SCOMPOSTE

- 17/01/2026 - h 19:00
- 21/01/2026 - h 19:00
- 22/01/2026 - h 18:30
Prosegue SCOMPOSTE – Storie di donne che non stanno al loro posto, la rassegna ideata dalla Società Umanitaria di Alghero che si sviluppa tra due date simbolo: la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne (25 novembre) e la Giornata Internazionale della donna (8 marzo) e che, attraverso proiezioni, incontri e spettacoli, esplora le molte forme di discriminazione che ancora condizionano la vita delle donne.
Il programma di gennaio si concentra sui corpi delle donne: corpi abusati, esposti, messi a tacere, raccontati da altri, ma anche corpi che reclamano voce, spazio e volontà di autodeterminazione. Il tema del corpo si intreccia con l’idea fondativa di SCOMPOSTE: la frammentazione. Come l’immagine delle donne è stata nel tempo spezzettata, ricomposta, deformata, così accade ai loro corpi: toccati senza consenso, giudicati, normati, violati, costretti a rispondere a modelli irraggiungibili, ma anche capaci di sottrarsi, ribellarsi, trasformarsi.
Sorridendo sempre. Ero una farfalla e mi hanno strappato le ali
Sabato 17 gennaio alle 19.00 nella Sala Conferenze de Lo Quarter, Valeria Abate presenta Sorridendo sempre. Ero una farfalla e mi hanno strappato le ali (Rizzoli, 2023) di Nina Corradini e Valeria Abate.
Nina Corradini racconta, insieme a Valeria Abate, quel che ha vissuto da ginnasta: un’escalation di dolore fisico, umiliazioni e disturbi alimentari. Un’esperienza spaventosa da cui è stato drammatico liberarsi, perché contestare la prassi dell’ambiente, sottrarsi alle vessazioni voleva dire rinunciare alla sua passione sportiva. Nina ha lasciato la ginnastica e denunciato le violenze subite nel 2021. Dopo di lei, circa 200 ragazze hanno fatto lo stesso.
Ingresso libero e gratuito.
Valeria Abate
Valeria Abate è una giornalista, scrittrice e ghostwriter. Ha lavorato come cronista di nera a La Repubblica, ha realizzato inchieste per L’Espresso, Fanpage, Il Fatto Quotidiano e altre testate. È stata creative content creator per My Space e L’Espresso Online.
Attualmente è tra gli ospiti di Storie Italiane, programma condotto da Eleonora Daniele su Rai Uno.
Toxic (Akiplēŝa)
Mercoledì 21 gennaio alle 19.00 nella Sala Conferenze de Lo Quarter, proiezione del film Toxic (Akiplēŝa) della regista lituana Saulé Bliuvaité.
Marija ha tredici anni, un problema alla gamba dalla nascita che la costringe a zoppicare, e una vita priva di sbocchi in un paesino rurale della Lituania. Sua madre l’ha spedita a vivere in compagnia della nonna, che la cresce come può. Marija incontra la coetanea Kristina, il cui sogno è diventare modella: insieme le due si lasceranno incuriosire da una scuola che promette loro di insegnare il mestiere di modelle ed equipaggiarle con tutto il necessario per una vita all’insegna del glamour tra Parigi e Tokio.
Il film sarà proiettato in lingua originale con sottotitoli in italiano. La proiezione è a ingresso libero e gratuito.
Saulė Bliuvaitė
Nata nel 1994, Saulė Bliuvaitė si è diplomata all’Accademia lituana di musica e teatro nel 2018. Sceneggiatrice, regista e montatrice, Bliuvaitė si è guadagnata il titolo di aspirante cineasta. È stata la co-sceneggiatrice e co-montatrice del dramma storico Izaokas (Isaac, 2019), candidato agli EFA nel 2020.
Toxic è il suo film d’esordio, con cui ha vinto il Pardo d’oro al Festival di Locarno del 2024.
Not just a dead girl. Violenza di genere e costruzione simbolica della vittima nella fiction italiana
Giovedì 22 gennaio alle 18.30 nella Sala Conferenze Lo Quarter, Not just a dead girl. Violenza di genere e costruzione simbolica della vittima nella fiction italiana, a cura di Paola De Rosa e Arianna Vergari (Università degli Studi LINK).
La lezione aperta si propone di indagare in che modo la serialità crime targata RAI dell’ultimo quinquennio (2020-2025) abbia rappresentato il femminicidio e la vittima femminile, contribuendo a delineare un quadro simbolico che intreccia le rappresentazioni offerte dal servizio pubblico alle loro implicazioni socio-culturali. L’obiettivo è osservare se e come tali rappresentazioni riflettano relazioni sociali di genere, inserendosi nel più ampio discorso pubblico sul contrasto alla gender-based violence o, per contro, contribuiscano a reiterare archetipi e stereotipi nella rappresentazione del corpo femminile, radicati in un piacere sadico e morboso.
Ingresso libero e gratuito.
Paola De Rosa e Arianna Vergari
Paola De Rosa è ricercatrice in Sociologia dei processi culturali e comunicativi all’Università degli Studi LINK di Roma, dove insegna Crisis Communication e Media & Politics. Le sue ricerche si focalizzano sulla comunicazione di crisi in ambito organizzativo e politico-istituzionale; la rappresentazione mediale delle gender-related issues e i processi di influenza sui pubblici; la costruzione sociale della leadership e il female empowerment.
Arianna Vergari è assegnista di ricerca presso l’Università degli Studi LINK di Roma, dove insegna Storia del cinema. È professoressa a contratto presso L’università degli Studi di Campobasso dove insegna Cinema, fotografia e televisione. Nell’ambito del Progetto PRIN 2020 “Atlante del giallo” e del Progetto PRIN 2022 PNRR “WokeIt”, si sta occupando della rappresentazione dei personaggi femminili, gender issues e diversity nel cinema e nella televisione italiana. Altri suoi ambiti di ricerca concernono il cinema documentario, in particolare le forme sperimentali e d’avanguardia.