La misteriosa morte di Virginia Rappe

C’è un libro che è diventato un modo di dire, l’ha scritto Kenneth Anger, prima in francese e poi in inglese. Si intitola Hollywood Babilonia. Racconta gli scandali, gli imbrogli, i pettegolezzi, i suicidi, gli amori, le morti sospette, le perversioni, i delitti nel mondo dorato di Hollywood. 

Il primo dei grandi scandali colpisce Roscoe “Fatty” Arbuckle. Fatty era il comico più famoso del mondo. Buster Keaton diceva che tutto quello che sapeva sul cinema lo aveva imparato da lui. Guadagnava più del presidente degli Stati Uniti. Era stato il primo a firmare un contratto in esclusiva per ventidue film. La Paramount pagava un ingaggio anche al suo cane. I bambini lo adoravano, era la bandiera dell’intrattenimento per famiglie. Era alto, grosso e con un bel faccione bonario.



THE BEST OF Roscoe “Fatty” Arbuckle SILENT COMEDY

La sua carriera finisce di botto il 9 settembre del 1921. Fatty è accusato di avere stuprato e ucciso una ragazza di nome Virginia Rappe. 

1. Virginia Rappe di ADiamondFellFromTheSky concessa con licenza CC BY NC 2.0

La vittima è un’attrice emergente. Qualche particina, qualche sfilata, qualche fotografia. Nulla di più. 

Siamo nel settembre del 1921. Fatty ha alle spalle una maratona di sei giorni di lavoro a settimana per realizzare tre film. La tragedia si consuma il 3 settembre in tre suite dell’Hotel S. Francis di San Francisco. Molti ospiti, alcol a fiumi nonostante il proibizionismo, tante ragazze, tra cui Virginia. 

Della vicenda restano poche certezze, che si confonderanno col passare dei giorni e l’alternarsi delle testimonianze. Virginia si contorce nel letto con i vestiti a brandelli, mormorando frasi sconnesse e lamentando lancinanti dolori all’inguine. Il medico di guardia dice che è solo una brutta sbornia. Gli ospiti tornano a ballare e Fatty può tornare a Los Angeles. Qualche giorno dopo il procuratore Mattew Brady lo convoca per chiarimenti sulla misteriosa morte di Virginia Rappe.

Virginia Rappe foto di ADiamondFellFromTheSky concessa con licenza CC BY-NC 2

Il processo parte sui giornali prima che in tribunale. A scatenarlo sono le dichiarazioni alla stampa di un’amica di Virginia, Maude Delmont, che era con lei alle feste. Delmont sostiene che la vescica di Virginia abbia ceduto, durante lo stupro, per l’esorbitante peso di Fatty. Roscoe Arbuckle coinvolto in un’orgia mortale, Il violentatore balla mentre la vittima muore, sono alcuni dei titoli di giornale del 10 settembre.

2. Fatty Arbuckle on trial.1921 di Jack SamuelsFatty Arbuckle on trial.(1921) foto di Jack Samuels concessa con licenza CC BY-NC 2.0

Il procuratore Brady è sicuro della colpevolezza di Fatty, i giornali sguazzano nella vicenda. Si diffondono particolari macabri, mai confermati, come le sevizie con un punteruolo e una bottiglia di coca cola. Il processo comincia in questo clima. Il procuratore Brady da una parte e un dream team di avvocati dall’altra, messo a disposizione di Fatty dalla Paramount. È uno scontro duro. I testimoni dell’accusa si contraddicono, soprattutto Maude Delmont, sulle cui spalle poggia l’intero castello accusatorio. Fatty testimonia e si difende. La giuria dà ragione a Fatty. Il verdetto recita: «Riteniamo che nei confronti di Fatty si sia commessa una grande ingiustizia». Quanto accaduto all’hotel è una disgrazia in cui Arbuckle non è stato in alcun modo responsabile, secondo la giuria. 

Tutto finito? No. Restano i dubbi. L’autopsia – che ha stabilito che Virginia è morta per una peritonite acuta – è stata condotta in modo così oscuro, segreto e frettoloso da far sospettare un tentativo di insabbiamento. Poi c’è un’altra ipotesi, quella del complotto, a capo del quale ci sarebbe il boss della Paramount, Adolph Zukor. Il vero boss della Hollywood anni Venti, noto come imprenditore spietato e senza scrupoli. Zukor avrebbe voluto prima comprare e poi distruggere Fatty, perché troppo potente. La prova del complotto sarebbero due assegni che Zukor stacca in favore del procuratore Brady. 

Roscoe “Fatty” Arbuckle ne esce distrutto, nonostante la riabilitazione in aula. La sua carriera è finita. Nel 1922 la censura vieta la distribuzione di tutti i suoi film e il ritiro di quelli in circolazione. 

Complotto o non complotto, però, resta un fatto: una ragazza è morta. Che sia stata uccisa da Fatty o sia stata sacrificata sull’altare di un complotto per far fuori Fatty, perché guadagnava troppo ed era troppo potente, Virginia Rappe è morta. E ancora oggi non si sa bene come e perché. Un’attrice sconosciuta è morta per colpa di maschi tanto potenti quanto bramosi di altro potere. Questa è Hollywood Babilonia.