituito non soltanto da martiri, ma che tutti possano invece contribuire a creare la Storia. Queste posizioni producono una visione innovatrice per quanto riguarda l'estetica dello spettacolo cinematografico.

La dettagliata elaborazione di ogni contesto, l'attenzione per i particolari, l'impatto conflittuale tra i primi piani e i campi lunghi sono i mezzi di una "drammaturgia estranea alla fabula" che Ejzenštejn definisce soprattutto attraverso il 'montaggio delle attrazioni'. Grazie al parallelismo e agli accostamenti tra le immagini, lo spettatore riesce a comprendere appieno il senso soggiacente a ogni evento rappresentato, da quelli più drammatici (la dispersione dei manifestanti o le atrocità commesse dai cosacchi) a quelli dalle tonalità comico-satiriche (la riunione degli azionisti). I personaggi principali e secondari rivestono nel film la medesima importanza, mentre il loro aspetto viene rivelato in modo preciso (e facilmente identificabile da parte dallo spettatore) attraverso i tratti caratteristici di un determinato gruppo sociale di appartenenza. La varietà di queste 'maschere sociali' permette così di individualizzare la massa, producendone un dettagliato affresco. Nella rappresentazione delle varie tipologie dei personaggi (interpretati da non professionisti, ma anche da attori del teatro Proletkul′t) viene utilizzata un'ampia gamma di espedienti stilistici ‒ dal ritratto realistico (gli operai) allo stereotipo da manifesto (il padrone della fabbrica), fino ad arrivare alla caricatura (gli agenti, gli appartenenti al lumpenproletariat).

Accanto alla ricostruzione della cronaca, nel film ritroviamo elementi tipici del poliziesco (il pedinamento dei leader dello sciopero), della commedia eccentrista (il travestimento degli sbirri, 'il regno della teppaglia'), del grandguinol (il disordine dello sciopero). La struttura documentaristica del film (le riprese in ambienti reali, il rifiuto delle scenografie e del trucco per gli interpreti) si rafforza nel valore metaforico delle immagini e del loro montaggio (gli sbirri visti come bestie, le abitazioni dei provocatori come luoghi infernali, l'eccidio degli operai come un macello). Stačka utilizza inoltre in modo creativo molti elementi dell'arte sovietica contemporanea: la disposizione sulla scena e l'espressività degli attori tipiche degli spettacoli teatrali di Vsevolod Mejerchol′d o dello stesso Ejzenštejn; lo stile delle riprese e gli elementi di montaggio che caratterizzano i documentari Kinopravda (1922-1923) di Dziga Vertov; le innovazioni di David W. Griffith in Intolerance; la grafica e la fotografia (in particolare di Aleksandr Rod-čenko). Il film, tuttavia, è profondamente legato anche alla cultura internazionale: in particolare, tra le sue fonti vanno segnalati i fondamenti della drammaturgia di Ben Johnson, le maschere della commedia dell'arte, le caricature di Grandville, il romanzo naturalista di Émile Zola. Insieme ai primi film di Lev Kulešov (Neobyčajnye priključenija Mistera Vesta v strane bol′ševikov) e di Dziga Vertov (Kinoglaz, 1924), Stačka segnò la nascita dell'avanguardia cinematografica in URSS e stabilì molti di quelli che sarebbero stati i tratti distinti del cinema sovietico fino agli anni Trenta.

Interpreti e personaggi: Ivan Kljukvin (attivista), Aleksandr Antonov (operaio, membro del comitato di sciopero), Michail Gomorov (operaio con la fisarmonica), Konstantin Kočin (operaio con il samovar), Miča Mamin (suo figlio), Daniil Antonovič-Bud′ko (operaio suicida), Sergej Tumanov (operaio), Aleksandr Lëvšin (membro del comitato di sciopero, traditore), Vera Janukova, Ol′ga Ivanova, Borisova, Kuznecova (mogli degli operai), Pavel Grajver (maggior azionista), V. Poltorackij (azionista minoritario), P. Beljaev (terzo azionista), Vasilij Čaruev (direttore della fabbrica), Grigorij Aleksandrov, L. Alekseev (artigiani), I. Ivanov (capo della polizia segreta), Maksim Štrauch (sbirro 'Bulldog'), Arkadij Kurbatov (sbirro 'Lisa'), P. Malik (sbirro 'Martyčka'), Janyčevskij (sbirro 'Sova'), Boris Jurcev ('re della teppaglia'), Judif′ Glizer ('regina della teppaglia'), operai della fabbrica di Kolomenskij, moscoviti.

BIBLIOGRAFIA

I. Montagu, Strike, in "Sight & Sound", n. 2, Autumn 1956.

P. Duboeuf, Les enfants umiliés, in "Cahiers du cinéma", n. 188, mars 1967.

M. Martin, Enfin Eisenstein vint…, in "Cinéma 67", n. 114, mars 1967.

M. Orsoni, 'Sciopero', opera prima di Eisenstein, in "Cineforum", n. 81, gennaio 1969.

Ph. Pillard, La grève, in "La revue du cinéma", n. 244, novembre 1970.

P. Bonitzer, Le système de 'La grève', in "Cahiers du cinéma", n. 226-227, janvier-février 1971.

Sceneggiatura: in "Iskusstvo kino", n. 11, 1981.




[FONTE: Treccani.it]
Ritorna anche quest’anno la maratona dedicata alle proiezioni di tutti i corti partecipanti al Premio Centottanta 2019!

Un’occasione per dare visibilità agli autori esordienti che hanno iscritto il loro lavoro alla terza edizione del concorso.

Ingresso libero e gratuito.



Il calendario delle proiezioni:


17 OTTOBRE - h 20

Latte sardo - Carlo Bianco 
F. - Giuseppe Carta 
I pirati di Pratobello - Antonio Congiu

Bianca - Daniele Murgia
The Right Tree - Valeria Usala 
Jour après jour - Francesco Manconi 
Fragmenta - Angelica Demurtas

Antrum - Claudio MeloniMartina Pinna 
Come sarà? - Omar Baldeh 
La casa che guarda l’alba - Clara Murtas
I Feel Fantastic - Roberto Cabras

La magia del set - Christiano Pahler 
Dentro in 180 secondi - Collettivo 4sPa Meucci Cagliari
Olandesi e cavalli - Carlo Costantino Licheri 
Passaggio - Matteo Canuti

La scommessa - Roberto Demuro
Operation 37.1 - Jonathan Fiduccia 
Principessa - Stefano Savona
S’ou - Concas, Siddi, Gaviano


19 OTTOBRE - h 20

Ecce Dea - Tiziana Palandrani
Ammentos - Giovanna Spanu 
Riservato - Samuele Deiana
Si seus accappiaus - Simone Paderi 

La maschera - Simona LoddoAndrea Perra
Parlami - Alessandro Gallus
Buongiorno Pirri - Tiziana Monteleone
Ritorno a Iglesias - Davide Orrù 

Carta forbici e ombre - Manuela RagusaMario Pierno
Taba ‘e Lissiai - Giacomo MelisMarco Steri
Jàe - Viviana Mura
The city - Chiara Porcheddu

Joy - Riccardo Cara
Straniere cose - Andrea Petrillo
Adam - Roberto Achenza
Sad Park - Andrea Murgia

IL CINEMA COME PRODOTTO CULTURALE. I SUCCESSI DELLA COMMEDIA E DI ALTRI GENERI DEL CINEMA POPOLARE DEGLI ANNI SESSANTA
Rassegna Cinematografica realizzata all'interno del progetto di formazione "Raccontare e Fare il cinema italiano" realizzato nell'ambito del Piano Nazionale Cinema per la Scuola e promosso dal MIUR e dal MIBAC

mercoledì 16 ottobre alle ore 20 

proiezione del film "Il sorpasso" di Dino Risi (Italia, 1962, 108').

Introduzione a cura di David Bruni (Università di Cagliari).

INGRESSO LIBERO E GRATUITO.


“Raccontare e fare il cinema Italiano” è un progetto sviluppato nell’ambito del programma Piano Nazionale Cinema per la Scuola promosso da MIUR e MIBAC e rivolto alla formazione degli insegnanti. L’obiettivo del progetto è quello di offrire gli strumenti essenziali per una formazione di base nelle discipline del Cinema e dell’Audiovisivo – con particolare attenzione al contesto italiano – attraverso un’ampia programmazione di lezioni, proiezioni e seminari. A questo scopo il progetto, che in sede locale fa capo al Liceo Pitagora di Selargius, si avvale di una rete di collaborazioni a livello regionale e nazionale che coinvolge l’Università di Cagliari, la Federazione Italiana dei Circoli del Cinema (FICC), la Cineteca Sarda e numerosi studiosi e professionisti esperti di discipline cinematografiche e dell’audiovisivo.

Nell’ambito del progetto è prevista una rassegna di film aperti al territorio e presentati in diverse piazze di tutta Italia in modo da creare una ideale rassegna del cinema italiano. Il programma della sessione cagliaritana prevede la proiezione di tre film alla Cineteca Sarda (Viale Trieste 126) alle ore 20.00. Si parte mercoledì 9 alle ore 20 con la proiezione di “Dolci inganni” introdotto da David Bruni, docente di cinema all’Università di Cagliari. La pellicola, diretta da Alberto Lattuada nel 1960, affronta il tema dell'educazione sessuale dei giovani raccontando la storia di "una delicata metamorfosi di un'adolescente [...] sulla soglia dell'amore [sono parole del regista]". Il film, che segna l'esordio pressoché assoluto dell'allora quindicenne Catherine Spaak nel ruolo della protagonista, incappò pesantemente nelle maglie della censura fino al punto di essere sequestrato e fu "riabilitato" solo dopo alcuni anni.

Il 16 ottobre la rassegna prosegue con la proiezione de “Il sorpasso”, un classico della commedia italiana introdotto ancora da David Bruni. Realizzato da Dino Risi nel 1962, il film si affida all'andamento tipico del road movie delineando un affresco puntuale dell'Italia negli anni del boom economico. Al contempo, il film appare anche un "racconto di formazione" sorretto da una struttura calibratissima e fondato sulla coesistenza di ingredienti e registri espressivi eterogenei, lontani dal rispondere all'immagine stereotipata della commedia all'italiana come un genere disimpegnato e leggero, puramente di consumo.

Il programma si conclude il 23 ottobre con la proiezione del film di Sergio Leone “C’era una volta il West” introdotto da Antioco Floris, professore di cinema all’Università di Cagliari. La pellicola di Leone è considerata un’opera fondamentale del western post classico, capace di rileggere in una prospettiva del tutto nuova i caratteri di un genere che aveva fatto la fortuna dell’industria hollywoodiana. Il film, in un’atmosfera rarefatta e dai ritmi dilatati, attinge a un patrimonio di luoghi, caratteri, situazioni per riproporli un quadro nuovo capace di coniugare la sperimentazione (come nel caso delle musiche) con la forma classica.

Terzo appuntamento in Cineteca con la rassegna “FRAUENfilm – Registe. Lo sguardo delle donne nel cinema tedesco” organizzata dall’ACIT Cagliari.

Martedì 15 ottobre alle ore 21 proiezione del film “Western” di Valeska Grisebach (Germania, 2017, 121’), in lingua originale con sottotitoli in italiano.

Ingresso libero e gratuito.

Regia: Valeska Grisebach
Attori: Meinhard Neumann - Meinhard, Reinhardt Wetrek - Vincent, Syuleyman Alilov Letifov - Adrian, Veneta Frangova - Veneta, Vyara Borisova - Vyara, Kevin Bashev - Wanko
Sceneggiatura: Valeska Grisebach
Fotografia: Bernhard Keller
Montaggio: Bettina Böhler
Scenografia: Beatrice Schultz
Costumi: Veronika Albert
Durata: 119'
Colore: C
Genere: DRAMMATICO
Specifiche tecniche: DCP (1:1.85)
Produzione: JONAS DORNBACH, JANINE JACKOWSKI, MAREN ADE, VALESKA GRISEBACH, MICHEL MERKT PER KOMPLIZEN FILM PRODUCTION IN COPRODUZIONE CON CHOUCHKOV BROTHERS, COOP99, KNM, ZDF-AS KLEINE FERNSEHSPIEL, IN COLLABORAZIONE CON ARTE

Critica: Un gruppo di operai tedeschi è al lavoro per costruire nuove infrastrutture in una zona della Bulgaria prossima al confine con la Grecia. Con il passare dei giorni, sono giocoforza chiamati al confronto con i cittadini del villaggio limitrofo.
Visti con diffidenza, separati dalla lingua e dai pregiudizi culturali, finiscono per scontrarsi anche tra di loro quando Meinhard (Neumann) riesce in qualche modo ad integrarsi con i locali. E la situazione potrebbe esplodere da un momento all’altro.
Sorretto dalla figura cupa e silenziosa del suo protagonista, personaggio il cui passato emerge solo quando si racconta, tra un’incomprensione e l’altra, agli abitanti del villaggio bulgaro, il lavoro della regista non concede molto allo spettatore, soprattutto in termini di fluidità.Ma è una cifra strutturale tutto sommato comprensibile, proprio per rimarcare la situazione – anche emotiva – in cui versano i vari personaggi del racconto. Un luogo che appare come sospeso nel tempo, dove il massimo che la vita offre è il sedersi intorno a un tavolino per bere e chiacchierare, popolato da un’umanità gretta e di poche pretese. Procedendo così stancamente verso una “resa dei conti” che, di fatto, non ci sarà mai, Western (sì, c’è anche un cavallo bianco al centro della storia) riesce di tanto in tanto a sollevarsi dalle secche del nulla creando momenti di reale tensione, ma rimane un film che non sorprende mai, che traccia le basi per un “duello” la cui attesa rimane inespressa. [Valerio Sammarco]

fonte: ilcinematografo.it







Lunedì 14 ottobre il Cineclub Fedic Cagliari presenta in Cineteca una serata dedicata a un poliedrico produttore, attore, autore e cantante, Santo Spadafora, con la proiezione di quattro suoi cortometraggi

IL PROGRAMMA:

• "RIPPED WOMEN'S HEART" (17'38'')
di Tore Iantorno Asta, prodotto da Santo Spadafora
• "GUARDO IL MARE" (videoclip, 9'40'')
di Tore Iantorno Asta, prodotto da Santo Spadafora
• "CARA MELLE" (7'15'')
di Raffaella Vaccaro, prodotto da Santo Spadafora
• "IO RESTO QUA" (trailer)
di Gianluca Sia, prodotto da Santo Spadafora

(http://piobruno.wixsite.com/cineclub-cagliari)
INGRESSO LIBERO E GRATUITO
Apertura della sala alle 20 - inizio proiezioni alle 20.30


Un nuovo appuntamento con la rassegna “Il cinema russo tra due secoli. La cinematografia della Mosfil’m dal 1925 ai giorni nostri”, organizzata dalla Ficc in collaborazione con la Cineteca Sarda, il Centro russo in Sardegna e l’Ersu.

Venerdì 11 ottobre alle 18.30 sarà proiettata la prima parte del film “Ivan il terribile” di Sergej M. Ejzenstein (1945, 96’).

La seconda parte, “Ivan il terribile – La congiura dei boiardi” (1946, 88’), inizierà alle 20.30.

Introdurrà il film Giannarita Mele (Università di Cagliari).

Ingresso libero e gratuito.

SCHEDA DEL FILM

Ivan Groznyj

(URSS 1943-1946, 1945 prima parte ‒ Ivan il terribile, 1958 seconda parte ‒ La congiura dei boiardi, bianco e nero/colore, 183m); regia: Sergej M. Ejzenštejn; produzione: Alma-Ata/Mosfil′m; sceneggiatura: Sergej M. Ejzen-štejn; fotografia: Eduard Tissé, Andrej Moskvin; scenografia: Iosif Špinel′; costumi: Lidija Naumova; coreografie: Rostislav Zacharov; musica: Sergej Prokof′ev.

Prima parte. Anno 1547. Nella Cattedrale dell'Assunzione del Cremlino l'arcivescovo Pimen incorona il grande principe moscovita Ivan Vasil′evič conferendogli il titolo di zar e sovrano di tutte le Russie. L'incoronazione suscita malcontento negli ambasciatori europei e preoccupazione da parte dei boiardi, potenti principi ai cui abusi Ivan dichiara di voler mettere fine; in particolare scatena le ire della zia di Ivan, la boiarda Evfrosin′ja Starickaja, il cui figlio, l'inetto Vladimir, ambisce a sua volta al trono. Durante il matrimonio tra Ivan e Anastasija, Evfrosin′ja cerca di corrompere il principe Kurbskij, amico intimo di Ivan. La donna provoca poi l'incendio di Mosca e sparge la voce che ciò sia opera della zarina. Il popolo indignato fa irruzione al Cremlino, ma Ivan reprime la sommossa e dichiara guerra ai tartari, che da più di tre secoli costituiscono una minaccia per la Russia. Dopo la conquista della città di Kazan′, Ivan finge di essere ammalato e chiede ai boiardi di giurare fedeltà al figlio Dmitrij, di soli sei mesi. Evfrosin′ja esige invece che essi giurino fedeltà a Vladimir; Kurbskij è indeciso, ma poi prende le parti dello zar e della zarina, di cui è segretamente innamorato. Lo zar 'guarisce' improvvisamente e dà inizio alla guerra contro la Livonia per il controllo dello sbocco sul mar Baltico, dopo aver nominato Kurbskij comandante in capo dell'esercito. Per indebolire lo zar, Evfrosin′ja avvelena Anastasija. Durante il funerale della zarina, sulla cui tomba ha giurato vendetta nei confronti dei traditori, Ivan scopre il complotto di Kurbskij con il sovrano polacco Sigismondo e la fuga all'estero organizzata da parte di molti boiardi. Lo zar riunisce quindi alcuni suoi fedeli, tra cui i Basmanov padre e figlio, si ritira insieme a loro nella sua residenza di campagna e abdica. Temendo la guerra intestina con i boiardi, il popolo si reca in processione da Ivan e lo invita a riappropriarsi del trono: Ivan acquisisce così un potere illimitato.

Seconda parte. Anno 1554. Ivan fa ritorno a Mosca, minaccia di punire i boiardi per la disubbidienza dimostrata nei suoi confronti e istituisce l'opričnina, un corpo di guardie private che operano al di fuori dei limiti della legge. A capo dell'opričnina egli pone il fedele Aleksej Basmanov. Fëdor Kolyčëv, amico d'infanzia di Ivan, decide di abbracciare il sacerdozio per diventare metropolita di Mosca (con il nome di Filippo), a patto di avere il diritto di "intercedere a favore dei condannati". Per diminuire la sua influenza Maljuta, il sicario dello zar, riceve il consenso di Ivan a giustiziare i parenti del metropolita. Nella Cattedrale dell'Assunzione Filippo racconta la storia delle tre vittime del re Nabucodonosor, scinde il potere dello zar da quello della chiesa e rifiuta la benedizione a Ivan. Il metropolita viene arrestato. I boiardi decidono di uccidere lo zar, mentre Evfrosin′ja convince il figlio a diventare 'lo zar dei boiardi'. Ma l'inetto principe Vladimir si lascia sfuggire al cospetto dello zar la notizia del segreto attentato. Ivan si traveste come il cugino e durante la messa del mattino riesce a sfuggire al complotto. Ora lo zar, sia pur sempre più solo, ha le mani libere per intraprendere la guerra nel mar Baltico.

Ivan Groznyj è sostanzialmente un'opera incompiuta: la seconda parte del film venne vietata, mentre il materiale che doveva costituirne la terza parte (Livonskij pochod ‒ La crociata della Livonia) venne distrutto. Il film fu realizzato su ordine diretto di Stalin, che sperava di giustificare la propria politica di repressione facendo ricorso alla figura dello zar Ivan IV, da sempre identificato nella storia russa come il simbolo del dispotismo. Ma Sergej M. Ejzenštejn finì per allontanarsi dall'incarico ufficiale: al pari del metropolita Filippo, si rifiutò di celebrare l'operato del potente autocrate e mostrò invece l'aspetto funesto della sua politica militare. Evitando non solo l'idealizzazione di Ivan, ma semplificandone anche l'impeto, il regista aspirava a rivelare le contraddizioni del personaggio, del suo destino di autocrate e delle più alte norme della 'razionalità statale'. Perciò per il film scelse il registro della 'tragedia della coscienza', ispirandosi alla drammaturgia tragica di Shakespeare e di Puškin (Boris Godunov) e ai romanzi di Dostoevskij. La struttura del film è quella di una polifonia audiovisiva: ogni elemento espressivo (il dialogo, la mimica e la gestualità degli attori, il loro trucco, la musica, le luci e le ombre, gli affreschi sui muri delle scenografie, il colore) è in grado di rimandare a uno o più temi fungendo da 'canale' semantico, oppure a interagire con altri linguaggi. Così le battute demagogiche di Ivan, nel momento in cui vengono pronunciate, appaiono smentite dalla composizione dell'immagine o da un tema musicale. Ciò permise a Ejzenštejn non solo di aggirare la censura (che controllava i testi delle sceneggiature), ma di raggiungere una complessità stilistica che non intacca l'estrema compattezza del film.

Tale polifonia di elementi è stata talvolta fatta oggetto di critiche per le sue qualità 'scarsamente cinematografiche'. La regolare scomponibilità di ogni sequenza costituisce quasi una sorta di 'rinascita della pittura' (e il film utilizza realmente tradizioni ed esperienze della rappresentazione pittorica: dalle icone bizantine e russe alla pittura rinascimentale e barocca, con particolari riferimenti a Michelangelo, Leonardo ed El Greco, fino alle colorite metafore di Juan Gris). Per l'importanza e il ruolo attivo della musica nella sua struttura drammaturgica, il film è stato paragonato anche all'opera lirica, mentre per la stilizzazione e il movimento ritmato degli attori è stato accusato di eccessivi riferimenti al balletto. Ejzenštejn, in Ivan Groznyj così come nei suoi primi film, sperimenta le diverse possibilità del linguaggio cinematografico attraverso lo studio della sua genesi e delle sue prospettive. Grazie al contributo di un compositore come Sergej Prokof′ev, del direttore della fotografia e degli attori, il film è il risultato di una collettività di talenti. Nella carriera di Ejzenštejn, Ivan Groznyj occupa generalmente il secondo posto per importanza dopo Bronenosec Potëmkin. L'influenza del film è rintracciabile nell'opera di numerosi registi di tutto il mondo, da Sergej Paradžanov a Mizoguchi Kenji, da Francis Ford Coppola a Derek Jarman.

Interpreti e personaggi: Nikolaj Čerkasov (zar Ivan IV), Erik Pyr′ev (Ivan bambino), Ada Vojcik (madre di Ivan), Ljudmila Čelikovskaja (zarina Anastasija), Serafima Birman (boiarda Evfrosin′ja Starickaja), Pavel Kadošnikov (suo figlio Vladimir), Michail Nazvanov (principe Andrej Kurbskij), Andrej Abrikosov (Fëdor Kolyčëv, poi metropolita Filippo), Michail Čarov (Maljuta), Amvrosij Bušma (Aleksej Basmanov, capo dell'opričnina), Michail Kuznecov (suo figlio Fëdor), Aleksandr Mgebrov (arcivescovo Pimen), Vladimir Balašov (Pëtr Volynec, zaricida), Pavel Massal′skij (Sigismondo, re di Polonia), Vsevolod I. Pudovkin (Nicola il veggente), Semën Timočenko (ambasciatore della Livonia), Aleksandr Pumnev (uno straniero), Oleg Čakov (cavaliere Enrich Štaden).

di Naum Kleiman - Enciclopedia del Cinema (2004)

[fonte: Treccani]

La sede regionale della Rai organizza in Cineteca giovedì 10 ottobre alle ore 20 la proiezione del film “L’estate di Gino” di Fabio Martina (Italia, 2018, 80’).

Un docufilm che delinea la figura di don Gino Rigoldi, cappellano dell’Istituto Penale Minorile Beccaria di Milano, e dei suoi “figli” - ragazzi di comunità e del carcere - nel corso di una vacanza a Sant’Antioco, in Sardegna.

Saranno presenti in sala il regista Fabio Martina e don Gino Rigoldi.

Ingresso libero e gratuito.

SCHEDA DEL FILM

Don Gino Rigoldi, cappellano dell’Istituto Penale Minorile Beccaria di Milano, decide di trascorrere l’estate in Sardegna insieme ai ragazzi che ha ideologicamente e concretamente adottato. Ex detenuti, giovani incensurati, immigrati con problemi di integrazione, tutti sono “figli” di Don Gino, con il quale passano le loro giornate a mare a cucinare, a giocare a carte, a raccontare cosa li abbia portati fin lì. Le storie si intrecciano e si diversificano, ma tutte sono ascoltate dall’orecchio attento del sacerdote che non perde mai di vista il percorso di redenzione e crescita dei propri ragazzi.

Questo docufilm di Fabio Martina non si può scindere dalla (lodevole) volontà di rendere omaggio ad un uomo considerato un vero e proprio eroe del nostro tempo.

Insieme a pochi altri (tra cui il più volte citato Don Ciotti) ha espresso una concreta e sincera compassione cristiana, restituita alla comunità attraverso il sostegno dei giovani in difficoltà. Eppure, come i veri eroi, quest’aurea di salvatore non prevale nemmeno un secondo sull’ordinarietà e la semplicità dei gesti e delle parole. Il film non fa altro che assecondare questa propensione, non costruendo mai una qualche sovrastruttura sul racconto del quotidiano. La macchina da presa quasi si nasconde dietro le spalle di Don Gino, come a provare ad emulare i suoi stessi movimenti ed il suo sguardo.

Proprio per questo a dare un senso a questo ritratto non è tanto la figura del sacerdote, quanto la gratitudine ed il rispetto dei ragazzi che accompagna, che a mano a mano si rivelano, svelando il loro affetto nei confronti di Rigoldi ed il loro ritrovato senso di famiglia. La mancanza di filtri tra regia e protagonisti, inoltre, lascia spazio anche a qualche riflessione più ampia sulle problematiche sociali che Don Gino negli anni ha visto cambiare. I ragazzi non fanno infatti fatica a parlare di cosa li abbia condotti al carcere minorile e ad avere ancora problemi con la giustizia. E se le difficoltà attuali sembrano essere quelle dell’integrazione, non sono le uniche da dover ancora affrontare oggi.

Rigoldi racconta molto bene cosa significhi lottare quotidianamente contro la povertà, l’abbandono, il diffondersi della droga (è stato uno dei primi ad affrontare il problema dell’eroina nel territorio milanese) e come la soluzione a volte sia molto semplice: essere presenti e non avere paura. L’amore di un padre, dunque. Lo stesso che quest’opera in modo molto rispettoso ed intimo cerca di trasmettere più di qualsiasi altro punto di interesse.

Martina Ponziani, mymovies

All’interno del progetto “Raccontare e fare il cinema italiano”, promosso dal Miur e dal MiBACT e organizzato dall’Ateneo di Cagliari in collaborazione con alcune scuole secondarie, mercoledì 9 ottobre alle ore 20 sarà proiettato il film “Dolci inganni” di Alberto Lattuada (Italia, 1960, 95’).

Il film sarà introdotto da David Bruni (Università di Cagliari).

Ingresso libero e gratuito.

SCHEDA DEL FILM

Francesca ha 16 anni e ha una vita molto libera tra la scuola le amiche e i ragazzi che le fanno la corte. Quando conosce Enrico, un architetto che ha 20 anni più di lei, se ne innamora e crede che il loro sentimento possa superare qualsiasi ostacolo. Una mattina, di ritorno da scuola, accompagna sua madre in giro. L'incontro con un giovane ex amante della madre, che trascina le due nel salotto di una principessa innamorata di lui, stuzzica la fantasia di Francesca. Quella sera stessa, va a trovare Enrico, impegnato nel restauro di una villa fuori città e decide di abbandonarsi ai suoi sentimenti. Soltanto dopo capirà finalmente di essere stata soltanto un passatempo per l'architetto...

CRITICA

"Lattuada s'era evidentemente proposto di creare una particolare atmosfera, di guidare gli attori secondo uno stile rigido e preciso, di affrontare l'analisi psicologica di alcuni personaggi-tipo dei nostri giorni. Malgrado l'impegno del regista il lavoro non è completamente riuscito e denuncia alcune deficienze, soprattutto per la mancanza di unità nello stile. Degna di rilievo la fotografia, suggestivo in vari punti il commento musicale." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 48, 1960)

"Il maggior punto d'interesse (...) è di carattere negativo. Vogliamo alludere all'influenza (...) controproducente che su questo film ha avuto il successo (...) di 'La dolce vita'. Sulla scia di esso, infatti, Lattuada si è lasciato fuorviare dal tema principale (...) per cercare di ripetere (...) il grande affresco felliniano (...). Del film, di conseguenza, finisce per salvarsi ben poco. Il personaggio della rgazza: soprattutto grazie alla spontanea recitazione della Spaak. (...) Per questo motivo rimane soltanto una splendida occasione mancata: e una bellissima occasione perché il tema originale e le innate qualità dell'attrice, potevano consentire (...) risultati (...) di maggiore consistenza sul piano artistico". (Anonimo, 'Nuovo Spettatore Cinematografico', 17, novembre 1960)

[fonte: ilcinematografo.it]

Nell’ambito della 19ª rassegna CINEMA TEDESCO OGGI 2019 l’ACIT Cagliari porta in primo piano il cinema tedesco al femminile con una serie di opere realizzate da alcune tra le cineaste più importanti e interessanti dei nostri giorni.

FRAUENfilm – Registe. Lo sguardo delle donne nel cinema tedesco si propone di far scoprire al nostro pubblico un cinema dalla forza inedita, capace di una straordinaria diversità di temi e di approcci.

> martedì 8 ottobre alle ore 21 in Cineteca Sarda si terrà il secondo appuntamento della rassegna con la proiezione del film Winter adé (addio inverno) di Helke Misselwitz (RDT 1988, b/n, 116')

SCHEDA DEL FILM

Helke Misselwitz (1947) comincia il suo viaggio a Planitz, alla periferia di Zwickau in Sassonia, e racconta della sua vita: a 19 anni, dopo aver terminato un tirocinio da falegname, è partita dal paese in cui è nata, lasciandosi alle spalle due matrimoni terminati con la separazione. Già dal suo racconto risultano evidenti i motivi principali del film: matrimonio, lavoro, figli - e separazione. Durante il viaggio in treno Helke Misselwitz parla con Hiltrud Kuhlmann (42): lei si è sposata a 19 anni e ha avuto un figlio. Il matrimonio in questo caso è durato 9 anni, ma il marito aveva per lei la stessa forza autoritaria che prima aveva suo padre. Hiltrud si è poi sposata una seconda volta, con Peter. Questi aveva già una figlia con la quale Hiltrud ha avuto chiaramente problemi. Ma Hiltrud e Peter sono ancora insieme, lei fa la vicedirettrice presso la HO-Werbung di Berlino, non senza successo. Il viaggio di Hiltrud finisce ad Altenburg in Sassonia; ancora dai binari racconta di aver ricevuto una volta la “Bandiera del lavoro” dal compagno Schabowski insieme ad altre 300 persone. Di queste, solo il 5% era costituito da donne. Per un attimo la telecamera inquadra l'edicola della stazione dove è appeso un poster di uno spettacolo di Franca Rame e Dario Fo, “Frauenglück” - “La gioia delle donne”, è il titolo tedesco. “Dovete essere attraenti per gli uomini!”, raccomanda l'insegnante di ballo Liselotte Schaller (73) alle sue alunne. I vecchi parametri, in base ai quali le donne devono fare colpo sugli uomini, sono lì ancora in vita - di parità dei sessi, anche solo sotto forma di idea, non c'è nessuna traccia!

Christine Schiele (37) ha due figli e lavora in una fabbrica di bricchetti. Tra le altre cose deve battere con una mazza da fabbro sui camini affinché la polvere di carbone non si attacchi alle pareti interne e si disperda nell'aria: un lavoro duro, con la fabbrica che sembra come di un altro tempo, preistorica e tutt'altro che ecosostenibile. Christine lavorava sodo già da bambina, mentre il fratello se la spassava durante il tempo libero. Nel 1969, dopo la nascita del primo figlio, si è sposata, nel 1973 è seguita la separazione. La figlia soffre di un disturbo mentale, nelle parole della madre è il figlio che le dà la forza di vivere. Christine sogna di un uomo che la capisca, di equitazione, di viaggi - sogni che non si realizzeranno mai. Lo stesso vale anche per i giovani: Kerstin e Anja sono scappate di casa in cerca della libertà. Anja finirà in un istituto per ragazzi con disturbi comportamentali mentre Kerstin in uno “Jugendwerkhof”, una scuola per l’educazione di ragazzi difficili.

Nella regione dell’Uckermark nel Brandeburgo, una coppia di anziani celebra le nozze di diamante con figli, nipoti e bisnipoti. Lo spettatore pensa di trovarsi finalmente davanti a una scena di armonia e felicità private. Ma la sposa confessa: “Avrei dovuto sposare un uomo migliore!” Una smentita triste e dolorosa di quella che da fuori viene celebrata come una realizzazione. Anche Erika Banhardt, vicesindaco, consigliere circondariale e direttrice di un istituto per ragazzi difficili, racconta con rassegnazione: “Avrei voluto che la mia vita fosse meglio di come è andata!”

Sulle immagini in bianco e nero del film aleggia spesso una luce tetra, invernale. Insieme ai resti di neve sporca che si vedono sullo sfondo, quel senso di freddezza che ne scaturisce sottolinea le forti emozioni legate alle storie narrate. Su sfondi dimessi il film racconta di una Germania dell’Est completamente diversa da quella propagata nel 1989 dal Partito di Unità Socialista per i 40 anni della RDT. La RDT è tutt'altro che un paradiso per i lavoratori. E le celebrazioni per la festa della donna creano un contrasto forte, quasi brutale, con la realtà mostrata dal film.
Winter Adé racconta di tanti tentativi di emancipazione portati avanti con coraggio, ma anche di esistenze non appagate. Nessuno dei numerosi matrimoni ritratti dalla regista ha reso felici i coniugi. “È sempre facile dirlo con il senno di poi, ma in retrospettiva sembra quasi che siano stati anche film come questo a far capire quanto la gente nella Germania dell’Est fosse arrivata allo stremo delle forze. Helke Misselwitz è riuscita a creare un film eccellente sulla situazione delle donne nel suo paese, un film che colpisce grazie alla sensibilità che la regista mostra nel ritrarre le persone” (Fischer Film Almanach 1990). Winter Adé, con questo titolo paradossale, è uno dei pochi film veramente femministi che la ex RDT abbia mai prodotto.

Hans Günther Pflaum, 24.09.2015

[FONTE: Goethe Institut]

A cura dell'ACIT Cagliari - Associazione Culturale Italo-Tedesca
In collaborazione con 
Cineteca Sarda-Società Umanitaria, Spazio 2001, Reading Bloom,
Circola nel Cinema Alice Guy, CELCAM-Università degli Studi di Cagliari 

Con il gentile contributo di 
Goethe-Institut Italien
Regione Autonoma della Sardegna - Promozione del Cinema in Sardegna
Comune di Cagliari - Assessorato Cultura e Spettacolo 

Ingresso libero e gratuito

Per informazioni e proiezioni per le scuole rivolgersi alla segreteria organizzativa:
ACIT Cagliari, Via Palomba 64, 09129 Cagliari, tel. 07042965 / 330317376
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., www.acitcagliari.it


ArTheaterSardiniaNet presenta:
CinemANIMEshon 2a edizione

dal 3 ottobre al 21 dicembre 2019

Cinema - Divulgazione - Giochi da Tavolo - Videogames - Dj set
progetto e coordinamento scientifico a cura di Emanuele Ortu e Maurizio Ortu
direzione artistica Andrea Meloni

Con la seconda edizione, la rassegna Cinemanimeshon affronta lo sguardo del Giappone sull'Europa, attraverso gli anime.
La scelta di dedicare la rassegna agli anime, genere che nasce nella sua accezione moderna in giapponese negli anni '60, avviene perché già dalla sua nascita ha avuto un indiscusso fascino in Europa diventando uno dei generi di riferimento per le generazione degli anni 70 e 80 per poi aumentare la propria diffusione e popolarità sino ai giorni nostri.
Si tratta di un genere intergenerazionale, di un fenomeno mediatico che ha saputo imporsi sia con produzioni di forte impatto mediatico sia con vere e proprie opere d’arte.

giovedì 3 ottobre 2019
Cineteca Sarda - Società Umanitaria - V.le Trieste 118, Cagliari
> 20.30-21.30 Conferenza di inaugurazione “Anime e manga ieri oggi e domani- dalle radici al presente”

Interventi a cura di Fabio Attoli, Stefania Costa, Bepi Vigna e Maurizio Ortu
Introduzione a cura di Andrea Meloni
Coordina Emanuele Ortu

> ore 21.30 proiezione "Kimba il leone bianco" di Yoshio Takeuchi



Sinossi:

Il leone Panja vorrebbe donare a tutti gli animali della foresta un posto in cui vivere libero dalla paura derivata dalla presenza degli uomini. Hamegg, un cacciatore professionista, cattura Eliza, la compagna di Panja, e la utilizza come esca per catturare quest’ultimo e ucciderlo. Imbarcata su una nave per essere venduta a uno zoo, Eliza dà alla luce Kimba al quale trasmette gli ideali del defunto padre. Una volta tornato a casa, Kimba porterà avanti l'opera intrapresa dl genitore.



Teatro Laboratorio Alkestis in collaborazione con
compagnia d'arte Circo Calumet, Aquilone di Viviana, Centro internazionale del fumetto

con il contributo di Regione Autònoma de Sardigna e il Comune di Cagliari


Informazioni e prenotazioni: Teatro Alkestis - Via Loru 31 Cagliari - tel. 070306392 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - www. teatroalkestis.it

Mercoledì 2 ottobre in Cineteca Sarda alle ore 18.00 presentazione del nuovo bando relativo al Premio Cesare Zavattini per l’edizione 2019/20 (http://premiozavattini.it), rivolto a giovani filmmaker (professionisti e non) di età compresa tra i 18 e i 35 anni, che siano interessati a utilizzare il cinema d’archivio e il materiale di repertorio per realizzare nuove creazioni audiovisive di carattere documentario.

➡️ leggi il regolamento https://bit.ly/2lYHixo
➡️ compila la domanda di partecipazione https://bit.ly/2kT45dU
➡️ compila la scheda progetto https://bit.ly/2kRGxWE


Nel corso della serata saranno proiettati i tre progetti vincitori della terza edizione del Premio Zavattini:

• Anche gli uomini hanno fame di Andrea Settembrini, Francesco Lorusso, Gabriele Licchelli, premiato “per la complessità e la ricchezza dei materiali d’archivio utilizzati, la solidità dell’impianto narrativo e la convincente rappresentazione visiva”;

• Supereroi senza superpoteri di Beatrice Baldacci, premiato “per la coinvolgente riflessione sulla memoria, sul tempo e sugli affetti”;

• Domani chissà, forse di Chiara Rigione, premiato “per l’interessante approccio alle dimensioni del tempo e della storia attraverso la rivisitazione di uno spazio e delle immagini che lo raccontano”.


Ingresso libero e gratutito.





[nella foto i giovani filmmaker premiati e i giurati dell'edizione 2018/19]

Il Cineclub Fedic Cagliari presenta “Madre Terra”, serata dedicata a due personalissimi documentari, due film sul rapporto tra l'uomo e il mare, tra l'uomo e la terra. Dimensioni differenti rappresentate dal punto di vista delle relazioni antropiche, profonde, simbiotiche e talvolta contraddittorie. Rappresentazioni sensuali e seducenti, tramite le quali gli autori, ciascuno secondo il proprio stile, coinvolgono artisticamente lo spettatore.

Lana Šarić: "To live, to sail"
(Croazia, 2017, 40:35 min.)
lingue: croato, italiano, greco - sottottitoli: inglese

Vlad Sacaleanu, Lisa Hendrix: "Virgo"
(Romania, 2018, 44:45 min.)
film non parlato


INGRESSO LIBERO

Apertura della sala alle 20.00 - inizio proiezioni alle 20.30

Cineclub FEDIC presso Cineteca Sarda - Società Umanitaria
viale Trieste 126 - Cagliari

(http://piobruno.wixsite.com/cineclub-cagliari)

Un nuovo appuntamento con la rassegna “Il cinema russo tra due secoli. La cinematografia della Mosfil’m dal 1925 ai giorni nostri”, organizzata dalla FICC (Federazione Italiana dei Circoli del Cinema) e dalla Cineteca Sarda della Società Umanitaria

Venerdì 27 settembre alle ore 18.30 sarà proiettato il film Quando volano le cicogne di Mikhail Kalatozov (1957, 95’) e sarà introdotto dall’operatrice culturale Elisabetta Randaccio.

Ingresso libero e gratuito.




Giovedì 26 settembre in Cineteca Sarda parleremo di migrazioni e di accoglienza, di dilemmi etici, di umanità e di indifferenza.
Lo faremo attraverso un film e in compagnia del mediatore culturale Mamadou Mbengue.


ore 19.30
• incontro con Mamadou Mbengue

ore 20.00
• proiezione e discussione del film "Styx" di Wolfgang Fischer (Germania/Austri, 2018)


L'ingresso è libero e gratuito.

STYX

Regia: Wolfgang Fischer
Attori: Susanne Wolff - Rike, Gedion Oduor Wekesa - Kingsley
Sceneggiatura: Wolfgang Fischer, Ika Künzel
Fotografia: Benedict Neuenfels
Musiche: Dirk von Lowtzow
Montaggio: Monika Willi
Costumi: Nicole Fischnaller
Suono: Andre Zimmermann, Tobias Fleig - (mixer)
Durata: 94'
Colore: C
Genere: DRAMMATICO
Specifiche tecniche: (1:1.85), DCP
Produzione: MARCOS KANTIS, MARTIN LEHWALD, MICHAL POKORNY PER SCHIWAGO FILM, IN COPRODUZIONE CON ALEXANDER DUMREICHER-IVANCEANU, BADY MINCK PER AMOUR FOU VIENNA
Distribuzione: CINECLUB DISTRUZIONE INTERNAZIONALE
Data uscita: 15 Novembre 2018

CRITICA

"Styx, owero Stige, il nome del fiume infernale per i greci, che separa i morti dai vivi, è ora un mare dove confluiscono amanti della vela, portacontainer e pescherecci che conducono e stipano non più pesci, ma persone. E Styx ora è anche un film dell'austriaco Wolfgang Fischer, (...) che ha già vinto il premio della Giuria Ecumenica al Festival di Berlino e il secondo premio Lux assegnato dal Parlamento Europeo. Due premi che per la loro essenza sono attribuiti a quelle opere che manifestano, per contenuti e valore, uno sguardo necessario al mondo nel quale viviamo. E di necessario Styx ha l'essenza della storia. (...) Il grande tema del film, che il regista insieme alla sceneggiatrice Ilca Kunzel, aveva incominciato a scrivere nove anni fa, ha una profonda connessione con il presente. Nella linearità registica (anche se il film è stato girato in mare aperto) Styx ha il merito di portare in primo piano quelle domande che sorgono quando i naufragi degli immigrati, in fuga dalla loro terra, riempiono le cronache europee. Quando le loro vite sono spezzate dall'incuria dell'uomo e quando le loro barche sono bloccate nel porto da ordini governativi. «Chi sono gli altri, chi siamo noi e cosa vogliamo essere? Ho il dovere di salvare l'uomo? Cosa è e cosa non è l'omissione di soccorso?». Quelle domande che il cinema ha iniziato a farsi da alcuni anni nel momento in cui la realtà ha superato la finzione. E se l'immigrazione clandestina, protetta anche a costo dell'illegalità (si pensi a film come 'L'ospite inatteso', 'Welcome' o 'Miracolo a Le Havre') è stata fucina di storie rubate dal presente, oggi i naufragi e le vite spezzate continuano a richiamare l'attenzione degli artisti. Ci sono film, come 'Termferma' di Emanuela Crialese e 'Fuocoammare' di Gianfranco Rosi, e reportage 'Lontano dagli occhi' di Domenico Iannacone e Luca Cambi, che si ostinano a raccontare la realtà, insegnando che ognuno di noi è chiamato alla responsabilità della vita dell'altro, e a superare quell'abitudine alla morte, come ha ricordato papa Francesco, che conduce solo alla globalizzazione dell'indifferenza." (Emanuela Genovese, 'Avvenire', 15 novembre 2018)

[fonte: cinematografo.it]

Martedì 24 settembre ore 19 presentazione del libro di Fiamma Lussana “Cinema educatore. L’Istituto Luce dal fascismo alla Liberazione (1924-1945)” e proiezione di materiali d’archivio dell’Istituto Luce.

Il giornalista Sergio Naitza converserà con l’autrice.

Coordina l’incontro Antonello Zanda, direttore del CSC della Società Umanitaria di Cagliari.

Ingresso libero e gratuito.

L’Issasco (Istituto sardo per la storia dell'Antifascismo e della Società contemporanea), in collaborazione con la Cineteca Sarda, organizza un incontro con Jovan Divjak, generale dell’esercito jugoslavo che ha guidato la difesa di Sarajevo durante l’assedio degli anni Novanta. Lo storico Eric Gobetti condurrà l’intervista.

Nel corso del pomeriggio saranno proiettati alcuni filmati sulla guerra in ex Jugoslavia. 

L’incontro sarà coordinato da Walter Falgio, presidente dell’Issasco.

Ingresso libero e gratuito.





Riprendono gli appuntamenti del lunedì con il Cineclub Fedic Cagliari!

Il 23 settembre alle 20.30 sarà proiettato il documentario “Il grano e la volpe” di Raffaele Manco e Vincenzo Guerrizio, l'inchiesta su un drammatico evento avvenuto la sera del 2 marzo del 1994 davanti alle coste sud-orientali della Sardegna e sull'impossibilità di far luce su eventuali responsabilità. L'ennesimo mistero italiano.

Ingresso libero.

Apertura della sala alle  20.00 - inizio proiezioni alle  20.30

Cineclub FEDIC presso Cineteca Sarda - Società Umanitaria 
viale Trieste 126 - Cagliari 




Il grano e la volpe

Regia: 
Raffaele Manco e Vincenzo Guerrizio

Luogo, anno:
 Italia, 2015

Durata: 
82'

Trama: 
La sera del 2 marzo 1994 un elicottero della Guardia di Finanza partito dalla base di Cagliari Elmas svanisce nel nulla durante una missione di pattugliamento lungo la costa sudorientale della Sardegna. A bordo un veterano del volo, il maresciallo Gianfranco Deriu e un giovane ufficiale, Fabrizio Sedda . Due giorni dopo l'avvio delle ricerche vengono ripescati alcuni frammenti del velivolo. Poi più nulla. Manca il relitto. Mancano i corpi. A oltre vent'anni le indagini ancora proseguono.

Prende il via la seconda parte della rassegna “Il cinema russo tra due secoli. La cinematografia della Mosfil’m dal 1925 ai giorni nostri”, organizzata dalla FICC (Federazione Italiana dei Circoli del Cinema) e dalla Cineteca Sarda della Società Umanitaria. 

> Venerdì 20 settembre alle ore 18.30 sarà proiettato il film Andrej Rublëv di Andrej Tarkovskij (1966, 186’). Introduzione a cura dell’operatrice culturale Laura Stochino.

Ingresso libero e gratuito.




Trama: Biografia del pittore di icone Andrej Rubliov ma anche storia della Russia all'indomani dell'invasione tartara. Andrej è un giovane monaco che affresca chiese nella Russia del 1400. È convinto che nel suo mondo ci sia posto solo per l'arte e per il suo sentimento religioso. Ma intanto la città di Wladimir dove abita e lavora è messa a sacco e Andrej assiste a scene di violenza indescrivibili. Lui stesso è costretto a uccidere per difendere una ragazza da un soldato straniero. Scioccato dagli avvenimenti si isola da tutti e si rifiuta di continuare a dipingere. Tornerà a creare quando avrà capito che la funzione dell'arte non è solo quella di appagare chi ha il dono di possederla.

In una Russia messa a ferro e fuoco dalle invasioni asiatiche e sconvolta dalle lotte di potere tra piccoli potentati, il monaco Rublëv (1360 ca.-1430), pittore di icone, passa attraverso 9 capitoli (Il volo, Il buffone, Teofane il Greco, La passione secondo Andrej, La festa, Il giudizio universale, La scorreria, Il silenzio, La campana) che compongono un vasto affresco del Medioevo russo. Nel 1° è assente, in altri fa da spettatore o "passeggero", nell'ultimo - una delle più alte pagine filmiche di epica del lavoro umano - è in disparte, testimone silenzioso. È uno dei grandi film degli anni '60 (completato nel 1967, presentato a Cannes nel 1969, distribuito in URSS nel 1972 e in Italia nel 1975) il capolavoro di Tarkovskij è il più maturo risultato, in campo cinematografico, della cultura del dissenso nell'URSS. Epilogo a colori, 10 minuti di documentario sulla pittura di Rublëv: l'autore scompare, rimane l'opera.

[fonte: Morandini]




Dopo gli appuntamenti di Cagliari e Ottana, la 6ª edizione del Life After Oil International Film Festival prosegue a Santa Teresa di Gallura, dal 18 al 21 settembre, con proiezioni dei film in concorso, incontri con gli studenti e spettacoli. L’intento del Festival, ideato e diretto dal regista Massimiliano Mazzotta, è quello di prefigurare una “vita dopo il petrolio”, ovvero di segnalare a un pubblico sempre più ampio e diversificato la necessità di orientarsi verso nuovi stili di vita basati sull'uso di energie rinnovabili e sul rispetto dell'ambiente.

Per la sola giornata di giovedì 19 settembre sono previste proiezioni anche la mattina dalle ore 8.45 presso il Cine-Teatro Nelson Mandela in via Pertini.

Ingresso libero e gratuito.

PROGRAMMA:

18 Settembre

[Cinema Arena Odeon Via Capo Testa 6 ore 21:00-00:30
**In caso di maltempo CINE-TEATRO NELSON MANDELA Via S.Pertini**]

21:00 ALASKA THAW USA 2018 by Bjørn Olson Doc 2'30''

21:10 Introduzione e ringraziamenti

21:20 SEA Uzbekistan 2018 by Hristina Belousova Doc 1'

21:25 MOZAMBIQUE, WHERE THE MANGO TREE USED TO BE Germany 2018 by Axel Koenzen Doc 27'

22:00 RIDERS OF DESTINY Germany 2019 by Michael Niermann Doc 90'

23:40 METAPHOR Australia 2018 by Basile Vignes & Radheya Jegatheva Animation 7'54''

23:55 THEY SELL Italy 2018 by Andrea Purgatori Fiction 15'

00:15 ALEKSIA Italy 2018 by Loris Di Pasquale Fiction 17'18''

19 Settembre

[CINE-TEATRO NELSON MANDELA Via S.Pertini]

08:45 Introduzione e ringraziamenti

09:00 HUMANKIND Iran 2018 by Mehdi Golnari Fiction 5'

09:10 THE FIREFOX GUARDIAN India 2018 by Gunjan Menon Doc 14'

09:30 CHIRIPAJAS Russia 2017 by Jaume Quiles & Olga Poliektova Animation 2'

09:35 HOMBA. FOOTPRINTS IN THE SAND Russia 2019 by Anton Kalchenko Animation 7'49''

09.45 OR ELSE EVERYBODY DIES USA 2018 by David Nast Cole 1'19''

09:50 DEEPWATERS: THE SCIENCE OF A SPILL USA 2018 by Emma Barnes Doc 18'16''

10:15 RALPH AND THE DINOSAURS Switzerland 2017 by Marcel Barelli Animation 5' Pausa 10 minuti

10:30 OUR LAST TRASH USA 2018 by Joanne Yue Doc 20'

10:55 BALLAD OF PIPE AND NECKLACE Croatia 2018 by Martin Babić Animation 12'

11:15 NICOLA VIRDIS in "Water talk show"


19 Settembre

[Cinema Arena Odeon Via Capo Testa 6 ore 21:00-00:30
**In caso di maltempo CINE-TEATRO NELSON MANDELA Via S.Pertini**]

21:00 Introduzione e ringraziamenti

21:15 PLANTAE Brazil 2017 by Guilherme Gehr Animation10'25''

21:30 THE SOUND OF A WILD SNAIL EATING USA 2019 by Elisabeth Tova Bailey Experimental 15'

21:50 PUSH Sweden 2019 by Fredrik Gertten Doc 91'

23:30 PROTECTING OUR HOMELAND Canada 2018 by Ashton Janvier Doc 3'55''

23:40 VAGABONDS Ghana 2018 by Amartei Armar Fiction 15'

00:00 HAPPY ENDING Italy 2018 by Joe Bastardi Fiction 5'

00:10 HER EYES Iran 2019 by Arman Goharinasab & Azade Latifkar Experimental 15'38''

00:30 INTERNO 116 Italy 2018 by Cristiano Gazzarrini Fiction 4'12''

20 Settembre PALAU (SS)

[I.I.S. G. Falcone e P. Borsellino Via Del Vecchio Marino 4]

10:30 FOCUS "MAFIA: La sacra corona unita" di Marilù Mastrogiovanni

**Incontro solo per gli studenti e addetti ai lavori**

20 Settembre

[Cinema Arena Odeon Via Capo Testa 6 ore 21:00-00:30
**In caso di maltempo CINE-TEATRO NELSON MANDELA Via S.Pertini**]

21:00 Introduzione e ringraziamenti

21:15 LOLI Iran 2019 by Mohammad Bagher Mohtasham Animation 5'

21:20 STATE OF MIND Italy 2019 by Istituto Comprensivo Statale P.F.M. Magnon, San Pasquale Doc 10'

21:40 TIMBO UK 2017 by Peiman Zekavat Doc 8'53''

21:55 MNI WICONI: WATER IS LIFE USA 2018 by Jeremias Galante & Miguel Antonio Genz Animation 2'44''

22:00 BALENTES - The Brave Ones Australia-Italy 2018 by Lisa Camillo Doc 84'

23:35 THE COUNTDOWN India 2018 by MSN Karthik Fiction 8'30''

23:50 THE GREAT HUMAN CRIME Sweden 2019 by Alex Afshar Fiction 18'54''

00:15 THE CITY OF HONEY Iran 2018 by Moein Ruholamini Fiction 7'30'' 

00:25 SUB TERRAE Spain 2017 by Nayra Sanz Fuentes Doc 7'


21 Settembre

[Cinema Arena Odeon Via Capo Testa 6 ore 21:00-00:30
**In caso di maltempo CINE-TEATRO NELSON MANDELA Via S.Pertini**]

21:00 Introduzione e ringraziamenti

21:15 EMOZIONI Italy 2019 by Istituto Comprensivo Statale P.F.M. Magnon, S.T. Gallura Doc 10'

21:35 THUMBELINA AND THE OGRE France 2018 by Cécile Robineau Animation 8'04''

21:45 BREATH Turkey 2018 by Mehmet Can MICIK Experimental 1'

21:50 SPEARS FROM ALL SIDES USA 2018 by Christopher Walker Doc 90'

23:30 BREATHING Iran 2018 by Farshid Ayoobinejad Fiction 12'

23:45 LOVE IS LOVE Italy 2018 by Alessia Pischedda Docu- Fiction 1'

23:50 Premiazioni / Awards

6°LIFE AFTER OIL International Film Festival 2019


12-13 Settembre CAGLIARI (CA)
14 Settembre OTTANA (NU)
18-21 Settembre SANTA TERESA GALLURA (SS)
Sardegna, Italia

http://www.lifeafteroil.org




12 SETTEMBRE

• 10:30 LIFE FOR GREEN by Fondazione Sardegna Film Commission

Le Industrie Creative e la sfida della Sostenibilità

• 12:00 SARDEGNA FILM NETWORK by Fondazione Sardegna Film Commission

Incontro con i direttori di festival di Cinema in Sardegna

• 21:00 SYRIA Spain 2018 Alexia Gil & Natalia Guerrero Animation 2' 21:05 Introduzione e ringraziamenti

• 21:20 EXISTENCE Usa 2019 by Ian Fox Experimental 2'49''

• 21:30 THE WASH Italy 2018 by Tomaso Mannoni Docu-fiction 20'

• 21:55 BE' JAM BE the never ending song France 2017 by Caroline Parietti & Cyprien Ponson Doc 85'

• 23:25 VENERANDA AUGUSTA Italy 2018 by Francesco Cannavà Doc 15'

• 23:45 HOPE South Korea-UK 2018 by Neil P George Fiction 8'30''

• 23:55 WITH OR WITHOUT YOU Italy 2018 by Angela Prudenzi Animation-Experimental 3'04''




13 SETTEMBRE

16:30 Introduzione e ringraziamenti

• 16:40 BOMI (NATIVE) Iran 2018 by Kiumars Sarshar Doc 15'

• 17:00 PRISONERS OF COAL Croatia 2017 by Vibor Juhas Animation 8'57''

• 17:15 LUNA DE SANGRE MINERA Spain 2019 by Jaime García Parra Docu- Fiction 11'

• 17:30 PRESCRIBING DEATH France 2018 by Sophie Przychodny Doc 71'

• 18:50 SIMPERING Bangladesh 2018 by Murshidul Alam Bhuiyan Fiction 1'

• 18:55 ASHENG Iran 2018 by Mohammad Sadegh Esmaily Doc 29'56''

21:00 Introduzione e ringraziamenti

• 21:15 WELCOME TO GWICHYAA ZHEE USA 2019 by Greg Balkin & Len Necefer Doc 13'24''

• 21:35 ABBASSA L'ITALIA Italy 2019 by Alfredo Fiorillo & Giuseppe Cacace Docu-Fiction 15'

• 21:55 W.A.D.E. Slovenia-UK 2019 by Enya Belak Gupta Videoclip 3'40''

• 22:05 BEDAAD India 2018 by Anil Ramchandra Sharma Fiction 115'



FILM 2019
http://www.lifeafteroil.org/Lao6/Filmprogramma/LAO6ListaFILMEVENTI.pdf

PROGRAMMA
http://www.lifeafteroil.org/Lao6/Filmprogramma/LAO6programma2019.pdf

LUOGHI E ORARI / TIMES AND PLACES
http://www.lifeafteroil.org/Lao6/Ospitalita/LAO6luoghiEorari%20ITA%20ENG.pdf

HOSPITALITY
http://www.lifeafteroil.org/Lao6/LAO6Ospitalita2019.pdf

LIFE AFTER OIL Associazione Culturale
Via Pettenadu 21, 07100 Sassari – C.F. 92134980900 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – www.lifeafteroil.org

Questa rassegna nasce col proposito di andare oltre la denuncia. Per quanto sia importante sensibilizzare l'opinione pubblica sui rischi connessi allo sfruttamento ed all'uso delle risorse naturali utilizzate per la produzione di combustibili fossili, resta tuttavia, in tutta la sua drammaticità, l'enorme problema dei disastri provocati dalla carenza energetica, con particolare riferimento all'approvvigionamento idrico di parte rilevantissima della popolazione mondiale. L'obiettivo principale della rassegna sarà dunque non solo l'evidenziare i problemi legati all'utilizzo di combustibili fossili, ma sopratutto l'individuazione delle alternative possibili che tengano conto, sulla base della conoscenze scientifiche attuali, dei vari metodi di produzione conosciuti.

This festival starts with the intention of overshooting the simple exposure.
Although it is important to raise public awareness on the risks connected to the exploitation and to the use of natural resource in the production of fossil fuels, still remains, the enormous and dramatic problem of the disasters caused by the lack of energy, with particular reference to the water supply, highly relevant to the world population. The main objective of the festival will be, therefore, not only emphasizing problems related to the use of fossil fuels, but especially identifying the alternatives which take into account, according to the present scientific knowledge, the several well-known methods of production.




Dopo il successo con Quando sarai grande, Matteo Porru benda i suoi lettori per la seconda volta, portando in scena il suo terzo romanzo. La produzione ASBI Sardegna e Società Umanitaria Cineteca Sarda, in collaborazione con La Zattera Edizioni, presenta Madre ombra a occhi chiusi.
Una platea di non vedenti e vedenti bendati, per vivere davvero una storia unica. Un'esperienza sensoriale che unisce immaginazione e realtà, entrando dentro e oltre le pagine di un libro.
L'ingresso è gratuito previa prenotazione.

Da un'idea di: Margherita Orgiana.
Con: Stefano Marcato, Margherita Orgiana, Martina Porru, Valentino Puddu.
Scritto, diretto e con: Matteo Porru.

TRAMA DEL LIBRO, MADRE OMBRA:
Lara Diotalevi è una bambina con il buio dentro. Trascorre i suoi primi ventun anni in un orfanotrofio veneziano, curata amorevolmente da Suor Elsa, una monaca speciale. Il quotidiano pregare e passeggiare fra le calli si interrompe quando lei, ormai maggiorenne, decide di andare a scoprire il mondo. Viene accolta in una villa signorile di Burano da Riccardo, l’amico di sempre, e dalla sua famiglia adottiva. Neanche la cecità riesce a fermare Lara e la sua voglia di sorprendersi, di vivere le emozioni che, poco tempo prima, sognava di sentirsi addosso. Crede di essersi liberata del passato, delle ombre notturne, di ogni paura. Ma non è preparata a convivere con l’incertezza, quando si accorge che quel lato oscuro che tanto fuggiva è sempre rimasto attorno a lei e la perseguita. Alla ricerca di sé, scopre i retroscena, i segreti, i mali del mondo. E realizza di non aver mai vissuto davvero.

L'AUTORE
Matteo Porru è nato a Roma nel febbraio del 2001. Con La Zattera ha pubblicato The mission (2017), Quando sarai grande (2018) e Madre ombra (2019), dopo svariati racconti pubblicati in formato digitale. Collabora con testate giornalistiche online e cartacee. Sono diverse le interviste e partecipazioni televisive che lo vedono coinvolto, fra queste con Licia Colò su TV2000 e Maurizio Costanzo su Rai 1. È menzione speciale al premio Costa Smeralda e finalista, con il racconto Talismani, della ventiquattresima edizione del premio Campiello Giovani. Studia al liceo classico e vive a Cagliari.
Una serata particolare in cui il pubblico presente in sala verrà bendato per creare le stesse specifiche condizioni con cui leggono i non vedenti. Sarà l'udito il vero senso utilizzato durante l'evento, attraverso l'ascolto della colonna sonora del romanzo e dei brani scelti dal libro.

Le prenotazioni sono gratuite. Gli ingressi senza prenotazione hanno diritto solo al posto in piedi, salvo eventuali disdette o assenze degli spettatori prenotati.

INFORMAZIONI PER IL PUBBLICO
Per riprodurre le stesse esatte condizioni in cui leggono i non vedenti, saranno disponibili delle maschere di colore nero per gli occhi. Il loro utilizzo è facoltativo. In alternativa, sarà sufficiente chiudere le palpebre per immergersi nella storia.

Scripta Manent - il documentario su Manu Invisible
un film di Giorgia Ripa

PROIEZIONE VENERDI' 2 AGOSTO
ore 20:00
Presso la Cineteca Sarda-Società Umanitaria in 
Viale Trieste 126, CAGLIARI
INGRESSO GRATUITO 
(fino ad esaurimento posti)

Scripta Manent vuole cogliere il dietro le quinte di una forma d’arte ormai diffusa, contestata da alcuni, apprezzata da altri, e condividerla.
Film documentario sullo street artist Manu Invisible. 
Regia di Giorgia Ripa, musiche di Federico Curreli.

GUARDA IL TRAILER --> https://vimeo.com/295404085

Al termine della proiezione ci sarà un dibattito con gli autori e la possibilità di acquistare il DVD del documentario firmato.
Per prenotare la tua copia del dvd "Scripta Manent" scrivere a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.




Ultimo appuntamento con la rassegna di cinema all’apertoT'amo… da morire! Amore e morte: variazioni sul tema tra commedia, romanticismo e noir”!

Giovedì 1° agosto alle ore 21 chiudiamo in bellezza con un capolavoro della commedia: “Divorzio all’italiana” di Pietro Germi Italia, 1961, 105’).

Ingresso libero e gratuito.

Regia: Pietro Germi
Attori: Marcello Mastroianni - Barone Cefalù, detto Fefè, Daniela Rocca - Rosalia, Stefania Sandrelli - Angela, Leopoldo Trieste - Carmelo Patanè, Umberto Spadaro - Don Gaetano Cefalù, Angela Cardile - Agnese Cefalù, Margherita Girelli - La serva Sisina, Bianca Castagnetta - Donna Matilde Cefalù, Lando Buzzanca - Rosario Mulè, Pietro Tordi - L'avvocato De Marzi, Laura Tomiselli - Zia Fifidda, Ugo Torrente - Don Calogero, Antonio Acqua - Il parroco, Renzo Marignano - Uomo politico, Saro Arcidiacono - Il dottor Talamone, Giovanni Fassiolo, Edy Nogara, Daniela Igliozzi, Ignazio Roberto Daidone
Soggetto: Alfredo Giannetti, Ennio De Concini, Pietro Germi
Sceneggiatura: Alfredo Giannetti, Ennio De Concini, Pietro Germi
Fotografia: Leonida Barboni, Carlo Di Palma, Arturo Zavattini - (operatore), Giovanni Antinori - (assistente operatore), Giovanni Ciarlo - (assistente operatore), Alfredo Palmieri - (assistente operatore)
Musiche: Carlo Rustichelli - Musiche dirette da Pier Luigi Urbini. Brani da: "Canto d'amore" di Denì e Rustichelli; "Ave Maria" di Gounod; "Una furtiva lacrima" dall'"Elisir d'amore" di Gaetano Donizetti
Montaggio: Roberto Cinquini
Aiuto regia: Renzo Marignano
Altri titoli: Divorce Italian Style
Durata: 101'
Colore: B/N
Produzione: FRANCO CRISTALDI PER VIDES CINEMATOGRAFICA, LUX FILM, GALATEA
Distribuzione: LUX FILM - RICORDI VIDEO, NUOVA ERI, VIVIVIDEO, PANARECORD, GRUPPO EDITORIALE BRAMANTE, L'UNITA' VIDEO (CINECITTA')

CRITICA


"Il merito principale di questo film sta per l'appunto nel clima siciliano nel quale è immerso. Anche se le cose sono tenute alcuni toni più su della realtà, si sente che partono dalla verità e per ciò colpiscono nel segno e addirittura commuovono" (Ercole Patti, "Tempo", 6 gennaio 1962)

"Un Mastroianni magnifico, il più intenso Mastroianni in corpo flaccido, in un volto vizzioso, domina, dal principio alla fine, il racconto". (Ugo Casiraghi, 'L'Unità', 2 gennaio 1962)

"E' una commedia grottesca intinta di nero con forti accenti satirici sui costumi e le istituzioni. Ritmo perfetto, ricchezza di notazioni ambientali, Marcello Mastroianni in grande forma, ripugnante e patetico". ("Telesette").

Imperdibile appuntamento al Parco di Monte Claro!

Per la rassegna di cinema all’aperto “T'amo… da morire! Amore e morte: variazioni sul tema tra commedia, romanticismo e noir”, giovedì 25 luglio alle ore 21 proiettiamo il film “Psyco” di Alfred Hitchcock (USA, 1960, 109’).

Ingresso libero e gratuito.

Regia: Alfred Hitchcock
Attori: Anthony Perkins - Norman Bates, Janet Leigh - Marion Crane, Vera Miles - Lila Crane, John Gavin - Sam Loomis, Martin Balsam - Detective Milton Arbogast, John McIntire - Al Chambers, lo sceriffo, Simon Oakland - Dott. Fred Richman, Frank Albertson - Tom Cassidy, Pat Hitchcock (Patricia Hitchcock) - Caroline, Vaughn Taylor - George Lowery, Lurene Tuttle - Signora Chambers, John Anderson - California Charlie, il venditore di auto, Mort Mills - Poliziotto di pattuglia, Alfred Hitchcock - Uomo fuori dall'ufficio (cameo, non accreditato)
Soggetto: Robert Bloch - (romanzo)
Sceneggiatura: Joseph Stefano
Fotografia: John L. Russell
Musiche: Bernard Herrmann
Montaggio: George Tomasini
Scenografia: Joseph Hurley, Robert Clatworthy
Arredamento: George Milo
Costumi: Rita Riggs - (non accreditata)
Effetti: Walter Hammond - (non accreditato), Clarence Champagne
Aiuto regia: Hilton A. Green
Altri titoli: Wimpy
Durata: 109'
Colore: B/N
Genere: HORROR, THRILLER
Specifiche tecniche: MITCHELL BNC, (1:1.37), 35 MM (1:1.85)
Tratto da: romanzo "Psycho" di Robert Bloch
Produzione: SHAMLEY PRODUCTIONS
Distribuzione: PARAMOUNT - BLU-RAY: UNIVERSAL PICTURES HOME ENTERTAINMENT (2010, 2012); DVD E BLU-RAY (HITCHCOCK BOXSET): UNIVERSAL PICTURES HOME ENTERTAINMENT
Vietato 16

Trama: Marion, impiegata di una società immobiliare, fugge dalla città per raggiungere Sam, il suo fidanzato. Nella borsa ha quarantamila dollari sottratti a un cliente. Lungo la strada, si ferma a pernottare nel motel gestito da Norman Bates, uno strano tipo oppresso dal carattere autoritario della madre. Mentre è sotto la doccia, però, Marion viene uccisa. Preoccupata per la sua scomparsa, Lila, la sorella di Marion, si reca da Sam per averne notizie, ma lei sembra essere scomparsa. Il detective Milton Arbogast, incaricato delle indagini, passa in rassegna ogni albergo, ma quando arriva nel motel di Norma, anche lui viene ucciso e il suo cadavere fatto scomparire. Per scoprire la terribile verità, a Lila e Sam non rimane che recarsi di persona al Bates Motel...

[cinematografo.it]

Ultimo appuntamento del 2019 con la rassegna Les jeudis du cinéma, che propone film in lingua originale francese, sottotitolati in francese.

Giovedì 18 luglio alle ore 20 in Cineteca Sarda (viale Trieste 126) proiezione del film "Au bord du mond" di Claus Drexel (Francia, 2013, 98').

La rassegna è a cura dell'Alliance française di Cagliari.

Ingresso libero e gratuito.


Trama: C'è una Parigi di notte dove vivono Jeni, Wenceslas, Christine, Pascal e tanti altri. Clochard senza casa, occupano gli angoli delle strade, i ponti e i corridoi delle metropolitane, sopravvivendo ai margini di una società che sembra non vederli. Un documentario intimo, sincero e umanista che dà voce e storia agli homeless parigini, solitari e magnifici. La macchina da presa cerca una verità profonda su un universo invisibile, illuminato come nei quadri di Giorgio De Chirico, Caravaggio e Jérôme Bosch.




Questa settimana a Monte Claro va in scena la splendida Audrey Hepburn!

Per la rassegna di cinema all’apertoT'amo… da morire! Amore e morte: variazioni sul tema tra commedia, romanticismo e noir”, giovedì 18 luglio alle ore 21 proiettiamo il film “Sabrina” di Billy Wilder (USA, 1954, 113’).

Ingresso libero e gratuito.


Regia: Billy Wilder
Attori: Humphrey Bogart - Linus Larrabee, Audrey Hepburn - Sabrina Fairchild, William Holden - David Larrabee, Walter Hampden - Oliver Larrabee, John Williams (II) - Thomas Fairchild, Martha Hyer - Elizabeth Tyson, Joan Vohs - Gretchen Van Horn, Marcel Dalio - Barone St. Fontanel, Ellen Corby - Sig.na McCardle, Nella Walker - Maude Larrabee, Marcel Hillaire - Il professore
Soggetto: Samuel Taylor 
Sceneggiatura: Billy Wilder, Samuel Taylor, Ernest Lehman
Fotografia: Charles Lang Jr. 
Musiche: Frederick Hollander, Richard Rodgers

Trama: Sabrina, graziosa ragazza, ingenua e romantica, è la figlia dell'autista di una famiglia di miliardari americani. Fin dall'infanzia è segretamente innamorata di David, il più giovane e scapestrato tra i figli del padrone. David non s'accorge neppure della sua esistenza e questo spinge Sabrina ad un tentativo di suicidio senza serie conseguenze, dopodiché la ragazza parte per Parigi, dove suo padre la manda per farle dimenticare le sue idee romantiche. Torna dopo due anni trasformata: non più romanticamente trasognata, ma conscia della propria bellezza. David, sulle prime non la riconosce, poi se ne innamora fulmineamente, al punto di trascurare del tutto la ricchissima fanciulla che dovrebbe sposare. L'atteggiamento di David preoccupa il fratello maggiore, Linus, che dirige l'importante azienda paterna: egli vede in pericolo il matrimonio, al quale è combinata un'importante combinazione finanziaria. Poiché un banale incidente costringe David a stare a letto alcuni giorni, Linus ne approfitta per fare una corte spietata a Sabrina, fingendosi innamorato e proponendole di andare insieme a Parigi. Egli compera i biglietti per il viaggio col proposito di farla imbarcare e all'ultimo momento lasciarla sola. Ma le cose vanno diversamente, perché Sabrina s'innamora veramente di lui ed anche Linus s'accorge alla fine d'esser innamorato di lei. I due andranno insieme a Parigi, mentre David sposerà la ricca ereditiera.

Quarto appuntamento con la rassegna di cinema all’aperto T'amo… da morire! Amore e morte: variazioni sul tema tra commedia, romanticismo e noir.

Giovedì 11 luglio alle ore 21 al parco di Monte Claro proiettiamo il film “Ascensore per il patibolo” di Louis Malle (Francia, 1958, 92’).

Ingresso libero e gratuito.

Regia: Louis Malle
Attori: Jeanne Moreau - Florence Carala, Maurice Ronet - Julien Tavernier, Georges Poujouly - Louis, Yori Bertin - Véronique, Jean Wall - Simon Carala, Elga Andersen - Frieda Bencker, Micheline Bona - Genevieve, Jacqueline Staup - Anna, Gérard Darrieu - Maurice, Lino Ventura - Ispettore Cherrier, Charles Denner - Assistente dell'Ispettore Cherrier, Ivan Pertovich - Horst Bencker, Félix Marten - Christian Subervie, Jacques Hilling - Garagista, Jean-Claude Brialy - (non accreditato)
Soggetto: Noël Calef
Sceneggiatura: Roger Nimier, Louis Malle
Durata: 88'
Colore: B/N
Tratto da: romanzo omonimo di Noël Calef
Produzione: NOUVELLES ÉDITIONS DE FILMS (NEF)
Distribuzione: GLOBE FILMS INTERNATIONAL (1958); IL CINEMA RITROVATO-CINETECA DI BOLOGNA (2016) - DOMOVIDEO
Riedizione 2016

Trama: Julien Tavernier viene indotto dalla sua amante Florence, moglie del suo principale Simon Carala, a uccidere quest'ultimo. L'uomo prepara minuziosamente il delitto disponendo le cose in modo che la polizia sia indotta a credere ad un suicidio. Tuttavia, una volta compiuto il suo crimine, Julien si accorge che dalla ringhiera di un terrazzino pende ancora la corda di cui si è servito per entrare nell'ufficio della vittima predestinata. Deciso a eliminare la prova che potrebbe essergli fatale, Julien cerca di rientrare nella stanza del delitto, ma proprio quando sta salendo al piano dell'ufficio, la corrente elettrica viene a mancare e resta imprigionato all'interno dell'ascensore. Nel frattempo, la sua automobile viene rubata da Louis che la usa per portare in giro l'amica Veronique. I due giovani passano la notte in un albergo e Louis, che ha dato le generalità di Julien, non esita a uccidere due turisti tedeschi per tentare di rubare la loro auto. Julien, inconsapevole delle accuse che pendono su di lui per l'omicidio dei due turisti, quando riesce a uscire dall'ascensore viene arrestato dalla polizia. Florence, anche lei fermata dalle autorità, interviene per fornirgli un alibi, ma potrebbe essere ormai troppo tardi.

[fonte: cinematografo.it]

L'Archivio del Senato della Repubblica italiana ha affidato alla Società Umanitaria - Cineteca Sarda di Cagliari il compito di restaurare e digitalizzare una parte del fondo Spadolini registrato su supporti magnetici depositato negli archivi suddetti. Il progetto rientra nell'ambito del programma di ricostruzione della memoria storica conservata su supporti magnetici di facile deperibilità e per i quali nei Laboratori della Cineteca Sarda sono stati elaborati protocolli di restauro e digitalizzazione all'avanguardia in Italia.

Terzo appuntamento con la rassegna estiva T'amo... da morire! al Parco di Monte Claro.

Giovedì 4 luglio proiettiamo il film Peccato che sia una canaglia di Alessandro Blasetti (Italia, 1954, 95'), a partire dalle ore 21, al primo buio, nello spiazzo antistante la cappella di S. Maria Chiara.

L'ingresso è libero e gratuito.

Regia: Alessandro Blasetti
Attori: Marcello Mastroianni, Sophia Loren, Vittorio De Sica
Soggetto: Alberto Moravia - (racconto)
Sceneggiatura: Suso Cecchi d'Amico, Sandro Continenza, Ennio Flaiano
Fotografia: Aldo Giordani
Musiche: Alessandro Cicognini
Montaggio: Mario Serandrei
Durata: 95'
Colore: B/N
Specifiche tecniche: TECNOSTAMPA, 35 MM (1:1.66)
Tratto da: racconto "Il fanatico" di Alberto Moravia contenuto nella raccolta "Racconti romani" (1954)
Produzione: GIANNI HECTH LUCARI PER DOCUMENTO FILM
Distribuzione: DOCUMENTO FILM (1955) - CD VIDEOSUONO

Trama: Paolo, giovanotto serio e volenteroso, appartiene ad una cooperativa di tassisti, che gli ha affidato una bella macchina nuova. Un giorno la macchina viene affittata da due giovani che si fanno portare al mare, insieme ad una loro bellissima amica, Lina. La comitiva fa il bagno e Lina riesce a convincere Paolo a bagnarsi anche lui, ma, appena sta per entrare in acqua, Paolo viene avvertito dalla sirena antifurto che la sua macchina è in pericolo. Il ragazzo tenta inutilmente di acciuffare i due ladri e poi costringe Lina a salire con lui in macchina, ma giunti a Roma lei riesce a sfuggirgli. Dopo qualche giorno Paolo incontra di nuovo Lina coi due complici. I due uomini riescono a sfuggirgli ancora una volta, ma Paolo costringe a salire in macchina la ragazza che gli racconta un sacco di bugie per impietosirlo. Siccome ha accennato alla propria famiglia, Paolo decide di parlare col padre di lei, il signor Stroppiani, che secondo Lina sarebbe una candida figura d'artista, mentre in realtà è un fior d'imbroglione, specializzato nei furti di valigie. Nel frattempo Paolo s'è innamorato perdutamente di Lina e si fidanza con lei, ma quando scopre che un bellissimo portasigarette che lei gli regalato in realtà è stato rubato al suo capo garage, Paolo, furente, la pianta e tronca ogni rapporto con gli Stroppiani. Per poterlo risarcire dei danni che Lina coi suoi complici gli ha cagionato, padre e figlia tentano un furto nel filobus che lo stesso Paolo riesce a sventare. Denunciati, gli Stroppiani riescono, con fenomenale abilità, a farsi assolvere e a chiarire anche le cose con Paolo.

Critica: "La paradossale vicenda è raccontata con spigliata vivacità dal Blasetti, sempre padrone del mestiere e preziosa guida degli attori. Ottima l'interpretazione. Il racconto presenta però - nel soggetto, nella scenografia, nella regia - zone di cedimento, con idee, trovate, soluzioni di scarsa originalità. Fotografia luminosa ed espressiva." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 37, 1955)

[fonte: cinematografo.it]

Ultimo appuntamento della rassegna “Cinema nel quartiere” con la proiezione del film “Il grano e la volpe” di Vincenzo Guerrizio e Raffaele Manco (Italia, 2015, 82’). La rassegna è organizzata dal Comune di Nuoro, dall’Associazione Arkaosfilm, dalla Società Umanitaria – Cineteca Sarda, dall’Associazione Life After Oil e dal Consorzio Pubblica Lettura S. Satta di Nuoro.

Ingresso libero e gratuito.

Trama: La sera del 2 marzo 1994 un elicottero della Guardia di Finanza partito dalla base di Cagliari Elmas svanisce nel nulla durante una missione di pattugliamento lungo la costa sudorientale della Sardegna. A bordo un veterano del volo, il maresciallo Gianfranco Deriu e un giovane ufficiale, Fabrizio Sedda . Due giorni dopo l'avvio delle ricerche vengono ripescati alcuni frammenti del velivolo. Poi più nulla. Manca il relitto. Mancano i corpi. A oltre vent'anni le indagini ancora aperte sulla scomparsa del Volpe 132 non hanno saputo spiegare le cause della sciagura.

L’Agedo, associazione genitori di omosessuali, organizza un nuovo appuntamento della Queeresima in Cineteca.

Mercoledì 26 giugno alle ore 20 proiezione del film “L’unione falla forse – l’omofobia al tempo delle unioni civili” di Flavio Leli (Italia, 2019, 107’).

Ingresso libero e gratuito.



Il 5 giugno 2016 è entrato in vigore il decreto Cirinnà che riconosce giuridicamente la coppia formata da due persone dello stesso sesso. L'iter per arrivare all'approvazione della legge ha sollevato numerose polemiche, soprattutto per quello che riguardava la questione della stepchild adoption che doveva permettere di adottare il figlio naturale del proprio partner, punto che poi è stato stralciato insieme all'obbligo di fedeltà. Fabio Leli, attraverso l'autoproduzione e il crowdfunding, ha realizzato un documentario che, da un lato segue due famiglie omogenitoriali, mostrandone la quotidianità, dall'altro si confronta con degli esponenti dei movimenti per la famiglia cosiddetta "naturale" e contro le teorie gender. 

L'unione falla forse unisce interviste, filmati delle giornate family day, dichiarazioni di chi si batteva contro l'approvazione della legge, animazione, ironia e soprattutto cerca di sollevare una riflessione contrapponendo due universi molto diversi. La giornata tipo di due famiglie arcobaleno che vivono la propria vita: i giochi dei bambini, i capricci, le risate, l'educazione, il lavoro e l'impegno di un nucleo che formerà i cittadini di domani. Poi uomini e donne che si battono contro tutto questo, fondando le loro teorie su dogmi religiosi, false credenze scientifiche ormai superate e convinzioni del tutto arbitrarie, uomini e donne che vorrebbero negare il diritto alle persone dello stesso sesso, non solo di sposarsi, ma persino di amare e di... esistere.

[MyMovies]

In collaborazione con il Dutch Art Institute di Arnhem, la Cineteca Sarda di Cagliari organizza una serata dedicata al tema della conservazione, dell’archiviazione e del restauro del materiale cinematografico.

Martedì 25 giugno alle ore 20.30 verrà proiettato il filmato “Autonomia trentanni” di Guido Costa del 1978 - recentemente restaurato dalla Cineteca Sarda - insieme a un montaggio di filmati provenienti dall’archivio del cinema di famiglia della Sardegna.

Il documentario “Autonomia trentanni” riunisce filmati d’archivio e interviste ai rappresentanti delle istituzioni e del mondo politico e sindacale degli anni Settanta, tra i quali Pietrino Soddu, Andrea Raggio, Efisio Corrias, Sebastiano Dessanay. Giannetto Lai e Villio Atzori.

Il film, realizzato in pellicola 35mm, appartiene al Fondo nominale Guido Costa, che aveva realizzato il documentario con la collaborazione, per quanto riguarda il testo di commento, di Manlio Brigaglia, Sergio Atzeni e Silvano Reina.

Ingresso libero e gratuito.

NOTE SUL RESTAURO IN 4K:
La pellicola, un positivo 35mm fortemente virato in rosso e affetto da sindrome acetica, è stata depositata dagli eredi di Guido Costa presso la Cineteca Sarda, la quale si è occupata nei suoi laboratori di ogni singola fase del restauro.
Dopo una prima ispezione del supporto, si è passati al suo recupero fisico tramite lavatura a secco, resa possibile da un particolare macchinario sviluppato in collaborazione con la C.I.R. di Roma, e alla sua scansione in 4K. Successivamente la color correction ha permesso di recuperare il colore ormai completamente degradato e ha poi consentito il restauro digitale finale, tramite l’utilizzo del software di ultima generazione e leader nel settore, il Diamant-Film Restoration. In quest’ultima fase macchie, polvere e graffiature presenti nella pellicola sono state completamente rimosse, avendo sempre riguardo dell’aspetto filologico del film, trattandosi di un documentario composto da interviste inedite ma contemporanee alla realizzazione del film, risalente al 1978, e da vari filmati d’archivio in bianco e nero.
Il lavoro, che ha impegnato la Cineteca Sarda per quasi un anno, ha permesso il recupero totale del film, unica copia ormai esistente e di cui non si aveva alcuna notizia, almeno fino a oggi.

Secondo appuntamento con la rassegna estiva T'amo... da morire! al Parco di Monte Claro.

Giovedì 27 giugno proiettiamo il film Vertigine di Otto Preminger (USA 1944, 88'), a partire dalle ore 21, al primo buio, nello spiazzo antistante la cappella di S. Maria Chiara.

L'ingresso è libero e gratuito.

Trama: Qualcuno ha ucciso la bellissima Laura Hunt, sparandole al viso. Il tenente Mark McPherson inizia le indagini facendo visita a Waldo Lydecker, ironico e raffinato scrittore, artefice del successo di Laura come pubblicitaria. Mark non tarda a scoprire la rivalità tra l'attempato Waldo e il giovane bellimbusto Shelby Carpenter, fidanzato della vittima. Apprende inoltre che Carpenter frequentava anche la ricca Ann e la modella Diane. Grazie ai dettagliati racconti di Waldo e a un ritratto appeso in casa di Laura, il rude poliziotto resta affascinato dalla donna su cui indaga. Grande è la sua sorpresa quando Laura, viva e ignara di tutto, torna nel proprio appartamento. Si tratta ora di chiarire se l'assassino abbia commesso un errore, uccidendo Diane al posto di Laura, o se proprio quest'ultima abbia organizzato la morte della rivale preparandosi un alibi perfetto.
Felice combinazione di diversi elementi, dalla trama di Vera Caspary al tema musicale di David Raskin, il film deve molto agli interpreti. Gene Tierney sfrutta al meglio l'occasione per diventare una diva. Dana Andrews lascia sgretolare la sua durezza per mostrarsi sentimentale. Clifton Webb, voluto dal regista, tratteggia il gentiluomo colto e snob che, con diverse varianti, porterà altre volte sullo schermo.
Espressa in modo implicito, la tensione del desiderio per Laura è comunque evidente, tanto da parte di Waldo, cui è concesso di possederla solo intellettualmente, quanto da parte di Mark, che riesce a conquistarla dopo l'ambigua violenza morale dell'interrogatorio. Preminger conduce il gioco con una narrazione rapida ed essenziale.

[fonte: MyMovies]

Prende il via la IX edizione della rassegna cinematografica all'aperto “Pagine di cinema in bianco e nero”.

La rassegna, organizzata dalla Società Umanitaria - Cineteca Sarda insieme alla Città Metropolitana di Cagliari e alla Biblioteca Metropolitana "Emilio Lussu", è intitolata T'amo… da morire! Amore e morte: variazioni sul tema tra commedia, romanticismo e noir: un confronto tra opere memorabili della storia del cinema che, con toni brillanti o neri, affrontano il tema dell'amore e delle sue - divertenti o tragiche - conseguenze.

Si parte giovedì 20 giugno con la proiezione del film “Accadde una notte” di Frank Capra (USA, 1934, 105’).

Ingresso libero e gratuito.

Un nuovo appuntamento con le proiezioni organizzate dall’Alliance française Cagliari!
Giovedì 20 giugno alle ore 20.00 sarà proiettato in lingua originale con sottotitoli il film d’animazione “Le Roi et l'Oiseau” di Paul Grimauld (Francia, 1980).

Il progetto - noto in origine come “La Bergère et le Ramoneur” e lontanamente ispirato alla favola “La pastorella” e “Lo spazzacamino” di Hans Christian Andersen - è frutto della collaborazione tra Grimault e il noto scrittore e poeta Jacques Prévert, che vi lavorarono a partire dal 1948.

Ingresso libero e gratuito.

All’interno del ricco calendario della Queeresima - organizzata dall’associazione onlus Arc - la Circola nel cinema Alice Guy propone la visione del documentario “Love Other”, in ricordo della grande pioniera del cinema lesbico Barbara Hammer, scomparsa a New York il 16 marzo. Il film è in versione originale, con sottotitoli in italiano. 

Ingresso libero e gratuito.

Titolo: Lover Other. The story of Claude Cahun and Marcel Moore 

Produzione: USA, 2006

Durata: 58'

Trama: Documentario realizzato da Barbara Hammer nel 2005/06, sulla vita e il lavoro della poliversa artista surrealista e fotografa, ebrea libertaria, Claude Cahun e la sua compagna Marcel Moore.
Artista singolarissima, molto nota e attiva nel quadro della ricerca sperimentale e d’avanguardia francese di area surrealista, condannata a morte con la sua compagna di vita, Marcel Moore, per l'attiva resistenza all'occupazione nazista. Sopravvissuta grazie alla liberazione, fu poi ignorata, oscurata, persa nella storia. È stata riscoperta solo da alcuni anni grazie al caparbio, capillare e appassionato lavoro di ricerca di chi ne hanno seguito le labili tracce.

[fonte: https://cinemadonne.it]

All’interno del ricco calendario della Queeresima promosso dall’associazione onlus ARCgiovedì 13 giugno alle 19.30 in Cineteca Sarda verrà proiettato il documentario “Allah Loves Equality - Essere LGBT in Pakistan” di Wajahat Abbas Kazmi (Italia, 2019, 56’). 

L’evento è organizzato da Amnesty International Gruppo 128 Cagliari.

Ingresso libero e gratuito.


Trama: Repubblica islamica del Pakistan: attraverso interviste realizzate a persone musulmane, omosessuali e transgender con scene di vita quotidiana il film ci porta a conoscere la situazione dei diritti in questo paese.Per la prima volta vere coppie di omosessuali hanno deciso di mostrarsi pubblicamente e di raccontare la propria storia. Nato da una campagna lanciata su internet, il film rientra in un programma che dovrebbe mostrare la vita di persone LGBTQIA nei paesi di religione musulmana.



La rassegna organizzata a Sardara su cinema e lavoro termina con una serata dedicata a 4 cortometraggi di registi sardi.

Il 14 giugno a partire dalle 18.00 presso il Cineteatro comunale saranno proiettati:

• La concorrente di Alberto Diana (2016, 40')

• Permesso? di Antonio Maciocco (2010, 28')

• Tu ridi di Chiara Sulis (2016, 15')

• The Wash – La lavatrice di Tomaso Mannoni (2018, 21')



Organizza il Comune di Sardara in collaborazione con la Società Umanitaria – Cineteca Sarda di Cagliari e con il Servizio Civile Nazionale.

Ingresso libero e gratuito.




Secondo appuntamento con la rassegna “Cinema nel quartiere” organizzata dal Comune di Nuoro in collaborazione con l’associazione Arkaosfilm, la Società Umanitaria – Cineteca Sarda di Cagliari, l’Associazione Life After Oil e il Consorzio Pubblica Lettura S. Satta di Nuoro.

Giovedì 13 giugno alle ore 21 sarà proiettato il documentario Dead Donkeys. Fear No Hyenas di Joakin Demmer (Etiopia, Finlandia, Germania, Svezia, 2017, 80').

Ingresso libero e gratuito.

Trama: In tutto il mondo, c’è una massiccia corsa commerciale ai terreni agricoli: il nuovo oro verde. Uno delle nuove zone a maggiore redditività per l’agricoltura è l’Etiopia.
Sperando in proventi da esportazione, il governo Etiope affitta a investitori stranieri milioni di ettari di terra presumibilmente inutilizzati. Ma il sogno della prosperità ha un lato oscuro: i più massicci sgomberi forzati nella storia moderna, la perdita di mezzi di sussistenza dei piccoli agricoltori, una dura repressione e una viziosa spirale di violenza. A contribuire a questo disastro sono l’UE, la Banca mondiale e il DFID, che forniscono miliardi di dollari in fondi per lo sviluppo.
Dead Donkeys Fear No Hyenas indaga su questi investimenti stranieri nella terra e mostra il loro impatto sulla vita delle persone. Nella ricerca della verità, abbiamo incontrato investitori, burocrati dello sviluppo, giornalisti perseguitati, ambientalisti in difficoltà e piccoli agricoltori privati della loro terra.

Ultimo appuntamento della prima parte della rassegna cinematografica dedicata alla Mosfil’m dal 1925 ai giorni nostri, organizzata dalla FICC (Federazione Italiana dei Circoli del Cinema) e dalla Cineteca Sarda della Società Umanitaria.

Venerdì 14 giugno alle ore 18.30 sarà proiettato il film Hanno combattuto per la patria di Sergej Bondarčuk (1975, 137’).

Introduzione a cura di Stefano Pisu, Università di Cagliari.

Ingresso libero e gratuito.



Sesto appuntamento con la rassegna cinematografica dedicata alla Mosfil’m dal 1925 ai giorni nostri, organizzata dalla FICC (Federazione Italiana dei Circoli del Cinema) e dalla Cineteca Sarda della Società Umanitaria.

Martedì 11 giugno alle ore 18.30 sarà proiettato il film “Dersu Uzala, il piccolo uomo delle grandi pianure" di Akira Kurosawa (1976, 128').

Introduzione a cura di Alessandro Macis, operatore culturale.

Ingresso libero e gratuito.



Quinto appuntamento con la rassegna cinematografica dedicata alla Mosfil’m dal 1925 ai giorni nostri, organizzata dalla FICC (Federazione Italiana dei Circoli del Cinema) e dalla Cineteca Sarda della Società Umanitaria.

Venerdì 7 giugno alle ore 18.30 sarà proiettato il film “Mosca non crede alle lacrime" di Vladimir Men'šov (URSS, 1979).

Introduzione a cura di Marco Asunis, operatore culturale.

Partecipa Elena Oleg, segretaria organizzativa della Mosfil'm.

Ingresso libero e gratuito.

Il libro di Paolo DesogusLaboratorio Pasolini. Teoria del segno e del cinema” sarà presentato giovedì 6 giugno in Cineteca Sarda alle ore 18.

Interverranno Mauro Pala (Università degli Studi di Cagliari), Elisabetta Randaccio (critico cinematografico) e l’autore del libro Paolo Desogus (Sorbonne Université).

Introduce e coordina Luigi Cabras (Cineteca Sarda).


Un nuovo appuntamento con le proiezioni organizzate dal Cineclub Fedic di Cagliari.

Lunedì 3 giugno la serata sarà dedicata al Campus Naturalmente Cinema, attività di produzione di corti realizzati con adolescenti a cura dell'associazione Cineamatori Apuane della FEDIC, che quest'anno si svolgerà a Cagliari dal 15 al 22 luglio.

Verranno proiettati 4 corti realizzati nelle passate edizioni:

  • 2015: "Il sentiero della bolla d'ombra" (21'55")
  • 2016: "Un'avventura mostruosa" (11'57")
  • 2017: "Il chiodo fisso" (17'45")
  • 2018: "Accordi" (31'39")


Ingresso libero (soci 2019).

Il Laboratorio di Antropologia Visuale “Fiorenzo Serra” della Società Umanitaria di Sassari bandisce la terza edizione del Film Festival per produzioni filmiche a carattere etnografico intitolato a Fiorenzo Serra.

Il tema di questa edizione, anno 2019, è “aspetti materiali e simbolici della cultura pastorale”. Il Fiorenzo Serra Film Festival ha lo scopo di promuovere la realizzazione di film che possano contribuire alla conoscenza delle realtà culturali etnografiche attraverso il mezzo audiovisivo e perseguire l’obiettivo di tutelare e implementare, in maniera scientifica e sistematica, le produzioni audiovisive nazionali e straniere riguardanti i patrimoni etnografici, archeologici, storici, linguistico-culturali e ambientali.

I premi, offerti dalla Società Umanitaria-Cineteca Sarda, sono 3 e ripartiti in 3000 euro al primo classificato, 2000 al secondo e 1000 al terzo. È prevista, anche, una menzione denominata “premio speciale Antonio Simon Mossa”, dedicata alla memoria del noto cineasta sassarese amico fraterno di Fiorenzo Serra, da assegnare a uno tra i film fuori concorso. La scadenza del bando è fissata al 15 ottobre 2019. Per informazioni e delucidazioni sulle modalità di partecipazione si può consultare il sito www.fiorenzoserrafilmfestival.it.

Bando: https://www.fiorenzoserrafilmfestival.it/index.php/edizione-2019

Iscirzione on line: https://www.fiorenzoserrafilmfestival.it/index.php/iscrizione-online

CONTATTI

Laboratorio di Antropologia Visuale Fiorenzo Serra
Dipartimento di Storia, scienze dell'uomo e della formazione
Viale Umberto I, 52 Sassari
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


The "Fiorenzo Serra" Visual Anthropology Laboratory of the Società Umanitaria-Cineteca Sarda, with the collaboration of the History Department of the University of Sassari, announces the third edition of the FIORENZO SERRA FILM FESTIVAL, for ethnographic productions. This year's theme is: "material and symbolic aspects of pastoral culture", a subject very dear to Fiorenzo Serra "Sardinian illustrious", undisputed master of reality cinema, pioneer of Visual Anthropology on the Island. The awards, offered by the Società Umanitaria-Cineteca Sarda, are three for the top three. There is also a "special Antonio Simon Mossa prize", dedicated to the memory of the famous Sassari filmmaker, a close friend of Fiorenzo Serra, to be assigned to one of the out-of-competition films.

Fiorenzo Serra.

Quarto appuntamento del 2019 con i film in lingua francese con sottotitoli, a cura dell'Alliance française de Cagliari in collaborazione con la Cineteca Sarda.

Giovedì 30 maggio alle ore 20 in Cineteca Sarda sarà proiettato il film “Toril” (Il desidero di ripartire da zero) di Laurent Teyssier (2016).



Regia: Laurent Teyssier.

Cast: Vincent Rottiers, Bernard Blancan, Karim Leklou, Gérard Meylan, Tim Seyfi.

Genere: Drammatico, Thriller.

Produzione: Francia, 2016.

Durata: 83 minuti.

Distribuito: Lab 80 Film.

Trama: Nelle campagne nel Sud della Francia, il padre di Philippe, contadino da generazioni schiacciato dai debiti, cerca di togliersi la vita. Philippe, piccolo trafficante di marijuana che ha già saldato alcuni debiti con la giustizia, decide di tentare di salvare le terre e il magazzino del padre e magari riguadagnarsi anche la stima della famiglia. Per farlo, deve trovare i soldi, tanti e subito. Si rivolge quindi al più grande trafficante di droga della regione, uno spietato caïd di provincia, proponendogli un affare: un solo colpo, una consegna destinata a cancellare i debiti del padre. Ben presto Philippe si troverà invischiato in una rete da cui sarà molto difficile uscire.

Ingresso libero e gratuito.




Mercoledì 29 maggio la Cineteca Sarda di Cagliari ospiterà, per il terzo e ultimo incontro, una classe della scuola Primaria dell’Istituto comprensivo Pirri 1-2, plesso Enrico Toti.
A conclusione del percorso avviato nelle settimane precedenti sugli strumenti pre-cinematografici, le bambine e i bambini saranno impegnati nella costruzione di un fenachistoscopio.

Seguirà la proiezione di un film di Buster Keaton in pellicola 16mm.

Fenachistoscopio: Apparecchio (dal gr. φενακιστής «ingannatore») con il quale J.-A.-F. Plateau realizzò per la prima volta la sintesi dei movimenti (1828-32). Consisteva in un disco, libero di ruotare intorno a un asse, sul quale erano disegnate fasi diverse di una figura in movimento. Il disco era posto in rapida rotazione e le figure, osservate attraverso una serie di fessure realizzate su un altro disco coassiale e solidale al primo, davano all’occhio dell’osservatore, per la persistenza delle immagini sulla retina, l’impressione del movimento.

[fonte Treccani]

Quarto appuntamento mercoledì 22 maggio alle ore 19 con “Il cineforum dei cartoni” in Cineteca!

Nel corso della serata sarà proposta al pubblico in sala un’antologia di corti di animazione.

L’ingresso è libero e gratuito.


Il Cineforum dei cartoni è un'iniziativa del Centro Internazionale del Fumetto, in collaborazione con la Cineteca Sarda e la rivista Teorema.

L’intento dei fondatori del cineclub – oltre che costituire uno spazio che rappresenti punto di riferimento per tutti coloro che in Sardegna sono appassionati di cartoni animati, – è quello di promuovere la conoscenza e lo studio dell’animazione cinematografica in tutte le sue forme, nella convinzione che essa rivesta un ruolo preminente nell’attuale sistema dei media e, in generale, delle arti visive contemporanee.

Fin dalle origini, il cinema d’animazione ha messo in mostra un’autonomia che lo ha connotato non come “genere”, ma come un autentico mezzo espressivo che si e collocato in posizione intermedia tra cinema, arte figurativa e grafica.

Anche nei suoi aspetti più commerciali il disegno animato ha sempre evidenziato una tendenza alla sperimentazione, che lo ha reso una delle forme artistiche più innovative.

L’avvento delle nuove tecnologie ha segnando una vera e propria rivoluzione, modificando radicalmente le fasi del lavoro nella realizzazione dei film e offrendo nuove, incredibili potenzialità espressive agli artisti. Tuttavia, l’apporto tecnologico non ha ridotto l’importante eredità che deriva dal cinema d’animazione più tradizionale.

Il cineforum dei cartoni intende proporre un rigoroso approccio storico critico all’animazione, promuovere le opere di cortometraggio (con un particolare riguardo a quelle di carattere sperimentale) e favorire il confronto tra gli autori.

Venerdì 24 maggio alle ore 19 in Cineteca proiezione del film di Dado MartinoCarta”, che racconta la storia di Giuseppe Carta, nato in un paese in provincia di Sassari, nella Sardegna degli primi anni '50 e oggi pittore e scultore.

Saranno presenti in sala il regista e gli attori protagonisti.
Ingresso libero e gratuito.

Regia: Dado Martino
Anno di produzione: 2019
Durata: 79'
Genere: commedia/romantico
Paese: Italia
Produzione: Cowsheep Film Production
Distributore: Zucchero Bianco Distribuzione
Data di uscita: 14/02/2019
Formato di proiezione: HD, colore

Sinossi: Giuseppe Carta nasce a Banari un paese in provincia di Sassari, nella Sardegna dei primi anni 50'. Da bambino é pastore insieme ai suoi fratelli ma sogna di diventare un artista. A nove anni emigra con la famiglia e sarà proprio a Genova che inizierà ad interessarsi alla musica, alla scrittura ed infine alla pittura. Oggi Giuseppe Carta è un pittore e scultore di fama internazionale. Le origini povere del piccolo Giuseppe lo vedono emarginato rispetto agli altri suoi coetanei, tra questi però c'é Enrico, figlio di un industriale che nonostante la differenza sociale che li divide è per Giuseppe un amico fidato. Giuseppe è innamorato di Marta, bambina degli alti borghi Sassaresi ma nonostante la differenza sociale, i due riusciranno ad avere una bella storia d'amore. Quando Giuseppe sarà costretto ad abbandonare la Sardegna, non volendo lasciare da sola Marta, inizierà con lei una lunga corrispondenza. Giuseppe riesce a far diventare quella della pittura la sua professione nonostante varie vicissitudini che continuamente gli saranno da ostacolo. Nel frattempo anche Enrico è diventato un noto pittore e da amico fidato si rivelerà uno dei più grandi nemici. L'amore di Giuseppe e Marta continua fino a che l'invidia e la cattiveria di Enrico riesce a dividerli. Giuseppe si trova ad un bivio, non sa se lasciare tutto oppure ripartire più forte di prima. Conosce Giovanna e con lei farà conoscere al mondo il suo nome e le sue opere. Tematiche: Questo film racconta la povertà e la vita semplice e le varie problematiche che le famiglie emigranti vivevano negli anni 50. L'amicizia, la fiducia e la speranza sono le chiavi di questa storia che ha dell'incredibile. Ed infine la delusione, l'amarezza e il tradimento subito trasformeranno l'ormai uomo Giuseppe nell'artista che tutti oggi conosciamo. Una storia d'amore, d'amicizia con un vero riscatto sociale.

[cinemaitaliano.info]

Presentazione del volume
BANDITI A ORGOSOLO. IL FILM DI VITTORIO DE SETA
di Antioco Floris
Rubbettino Editore

Banditi a Orgosolo occupa una posizione riconosciuta nella storia del cinema mondiale. Dalla sua uscita nel 1961, con il premio come miglior opera prima alla Mostra del cinema di Venezia, è stato via via sempre più apprezzato per le sue qualità cinematografiche e narrative fino ad arrivare alla famosa frase di Martin Scorsese di pochi anni fa che lo definisce un capolavoro indiscusso. Così, a distanza di sessant’anni la pellicola viene ancora proiettata nelle rassegna sui classici del cinema nelle grandi città di tutto il mondo.
Per la Sardegna Banditi a Orgosolo riveste un valore ulteriore perché negli anni ha assunto il carattere di film di fondazione, opera da cui è difficile prescindere quando si riflette sull’immaginario cinematografico legato all’isola.
Su questa pellicola di Vittorio De Seta è appena uscito un libro di Antioco Floris che oltre a inquadrare il film nel contesto di produzione e di ricezione internazionale, raccoglie i materiali che documentano la sua realizzazione: appunti, fotografie di scena e di set, la sceneggiatura desunta, riflessioni dell’autore. Il libro, progettato con lo stesso regista poco prima che morisse e pubblicato dall’Editore Rubbettino, si definisce nell’ambito di un progetto di ricerca dell’Università di Cagliari finanziato dalla Regione Sardegna e prende corpo grazie anche ai materiali conservati alla Cineteca Sarda.

Il volume viene presentato alla MEM (Mediateca del Mediterraneo) di Cagliari, giovedì 23 maggio 2019 alle 17.30 alla presenza dell’autore.
Coordinati da Antonello Zanda, interverranno Gianni Filippini, decano dei giornalisti della Sardegna e all’epoca dell’uscita del film critico cinematografico dell’Unione Sarda, Michelina Masia, docente di Sociologia del diritto e di Antropologia giuridica all’Università di Cagliari, e Sergio Naitza, critico cinematografico e regista documentarista.

La partecipazione è libera.


A cura di
Cineteca Sarda-Società Umanitaria
MEM – Mediateca del Mediterraneo
Università degli Studi di Cagliari – Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni culturali – CELCAM


Banditi a Orgosolo. Il film di Vittorio De Seta
di Antioco Floris
Rubbettino Editore
260 pp, f.to 24x22, 18,00 €

Nuovo appuntamento con il gruppo di lettura che si riunisce in Cineteca una volta al mese per assistere alla proiezione di un film tratto da un’opera letteraria e per discuterne insieme.

Mercoledì 15 maggio alle 15.30 l’incontro verterà sull’adattamento cinematografico di un’opera di Ian McEwan.

Ian McEwan è nato nel 1948 ad Aldershott e vive a Londra. È autore di due raccolte di racconti: Primo amore, ultimi riti e Fra le lenzuola; un libro per ragazzi: L'inventore di sogni; un libretto d'opera: For You. Ha pubblicato il saggio Blues della fine del mondo e i romanzi: Il giardino di cementoCortesie per gli ospitiBambini nel tempoLettera a BerlinoCani neriL'amore fataleAmsterdamEspiazioneSabatoChesil BeachSolarMieleLa ballata di Adam HenryNel guscio e Il mio romanzo viola profumato. Tutti i suoi libri sono stati pubblicati in Italia da Einaudi.

A partire da un mediometraggio televisivo del 1984, Last Day of Summer, basato su uno dei titoli contenuti nella raccolta Primo amore, ultimi riti, i libri di Ian McEwan hanno attirato con frequenza l'interesse di registi e sceneggiatori. Perfino i suoi racconti hanno ispirato interi film (per quanto poco noti): Conversazione con l'uomo nell'armadio, girato in Polonia nel 1993, e First Love, Last Rites, produzione americana del 1997. Ciò nonostante, non è affatto semplice tradurre nel linguaggio cinematografico le opere di McEwan: opere in cui la tensione drammatica non deriva tanto dagli avvenimenti in sé, quanto dall'universo interiore dei personaggi. Le emozioni costituiscono l'autentico "campo di battaglia" dei romanzi di McEwan: romanzi in cui la dimensione psicologica è sempre prominente e in cui, a poco a poco, emergono incertezze, desideri e rimorsi di uomini e donne alle prese con dubbi esistenziali ed etici.

[fonte: MoviePlayer]



Mercoledì 22 maggio alle ore 19 per il terzo appuntamento del "Cineforum dei Cartoni" il Centro Internazionale del Fumetto, la rivista Teorema e la Cineteca Sarda della Società Umanitaria propongono il film di Karel Zeman "La pazza guerra - L'arca del signor Servadac" (1970), tratto dal romanzo di Jules Verne "Hector Servadac - Voyages et Aventures à travers le monde solaire" del 1877.. 


La vicenda è ambientata nel1888, in Algeria, mentre è in atto una delle tante guerre coloniali. Improvvisamente la Terra è scossa da una violenta tempesta e in cielo appare una cometa che, con la sua forza di gravità, si porta via una fetta di territorio, che comprende un piccolo villaggio, il fortino dove è stanziata una guarnigione francese e una tribù di beduini. In un primo momento i protagonisti della vicenda non si accorgono di quanto è realmente accaduto, ma presto notano alcune evidenti stranezze. 
Una lucida satira di stampo “swiftiano” contro la stupidità e l’inutilità delle guerre. Gli attori si muovono sullo sfondo di scenografie animate realizzate nello stile delle stampe ottocentesche che illustravano i romanzi di Jules Verne. La tecnica, già utilizzata da Zeman in altri film, accentua il sapore favolistico del racconto.


L'ingresso è libero e gratuito.


Secondo appuntamento in Cineteca per la classe della scuola Primaria dell’Istituto comprensivo Pirri 1-2, plesso Enrico Toti.

Mercoledì 22 maggio le bambine e i bambini assisteranno alla proiezione di un lungometraggio di animazione, che verrà discusso insieme alle insegnanti e alle operatrici/tori della Cineteca.

Seguirà una parte laboratoriale dedicata all'osservazione di alcuni strumenti di pre-cinema e alla costruzione del taumatropio.


taumatròpio s. m. [comp. del gr. ϑαμα -ατος «prodigio» e tema di τρέπω «volgere»]. – Strumento della preistoria del cinema, inventato nel 1825, basato sul principio della persistenza delle immagini sulla retina dell’occhio: consiste in una specie di disco fornito di un cordoncino alle due estremità del diametro; sulle due facce sono rispettivamente disegnati due oggetti le cui immagini, ruotando rapidamente il disco attorno al proprio diametro, si fondono sovrapponendosi.

[fonte: Treccani]


All’interno delle attività di promozione della cultura cinematografica nelle scuole, la Cineteca Sarda ospiterà - nel corso della mattina di giovedì 2 maggio - una classe dell’Istituto Comprensivo Colombo di Cagliari.

Le studentesse e gli studenti visiteranno l’archivio della Cineteca e assisteranno alla proiezione di alcuni filmati relativi alle saline di Molentargius, a completamento di un percorso di approfondimento già iniziato a scuola.




L’appuntamento con i film in lingua originale francese questo mese sarà di martedì anziché giovedì, per via della festa della Liberazione. Il 23 aprile alle 20 in Cineteca Sarda sarà proiettato il film Ridicule, di Patrice Leconte (1996) in lingua originale con sottotitoli. A cura dell’Alliance Française di Cagliari.

Ingresso libero e gratuito.

Secondo appuntamento con il “cineforum dei cartoni”, che vede la collaborazione tra il Centro Internazionale del Fumetto, la Cineteca Sarda e la rivista Teorema.

Giovedì 11 aprile alle 19.00 verrà proiettato il film di Bruno Bozzetto “Vip - Mio fratello superuomo”, del 1968.

Presentazione a cura di Bepi Vigna.

17 aprile | ore 18.00 | Fabbrica del Cinema > Grande Miniera di Serbariu > piazza Sergio Usai (Carbonia)  

18 aprile | ore 20.30 | Teatro Eliseo > via Roma, 73 (Nuoro)

Proiezione del film “Corbeddu” di Louis Van Gasteren (Olanda, 1975, 58’) e incontro con Giovanna Van Gasteren Meerman.

A seguire proiezione del film “Omaggio a Louis Van Gasteren” di Antonio Sanna (Italia, 2017, 15’); introduzione a cura dell’autore.

All’interno delle attività portate avanti con le scuole, la Cineteca Sarda di Cagliari ospiterà - per la mattina del 16 aprile - una classe della scuola Secondaria Inferiore dell’Istituto comprensivo Grazia Deledda di San Sperate.

Dopo una visita dell’archivio cinematografico e dei laboratori, gli studenti e le studentesse assisteranno alla proiezione di un film in 16mm ("La palla n.13" di Buster Keaton, 1924) e di alcuni montaggi sulla storia e sul linguaggio del cinema realizzati dagli operatori e operatrici della Cineteca.

Infine, sulla base delle informazioni acquisite, si cimenteranno nell’analisi contenutistica e formale di un mediometraggio.

Data la grande affluenza di pubblico, la chiusura della mostra delle fotografie del fondo Guido Costa è stata prorogata a domenica 5 maggio!

Il progetto si inserisce nell'ambito dell'ampliamento dell'offerta formativa promossa dal liceo Siotto con la collaborazione della Cineteca Sarda della Società Umanitaria.

Dal 12 aprile al 5 maggio sarà possibile visitare la mostra fotografica allestita presso il Palazzo Regio, in piazza Palazzo n.1 a Cagliari, dalle 10 alle 18.30.

Il progetto ha coinvolto le studentesse e gli studenti delle classi 3I, 4E e 5E, che hanno svolto le attività a scuola, guidati dai docenti Maria Antonietta Serra, Luisa Porru, Aldo Meloni e Giulia Garofalo con la collaborazione del bibliotecario Graziano Fois, e presso la Società Umanitaria Cineteca Sarda, grazie al supporto della dott.ssa Daniela Stara, operatrice culturale della Cineteca.

Alla ricerca iconografica, basata sulle fotografie su lastra di vetro del Fondo Costa, foto del primo ventennio del Novecento di Guido Costa fotografo, si è affiancata un ricerca bibliografica su testi relativi al fotografo stesso, su "Le vie d'Italia" del Touring Club Italiano.

Gli studenti, inoltre, dopo aver analizzato e schedato le fotografie per la mostra, hanno realizzato un video con interviste alle persone coinvolte a vario titolo nella conoscenza di questo materiale, hanno curato i testi, le didascalie e la grafica e hanno prodotto un secondo video con il coordinamento dei docenti referenti e collaboratori del progetto.

"Tracce sonore" chiude in bellezza con una masterclass sulla creazione dei suoni!

A condurla saranno due grandi professionisti del settore: Italo Cameracanna e Massimiliano Prezioso.

Alle 10.00 in Cineteca Sarda, viale Trieste 126.

per iscrizioni: cinetecasarda@umanitaria.it

Italo Cameracanna: Uno dei maggiori rumoristi Italiani. Lavora nell'ambiente cinematografico dagli anni ‘60 collaborando con i più importanti registi nazionali ed internazionali come Sergio Leone, Giuseppe Tornatore, Gabriele Muccino, Carlo Verdone, John Malkovic, Matteo Garrone, Paolo Virzì, Michelangelo Antonioni, Gabriele Salvadores, Abel Ferrara e molti altri. Con oltre 300 film all'attivo come foley artist è un grande esempio di passione ed esperienza per questo lavoro. Dal 1995 è Foley Artist e Foley Supervisor dello Studio16 in Roma.

Massimiliano Prezioso: Dal 1994 si dedica all'attività di montatore del suono e di effetti sonori (rumori), sound designer e fonico di mix. Nei quasi 27 anni di attività ha partecipato ad oltre 200 progetti, tra lavori cinematografici, televisivi e teatrali, in qualità di sound designer (rumorista, montatore di effetti sonori speciali e ambienti, montatore del suono di presa diretta, assistente di sala mix, fonico di mix) prestando la sua opera per registi quali Marco Ferreri, Carlo Lizzani, Alberto Sordi, Damiano Damiani, Luigi Perelli. Nel 1998 ha contribuito alla nascita della A.R.I. (Associazione Rumoristi Italiani) che in seguito ha cambiato denominazione in A.C.S. (Associazione Creatori di Suoni). Dopo aver fatto parte del Consiglio Direttivo A.C.S. per tre lustri, il 23 gennaio 2014 viene eletto Presidente della A.C.S., associazione che annovera tra gli iscritti la quasi totalità dei rumoristi/creatori di suoni d'Italia.

 

Il lavoro del rumorista

Mercoledì 10 aprile 2019 alle ore 19 in CinetecaSarda a Cagliari proiezione di tutti i cortometraggi finalisti della sezione sarda della 25ª edizione di Visioni Italiane, il festival nazionale per corti, mediometraggi e documentari organizzato dalla Cineteca di Bologna.

Durante la serata, organizzata insieme alla FASI - Federazione delle Associazioni Sarde in Italia e alla Fondazione Sardegna Film Commission, saranno proiettati:

• "Sonus" di Andrea Mura
• "La notte" di Cesare di Sergio Scavio
• "The Wash - La lavatrice" di Tomaso Mannoni
• "Warlords" di Francesco Pirisi
• "Il nostro concerto" di Francesco Piras
• "Dans l’attente" di Chiara Porcheddu
• "Spiritosanto - Holy Spirit" di Michele Marchi
• "Eccomi" di Sergio Falchi
• "L’unica lezione" di Peter Marcias
• "Gli anni" di Sara Fgaier

Alla serata parteciperanno gli autori e le autrici dei corti.
L'ingresso è libero e gratuito.

Tutte le informazioni sul sito: www.lacinetecasarda.it

“Tracce sonore” prevede per venerdì 5 aprile a partire dalle ore 19 un approfondimento sul doppiaggio del cinema d’animazione con Marco Guadagno, voce – tra gli altri – di Conan, il ragazzo del futuro di Hayao Miyazaki e di Puffo Quattrocchi.

Insieme a lui sarà presente Rossella Faa, che ha doppiato in sardo La Pimpa.

A seguire proiezione di alcuni episodi di Conan e della Pimpa.




Cineforum dei Cartoni: a Cagliari il primo cineclub dedicato al cinema d'animazione.
Giovedì (11 aprile) l'inaugurazione con la proiezione di "Loving Vincent"
alle 19 nella sala della Cineteca Sarda - Società Umanitaria.
Ospite della serata Mario Zanot.


Nasce a Cagliari il primo cineclub dedicato esclusivamente al cinema d'animazione. L'iniziativa è del Centro Internazionale del Fumetto in collaborazione con la Cineteca Sarda e la rivista sarda di cinema Teorema
 
Il Cineforum dei Cartoni farà base nella nuova sede del Centro Internazionale del Fumetto, in via Falzarego, 35, ma alcune proiezioni sono previste nella sala della Cineteca Sarda - Società Umanitaria, in viale Trieste, 126: è il caso della serata inaugurale, in programma questo giovedì (11 aprile) alle 19, con Loving Vincent, un film diretto nel 2017 da Dorota Kobiiela e Hugh Welchman che esplora la vita e il lavoro di van Gogh portando in vita alcuni dei suoi dipinti più rappresentativi per raccontare la storia del grande pittore olandese; un film di animazione di 94 minuti, girato con attori e dipinto frame by frame (oltre 65mila fotogrammi su più di mille tele) in un processo molto laborioso che ha impegnato per diversi anni un team di oltre cento pittori.
 
Ospite dell'appuntamento, aperto al pubblico con ingresso gratuito, Mario Zanot, regista, sceneggiatore e visual effects supervisor, che oltre a illustrare le tecniche utilizzate nel film, parlerà della nuova frontiera dell'animazione digitale. Mario Zanot ha svolto una lunga attività come documentarista lavorando con RAI e Mediaset, ha curato gli effetti digitali di decine di film e collaborato con importanti registi italiani, tra i quali Giuseppe Tornatore e Nanni Moretti.
 
Nel corso della serata i curatori del Cineforum dei Cartoni presenteranno l'iniziativa e il programma delle prossime proiezioni. Oltre che costituire un punto di riferimento per gli appassionati di cartoni animati del cinema d'animazione, l'intento dei fondatori del cineclub è quello di promuovere la conoscenza e lo studio dell'animazione cinematografica in tutte le sue forme, nella convinzione che essa rivesta un ruolo preminente nell'attuale sistema dei media e, in generale, delle arti visive contemporanee. Fin dalle origini, il cinema d'animazione ha messo in mostra un'autonomia che lo ha connotato non come "genere", ma come un autentico mezzo espressivo che si è collocato in posizione intermedia tra cinema, arte figurativa e grafica. 
 
Anche nei suoi aspetti più commerciali il disegno animato ha sempre evidenziato una tendenza alla sperimentazione, che lo ha reso una delle forme artistiche più innovative. L'avvento delle nuove tecnologie ha segnato una vera e propria rivoluzione, modificando radicalmente le fasi del lavoro nella realizzazione dei film e offrendo nuove, incredibili potenzialità espressive agli artisti. Tuttavia, l'apporto tecnologico non ha ridotto l'importante eredità che deriva dal cinema d'animazione più tradizionale.
 
Il cineforum dei cartoni intende proporre un rigoroso approccio storico critico all'animazione, promuovere le opere di cortometraggio (con un particolare riguardo a quelle di carattere sperimentale) e favorire il confronto tra gli autori.
 

* * *
  

SCHEDA DEL FILM

Loving Vincent (Regno Unito/Polonia)


Regia:
 Dorota Kobiiela, Hugh Welchman; sceneggiatura: Dorota Kobiiela, Hugh Welchman; montaggio: Dorota Kobiela, Justyna Wierszynska; effetti speciali: Scott McIntyre, Eddy Popplewell; musiche: Clint Mansell; Art director: Daniela Faggio.  Produzione: Break Thru Thru Productions, Trademark Films. Durata: 94 minuti. Incaricato di recapitare una lettera a Theo Van Gog, fratello del pittore suicidatosi poco tempo prima, Armand Roulin intraprende una ricerca che lo porta ad incontrare persone e luoghi fondamentali nella vita dell’artista, scoprendo insieme ad alcuni segreti della sua esistenza, la straordinaria opera che ha saputo produrre. Il film, interamente dipinto su tela e realizzato rielaborando i quadri del pittore con la tecnica del rotoscope,  vanta  la partecipazione di un team di 125 artisti provenienti da diverse parti del mondo. Il budget del film è stato di 5.500.000 dollari, finanziato in parte con una campagna sul sito di crowdfunding  Kickstarter. 
Note critiche - 
La scelta stilistica di questo nuovo film è decisamente esplosiva perché la storia è raccontata visivamente come se le immagini stesse fossero quadri (animati) del pittore [Antonello Catacchio, Il Manifesto].





“Loving Vincent” evidenza il tormento, la disperazione, la follia e l'amore di Van Gogh non solo, e non tanto, nell'autopsia esistenziale di Armand, bensì proprio nella messa in cinema, ovvero in movimento, delle sue opere: soli avvitati che preconizzano quel letale foto di proiettile, cieli che sono vuoti a perdere, auto ritratti strappati alla lapide, l'arte-vita è già terminale, sintomo scoperto della sua impotenza e finitezza.






Sesto appuntamento con "Tracce sonore", rassegna dedicata al doppiaggio e alla creazione dei suoni!

> Martedì 2 aprile alle ore 19 al Cineteatro Nanni Loy di Cagliari parleremo di doppiaggi satirici e comici: Fabio Celenza, performer e musicista, proporrà al pubblico i suoi esilaranti video ridoppiati (come l'intervista a Mick Jagger), che stanno spopolando su YouTube e in Tv grazie a Propaganda Live.

Nella stessa occasione rivedremo alcuni film ridoppiati in sardo negli anni ’80 da Riccardo Coco per Videolina e alcuni spezzoni di film realizzati da Doppiaggi Sardi Production.

Les jeudis du cinéma propone la visione del film di Xavier Dolan Lawrence Anyways  (Canada/Francia, 2012).

Trama: Montréal, Canada, 1989. Laurence è uno stimato professore di letteratura in un liceo e un apprezzato romanziere esordiente. Nel giorno del suo 35esimo compleanno, confessa alla propria fidanzata - la grintosa regista Frédérique - che la sua vita è una totale menzogna. Laurence ha sempre sentito di essere nato nel corpo sbagliato. Donna costretta in abiti e attributi maschili, Laurence ha finalmente preso consapevolezza del bisogno di non mentire più, agli altri e soprattutto a se stesso. Fred, che sta con lui da due anni, è sconvolta. Ma la loro è una relazione di passione, affinità, complicità, stima, sostegno e un affetto profondissimo. Dopo un iniziale allontanamento, la coppia si ricompone: Laurence ama Fred comunque, a prescindere dal suo desiderio di diventare donna; Fred non può fare a meno di lui e desidera sostenerlo nel difficile percorso di transizione. Inizia, così, una nuova vita. Ma le ostilità e i pregiudizi che i due innamorati dovranno affrontare, nei dieci anni seguenti, metteranno più volte in discussione il loro rapporto straordinario.

Il film verrà proiettato in lingua originale con sottotitoli in italiano.

Ingresso libero e gratuito.







Ancora un appuntamento con la rassegna "Tracce sonore"!

Giovedì 29 marzo alle 19.00 sarà ospite della Cineteca Sarda Enrico Viticci, traduttore bilingue e autore del blog "Doppiaggi italioti", esperto di ridoppiaggi e accanito sostenitore dei doppiaggi originali.

Al termine dell'incontro proietteremo il film “L’uomo che fuggì dal futuro” di George Lucas (esempio di doppiaggio originale perduto).

Ingresso libero e gratuito.

Terzo appuntamento con la rassegna "Tracce sonore" dedicata al doppiaggio e alla creazione dei suoni!

Martedì 26 marzo alle ore 19 in Cineteca Sarda parleremo di "doppiaggi stonati" con il prof. David Bruni, docente di cinema presso l'Università degli Studi di Cagliari.

Il prof. Bruni analizzerà il celebre caso del film Le Mépris di Jean-Luc Godard, che per l'edizione italiana fu censurato, tagliato e completamente snaturato.

Alle 20.30 seguirà la proiezione del film in lingua originale con sottotitoli in italiano.

Ingresso libero e gratuito.

Il progetto, realizzato dalla Società Umanitaria – Cineteca Sarda, con il sostegno della Fondazione Sardegna Film Commission, il patrocinio dell’ERSU Cagliari e la collaborazione di Moviementu – Rete Cinema Sardagna e EjaTV, si articola intorno al tema del “sonoro nel cinema”, ovvero gli elementi che compongono la colonna sonora di un film, con particolare attenzione al doppiaggio e alla creazione dei suoni. A dispetto della grande importanza che rivestono nella realizzazione di un prodotto cinematografico, il complesso lavoro e le professionalità che stanno dietro al mestiere di doppiatore e rumorista sono pressoché sconosciuti al grande pubblico, nonché largamente inesplorati anche dai centri di cultura cinematografica.

programma

22/03/2019 ore 19 @ Cineteca Sarda, viale Trieste 126, Cagliari
L’ADATTAMENTO PERFETTO
incontro con Stefano Bonfili, autore del volume “E se Dio concedesse un’intervista?” e Valentina Maldesi, doppiatrice e adattatrice di dialoghi; a seguire proiezione del film “Amore e guerra” di Woody Allen


23/03/2019 ore 10 @ Cineteca Sarda, viale Trieste 126, Cagliari

MASTERCLASS DI DOPPIAGGIO
per gli studenti delle scuole superiori con Eleonora De Angelis, doppiatrice e direttrice del doppiaggio, e Massimiliano Torsani, general manager della app “VixVocal” [previa iscrizione via e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.]


23/03/2019 ore 18 @ Cineteatro “Nanni Loy”, ERSU, via Trentino 22, Cagliari

LE VOCI SVELATE
tavola rotonda sull’arte del doppiaggio, con i doppiatori Rita Savagnone, Mario Cordova, Caterina e Valentina Maldesi, Eleonora De Angelis. Coordina l’incontro il critico cinematografico e regista Sergio Naitza; a seguire, proiezione di “Sinfonia d’autunno” di Ingmar Bergman (la voce italiana di Ingrid Bergman è di Rita Savagnone)

26/03/2019 ore 19 @ Cineteca Sarda, viale Trieste 126, Cagliari
DOPPIAGGI STONATI
incontro con il docente di Storia del Cinema dell’Università degli Studi di Cagliari David Bruni e proiezione del film “Il disprezzo” di Jean-Luc Godard

29/03/2019 ore 19 @ Cineteca Sarda, viale Trieste 126, Cagliari
ALLA RICERCA DEL DOPPIAGGIO PERDUTO

incontro con Enrico Viticci, blogger autore di “Doppiaggi italioti” e proiezione del film “L’uomo che fuggì dal futuro” di George Lucas (esempio di doppiaggio originale perduto)

02/04/2019 ore 18 @ Cineteatro “Nanni Loy”, ERSU, via Trentino 22, Cagliari:
RIDERCI SOPRA: I DOPPIAGGI SATIRICI
incontro con Fabio Celenza (performer, comico, artista e doppiatore), Andrea Coco (giornalista, autore del libro “Vivere a modo mio”) e Andrea Contu (Doppiaggi Sardi Production) sui film ridoppiati in chiave comica e satirica; a seguire proiezione di alcuni filmati di Celenza e di spezzoni di film ridoppiati in sardo

 
05/04/2019 ore 19 @ Cineteca Sarda, viale Trieste 126, Cagliari
“CHE È MEGLIO!” IL DOPPIAGGIO DEI CARTONI ANIMATI
incontro con il doppiatore Marco Guadagno, voce di numerosi personaggi dei cartoni, tra cui “Conan, il ragazzo del futuro” di Hayao Miyazaki, e con Rossella Faa, voce della Pimpa doppiata in sardo; a seguire, proiezione di alcune sequenze della serie “Conan” e di alcuni episodi della Pimpa


 
06/04/2019 ore 10 @ Cineteca Sarda, viale Trieste 126, Cagliari
MASTERCLASS DI DOPPIAGGIO
con Marco Guadagno [previa iscrizione via e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.]


12/04/2019 ore 19 @ Cineteca Sarda, viale Trieste 126, Cagliari

RUMORI NELLOMBRA: LARTE DI CREARE I SUONI
incontro sulla professione del creatore di suoni con Italo Cameracanna, rumorista, e Massimiliano Prezioso, presidente dell’A.C.S. (Associazione Creatori di Suoni); breve dimostrazione dal vivo e proiezione del cortometraggio “The Foley Artist” di Oliver Holms (2015). A seguire, proiezione del film “C’era una volta il West” di Sergio Leone

 
13/04/2019 ore 10 @ Cineteca Sarda, viale Trieste 126, Cagliari
MASTERCLASS SUGLI EFFETTI SONORI
con Italo Cameracanna e Massimiliano Prezioso [previa iscrizione via e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.]



Tutti gli appuntamenti sono ad accesso libero e gratuito.



Per informazioni:

| www.lacinetecasarda.it | FB: cineteca.umanitaria | TW: @cinetecasar

Prosegue la rassegna “I paesaggi sardi tra città, campagne, mare e montagna”, con la proiezione dei filmati “Furriadroxiu” di Michele Mossa e Michele Trentini (2006) e “I morti di Alos” di Daniele Atzeni (2011),

Saranno presenti i registi Michele Mossa e Daniele Atzeni.

Ingresso libero e gratuito.

Proiezione del film documentario “S’Ardia” di Fredo Valla (2009, 104’), martedì 19 alle ore 19.30 in Cineteca.

Introduzione a cura di Piersandro PIllonca.

Ingresso libero e gratuito.

Giovedì 14 marzo alle ore 19 proiezione del film “Funtaneris. Sulle strade dell'acqua”.

Estate 2018, due architetti (Marco Cadinu e Stefano Mais) e un fotografo (Stefano Ferrando), intraprendono un viaggio nell’entroterra della Sardegna alla ricerca delle storie e tradizioni legate alle architetture dell’acqua. 

Regia: Massimo Gasole
una produzione: Ass. Storia della Città
da una ricerca di: Marco Cadinu
produttore esecutivo: Illador Films

Prosegue in Cineteca la rassegna “Paesaggi sardi tra città, campagne, mare e montagna”.

Mercoledì 13 marzo proiezione dei filmati RAI

  • “La Sardegna, un itinerario nel tempo di Giuseppe Dessì” (1ª parte), di Libero Bizzarri (1963)
  • “Desulo, un emigrato racconta” (1947/50)
  • “Viaggio in Sardegna” di Tito Stagno (1955).

Introduzione a cura di Giovanni Maria Dettori.

Giuseppe Dessì

All’interno delle attività che la Cineteca Sarda porta avanti con le scuole di ogni ordine e grado, la mattina di martedì 12 marzo sarà dedicata ad un laboratorio di costruzione di piccoli strumenti ottici, come il taumatropio e il fenachistoscopio.

           

Al termine del laboratorio le bambine e i bambini saranno coinvolti in un “viaggio nella storia del cinema” attraverso la visione di sequenze di film e la manipolazione di vecchi strumenti di ripresa e proiezione delle immagini in movimento.        

           

   

Serata all'insegna del cinema di Tim Burton e delle maschere di carnevale a tema cinematografico!

Sabato 9 marzo a partire dalle ore 20:

> proiezione del film Mars Attacks! di Tim Burton (USA, 1996, 101')

> premiazione delle migliori maschere presenti in sala

> aperitivo e dj set a tema per il pubblico della Cineteca offerto da Mag

Ingresso libero e gratuito con maschera di carnevale a tema cinematografico!

carnevale cineteca 08

In occasione della giornata internazionale della donna, la Cineteca Sarda e l’Associazione culturale italo-tedesca (ACIT) organizzano, a partire dalle ore 20, la proiezione del film di Margarethe Von TrottaRosa L.”, sulla vita della celebre pensatrice e rivoluzionaria marxista Rosa Luxemburg.

Ingresso libero e gratuito.

Rosa

Prosegue la rassegna “Paesaggi sardi tra città, campagne, mare e montagna”, con la proiezione dei filmati “Tornano alla vita” di Fernaldo Di Giammatteo (1954), “Villaggio di banditi” di Lars Madsen (1967), “Italia allo specchio – Sardegna” di Cecilia Mangini (1968), “Itinierari deleddiani” di Remo Branca (1962).

Introduzione a cura di Antonello Zanda.

Ingresso libero e gratuito.

paesaggio sardo

Il centro Ananke per la cura dei disturbi alimentari, in collaborazione con la Cineteca Sarda, organizza la presentazione del libro di Giada Costa, “Gemma”, che racconta l’esperienza di una giovane studentessa, in conflitto con se stessa e con il cibo.

Gemma 2

La documentarista russa Hanna Polak al centro di una giornata seminariale di proiezioni e dibattito con gli studenti dell’Accademia di Belle Arti “Mario Sironi” di Sassari, organizzata dal Laboratorio di Antropologia Visuale “Fiorenzo Serra”- Società Umanitaria Sassari con l’Accademia.

La cineasta russa, nomination all’Oscar nel 2004 per il cortometraggio “The Children of Leningradsky”, è autrice del pluripremiato film-documentario “Something Better To Come”, modello di cinema del reale ambientato a Mosca tra il 2000 e 2012.

h. 10-13 h. 15-18 presso l'Aula Magna Accademia di Belle Arti “Mario Sironi”, in Via Duca degli Abruzzi 4, Sassari.

A grande richiesta riprende in Cineteca la rassegna dedicata al cinema francese in lingua originale sottotitolato in italiano!

Giovedì 28 proietteremo il film di Patrice Leconte “Ridicule” (1996, 102’).

Ingresso libero e gratuito.

PROGRAMMA DELLA RASSEGNA

- 28 FEBBRAIO: Ridicule, di Patrice Lecompte

- 28 MARZO: Laurence Anyways, di Xavier Dolan

- 23 APRILE: Fidélio, L’Odyssée d’Alice, di Lucie Borleteau

- 30 MAGGIO: Toril, di Laurent Teyssier

- 20 GIUGNO: Le Roi et l’oiseau, di Paul Grimault

- 11 LUGLIO: Au bord du monde, di Claus Drexel

Ridicule

Prosegue la rassegna “Paesaggi sardi tra città, campagne, mare e montagna. Un itinerario nel tempo e nello spazio” con due nuovi appuntamenti dedicati ai filmati d’archivio conservati dalla Cineteca.

> Mercoledì 27 febbraio proietteremo “Un giorno in Barbagia”, “Pastori di Orgosolo” e “Banditi a Orgosolo” di Vittorio De Seta (1958 - 1960). Introduzione a cura di Antioco Floris.


> Venerdì 1° marzo saranno invece proiettati cinque filmati di Fiorenzo Serra, girati tra il 1954 e il 1966. Introduzione a cura di Gianni Olla.

Qui il servizio TGR Sardegna

De Seta

In occasione della 91ª edizione della “Notte degli Oscar” la Cineteca Sarda organizza una lunga serata dedicata agli Oscar passati e a quelli che saranno consegnati quest’anno.

Alle 21.00 verrà proiettato un celebre film premio Oscar (scelto dagli amici della pagina Facebook della Cineteca attraverso un sondaggio tra due opzioni: “L’appartamento” di Billy Wilder e “Un uomo da marciapiede” di John Schlesinger).

Intorno alle 23.30 sarà possibile assistere in sala alla premiazione dei film candidati per l’edizione del 2019.

Ingresso libero e gratuito.

Oscar

E' uscito il nuovo numero della nostra rivista, un unico house-organ per cinque sedi in tutta Italia: Alghero, Cagliari, Carbonia, Milano, Napoli, Roma.

Lo strumento più idoneo per conoscere nel dettaglio lo spirito che anima la nostra istituzione, che in questo numero racconta progetti ed iniziative da febbraio a maggio anche nella nostra città.

qui umanitaria

 

A.C.I.T. Cagliari – Associazione Culturale Italo-Tedesca


in collaborazione con
Limes – Rivista italiana di Geopolitica

Società Umanitaria – Cineteca Sarda


col gentile contributo di
Goethe-Institut
Comune di Cagliari – Assessorato Cultura e Spettacolo
 

invita alla manifestazione 

Essere Germania a 30 anni dalla caduta del Muro
Presentazione del volume Essere Germania di Limes

Intervengono
Alessandro Aresu
, consigliere scientifico di Limes
Luca Steinmann
, analista geopolitico di Limes

Modera
Matteo Meloni
, giornalista di politica internazionale

Cagliari, giovedì 21 febbraio 2019
ore 19:00
Cineteca Sarda, Viale Trieste 126


Ingresso libero e gratuito

Il primo volume di Limes del 2019 è dedicato alla Germania, Paese con il quale l’Italia ha forti legami storici, economici e culturali. La Germania di oggi, a 30 anni dalla caduta del Muro di Berlino, attraversa una profonda crisi d’identità. Prova di ciò sono il lento ma inarrestabile tramonto della cancelliera Angela Merkel, la crescente tensione provocata dai flussi migratori (che hanno comunque reso il la Germania uno dei Paesi più multiculturali al mondo), i primi inequivocabili segni di cedimento dell’economia tedesca, l’ondata populista che l’ha investita e l’incapacità di reagire alla disintegrazione europea in atto.

Tutto questo segna la fine di un’età quasi “paradisiaca”, in cui questo Stato fondamentale e centrale per l’Europa sembra abbia vissuto al di fuori della storia, in una condizione di notevole benessere, di relativa tranquillità sociale e di stabilità politica, sotto la protezione degli Stati Uniti. La situazione è ora diversa, la Germania incomincia a pensare a come deve organizzare da sé la propria sicurezza, poiché il rapporto con gli Americani è peggiorato, ha paura dei Russi, suoi nemici storici, e teme le intrusioni dei Cinesi nel suo apparato industriale e tecnologico. Tuttavia il Paese sembra non aver ancora sviluppato un’adeguata strategia per reagire ai vari cambiamenti.

Alla luce di tutto ciò Luca Steinmann, analista geopolitico di Limes, e Alessandro Aresu, consigliere scientifico della rivista diretta da Luca Caracciolo, discutono con la moderazione del giornalista Matteo Meloni sull’attuale ruolo di questo grande Paese, con cui abbiamo profondi legami e che in buona parte deciderà del nostro futuro.

Segreteria organizzativa
ACIT Cagliari, via Palomba 64, 09129 Cagliari
tel. 07042965 / 330317376, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

PAESAGGI SARDI TRA CITTÀ, CAMPAGNE, MARE E MONTAGNA. UN ITINERARIO NEL TEMPO E NELLO SPAZIO.



 Il cinema ha sempre creato, fin dalle sue origini, immaginario collettivo, ovvero realtà riprese dal vero o ricostruite esclusivamente per essere filmate, che cercano una mediazione tra ciò che si vive, si vede, si legge, si scrive, al presente ma anche nel passato, e ciò che si percepisce esclusivamente con il mezzo meccanico o, oggi, digitale.

È questo il modo tipicamente novecentesco che ha permesso di imprimere in una platea collettiva la memoria di un luogo - con tutto ciò che consegue in termini sociologici, geografici, antropologici - sufficientemente condivisa e diffusa anche al di fuori della platea degli spettatori. Paradossalmente, ciò è accaduto, in larga misura, anche per la nostra percezione, soprattutto post bellica, degli Stati Uniti d’America, luogo vicino/lontano che non si poteva leggere con le categorie dell’esotismo, tipiche delle vedute - e dei romanzi, dei quadri, delle poesie - orientali, ma che era comunque, anch'esso, una categoria dell’immaginazione, abbastanza vicina alle percezioni proustiane che mettevano in rapporto “i nomi dei paesi” e il loro immaginario legato alle letture e alle immagini fotografiche e pittoriche, con gli stessi paesi, successivamente visitati, e, inevitabilmente diversi rispetto alle descrizioni estetiche e letterarie.

Il termine “immaginario collettivo” è oggi quasi desueto, in parte per il velocissimo e instabile modificarsi delle percezioni dirette e indirette dei luoghi - viaggi, comunicazioni di massa, Internet, social media - come se l’intuizione proustiana fosse deflagrata in mille schegge; in parte perché, proprio l’instabilità o l’assenza della percezione di lunga durata, ha lasciato campo libero ad un nuovo termine: narrazione, molto più ristretto su un piano temporale e destinato - come appunto accade alle narrazioni funzionali - a modificarsi e, spesso, ad aggrovigliarsi, in presenza di determinazioni percettive forti e pronte ad essere schematizzate.

L’idea del paesaggio sardo, nel corso del Novecento - il secolo del cinema - è segnato proprio da queste ambiguità percettive o forse, più semplicemente, dall'elaborazione successiva di un immaginario capace di sintetizzarne l’essenza.

PROGRAMMA:


> Mercoledì 13 febbraio 2019, ore 19.30

PAESI E COSTUMI SARDI 1920-1931

LA DIGA DEL TIRSO, 1924

QUADRI DI SARDEGNA, 1926

USI E COSTUMI DELLA VECCHIA SARDEGNA, 1932

VISIONI DI SARDEGNA di Gavino Gabriel, 1932

Presentazione a cura di Gianni Olla e Antonello Zanda



> Venerdì 15 febbraio 2019, ore 19.30

CAINÀ - L’ISOLA E IL CONTINENTE di Gennaro Righelli, Italia 1922



> Mercoledì 20 febbraio 2019, ore 19.30

MUSSOLINIA DI SARDEGNA di Raffaello Matarazzo, 1933 [15’]

MUSSOLINIA (Società Bonifiche Sarda), 1937 [58’]

Introduzione di Giorgio Pellegrini

INGRESSO LIBERO E GRATUITO

Due giornate di studio e approfondimento sull’intellettuale sassarese Antonio Simon Mossa organizzate dal Laboratorio di Antropologia Visuale “Fiorenzo Serra” della Società Umanitaria di Sassari e dalla Società Filosofica Italiana, sezione Università di Sassari.

Per il Laboratorio dell’Umanitaria Simone Ligas e Alessandro Doneddu illustreranno rispettivamente il Cinema e il “Salotto buono” di Antonio Simon Mossa. Gli altri relatori, Salvatore Mura, Antonello Nasone, Giuseppe Mascia, Antonio Deiara e Michele Pinna, tratteggeranno contesto sociale, politico e culturale coevi a Simon Mossa.

18 e 19 febbraio ore 10, Sala Convegni della Fondazione di Sardegna, via Carlo Alberto, 7.

SimonMossa Fondazione

Presentazione del web-doc "Cagliari e dintorni con gli occhi di Francesco Alziator" a cura di Manuela Ennas e Marco Gallus. Un percorso nei luoghi e nelle suggestioni che hanno ispirato le opere di Francesco Alziator e ne hanno definito il pensiero. Un incontro con chi lo ha amato, conosciuto e studiato. Una riflessione sulla trasformazione sociale di Cagliari negli anni della Rinascita. Una veduta consapevole sull'importanza del bilinguismo in Sardegna.

Alziator

Prende il via la rassegna “Paesaggi sardi tra città, campagne, mare e montagna”, con i primi due appuntamenti dedicati a preziosi filmati d’archivio conservati dalla Cineteca che ci mostrano il paesaggio sardo degli anni 20 e 30. In programma alcuni materiali riguardanti i paesi e i costumi tradizionali e il filmato “Visioni di Sardegna” (1932) di Gavino Gabriel.

Nuovo appuntamento per il gruppo di lettura che si riunisce una volta al mese in Cineteca per analizzare film tratti da opere letterarie.

Si prosegue con il percorso iniziato a gennaio intorno agli adattamenti cinematografici dei racconti di Alice Munro: dopo Lontano da lei di Sarah Polley, questo mercoledì è la volta di Julieta di Pedro Almodovar.

“Esta noche ablamos castellano”: questo lunedì il Cineclub Fedic di Cagliari propone sei cortometraggi spagnoli in lingua originale. Gli autori sono: Josecho de Linares, Anartz Zuazua, Martin Costa, Suso Hernández, Toni Bestard e Arturo Ruiz, José Luis Montesinos.

Ingresso libero con tessera Fedic.

Una classe del liceo “De Sanctis – Deledda” di Cagliari sarà ospite della Cineteca Sarda per una lezione/laboratorio sul cinema. Attraverso la visione di alcune sequenze di film gli studenti/esse saranno impegnati nella lettura/analisi degli elementi base del linguaggio cinematografico: l’inquadratura, la scala dei campi, i movimenti di macchina, i raccordi e le dissolvenze, il montaggio e il piano sequenza.

All’interno delle attività che la Cineteca Sarda porta avanti con le scuole, mercoledì 6 si terrà un laboratorio di pre-cinema con una classe della scuola primaria “A. Riva”. Dopo la visione di un film, le bambine e i bambini saranno impegnate/i nella costruzione delle sagome dei personaggi protagonisti, che saranno poi animate nel piccolo teatrino delle ombre.