Il rais oggi resta a casa

Esito residenza Giudicesse2030
- 11/04/2026 - h 20:00
La proiezione dell’opera Il rais oggi resta a casa segna la restituzione pubblica finale della terza residenza artistica Giudicesse 2030, che si è svolta a Carloforte, sull’Isola di San Pietro, dal 28 settembre al 10 ottobre 2025.
Il lavoro, realizzato dal collettivo GIACINTA — Sara Basta, Miriam Goi, Maria Luisa Usai — prende forma a partire da un processo condiviso sviluppato nel periodo della residenza, a stretto contatto con la comunità locale, e con il coinvolgimento attivo delle donne di via Cagliari, uno spazio attraversato da relazioni quotidiane e forme di convivenza sedimentate nel tempo.
Il film collettivo ibrida materiali girati sull’isola, in digitale e Super 8, con immagini nello stesso formato provenienti dai fondi di cinema di famiglia del progetto La tua memoria è la nostra storia, curato dai Centri sardi della Società Umanitaria, attraverso la costruzione di una narrazione corale in cui le donne coinvolte non sono oggetto di rappresentazione, ma co-autrici del racconto.
Attraverso pratiche di ascolto e condivisione — il dialogo, il canto, il ricamo, il gesto filmico — sviluppate durante il periodo di residenza tra lo spazio privato delle case e quello pubblico della via, il progetto restituisce una trama di esperienze e immaginari che si muovono tra la dimensione intima e quella collettiva.
Il lavoro visivo si sviluppa a partire dall’osservazione del rapporto storico tra la comunità di Carloforte e la tonnara, rappresentata nel suo momento di maggiore tensione, il gesto tutto maschile della mattanza, per poi spostare volutamente lo sguardo verso altre forme di relazione: quelle tra figure femminili e mare, legate a esperienze di scelta, cura, autodeterminazione e costruzione di comunità.
In questo senso, il titolo introduce una scelta narrativa: la figura del rais — tradizionalmente associata a un rapporto fortemente strutturato tra comunità tabarchina e mare — lascia spazio a un’altra possibilità di racconto, che mette al centro una dimensione femminile fatta di relazioni, costruite all’interno di una comunità che ha scelto l’isola come luogo di vita e di rielaborazione di identità e legami.
La restituzione pubblica presenta il lavoro nella sua forma attuale, come esito di un processo aperto, un invito a continuare a interrogare il rapporto tra narrazione, esperienza e posizionamento.