Educare ai Diritti Umani 2025/2026

Il diritto all’autodeterminazione dei popoli
III Edizione
La proposta formativa
La Società Umanitaria, con la sua Scuola Superiore in Mediazione Linguistica ad indirizzo universitario “P.M. Loria”, propone la terza edizione del corso di formazione per i docenti delle scuole secondarie di secondo grado “Educare ai Diritti Umani”, con l’obiettivo di fornire agli insegnanti metodologie trasversali per il potenziamento della didattica nell’ambito dell’educazione civica e nella promozione della conoscenza e della diffusione dei diritti umani tra gli studenti. La formazione storico-giuridica, i laboratori cinematografici (sviluppati dal CSC della Società Umanitaria di Alghero) e la formazione nell’ambito della mediazione culturale costituiscono i perni su cui ruota la proposta formativa, dedicata per l’anno scolastico 2025/2026 al tema del diritto all’autodeterminazione dei popoli.
Il tema
Esplorare il diritto all’autodeterminazione come principio giuridico, sociale e politico, approfondendo le istanze di popoli e minoranze che rivendicano uno Stato o forme di autonomia, significa interrogare uno dei nodi più complessi della storia contemporanea. Il corso propone una riflessione che intreccia dimensione storica e attualità, offrendo agli insegnanti strumenti per affrontare in aula questioni complesse e sensibili, attinenti all’insegnamento dei diritti umani e dell’educazione civica, stimolando il pensiero critico e la comprensione della pluralità delle identità e delle culture nel mondo globale.
Il percorso formativo propone un’analisi dei conflitti con un approccio interdisciplinare che intreccia storia, diritto, cinema e strumenti di mediazione culturale, per leggere il presente alla luce delle trasformazioni sociali.
Il principio di autodeterminazione affonda le sue radici nelle idee dell’Illuminismo e trova un primo riconoscimento implicito durante la Rivoluzione francese, con l’affermazione della sovranità popolare. Nel XIX secolo si traduce in pratica politica nei movimenti nazionali per l’indipendenza e l’unificazione di molti Stati europei. Nel XX secolo viene rilanciato sia da Lenin che da Woodrow Wilson, fino a diventare un pilastro del diritto internazionale con la Carta Atlantica (1941) e la Carta delle Nazioni Unite (1945). Assume un ruolo centrale nei processi di decolonizzazione che portano alla nascita di numerosi Stati in Africa e Asia, attraverso percorsi spesso segnati da conflitti violenti o, in altri casi, da transizioni più controllate sotto supervisione internazionale.
Nel XXI secolo, il principio continua a essere invocato da popoli e minoranze in contesti caratterizzati da conflitti aperti, oppressioni sistematiche e gravi violazioni dei diritti umani. Le rivendicazioni spaziano dalla creazione di uno Stato indipendente al riconoscimento di autonomie culturali o territoriali, in un equilibrio sempre delicato tra autodeterminazione dei popoli e integrità territoriale degli Stati esistenti.
Modalità di frequenza
Il corso di formazione Educare ai Diritti Umani ha una durata complessiva di 12 ore ed è erogato da remoto in modalità sincrona. La struttura del corso prevede 6 seminari online, ciascuno della durata di 2 ore, svolti su piattaforma Zoom e articolati in tre moduli tematici: giuridico, cinema e mediazione culturale.
Il modulo cinema si sviluppa a partire dall’analisi di opere cinematografiche selezionate, che costituiscono il principale riferimento tematico delle lezioni. La visione dei film è fortemente consigliata; ai docenti iscritti saranno fornite indicazioni utili per la loro fruizione.
Attestato di frequenza
Ai docenti che frequenteranno il corso per almeno il 75% del monte ore complessivo (pari a 9 ore su 12) sarà rilasciato un attestato di frequenza.
I docenti iscritti al corso tramite la piattaforma ministeriale S.O.F.I.A. riceveranno l’attestato attraverso la medesima piattaforma. Ai docenti non iscritti a S.O.F.I.A. l’attestato sarà rilasciato direttamente dalla Società Umanitaria.
Programma del corso
Modulo giuridico (4 ore)
L’autodeterminazione dei popoli in un mondo che cambia
Le cronache di questi mesi ci restituiscono uno scenario internazionale dove le regole giocano un ruolo secondario e la forza uno primario. I fatti in Ucraina, nel Mare cinese meridionale, a Gaza, in Venezuela e in Groenlandia scuotono le regole contemporanee in materia di sovranità statale e impongono una riflessione.
Luigi Crema, Professore associato di Diritto internazionale, Università degli Studi di Milano
Martedì 24 febbraio, ore 15.00 – 17.00 | L’autodeterminazione dei popoli a Gaza
Martedì 3 marzo, ore 15.00 – 17.00 | L’autodeterminazione dei popoli in Ucraina e nel continente americano
Modulo cinematografico (4 ore)
Martedì 10 marzo, ore 15.00 – 17.00 | The Quiet American: Cronaca di una guerra annunciata. La crisi del Vietnam tra colonialismo, ciechi ideali e autodeterminazione negata
Nadia Rondello, Operatrice culturale CSC Società Umanitaria di Alghero
La lezione si concentra sul confronto tra il romanzo di Graham Greene e le sue trasposizioni cinematografiche, analizzando il rapporto tra etica giornalistica e responsabilità morale, e l’evoluzione dello sguardo occidentale nei conflitti del Novecento. Il film è stato scelto per la sua lettura critica dell’intervento straniero e per la capacità di anticipare, attraverso l’allegoria del triangolo amoroso, la transizione dal colonialismo francese all’ingerenza statunitense in Vietnam.
FILM DI RIFERIMENTO:The Quiet American – L’americano tranquillo (2002) di Phillip Noyce
Martedì 17 marzo, ore 15.00-17.00 | Oltre il conflitto: il cinema palestinese di Hary Abu-Assad, Elia Suleiman e Annemarie Jacir tra realismo, allegoria e identità
Emiliano Di Nolfo, Operatore culturale CSC Società Umanitaria di Alghero
La lezione presenta il cinema palestinese contemporaneo come forma di racconto storico e identitario, attraverso il riferimento a opere di alcuni tra i principali registi palestinesi, tra cui Hany Abu-Assad, Elia Suleiman e Annemarie Jacir. Linguaggi e registri differenti consentono di osservare le diverse modalità con cui il cinema ha rappresentato l’esperienza dell’esilio, dell’occupazione e della vita quotidiana. Il film All That’s Left of You di Cherien Dabis sarà proposto come caso di studio, offrendo uno sguardo sulla vicenda palestinese dal 1948 alla prima Intifada e permettendo di approfondire il rapporto tra memoria, identità e rappresentazione cinematografica.
FILM DI RIFERIMENTO: All That’s Left of You – Tutto quello che resta di te (2025) di Cherien Dabis
Modulo mediazione culturale (4 ore)
Martedì 24 marzo, ore 15.00 – 17.00 | Autodeterminazione dei popoli, migrazioni e mediazione culturale
Bruno Milone, docente di Sociologia dei processi migratori SSML “P.M. Loria”
L’intervento offre una cornice storico-filosofica e sociologica al tema dell’autodeterminazione dei popoli. La lezione propone una riflessione sulle conseguenze sociali e umane dei conflitti legati alla negazione o alla rivendicazione dell’autodeterminazione, osservate attraverso fenomeni come le migrazioni, gli spostamenti forzati e le trasformazioni delle identità individuali e collettive. L’incontro invita a interrogare il ruolo della mediazione culturale come spazio di comprensione delle tensioni e delle complessità che attraversano il mondo contemporaneo.
Martedì 31 marzo, ore 15.00 – 17.00 | Le tante guerre tra Russia ed Ucraina
Leonardo Coen, giornalista
La guerra Russia-Ucraina è diventata una questione di sopravvivenza per l’Europa dinanzi non solo alle tragedie geopolitiche ma anche a quelle climatiche: una soluzione è estremamente urgente anche per ri-allinearsi al diritto internazionale.
Lo scorso novembre un collettivo di autorevoli personalità europee e della società civile ha lanciato tramite “la dichiarazione di Strasburgo” un appello per “reinventare l’Unione Europea”, in cui affrontare le tematiche del seminario sull’autodeterminazione dei popoli. I potenti, infatti, stanno ridisegnando il mondo e distruggendo le norme che un tempo erano il cuore del suo multilateralismo, così come lo sviluppo economico, il rispetto delle regole economiche e la tutela delle identità culturali nazionali (che Mosca dice di voler proteggere, secondo il detto popolare che dove c’è un russo c’è la Russia…). In sostanza, il conflitto Russia-Ucraina è il conflitto tra due concezioni ideologiche e politiche, quello delle democrazie occidentali contro le autocrazie e i regimi illiberali.
Quota di partecipazione
Iscrizione entro il 24 febbraio sul Portale del Ministero dell’Istruzione S.O.F.I.A. su https://sofia.istruzione.it | ID Corso: 103093
Inviare una mail a scuole@umanitaria.it