S’Ardia. Pregonta a sas iscortas

- 27/12/2025 - h 18:00
Proiezione di filmati storici sull’Ardia di Sedilo, con interviste ai protagonisti. I filmati in super8 sono stati digitalizzati nei laboratori del CSC di Cagliari della Società Umanitaria – Cineteca Sarda.
Coordina: Pier Sandro Pillonca.
S’Ardia di Sedilo ha origine religiosa, di schietta estrazione rurale. È qualcosa di intimo ma al tempo stesso “Sagra nazionale del popolo sardo”, tanto da essere diventata l’Ardia per antonomasia, quella intitolata al Santo elettivo dei sedilesi: Santu Antinu. L’Ardia di Sedilo è spettacolo e balentia e ciò che è fondamentale è che a s’Ardia non si assiste semplicemente, bensì vi si partecipa. Il luogo deputato per questa sacra rappresentazione non può che essere suggestivo: una vallata di Monte Isei carica di memorie che evocano antichi rituali. Uno spazio ricco di preistoria circondato da aree sacre prenuragiche, nuraghi, tombe dei Giganti, pozzi sacri, Domus de Janas. S’Ardia ha una chiave gestuale estremamente antica. La corsa esprime, da una parte, lo stereotipo culturale della virilità dei cavalieri sedilesi, racchiusa nella nozione di Balentìa (prestanza fisica, coraggio, padronanza ed esorcizzazione dei pericoli, che inevitabilmente si riscontrano nel percorso dell’Ardia). D’altro canto c’è tutta quella sfera carica di devozione, credenze ed emozioni che interessa ogni singolo partecipante, che sia esso a cavallo o a piedi, che sia esso cavaliere o fedele accompagnatore, ciò che trasforma la corsa in una processione di fede. Adulti e bambini si uniscono in questo vortice di tradizione nella realtà agro-pastorale sedilese: l’aspirazione a “Currer s’Ardia” si rivede infatti anche nel gioco, magari proprio nella speranza che un giorno si possa stringere tra le mani quel bramato vessillo giallo-oro come tappa di una effimera ascesa personale e sociale.
Costantino Mongili